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Alias… un commento sull’episodio finale della serie 29/09/2006

Posted by Antonio Genna in Alias, Articoli, Cinema e TV, Serie cult, TV ITA.
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ALIASAlcuni membri del Forum di Alias Italia, collegato al mio sito Alias Italia, sono rimasti colpiti da come diversi fan della serie hanno parlato male del finale senza tentare troppo di capirlo. Per questo motivo Marta/Ananke, membro del Forum, ha riunito tutte le tesi emerse sul finale, per cercare di dare una spiegazione al mistero del futurologo italiano Milo Rambaldi, punto centrale del telefilm.
Leggete qui di seguito il lungo commento… se avete qualcosa da dire, nella libertà di espressione e nel rispetto del pensiero altrui, fatelo nei commenti di questo post.

Il finale di Alias ci ha regalato dei momenti più complessi e profondi mai visti in tv.

Anzitutto per capirlo bisogna essere un cultore della serie e qui occorre ringraziare gli autori di Alias che hanno preferito essere ancora una volta fedeli ai propri fans piuttosto che piegarsi alle esigenze di mercato e di rete. Secondo, non ci si deve aspettare una pura dimostrazione scientifica dove ogni mistero posto in questi anni venga risolto in maniera semplice e razionale: sono i singoli telespettatori che devono entrare in gioco per mettere insieme il puzzle, ora che tutti i pezzi ci sono stati posti davanti. L’operazione non è facile e ricorda molto la prova dell’indicatore del Progetto Natale. È una sfida da affrontare.
L’episodio finale è incentrato sul mistero di Rambaldi e su una domanda cara a JJ Abrams, che ritroviamo in altre suo opere, Lost tra tutte: “Esiste il libero arbitrio o tutto è già dettato dal Destino?”. Se in Lost la risposta è connessa al mistero dell’Isola, che sembra aver attirato a sé un gruppo di naufraghi che solo a prima vista pare non abbiano niente in comune, in Alias la domanda è portata avanti tramite l’enigma di Rambaldi. Lo dice Irina a Sydney nel finale della seconda stagione in “Il Dire”, lo ripete spesso Sloane quando chiede di avere fede, lo ha detto Donato a Sydney a Positano nella prima stagione in “L’Orologio”, lo ha ripetuto il misterioso seguace di Rambaldi con la Rosa tatuata sul braccio in “Senza rancore”, ma ce lo dicono anche le profezie che in Alias sono numerose. Se c’è una profezia, essa è destinata ad avverarsi, altrimenti non sarebbe tale per definizione.

Esiste o no il libero arbitrio?

Sydney (Jennifer Garner)La risposta alla domanda si rivela nelle scelte compiute dai personaggi, Sloane e Irina su tutti, visto che sono loro che vogliono realizzare il fine ultimo di Rambaldi.

Sloane e Irina sono personaggi che possono essere letti in parallelo.

Per tutta la serie vivono una tensione che li fa oscillare tra due poli: da una parte vorrebbero realizzare l’obiettivo ultimo di Rambaldi, dall’altro invece vorrebbero amare pienamente le loro figlie. Le due opzioni sono alternative ed esigono una scelta.

Sloane compie questa scelta in “30 secondi”: per evitare che la pagina 47 si distrugga, lotta con Nadia e involontariamente ne causa la morte. La scelta è fatta e non c’è più possibilità di tornare indietro. Ma questa è stata dura e difficile, tant’è che lo perseguita il senso di colpa per aver sacrificato la figlia: è il fantasma di Nadia, che non è altro che una proiezione della sua coscienza (“Sono qui perché tu mi vuoi qui” in “Vedo i morti”), quella parte che lo spingeva verso la figlia piuttosto che verso Rambaldi.

Irina ha ripetuto spesso nella serie la frase “La verità richiede tempo” a Sydney. La verità è svelata solo nell’episodio finale, dove è lei a dover compiere la scelta tra la figlia e Rambaldi. Irina ha fatto quello che nessun personaggio di Alias ha mai cercato di fare: rimandare la scelta, perché non le piaceva. Amava sia Syd che Rambaldi e da madre, nonostante fosse un’agente, non poteva scegliere. Si prendeva tempo, dicendo “La verità richiede tempo”, ma la verità non richiedeva tempo per Sydney, la verità richiedeva tempo per lei. Ma nessuno può sfuggire al destino in Alias e sul tetto di un palazzo di Hong Kong ha dovuto affrontare il destino che le imponeva di scegliere. Irina coerentemente decide per Rambaldi. Ciò non vuol dire che non ami o non abbia mai amato Sydney, perché confessa il suo amore per lei ancora una volta durante il combattimento.

