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Dal Vangelo secondo Giuda… 07/04/2006

Posted by Antonio Genna in Varie ed eventuali.
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Vangelo secondo GiudaAl termine di un lungo lavoro durato cinque anni, una squadra di esperti linguisti, papirologi e studiosi di storia della religione è riuscita a decifrare il testo del fragile papiro su cui sono impresse le parole del Vangelo di Giuda, l'apostolo che tradì Gesù, e a verificarne l'autenticità e il significato religioso. Il risultato, uno dei più importanti documenti dell'archeologia giudaico-cristiana, è stato presentato ieri a Washington nella sede della National Geographic Society, e per l'Italia sarà pubblicato dal mensile "National Geographic Italia" di maggio (in edicola dal 21 aprile), che allegherà a pagamento anche una copia delle 66 pagine del Vangelo appena scoperto.
Il documento, che farà molto discutere, ha un titolo che recita "Il racconto segreto della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della Pasqua", e rilegge in modo totalmente diverso la figura di Giuda Iscariota, il "traditore" più odiato della storia, trasformandolo nel discepolo più fedele di Gesù e presentandolo come colui che consegna Gesù alle autorità su sua stessa richiesta. Le vicende narrate contraddicono in parte la storia più tradizionale, che ci è stata tramandata dai Vangeli ufficiali (di Matteo, Marco, Luca e Giovanni) e che verrà sancita dai dogmi della Chiesa cattolica negli ultimi secoli.
Il Vangelo era scritto su papiro e legato da un laccio di pelle, ed è stato redatto in copto (lingua in uso all'epocaa in Egitto) attorno al 300 d.C.; dopo essere stato scoperto alla fine degli anni 1970 nel deserto presso El Minya, in Egitto è diventato proprietà di alcuni antiquari, e passando per l'Europa è stato portato negli Stati Uniti, dove è rimasto per 16 anni in una cassetta di sicurezza a Long Island (New York), prima di essere acquistato nel 2000 dall'antiquaria di Zurigo Frieda Nussberger-Tchacos.
Giuda Iscariota non solo non è il consueto "traditore", ma è presentato come il mezzo attraverso cui Gesù raggiunge il suo scopo, ovvero il discepolo "più importante". Nel testo, in cui non si fa alcun cenno alla crocifissione o alla resurrezione di Cristo, è anticipata l'ira degli altri discepoli contro il traditore (Giuda ha una visione in cui vede se stesso mentre gli altri discepoli lo prendono a sassate), ma anche il fatto che sarà comunque superiore a loro, come Gesù gli anticipa: "Sarai maledetto per generazioni, ma regnerai su di loro".
Al documento manca però la parte finale, ed il testo si interrompe all'improvviso: "Essi (coloro che erano venuti ad arrestarlo) avvicinarono Giuda e gli dissero, "Cosa fai qui? Sei un discepolo di Gesù?". Giuda diede loro la risposta che volevano, ricevette da loro del denaro e glielo consegnò".
Le pagine del manoscritto contengono anche un testo intitolato "Giacomo" (noto anche come la "Prima Apocalisse di Giacomo"), una lettera di Pietro a Filippo e un frammento di un quarto testo che gli studiosi hanno deciso di chiamare provvisoriamente "Libro degli Allogeni".
(via Repubblica.it)

Commenti»

1. Domiziano Galia - 07/04/2006

Una cosa da niente, giusto da riscrivere o almeno reinterpretare tutto il Cristianesimo…
Tra l’altro questo nuovo punto di vista mi ricorda abbastanza il Giuda di Jesus Christ Superstar… non un malvagio macchinatore, ma un uomo lacerato… molto umano.

2. Samurai - 07/04/2006

Anton = Avanti…il primo
io..= classico della superbia ego smodato
genna= inferno
.net= rete
trad: io, il primo dell’inferno, la mia rete…
Ciao lu… so chi sei

