Libri – Roberto Pastore “Sulle strade della fiction” 15/12/2008
Posted by Antonio in Libri, TV ITA, TV USA.trackback
Per gli appassionati di telefilm poliziesche può essere un ottimo regalo di Natale l’interessante saggio “Sulle strade della fiction – Le serie poliziesche americane nella storia della televisione” (Lindau, 270 pagine, prezzo di copertina 19 €), scritto dal giornalista pubblicista e laureato in scienze politiche Roberto Pastore.
Si tratta della seconda edizione aggiornata di un volume già pubblicato nel 2002, che offre un completissimo e dettagliato excursus nella produzione seriale statunitense relativa al genere poliziesco: dopo un‘introduzione relativa a generi, forme e contenuti della fiction televisiva d’oltreoceano, Pastore si occupa delle serie poliziesche degli anni 1950/60 (da “Dragnet” in poi), molte delle quali fecero il loro esordio in radio per poi passare sul piccolo schermo; si passa poi ad un’analisi degli “investigatori antieroi”, tra Colombo, Ellery Queen, Barnaby Jones, Quincy e Nero Wolfe. Si prosegue con i poliziotti nelle metropoli, con serie come “Uno sceriffo a New York”, “Le strade di San Francisco”, “Starsky & Hutch” e “CHiPs”; passando per i “detective edonisti”, da “Matt Helm” a “Simon & Simon”, si prosegue con la metamorfosi degli anni ‘80, con le nuove tematiche introdotte nelle nuove produzioni (dal pessimismo di “Hill Street giorno e notte” al femminismo di “Cagney& Lacey – New York New York”) ma anche il conservatorismo di “Hunter”; poi si passa al realismo degli anni ‘90 (spiccano sulle altre “Law & Order”, “Oz”, “Homicide”, “NYPD – New York Police Department”, “Twin Peaks” e “I Soprano”), fino alle produzioni del nuovo millennio, che comprendono i vari telefilm di Jerry Bruckheimer (”Senza traccia”, “C.S.I.”, “Cold Case”) ma anche “Criminal Minds” e “The Shield”. La panoramica è al tempo stesso ricchissima ma scorrevole, intrigante come un romanzo ed utile per farsi una cultura su un argomento ben più vasto e compleso di quanto si possa immaginare.
Chiude il volume, prima di una ricchissima bibliografia di titoli italiani e stranieri e di un indice analitico di tutte le serie trattate, un’interessante intervista a Claudio G. Fava, critico cinematografico e capostruttura della fiction di RaiDue tra il 1981 e il 1994, che tra l’altro ha creato il tradizionale appuntamento preserale della rete con il poliziesco.
A seguire, la presentazione del volume indicata in quarta di copertina.
Per molto tempo la fiction televisiva di tipo seriale è stata guardata dalla critica che si occupa di spettacolo con un atteggiamento di diffidenza, e qualche volta di vera ostilità. A lungo è prevalso un «pregiudizio» in base al quale si sarebbe trattato soltanto di prodotti destinati all’intrattenimento più elementare, frutto di un artigianato di livello mediocre. È però ormai evidente che questa impostazione è ben lontana dall’offrire una interpretazione soddisfacente del fenomeno ed è incapace di cogliere le ragioni profonde di un successo che non accenna a diminuire. Questo lavoro vuole pertanto proporsi non come un ennesimo studio sociologico sulla serialità del piccolo schermo, bensì come una cronistoria dei polizieschi televisivi d’oltreoceano, incentrata sulle trame, gli autori, i protagonisti, i retroscena e le modalità di produzione di fiction che sono entrate nella memoria di intere generazioni di spettatori. Ne ripercorre l’evoluzione di forma e contenuto, nelle molteplici varianti del genere, dalle dirette delle origini a telefilm di «culto» molto seguiti anche in Italia come Colombo, Kojak, Starsky & Hutch, Charlie’s Angels, Magnum, p.i., Miami Vice, La signora in giallo e i tre CSI. Per arrivare a scoprire che nella TV statunitense, oltre a prodotti superficiali e ripetitivi, hanno trovato spazio «detective drama» di qualità pari (se non superiore) a quella di molti polizieschi cinematografici.













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