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Edicola – “Le Scienze”, luglio 2009 – “Dalla Luna a Marte” 01/07/2009

Posted by Antonio in Le Scienze, Scienza e tecnologia.
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Di seguito propongo copertina, principali contenuti ed allegati facoltativi del numero 491 – Luglio 2009 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American”, in edicola da ieri.
La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed i
n vendita al prezzo di 3,90 €.

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I principali contenuti di questo numero:

Dalla Luna a Marte

Quarant’anni dopo l’impresa dell’Apollo 11, che il 20 luglio 1969 ha portato i primi esseri umani sulla Luna, «Le Scienze» pubblica un articolo con i suggerimenti per l’esplorazione marziana dell’unico scienziato che ha visitato il nostro satellite naturale. Geologo di formazione, Harrison H. «Jack» Schmitt è arrivato sulla Luna nel 1972 con la missione Apollo 17, quella con la durata più lunga. Nell’articolo Schmitt ripercorrela sua esperienza di «geologo lunare» spiegando quali indicazioni possono venirne per le future esplorazioni sulla superficie del Pianeta Rosso.

Su numero di «Le Scienze» di luglio inoltre:

I rischi di un mondosenza cibo. Un’analisi di Lester Brown spiega perché la stabilità globale è minacciata dalle crisi alimentari nei paesi poveri, indotte dal degrado ambientale, che potrebbero causare il collasso dei governi nazionali.

Sesso, politica… e proscimmie. Già nei lemuri, i primati più antichi, la concessione di «favori sessuali» segue le regole di mercato.

Le conquistedell’ingegneria  dei tessuti. I pionieri che costruiscono tessuti viventi raccontano gli importanti progressi compiuti dalla tecnologia nel decennio scorso.

La fuga d’aria planetaria. L’atmosfera terrestre si sta disperdendo lentamente nello spazio: in futuro il nostro pianeta somiglierà a Venere?

Inoltre, con Le Scienze di luglio, a richiesta e a pagamento:

- il settimo DVD della collana “Menti matematiche”: “Zoomando sui quadri di Escher”, in cui Hendrik Lenstra svela la matematica presente in alcune opere di M.C. Escher.

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Bellezza artistica e necessità matematiche. È il binomio che fa da filo rosso alla lezione magistrale Zoomando sui quadri di Escher tenuta da Hendrik Lenstra all’Auditorium di Roma nel 2008, e riproposta nel settimo DVD della collana Menti matematiche, allegato a richiesta con «Le Scienze» di luglio. Protagonista della lezione è la litografia Galleria di stampe, realizzata dall’artista olandese Maurits Cornelis Escher nel 1956. Nell’opera si può notare un giovane che osserva una stampa in una galleria d’arte. Tra gli edifici dipinti sulla stampa, paradossalmente, il giovane vede la stessa galleria in cui si trova in quel momento. Al centro della litografia campeggia un cerchio bianco, necessario a Escher per completare l’opera.
Se oggi il procedimento con cui l’artista ha prodotto Galleria di stampe è abbastanza chiaro, e ben descritto nel volume Lo specchio magico di Escher, di Bruno Ernst, per molto tempo invece si è ignorato che nell’opera è presente il cosiddetto «effetto Droste». Il nome di questo singolare fenomeno indica una particolare tecnica di pittura ricorsiva, è stato introdotto negli anni settanta e proviene da un’etichetta ideata all’inizio del secolo scorso per una scatola di una celebre marca di cacao, la Droste, anch’essa olandese. Nell’etichetta compare l’immagine di un’infermiera con in mano un vassoio. Sopra il vassoio ci sono una tazza e una scatola, sempre della stessa marca di cacao, che in questo modo dà origine a una ricorsività dell’immagine.
La presenza dell’effetto Droste in Galleria di stampe è stata scoperta nel 2003 proprio da Hendrik Lenstra, altro olandese, insignito nel 1998 del premio Spinoza, grazie a un’analisi matematica della litografia a cui ha collaborato il suo collega Bart de Smit. Reso noto in un articolo dal titolo The Mathematical Structure of Escher’s Print Gallery (si veda «Notices of the AMS», Vol. 50, n. 4, aprile 2003), il lavoro di Lenstra, all’epoca all’Università di Leida, ha dimostrato che è possibile descrivere correttamente la struttura matematica di Galleria di stampe. Ovvero è possibile identificare quei vincoli matematici senza i quali Escher non avrebbe potuto completare una delle sue opere più importanti. L’analisi di Lenstra ha inoltre dimostrato che è possibile scrivere un algoritmo con cui completare la macchia bianca al centro della litografia, come poi ha effettivamente fatto il matematico olandese, spingendosi dunque più in là rispetto all’artista.
La passione ha portato Lenstra anche a collezionare e studiare numerose altre immagini, spesso pubblicitarie, in cui è presente l’effetto Droste o che è possibile modificare in modo interessante sfruttando lo stesso effetto, che ormai è parte integrante della cultura olandese. Al punto che è diventato un sinonimo molto comune per «autoreferente», come spiega Lenstra, che con un pizzico di orgoglio chiede al pubblico se non sia il caso di adottarlo «anche nella bella lingua di Dante». Si accettano scommesse.

- il 27° volume della collana “Biblioteca delle Scienze”, “L’uomo che sapeva troppo” di David Leavitt, un libro che ripercorre la vita di Alan Turing, mente geniale dalla vita tormentata.

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Nella storia della scienza ci sono personaggi che per la loro peculiarità e importanza rendono difficile il lavoro di chi vuole raccontarli. Una di queste rare figure è Alan Turing, protagonista di L’uomo che sapeva troppo, il libro allegato a richiesta con «Le Scienze» di luglio, scritto da David Leavitt, una delle migliori penne americane, firma di «New Yorker», «New York Times» e «Washington Post», e docente di letteratura inglese all’Università della Florida.
Definire Turing esclusivamente come un «matematico» è riduttivo. Il personaggio è stato tante cose insieme, ed è questa complessità che Leavitt segue nella narrazione. Moltissimi ricordano Turing come il matematico che riuscì a decodificare il codice Enigma usato dai nazisti per crittografare le comunicazioni durante la seconda guerra mondiale. Molti lo ricordano come pensatore rivoluzionario che negli trenta teorizzò l’intelligenza artificiale prima ancora della nascita del computer.
Pochi invece ricordano Turing come uomo insicuro e solitario, perseguitato dalle autorità britanniche per la sua omosessualità, per la quale fu arrestato e «curato» con iniezioni di estrogeni. O per il suo tragico e misterioso suicidio, a soli 41 anni. Leavitt affronta con maestria e chiarezza sia la biografia scientifica sia quella umana, scavando negli aspetti piscologici di una delle menti più geniali di sempre. Di un patrimonio dell’umanità.


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