Irina sapeva che Syd era la Prescelta e che, dal momento che sua figlia maggiore era destinata a distruggere le opere di Rambaldi (si veda la profezia della prima stagione), presto o tardi si sarebbero scontrate. Per evitarlo ha sempre offerto a Sydney la possibilità di uscire da quel mondo di spie. Nella seconda stagione ha incoraggiato Sydney a lasciare la Cia dopo la laurea; nella quarta a Sovogda le ha detto che aveva compiuto la Profezia, in modo da farle credere che tutto fosse finito; ha incoraggiato il matrimonio con Vaughn e ha salvato sua figlia Isabelle. Avrebbe potuto semplicemente ucciderla (“Eri così piccola quando sei nata. Sarebbe stato semplice” le confessa nel primo episodio della seconda stagione), ma sceglie invece di lasciarle una via d’uscita proprio perché era l’unica persona che abbia mai amato veramente. Il paradosso più grande: Irina sapeva bene che l’unica persona che poteva distruggerla era colei che amava di più. Ad Hong Kong è arrivato il momento della “lotta finale” profetizzato da Rambaldi e annunciato dal suo seguace in “Senza rancore” . Irina tenta di uccidere Sydney perché non può più rimandare la scelta. La morte di Irina mostra tutta la complessità del personaggio. Sydney le dice “Dammi la mano”, rivelandosi per quello che è. Nonostante tutto, vuole salvare la madre e darle un’altra possibilità. Vengono subito in mente le parole pronunciate poco prima da Sloane sul Monte Subasio, quando racconta come lei da bambina sognava di salvare tutti i suoi peluche da un naufragio. Sydney è l’unica che crede nel libero arbitrio e infatti il seguace di Rambaldi con la “Rosa” tatuata sul braccio la definisce “affascinante” perché lei ancora spera di poter cambiare le sorti del mondo. Non così Irina e Sloane che credono che tutto ciò che ha scritto Rambaldi sia destinato ineluttabilmente a realizzarsi.

Quando Syd dice alla madre “Dammi la mano” c’è ancora una possibilità di riscatto, ma Irina sceglie consapevolmente e coerentemente Rambaldi. Allunga la mano verso l’Orizzonte e sceglie l’autodistruzione. Ma prima di morire chiede scusa a Sydney. Non è una contraddizione. Ha sempre amato Sydney, si scusa in punto di morte per aver scelto Rambaldi: la sua scelta non deve stupire, lo aveva già confessato apertamente in “Istinto materno” di essere una donna debole e fallita. Tra l’essere madre e l’essere agente, ha scelto di fallire come madre.

Ritornando a Sloane. Realizza l’obiettivo della sua vita, quelle per cui aveva sacrificato la figlia Nadia: raggiunge l’immortalità. Ma non si può non notare che diventa immortale proprio nella tomba di Rambaldi. Quest’ultimo aveva scelto la via della morte. Il vero obiettivo di Rambaldi non era la realizzazione dell’Orizzonte-Immortalità, ma la sua distruzione. Mentre Irina distrugge l’Orizzonte e ottiene il privilegio della morte, Sloane invece realizza ciò che Rambaldi aveva più detestato e il Destino lo condanna all’immortalità in maniera crudele, incatenandolo per “tutto il tempo del mondo”. Nel momento della sua sconfitta, si rende conto di aver compiuto la scelta sbagliata: viene abbandonato dalla figlia. Sloane si autocondanna alla solitudine, perché lui stesso aveva preferito Rambaldi a Nadia. Sloane urla.Tutto si chiude. Alias è finito. Il prologo è un nuovo inizio. Si presentano le nuove generazioni. È un altro Alias.

Quello che più colpisce della resa di Sloane e Irina è sconfitti dai loro alter ego, rispettivamente Jack e Sydney, che hanno compiuto la scelta opposta alla loro. Sloane ha scelto Rambaldi in luogo della figlia, Jack invece a preferito morire e salvare Sydney pur avendo la possibilità di salvarsi con l’Orizzonte. Parallelamente Sydney appare come l’anti-Irina. Irina ha scelto di fallire come madre e vivere da agente. Sydney ha scelto di essere prima madre e poi agente. Irina si stupisce quando Sydney le chiede di arrendersi perché ormai tutto era compiuto, ma la figlia le dice che lei non era venuta a combatterla da sola. Irina è sempre stata sola, si è sempre illusa che nessuno potesse aiutarla: è fuggita lasciando Sydney bambina 30 anni prima e forse avrebbe potuto chiedere aiuto a Jack e salvare la sua famiglia. Sydney non è sola, ma ha accanto Vaughn. Sydney è ciò che Irina avrebbe potuto, ma ha scelto di non essere. Sydney stesso rappresenta la sua sconfitta come persona, prima ancora di essere causa della sconfitta su quel grattacielo a Hong Kong.

