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Potevamo non saperlo? – La memoria a breve termine 21/04/2006

Posted by Antonio Genna in P.N.S., Scienza e tecnologia.
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MemoriaIl cervello dell’uomo, per ricordare un dato per il tempo necessario al suo utilizzo,tilizza una funzione particolare, individuata da uno studio italiano condotto in collaborazione tra l’Università di Bari, La Sapienza di Roma e il National Institute of Mental Health degli Stati Uniti e pubblicata ieri sul Journal of Neuroscience. La ricerca prova che la memoria a breve termine è l’azione combinata di due geni, e ad esempio permette di ricordare un numero di telefono appena letto su un’agenda giusto per il tempo necessario a utilizzarlo.
La scoperta del “dialogo” tra due geni avrà ripercussioni importanti anche sulla cura dei deficit della memoria, caratteristici di malattie come la schizofrenia o l’Alzheimer.
Secondo il coordinatore della ricerca, Alessandro Bertolino, del dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell’università di Bari: “Finora si era visto che una variante di un solo gene può avere effetti sul funzionamento del Sistema Nervoso Centrale, ma da decenni era stato predetto che le funzioni del cervello sono regolate dall’interazione fra più geni. Il nostro studio dimostra per la prima volta che due geni interagiscono per modificare l’attività dei neuroni nell’uomo durante un compito di memoria a brevissimo termine, o memoria di lavoro”.

L’attività combinata dei due geni chiamati Comt (catecol-O-metiltransferasi) e Dat (modulatore della dopamina) è stata osservata direttamente grazie a una tecnica di analisi non invasiva, la risonanza magnetica funzionale, nel cervello di 62 persone sane. Ambedue i geni controllano il livello di una delle sostanze necessarie alla comunicazione tra le cellule nervose (il neurotrasmettitore dopamina) nell’area del cervello chiamata corteccia prefrontale, durante lo svolgimento di un compito di memoria di lavoro.
(via Repubblica.it)

Commenti»

1. Viviana Tudini - 05/04/2007

salve! mi chiamo Viviana Tudini, sono una studentessa universitaria e sto svolgendo una tesi sui meccanismi molecolari alla base della memoria; cortesemente, mi potrebbe mandare gli estremi bibliografici dell’articolo dov’è publicata la ricerca portata avanti dal dottor Bartolino??


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