3. Gaetano Barbella - 20/04/2006

IL VANGELO DI GIUDA
Di Vangeli, oltre i quattro canonici riconosciuti dalla Chiesa Romana, ve ne sono altri e fra questi ora assurge alla ribalta mediatica il Vangelo di Giuda che si conosceva da tempo. Come cogliere l’evento che solo ora sembra porsi in modo incisivo? Per un «segno dei tempi»? Poiché in qualche modo influirà su molti modellandone il pensiero. In sintesi ciò che viene riportato dai media su questo tema è che «Fu il Cristo a chiedere a Giuda di consegnarlo alle autorità romane»: dunque può essere che in questa frase risieda il «segno del nostro tempo». Il resto fa da contorno e poco o nulla conta. Ma questa supposizione non regge se il prezzo è la compromissione di due millenni di Cristianesimo, salvo a riscontrare un certo compromesso atto a perfezionarlo semmai.
Per stare in linea con la tradizione cristiana si può interpretare la cosa con un velato intento manovrato dal destino, sia per Gesù Cristo, «figlio dell’uomo e figlio di Dio», sia per Giuda Iscariota di cui si dice che era preso dal potere, in modo che per vie “inverse”, ma concordanti, si adempisse il «segno» in questione. Per dire che entrambi – Cristo e Giuda – si conformarono secondo le rispettive “inclinazioni”. Di qui il il “vero” dalle due facce opposte – diciamo – in “buona fede”. Più chiaramente riesco a immaginare che le argomentate “inclinazioni” dovevano fare i conti con i relativi processi mentali a livello intuitivo. Dunque il tradimento di Giuda potrebbe essere visto secondo il relativismo del suo tempo. Venendo al fatto saliente in stretta relazione all’epoca attuale, l’atto deicida di Giuda può essere descritto come quella di un genere di “apostolo”, stracolmo di zelo a modo suo specifico, che “stacca la spina” della “macchina” uomo in cui viene detto (per bocca di Giuda) che “alloggia” il Cristo, altrimenti non si adempie il progetto di redenzione umana. Insomma la venuta del Cristo, a ragione del suo alto mandato non si può vedere senza ammettere delle “quinte” di un processo iniziatico in cui era previsto anche l’atto tragico finale, quello della morte iniziatica, appunto. Perciò il tradimento di Giuda va visto come l’episodio sacrale più importante, a dispetto delle apparenze spregevoli. La conclusione, con l’avvento dell’entrata di Cristo trionfante a Gerusalemme, vede in lui un uomo su un puledro, quasi inesistente, solo un dio che agogna la morte come liberazione per predisporsi ad un regno pronto a popolarsi di anime umane di nuova generazione. Prova ne è lo strano comportamento di Gesù Cristo alle pressanti domande di Pilato prima della sua condanna alla crocifissione. Il resto, ora appare chiaro perché trova riferimento alla tanto discussa eutanasia. Eutanasia, che etimologicamente significa «buona morte», ossia un’azione o una omissione che di natura sua, o almeno nelle intenzioni, procura la morte allo scopo di eliminare il dolore. Si deve convenire che il Cristo, nel procedere verso il compimento del suo mandato, che doveva compiersi per “mano sua”, da Dio che era a causa di ciò non era tanto il dolore della morte che doveva affrontare a torturarlo, bensì un altro. Doveva predisporre le cose, da divino che era ed in perfetta armonia col Padre in lui, in modo che uno dei suoi fidati apostoli facesse da “sgabello” per il suo “suicidio”, altrimenti come pensare di redimere l’umanità dal peccato originale, sostituendolo con un altro altrettanto mortale? L’umanità per vie trasverse ne ha pagato il prezzo, ma non senza il Cristo a sostegno che con la crocifissione in una buona misura si è svincolato dalla gravità del tradimento di Giuda, eccetto dal restante fino alla fine dei tempi. Per dire forse che ora tocca all’umanità risolversi sulla necessità di fare la parte di Giuda per lenire il dolore di tanti esseri che vivono da irredenti perché tenuti “a forza” in vita, ma che tale non è.
Può servire per la comprensione spirituale di una simile cosa, che cozza contro un radicato principio di rispetto sacrale della vita in seno al mondo cattolico, limitando ad esso la tematica in discussione, la memoria di un passato biblico, quello relativo alla storia di Abramo. Si può paragonare la devozione di questi per il Signore, al punto di disporsi al sacrificio del figlio Isacco in suo onore, con quella dell’attuale Clero Romano. Ma, come fu per Abramo impossibilitato ad avere un erede a causa della sterilità della moglie Sarai, il Papa d’oggi, come anche chi lo ha preceduto, è come se fosse impotente ad influire sul mondo dei potenti della terra per convincerli a trovarsi in accordo per il bene dell’umano vivere, necessario ed imprescindibile per tutti. Sappiamo che Abramo, in accordo al volere del suo Dio ebbe modo di ottenere un figlio, Ismaele, ma solo attraverso l’egizia Agar, la schiava della moglie. E fu così che grazie alla vitalità nuova offerta da questa nascita poco, anzi affatto, amabile dal punto di vista spirituale, Abramo ebbe modo di prevalere sul mondo intorno a lui ostile e così affermarsi e dare sicurezza al suo popolo. In seguito sappiamo che venne alfine il “giusto” figlio della vecchiaia, Isacco, nonostante la sterilità di Sarai. Lascio ora il commento a chi lo voglia portare avanti su questa linea che non è amabile a prima vista. Se così dovrà essere si profilerà l’Iscariota epocale, ma ai veri cristiani non parrà esecrabile come ora sembra. Il vero cristiano non sarà coinvolto nello scandalo a causa di ciò perché non vedrà la corruzione, qui sta la giustizia di Dio.

4. paolo - 06/06/2006

Circa il Vangelo di Giuda,
bisogna ricordarsi le parole che proferì Gesu’ nell’ultima cena alla presenza dei 12 apostoli circa il tradimento che stava per mettersi in atto per mano di Giuda e del quale disse che, sarebbe stato meglio per quest’uomo che non fosse mai nato.

