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Così esplode una supernova 30/08/2006

Posted by Antonio Genna in Scienza e tecnologia.
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La regione intorno a Cassiopea AInteressante articolo scritto da Cristina Nadotti e tratto dal sito web Repubblica.it: il potente telescopio orbitante Hubble ha fotografato per la prima volta l’esplosione della supernova Cassiopea A, avvenuta ben 340 anni fa.
Cliccando sopra l’immagine che segue in basso potete visualizzare un’animazione in Flash dell’esplosione.

SupernovaROMA – L’esplosione di una supernova avvenuta “solo” 340 anni fa ripresa da un telescopio orbitante darà un contributo importante nella comprensione dell’evoluzione dell’universo. Hubble, il telescopio lanciato da Nasa ed Esa, ha fotografato passo dopo passo la morte di una stella della Via Lattea, la galassia che ospita il nostro sistema solare, conosciuta come Cassiopea A. Si tratta di documenti eccezionali, poiché per la prima volta si può osservare ciò che resta della stella quando è ancora “giovane”.
Le immagini mostrano i resti di Cassiopea A, che appaiono come un cerchio discontinuo di materia stellare espulsa con filamenti e aggregati brillanti. La deflagrazione della supernova ha provocato anche un’onda d’urto di immenso calore, testimoniata nelle immagini dal luccichio prodotto dalle spirali di detriti stellari. I colori diversi sono invece indice della composizione chimica dei detriti, così i filamenti verdi sono ricchi di ossigeno, quelli rossi e viola di zolfo, mentre i blu sono composti principalmente di idrogeno e azoto.
Una supernova come Cassiopea A è originata dalla morte di una enorme stella, che collassa sotto il peso della sua stessa forza di gravità. In seguito al collasso, gli strati più esterni della stella esplodono con una forza tale che la luminosità può offuscare brevemente parte della sua galassia di appartenenza. Cassiopea A è una supernova relativamente giovane, la sua età stimata è di circa 340 anni e il telescopio Hubble l’ha tenuta sotto osservazione per monitorare i filamenti prodotti dall’esplosione, che mutano rapidamente.
Tra le particolarità osservate dal telescopio Hubble, quella della velocità con cui i detriti dello strato superficiale della stella si muovono nello spazio. I tecnici della Nasa e dell’Esa, responsabili del progetto di Hubble, hanno calcolato che alcuni resti si spostano a 50 milioni di chilometri all’ora, una velocità tale per cui potrebbero viaggiare dalla Terra alla Luna in 30 secondi.
Cassiopea A si trova a 10mila anni luce dalla terra, nella costellazione di Cassiopea. Le esplosioni delle supernova danno origine a un gran numero di elementi, l’analisi dei quali è molto importante per capire l’evoluzione dell’universo. In questo caso è importante per gli scienziati poter osservare la composizione di detriti realtivamente giovani.

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Commenti»

1. Nico - 31/08/2006

Qualcosa mi sfugge. Se Cassiopea A dista 10000 anni luce ed è esplosa 340 anni fa, come abbiamo fatto a fotografarne l’esplosione? C’è qualcosa che non va.

2. Federico - 03/09/2006

Quell’articolo contiene una notevole serie di imprecisioni e di inesattezze.
Intanto è fuorviante scrivere che Hubble “ha fotografato passo dopo passo la morte di una stella della Via Lattea”, e il filmato presente nello stesso sito di Repubblica contribuisce a confondere le idee. Da quelle immagini, che in realtà sono una semplice ricostruzione di ciò che si suppone sia avvenuto nell’arco di circa 340 anni, sembrerebbe che il telescopio sia riuscito a riprendere la stella nel momento esatto dell’esplosione, e che nel giro di pochi secondi si sia raggiunta la conformazione attualmente osservabile (un anello formato da gas incandescente tutt’ora in espansione).
Una pura assurdità, visto che ad oggi questa nube di detriti si estende per circa una decina di anni luce, per cui, alla velocità di espansione ipotizzata, il fenomeno si sarebbe svolto complessivamente nell’arco di secoli.
In realtà, quello che i ricercatori hanno effettuato è il confronto di due serie di immagini dei resti della supernova, prese a distanza di nove mesi grazie alla Hubble’s Advanced Camera for Surveys (Acs).
I 340 anni citati nell’articolo sono appunto un calcolo, basato evidentemente sulle attuali osservazioni e su una ricostruzione a ritroso del processo di espansione, del tempo ad oggi approssimativamente trascorso dal momento dell’esplosione o, più precisamente, dal momento in cui la luce emessa dalla deflagrazione diventò visibile dalla Terra, dopo aver viaggiato per circa 10000 anni.
Si suppone quindi che la supernova sia apparsa nel nostro cielo intorno al 1660, rimanendo probabilmente visibile a occhio nudo per un breve periodo, anche se resta ancora da chiarire come mai non sia riportata nelle cronache dell’epoca.


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