La profezia di Rambaldi appare ora chiara, dopo 105 episodi di grande televisione:
Questa donna segni invisibili possiederà,
segni che il marchio sono

(È l’eredità genetica che ha avuto dalla madre, è la sua chiave di identificazione, come emerge dalla prima stagione)
di colei che porterà a compimento le opere mie
(Per “compimento”, si intende “portare a termine”. L’obiettivo di Rambaldi non era l’Orizzonte- Immortalità, ma la sua distruzione: non a caso lui stesso ha scelto la morte;)
con furia cingendole
una rabbia che arderà
(Sydney è infuriata perché questa non era la vita che voleva, ma che altri hanno scelto per lei: è stata per troppo tempo una pedina)
se non domata
(Nessuno è riuscito a fermare Sydney, nemmeno sua madre)
a volgar costo
(È il tributo che Sydney ha pagato in questi anni: la vita difficile che condotto, la morte di Danny, la perdita degli amici, il sacrificio del padre e della sorella, infine la morte della madre)
questa donna farà della maggior potenza
scempio totale.
(“La maggior potenza “ è l’Orizzonte-Immortalità: è grazie all’intervento di Sydney che viene distrutto. Sydney non si è arresa di fronte a niente, neanche di fronte alla propria madre).

Ritornando alla domanda iniziale: esiste o no il libero arbitrio?

Alla luce di quanto detto sembrerebbe di no. La profezia si è realizzata pienamente.

“Le stelle cadranno dal cielo” e questi erano i satelliti distrutti da Irina e Sloane.

“La fine della Natura” si è avverata. Alla base della natura c’è il ciclo della vita. Si nasce e si muore. Sloane è riuscito a sovvertirlo, raggiungendo l’immortalità. Inoltre, come aveva profetizzato Rambaldi, la Prescelta è riuscita a distruggere “la maggior potenza”, l’Orizzonte stesso.

I personaggi hanno compiuto sì delle scelte, ma tutte già profetizzate e scritte da Rambaldi.

Il libero arbitrio non esiste. Ma dall’altra parte non significa che il Destino sia negativo o crudele. Coloro che avevano tentano di sconvolgere l’ordine naturale sono stati sconfitti: Irina è morta, Sloane  è condannato “all’eternità”. Forse non esiste una possibilità di scelta, ma i cattivi hanno perso e i buoni hanno vinto. E se tutto è dettato dal Fato, questo è un destino positivo e di giustizia.
In un mondo come il nostro, dove sembra che pochi dettino delle scelte per tutti, J.J. Abrams lancia un messaggio di speranza: forse, alla fine, una giustizia c’è.

Noi abbiamo proposto una delle molteplici chiavi di lettura del finale di Alias; si può condividere oppure no, ma certamente non si può rimanere passivi di fronte ad essa. Il solo fatto che qualcuno possa ritenerla inesatta o incompleta, dimostra paradossalmente la grandezza del finale: è stato costruito per poterne parlare, discutere e costruire teorie, come tutta la serie in fondo. E non è forse questa la ragione per cui molti di noi si sono innamorati di Alias?

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Commenti»

1. ALE69 - 29/09/2006

io sono uno di quelli che hanno visto ALIAS fin dall’inizio (perdendo qualche episodio dell’ultima stagione per blackout causato dal temporale ) e credo che miglior finale di una serie caratterizzata da molti morti (e qualche strana risurrezione) non poteva essere scrittto. Con questo dico che in passato alcune serie sono finite lasciando l’amaro in bocca o in sospeso senza una conclusione chiara( ricordo ad esempio il finale di dallas e di jarod il camaleonte che hanno fatto dei film tv per chiudere le storie ) quindi concludendo ,a parte le spiegazioni su rambaldi, credo proprio che alias passera’ alla storia come una delle spy story migliori e vedrete che ne faranno anche un film

2. Jo3y Gilmore - 30/09/2006

Io non sono d’accordo mi spiace; adoro Alias, l’ho sempre seguito e lo ritengo uno dei serial più perfetti di sempre (soprattutto grazie alla continuità SEMPRE presente), tuttavia il finale delude; premetto che non sono di quelli che dicono “no, tutta la quinta stagione fa schifo perchè non c’era J.J. Abrams, etc.”, però nel finale finale la sua mancanza si sente; la prima parte scorre bene, ma la seconda è troppo sbrigativa e vaga, da Irina stessa che va palesemente out of character perchè si era sempre dimostrata dalla parte di Syd e alla fine fa la bastardona fino a morire a quel modo, all’immortalità di Sloane che è una cosa davvero pacchiana.
In 5 anni sono accadute le cose più assurde (duplicati & trasformazioni zombie per dirne due), ma sempre una spiegazione plasubile era stata data a questi fatti (inventata certo, ma con realismo), invece agli ultimi minuti si è ricorso alla magia; per non parlare del finale ricalcato da Mr. & Mrs. Smith con Syd e Vaughn che se la tirano da morire, una mega contraddizione (se erano sempre rimasti operativi perchè Dixon dice che è stato difficile trovarli e che non si vedono da un pò?) e poi Isabelle che distrugge il puzzle e preferisce una vita normale con i genitori in riva al mare era degno dei peggiori clichè; allora tutto ciò può passare per le altre serie, ma per Alias no, Alias è suspence, è azione, è spionaggio, non è miele, zucchero e magia e tutti quei morti non mi faranno dire che “è stato un finale figo” perchè ho 18 anni e non 11 e riconosco la qualità a cui sono stato abituato per 5 anni quindi adoro Alias, lo considero pressochè perfetto, lo amerò sempre, ma il finale non ne è stato all’altezza mi spiace.

