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Poesie e poesie (13) – “La canzone del maleamato” 13/05/2006

Posted by Antonio Genna in Poesia.
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Guillaume ApollinaireQuesta volta una poesia del francese Guillaume Apollinaire (nato a Roma il 26 agosto 1880, morto a Parigi il 9 novembre 1918), autore principale del "teatro dell'assurdo" francese.

Una sera di mezza bruma a Londra
Un monellastro che somigliava al
Mio amore mi si fece incontro e fonda
Mi lanciò una guardata tale da
Farmi chinar gli occhi d'onta

Fischiettava una sua canzone
Le mani in tasca e mentre lo seguivo
Di quella strada nel canalone
Mar Rosso aperto sembravamo
Lui gli Ebrei io Faraone

Cada quell'onda di mattoni giù
Se tu non fosti bene amata
Io son davvero il Re d'Egitto e in più
La sua sorella sposa la sua armata
Se l'unico amore non sei tu

Alla svolta d'una via bruciante
Di tutti i lumi delle facciate

Piaghe di nebbia sanguinante
Vivo lamento delle facciate
Un'ubriaca a lui somigliante

Carico l'occhio d'inumanità
Sul collo nudo la cicatrice
Da una taverna sbucò là
Nell'ora in me rivelatrice
Dell'amorosa falsità

Tornato in patria finalmente
Il saggio Ulisse fu riconosciuto
Dal vecchio cane Teneramente
La moglie presso un gran tessuto
Stava ad attenderlo fidente

Stanco di vincere si rallegrava
Di Sakuntala il regale signore
Allorché languida lei ritrovava
Mentre occhi pallidi d'attesa e d'amore
La sua gazzella accarezzava

A quei felici re ho pensato
Quando l'amore falso e quella
Di cui son sempre innamorato
Le loro perfide ombre urtando
Così infelice m'hanno lasciato

L'inferno è fatto di questi rimpianti
Un cielo d'oblio s'apra ai miei voti
Per un suo bacio del mondo i regnanti

Morti sarebbero Tapini famosi
Offerta avrebbero l'ombra ai mercanti

Ho svernato nel mio passato
Ora ritorni il sole di Pasqua
A riscaldare un cuor più gelato
Dei Quaranta che a Sebaste
Meno di me han martirizzato

Memoria mia mia bella vela
Abbastanza s'è navigato
In un'onda a bersi nera
Abbastanza s'è divagato
Dalla bell'alba alla triste sera

Addio falso amore confuso
Con la donna che s'allontana
Con quella che ho perduto
L'anno scorso in Germania
E mai mai più ho riveduto

O Via lattea sorella luminosa
Di Cànaan dei bianchi rivi
E d'un bianco corpo di sposa
Ti seguiremo morti nuotatori privi
Di fiato in altra nebulosa?

Mi ricordo d'un altr'anno
Era l'alba d'un giorno d'aprile
Io cantavo il mio dolce affanno
Cantavo l'amore con voce virile
In quel momento d'amore dell'anno

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