A mente di quanto risulta dai 4 vangeli sinottici c’e’ solo da dire che chi ha scritto il libro lo fa solo per guadagnare soldi a danno della povera gente ignorante delle vicende riguardanti la vita dell’uomo e la sua salvezza.

Posso infine aggiungere assumendomi la responsabilità d’avanti a JHAVE’ il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe che, quanto ho scritto è frutto della mia conoscenza e non di provenienza eventuale di chi o di qualcuno o più ancora da ispirazione. Paolo

5. Giuditta - 20/06/2006

Giuda m’ sempre stato simpatico. Perch delle due l’una:
1. Il figlio di Dio si sbaglia di 1/12, ed molto per il Figlio Unigenito del Creatore (forse perch in lui c’ 1/12 di natura umana e 11/12 di natura divina);
2. Giuda vittima del Piano Divino, se Ges non veniva crocifisso e risorgeva non c’era neanche il cristianesimo; s’ dovuto sacrificare Giuda nel ruolo meno comodo.
Preferisco quest’ultima tesi, pur di non ammettere che Ges si sia sbagliato.

6. Elena - 21/06/2006

A proposito del “vangelo” di Giuda.
Scandalo per i sapienti, intendendo per sapienza quella dell’uomo, ecco chi era Gesù. Ci arroghiamo il diritto di reinterpretare a modo nostro (perchè ci fa più comodo), la scelta fatta da Gesù, di consegnarsi liberamente nelle mani dei suoi aguzzini per essere giustiziato e portare così la salvezza per l’umanità. Non cambieremo mai…eppure Gesù ci accetta così come siamo! Che scandalo!

7. Andrea - 07/07/2006

gaetano barballa… ma quanto hai scritto? e soprattutto, cosa volevi dire? eutanasia, isacco ,impotenza del papa? mediare tra i vangeli sinottici e quello di giuda?

il vangelo di giuda è un vangelo gnostico. ovvero si rifà allo gnosticismo. “sarebbe meglio non fosse mai nato” non dice meglio per chi.
magari pensava a se stesso, a giuda (che sarebbe poi stato l’unica altra persona a patire la morte nel gruppo dei 12+1 all’epoca del compimento del disegno di gesù)(o di Dio).
per quanto riguarda lo gnosticismo (andatevelo a vedere anche da altre fonti… magari io sbaglio) è una corrente con forti connotazioni esoteriche. ovvero gli atti e le storie ed i miti hanno o possono avere significati “altri” rispetto a quelli comunemente accreditati.
occorre abbandonare le proprie certezze acquisite per comprendere questi nuovi significati.
e se il vero Agnello di Dio, colui che toglie i peccati dal mondo, fosse proprio Giuda?
è biasimato da tutti, e così facendo tutti possono sentirsi migliori di qualcuno (di lui).
i peccati non li ha presi su di sè per un gioco di parole o uno scherzo del destino: li ha commessi personalmente, sacrificando il proprio nome e la propria stessa salvezza sull’altare di Gesù. suo Maestro
forse bisogna iniziare a considerare che non sempre le cose sono state come sembravano.

8. Antonio - 21/07/2006

i vangeli assomigliano a un racconto antico in cui dei ciechi vogliono parlare di un elefante, asseconda della parte che egli ne hanno toccato: per uno sarà un apropoboscide, per uno sarà una zampa possente, per uno delle grandi orecchie.
I suoi discepoli gli chiesero, “Quando verrà il regno?”
“Non verrà cercandolo. Non si dirà ‘Guarda, è qui!’, oppure
‘Guarda, è lì!’. Piuttosto, il regno del Padre è sulla terra, e nessuno
lo vede.”

9. gianca - 14/01/2007

sperando che sia reale mi congratutlo con ki ha rilevato il contenuto….Ciao

10. max - 20/12/2008

perchè tirar giù un personaggio per farlo a nostra immagine e somiglianza? giuda è quel che leggi.
che senso ha tirare in ballo national geographic??????

11. italo - 01/08/2009

sono sempre più convinto che Dio è dentro di noi o non sta da nessuna parte diceva Santamente un semplice Uomo B. Brecht. il lavoro duro che spetterebba a ognuno di noi è innanzitutto imparare ad avere il coraggio di riconocsere i propri limiti, questo è l’ottimo inizio, per chi “maledettamente” insegue la verità, la propria intanto. In riguardo la SPIRITUALITA’ dico: LA SPIRITUALITA’, E’ ANALISI TRASCENDENTALE: L’IRRAZIONALITA’, MATEMATICA SCIENTIFICA, CHE VIVE L’ILLOGICA DI UN RAZIONALISMO, VISSUTO NEL GOVERNO DELLA PROPRIA STRUTTURA, CHE SOLO A NATURA, IL MOTO E’ COMPRENSIBILE, NELLA RAGIONE COMBINATRICE, DA SE STESSA MOSSA!
Perciò, tutto ciò che si muove dentro di noi; E’ RAGIONE UNIVERSALE!


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