3. Simone - 30/09/2006

Concordo con quanto detto da Jo3y Gilmore! Il finale é stato sbrigativo e “superficiale”. Forse il fatto che hanno dovuto far concludere la serie a 17 episodi e nn a 22 ha influito.

4. pandagrissom - 30/09/2006

a me il finale di alias è piaciuto.
penso che non si sarebbe potuto farlo diversamente.
il cerchio andava chiuso,i nodi dovevano venire al pettine.
alias è stato costurito in climax:la tensione è sempre cresciuta e al momento della resa dei conti essa “esplode”,definitivamente.
credo che questa sia la sua fine naturale,con la distruzione delle colpe passate e un nuovo inizio dalle ceneri,un pò come le grandi tragedie greche.

5. Paolo - 30/09/2006

Sinceramente anche io non sono d’accordo: si vuole vedere più di quanto non ci fosse in questo finale. Probabilmente tutto è stato chiuso (ma sarà poi vero?) e i nodi sono venuti al pettine ma la sensazione finale è che comunque le cose siano state fatte in maniera veloce e rovinando alcuni personaggi,in primis Irina. E’ piaciuto a pochi e un motivo ci sarà…

6. Karvek - 02/10/2006

Paragonare le grandi tragedie greche ad Alias mi sembra anche un po’ eccessivo in verità..
Io comunque comprendo la chiave di lettura data da Marta ma non si può non dire che l’ultima puntata in particolare sia soltanto uno “sbrigativo e poco curato scorrere degli eventi”.
E poi troppe citazioni da Indiana Jones, maledizione.

7. Remedios - 08/10/2006

Ciao a tutti, sono un membro del forum di Alias che ha prodotto questa interpretazione. Non sono qui per dire che ciò che diciamo noi è giusto e quello che dite voi è sbagliato, ma perchè vorrei alcune spiegazioni riguardo a ciò che dite. 5 persone su 6 non condividono il nostro punto di vista e questo va benissimo, neanche tra noi membri del forum si era tutti d’accordo, questa è stata l’interpretzione più accreditata, ma ce ne sono state altre. Però, a parte Jo3y Gilmore, gli altri non hanno dato una spiegazione chiara del perchè non è piaciuto. Il fatto che sia stato fatto in fretta è una cosa ovvia a tutti. E’ ovvio che se avessero avuto a disposizione 22 episodi avrebbero fatto tutto con molta più calma. Però non mi sembra che il finale sia sbrigativo. Tutto si risolve, ogni tassello del puzzle va al suo posto. Dimostratemi il contrario. Certo, non è tutto così immediato, ma mai in Alias c’è stato qualcosa di immediato, qualcosa che subito risulta chiaro. Si cerca sempre di intuire cosa c’è dietro ogni indizio che ci viene posto davanti e si cerca di capirlo.
Per quanto riguarda la questione “Irina”, a molti non è andata giù la fine che ha fatto il personaggio e molti dicono che si è andati proprio out of character. A me non sembra proprio anzi, si è stati coerentissimi col personaggio. Irina ha sempre amato Sydney e questo lo ripete mille volte durante tutte le stagioni e anche nell’ultima puntata. Ma fin dalla seconda stagione lei usa sua figlia per arrivare a Rambaldi. E’ sempre stato così. Anch’io mi sono illusa che il suo personaggio alla fine rinunciasse a Rambaldi in favore della figlia, ma se questo fosse successo, allora non sarebbe più stata Irina, la stessa Irina che nella seconda stagione usa sua figlia per arrivare ai manufatti di Rambaldi, la stessa Irina che nella quinta stagione rapisce e tortura la figlia per avere informazioni sull’orizzonte.
Io ho cercto di spiegare un po’ meglio la nostra posizione e spero di esserci riuscita. Ora vorrei sentire le vostre risposte.

8. elena - 08/10/2006

Quoto tutto ciò che ha detto Remedios. Il finale è stato “forzatamente” sbrigativo, perciò di meglio sfido chiunque a farlo. Io ho sempre detto che ci hanno viziato. A chi ha detto che gli è piaciuto di più la prima parte della stagione, rispondo che a me è piaciuta molto di più la seconda parte (escluso il primo episodio della prima che è bellissimo). Credo che le migliori puntate della seconda serie siano state quelle centrali intorno al parto.

9. nefele - 09/10/2006

Non parlate di realismo o magia!
Se dite così è evidente che non avete capito niente di alias….
Alias è un mondo parallelo…NON E’ IL NOSTRO MONDO, non ha le regole del nostro mondo. E’ un universo parallelo con una sua mitologia basata sulla storia di Rambaldi: tutto può succedere, tutto è accaduto in maniera coerente con le premesse. Alias è una saga in piccolo analoga a quella di Star Wars o del Signore degli Anelli.

Il fatto che non piaccia a voi, non toglie che il finale ha una chiave di lettura profonda e intrisa di citazioni, che se voi non avete colto, questo è un problema vostro.
Adesso me ne vado perchè non ho più voglia di perdere tempo.
Voi criticate il finale, ma senza nemmeno dare una spiegazione coerente delle vostre critiche, ma del finale una spiegazione c’è.
E come tutto alias bisogna cercarla nel profondo: se non fate nemmeno lo sforzo di capirlo, se non vi rendete nemmeno conto dello stile e del genere di Alias (che ripeto è un fumetto, che crea un universo parallelo con le sue regole) avete solo buttato via il tempo: dovevate guardare carabinieri su canale 5.

10. nefele - 10/10/2006

Scusate per il tono un po’ aggressivo del mio post.
Ma del contenuto rimango convinta.

11. 87alcor - 11/10/2006

concordo pienamente con nefele: alias é un mondo parallelo di ciò noi fans accaniti dobbiamo rendergliene atto . Il finale é stato come doveva essere, certamente sbrigativo causa il taglio degli episodi , ma il cerchio si é chiuso , il personaggio di irina é rimasto fedele a tutto il suo percorso; lei ha sempre cercato di servirsi di sua figlia per i suoi scopi pur volendole bene e la sua fine ne é stata la giusta conclusione. Così pure per jack( con nostro rammarico) il suo GESTO FINALE é stata la dimostrazione dell’amore per sua figlia; AMORE CHE HA SEMPRE CERCATO DI COMUNICARE A SYD in ogni occasione. Concludo qui non senza tristezza come mi capita sempre parlando di ALIAS é un qualcosa che mi manca nei miei giorni come un’amico perduto del quale in una foto si cerca le sensazione perdute e si rivovono i momenti vissuti in comune

ciao a tutti 87alcor

12. Elisa - 11/10/2006

Non amo affatto la serie tv Carabinieri, tuttavia, sebbene agli occhi di nefele possa sembrar strano, non sono affatto d’accordo con l’interpretazione fornita in merito al finale di Alias.
Nessun elemento della trama può far concludere lo spettatore per il rigetto totale ed incondizionato del libero arbitrio.
La chiave di lettura fornita è una mera interpretazione dei fatti, non è affatto un dato inconfutabile, essendo, peraltro, pervenute diverse critiche nelle repliche rese dagli altri frequentatori di questo blog, come pure numerosissimi moti di ribellione da parte dei fans americani.
In particolare, sono del tutto contraria alla tesi che vorrebbe fare della “profezia” di Rambaldi l’asse guida della trama, attorno al quale i personaggi ruotano e dal quale, alla resa dei conti, sono condizionati, tanto da smentire le proprie pulsioni affettive e la loro stessa “umanità”, in nome del disegno già confezionato dal “Profeta”.
Secondo me non c’è affatto bisogno di scomodare la teoria della “predestinazione”, o le congetture, più o meno retoriche, sul libero arbitrio: non siamo dinanzi ad un’opera filosofica!
Semplicemente, il finale di Alias è stato qualcosa che, nonostante il livello eccellente della serie (almeno sino ai primi 3 anni: fantastici!), ha voluto chiudere i giochi in modo sbrigativo e pressappochista, sacrificando i caratteri di Sloane e di Irina in nome dell’esigenza televisiva.
A ciò è dovuto il ritorno “cattivo” di Arvin Sloane.
A ciò è dovuta la breve (e inspiegabile) apparizione finale di Irina Derevko, così tanto per dare un “cattivo” finale alla eroina Sydney Bristow.
Concordo con chi parla di finale “pacchiano” in merito alla scelta, del tutto inspiegabile, di far diventare Sloane immortale (!!!) e di far morire in quattro e quattr’otto l’immensa Lena Olin.
Concordo con chi critica la scena in cui la figlia di Sydney distrugge il puzzle e la considera come un finale degno dei peggiori clichè.
Concordo con la tesi dei personaggi “out of character”.
Scomodare le teorie filosofiche e religiose sulla negazione del libero arbitrio per un finale di telefilm figlio di compromessi commerciali e di esigenze di produttori, non mi pare davvero opportuno!
Alias, tutt’al contrario, era stato proprio il manifesto della libertà, dei sentimenti autentici, dell’autonomia nelle scelte operate dagli esseri umani, in spregio dei disegni precostituiti (non è proprio Sydney a distruggere gli ovuli del progetto di procreazione voluto da Rambaldi? Non è proprio Sloane a idealizzare la figura di Emily e a farne un cruccio personale, tanto da infondere nell’affetto verso Nadia il proprio unico scopo di vita? Non è proprio Irina colei che antepone sempre l’amore verso la figlia rispetto al desiderio di potere?).
Nel finale di Alias vengono sacrificati i migliori sentimenti e le migliori pulsioni caratteriali in nome della stretta contingenza di dover necessariamente chiudere la baracca!
Peccato!
Questo, però, non sminuisce affatto la qualità della serie tv, una delle migliori dell’ultimo ventennio!!!

13. Remedios - 12/10/2006

Primo: ma quando mai Irina ha anteposto l’amore per Sydney all’amore per il potere? Si è sempre servita della figlia. SEMPRE!!! Qui nessuno dice che Irina non amasse Sydney. Su questo punto siamo tutti d’accordo!!! Però non puoi ignorare tutto ciò che ha fatto Irina durante tutta la serie: per quanto volesse bene a sua figlia, l’ha comunque usata per raggiungere i suoi scopi e questo non solo nell’ultima puntata ma in tutta la serie!!! Secondo me a molti non piace la fine che ha fatto perchè risulta essere un dei personaggi più amati di tutto Alias. Non pensi che sia così, allora fammi un esempio calzante!!!
Secondo: tu dici che “La chiave di lettura fornita è una mera interpretazione dei fatti, non è affatto un DATO INCONFUTABILE”. Guarda che alla fine della nostra riflessione Ananke ha scritto: “Noi abbiamo proposto una delle molteplici chiavi di lettura del finale di Alias; si può condividere oppure no, ma certamente non si può rimanere passivi di fronte ad essa. Il solo fatto che qualcuno possa ritenerla inesatta o incompleta, dimostra paradossalmente la grandezza del finale” quindi nessuno qui dice che quello che abbiamo scritto è la verità e tutto ciò che dicono gli altri è sbagliato!!! Si può condividere la nostra interpretazione oppure no. Tu non la condividi, credi che i personaggi siano mossi dal libero arbitrio? Bene, benissimo, almeno però ci hai ragionato su. Questo voleva essere il nostro scopo, far ragionare le persone e non dire semplicemente “il finale fa schifo perchè è morta Irina” o “perchè è pacchiano” (cosa assolutamente personale, io l’ho trovato perfetto).

14. Remedios - 12/10/2006

Scusa, tu non condividi che i personaggi siano mossi dal Fato, ho sbagliato a scrivere.

15. Elros89 - 12/10/2006

scusa Elisa…ma trovo che la tua opinione del finale che giudichi “sbrigativo e pressappochista” dipenda principalmente dal fatto che la tua tua prospettiva sia sbrigativa e pressappochista. Nessuno qui ha velleità filosofiche, però quando leggo di “fan” con uno strano concetto di passione per un telefilm (chi può amare un telefilm se lo considera solo come un piatto prodotto di esigenze commerciali e di produzione?) che manifesta una posizione VOLUTAMENTE epidermica nell’analisi tematica (o meglio, REFRATTARIA a qualsiasi analisi tematica, perchè le persone come te si sforzano di non voler analizzare il finale), rimango sinceramente perplesso. Il pensare “ma che ci può mai essere dietro, tanto è solo un tf tagliato corto”, dimostra che l’unica cosa importante per la specie di spettatori di cui fai parte e….lo spettacolo. Il diletto estetico che si basa solo su parametri statici. Questa non è arte, l’arte ha un’anima. Gli autori sono ARTISTI, non sono solo registi o sceneggiatori o produttori. E francamente sono contento che la gente che ha “coltivato” questo telefilm sul forum abbia saputo condividere questo finale e apprezzarlo così com’è, così come l’hanno fatto gli autori, senza sbarrare la strada a tutti i possibili messaggi racchiusi in quest’opera con uno schermo di malafede e avversione alla critica artistica che liquidano come puro esercizio retorico, così come hanno fatto quell come te, palesando una congenita avversione verso il senso dell’arte. Questo senza essere pretenziosi, qui non siamo filosofi: nessuno vuole dare punti di vista inconfutabili. Però, a questo punto con dispetto, sono contento che chi non ha voluto sviluppare sul finale un punto di vista costruttivo, anche del tutto proprio e originale, e dico VOLUTO perchè ormai è chiaro che molti non è che non sono riusciti a capirlo questo finale, ma non hanno VOLUTO accogliere quella serie di messaggi e tematiche………sono strafelice che non lo abbiano apprezzato. Male per loro (per voi). Voi sapete dire, “questo è clichè”, e “questo è out of character”, “è questo è inspiegabile”, perchè evidentemente il finale non ha appagato il vostro senso di estetica prerenderizzato su dei canoni che non si appoggiano sul senso critico. Lo spettacolo è la punta dell’iceberg: lo spettacolo deve evidenziare le tematche, le emozioni, e il senso dell’opera. Apprezzate qualcosa che artisticamente dev’essere la fase necessaria per esplicitare il senso artistico, ma siccome il senso artistico vi rifiutate di coglierlo, rimanete su una prospettiva inconsistente! Dite “Sloane e Irina, due personaggi immensi distrutti”: Il problema è “cos’è che li ha resi immensi”?. La quinta stagione lo spiega passo per passo. E arriva alla fine alle conclusioni logiche. Ma voi non volendo capire passo per passo Alias, arrivate ad un finale che…non capite, naturalmente. E’ come assistere solo alla spiegazione di un lungo argomento: è logico che non si capisce niente!
Ora, non è che noi amiamo l’astratto e andiamo a scomodare la filosofia (cos’è, Alias non è degno della filosofia? Come puoi amarlo se lo degradi a priori? Tipica riflessione a compartimenti stagni), anzi abbiamo per settimane discusso, fatto esempi, commentato, seguito le conseguenze logiche e razionali degli avvenimenti, descritto i personaggi in base ai contesti.
Tu, Elisa, ti permetti perfino di dire che le nostre teorie sono INOPPORTUNE. Perchè dei messaggi più profondi con un telefilm non ci appizzano un tubo, perchè si va a scomodare il linguaggio della filosofia, della religione e della letteratura per un genere o un opera che evidentemente non ritieni all’altezza di tali livelli comunicativi (e che tuttavia sostieni di apprezzare, evidentemente sei proprio un’estimatrice della banalità). Negate volontariamente la qualità e lo spessore di un’opera, di un finale, senza costruire un dialogo con le tesi che abbiamo proposto noi (e invito a farlo, dal momento che sono responsabile di un buon 40% almeno delle analisi esposte nella critica di Ananke-Marta, quindi sono qui per discuterne), dicendo “non è vero, perchè a me non è piaciuto questo questo e questo”. Rendetevi conto che non parliamo la stessa lingua (per fortuna!). Nessuno ha quotato un passo del testo postando un analisi (e dico analisi, non un “non sono d’accordo”), che lo confutasse. Io lo troverei molto stimolante. D’accordo Elisa, anch’io in definitiva non sono mai stato concorde sulla predominanza del fato: trovo che il fato stia a forgiare il percorso diegetico dell’azione (dal momento che noi pensiamo che la profezia si sia avverata), mentre il libero arbitrio indirizzi la dimensione intima dei personaggi. Quindi riguardano due sfere diverse: quella psicologica e quella narrativa. Lo scontro tra queste due dimensioni da spazio alle tematiche di Alias. Per me in un confronto sono necessariamente pari. Marta ha espresso legittimamente il suo parere (dopotutto la critica è sua). Approfondisci la tua tesi: perchè sei sicura che le pulsioni caratteriali siano “sacrificate”? Noi abbiamo spiegato perchè secondo noi le pulsioni caratteriali vengano valorizzate. Ribatti costruttivamente. Ora sarei contento se ti prestassi ad un’analisi seria dal tuo punto di vista. Perchè mi indigno se qualcuno dice che le critiche sviluppate come conseguenza del dialogo di una affiatatissima community, che ha visto e sentito Alias a 360 gradi, che è l’enorme prodotto di risorse umane che si sono impegnate a condividere le proprie prospettive, ad emozionarsi insieme e a nutrire questa passione insieme……………………………………………………ecco, se qualcuno dice che sono inopportune, in funzione del proprio pensiero che vive di assoluti superficiali e semplicistici, mi viene un gran voglia di mandarlo al diavolo. Chi dice che abbiamo perso tempo a coniugare alla nostra passione dei concetti intellettuali troppo “alti”, chi ci imputa questo per giustificare un parere piatto ed ottuso (ottuso non per il parere in sè, ecco quello non mi permetterei mai, ma per l’approccio di chi ne è fautore)…la soddisfazione più grande che posso prendermi su queste persone è che loro non abbiano apprezzato il finale. Chi si è arroccato sui propri schemi è rimasto insoddisfatto; chi ha applicato ad Alias una vera e propria dimensione culturale (nel forum e non, anche se con la nostra splendida community è stato tutto più bello) riconoscendola come opera d’arte, tracciando i percorsi che lo univano alla matrice del fumetto, del manierismo post-moderno, e a tutte le tematiche e le emozioni che la rendevano tale, è rimasto soddisfatto. Non poteva finire meglio. Chi dice “non avete ragione perchè a me non è piaciuto” è libero di dirlo, deve dirlo, ma motivi sulla nostra analisi almeno! Chi dice “a me non è piaciuto, è non ho bisogno di dimostrarlo perchè anche la maggior parte degli utenti di questo blog e i fan in America non hanno gradito” non fa altro che palesare la propria inutilità intellettuale e sociale. Con loro non ho motivo di discutere. So già che io parlerei italiano e loro mandarino. Oltretutto perchè? Perchè non accettare tesi positive, invece di escluderle? Non dico di condividerle, ma almeno di accoglierle. Siamo qui per farle accogliere, per dialogare e spiegarle. Ma la gente non vuole o non ne ha voglia. Forse per invidia verso “il loro tf preferito”? Perchè infondo fa piacere che Alias non fosse troppo bello per poter sbagliare? Perchè in fondo un neo ci sta bene? Ce n’è un sacco di gente così al mondo. Che sente il bisogno di riscattarsi sulle cose belle estremizzando la più piccola breccia o il minimo neo. Non m’interessa, non mi piace entrare in queste logiche.
Ma concludo, non rispondo con apprezzamento alle persone come te, Elisa, che rifiutano a prescindere il lavoro coltivato con passione e notevole impiego di risorse umane e culturali, che le definiscono troppo astratte o complesse per essere fondate, che banalizzano o rinnegano un’opera d’arte solo per avvalorare il proprio semplicistico assetto mentale.
Mi scuso per i toni un po’ invettivi, ma dopo un po’ si supera il limite di saturazione. Penso che questo intervento sia dovuto da parte di tutte le persone che hanno dato l’anima per cercare l’anima di questo telefilm. E non per creare illusioni, ma per coltivare, appunto, conoscenze e risorse umane. Si chiama approccio costruttivo. In nome del quale devo stigmatizzare coloro che etichettano come “pacchiano” e “banale” quello che non riescono o non vogliono capire. Sfornando a palate la cosa peggiore del mondo: i pregiudizi. Non risponderei così se in 14 post avessi letto delle confutazioni motivate e sensate.
PS: Le persone come te uccidono la cultura.

16. Elros89 - 12/10/2006

scusa Elisa…ma trovo che la tua opinione del finale che giudichi “sbrigativo e pressappochista” dipenda principalmente dal fatto che la tua tua prospettiva sia sbrigativa e pressappochista. Nessuno qui ha velleità filosofiche, però quando leggo di “fan” con uno strano concetto di passione per un telefilm (chi può amare un telefilm se lo considera solo come un piatto prodotto di esigenze commerciali e di produzione?) che manifesta una posizione VOLUTAMENTE epidermica nell’analisi tematica (o meglio, REFRATTARIA a qualsiasi analisi tematica, perchè le persone come te si sforzano di non voler analizzare il finale), rimango sinceramente perplesso. Il pensare “ma che ci può mai essere dietro, tanto è solo un tf tagliato corto”, dimostra che l’unica cosa importante per la specie di spettatori di cui fai parte e….lo spettacolo. Il diletto estetico che si basa solo su parametri statici. Questa non è arte, l’arte ha un’anima. Gli autori sono ARTISTI, non sono solo registi o sceneggiatori o produttori. E francamente sono contento che la gente che ha “coltivato” questo telefilm sul forum abbia saputo condividere questo finale e apprezzarlo così com’è, così come l’hanno fatto gli autori, senza sbarrare la strada a tutti i possibili messaggi racchiusi in quest’opera con uno schermo di malafede e avversione alla critica artistica che liquidano come puro esercizio retorico, così come hanno fatto quell come te, palesando una congenita avversione verso il senso dell’arte. Questo senza essere pretenziosi, qui non siamo filosofi: nessuno vuole dare punti di vista inconfutabili. Però, a questo punto con dispetto, sono contento che chi non ha voluto sviluppare sul finale un punto di vista costruttivo, anche del tutto proprio e originale, e dico VOLUTO perchè ormai è chiaro che molti non è che non sono riusciti a capirlo questo finale, ma non hanno VOLUTO accogliere quella serie di messaggi e tematiche………sono strafelice che non lo abbiano apprezzato. Male per loro (per voi). Voi sapete dire, “questo è clichè”, e “questo è out of character”, “è questo è inspiegabile”, perchè evidentemente il finale non ha appagato il vostro senso di estetica prerenderizzato su dei canoni che non si appoggiano sul senso critico. Lo spettacolo è la punta dell’iceberg: lo spettacolo deve evidenziare le tematche, le emozioni, e il senso dell’opera. Apprezzate qualcosa che artisticamente dev’essere la fase necessaria per esplicitare il senso artistico, ma siccome il senso artistico vi rifiutate di coglierlo, rimanete su una prospettiva inconsistente! Dite “Sloane e Irina, due personaggi immensi distrutti”: Il problema è “cos’è che li ha resi immensi”?. La quinta stagione lo spiega passo per passo. E arriva alla fine alle conclusioni logiche. Ma voi non volendo capire passo per passo Alias, arrivate ad un finale che…non capite, naturalmente. E’ come assistere solo alla spiegazione di un lungo argomento: è logico che non si capisce niente!
Ora, non è che noi amiamo l’astratto e andiamo a scomodare la filosofia (cos’è, Alias non è degno della filosofia? Come puoi amarlo se lo degradi a priori? Tipica riflessione a compartimenti stagni), anzi abbiamo per settimane discusso, fatto esempi, commentato, seguito le conseguenze logiche e razionali degli avvenimenti, descritto i personaggi in base ai contesti.
Tu, Elisa, ti permetti perfino di dire che le nostre teorie sono INOPPORTUNE. Perchè dei messaggi più profondi con un telefilm non ci appizzano un tubo, perchè si va a scomodare il linguaggio della filosofia, della religione e della letteratura per un genere o un opera che evidentemente non ritieni all’altezza di tali livelli comunicativi (e che tuttavia sostieni di apprezzare, evidentemente sei proprio un’estimatrice della banalità). Negate volontariamente la qualità e lo spessore di un’opera, di un finale, senza costruire un dialogo con le tesi che abbiamo proposto noi (e invito a farlo, dal momento che sono responsabile di un buon 40% almeno delle analisi esposte nella critica di Ananke-Marta, quindi sono qui per discuterne), dicendo “non è vero, perchè a me non è piaciuto questo questo e questo”. Rendetevi conto che non parliamo la stessa lingua (per fortuna!). Nessuno ha quotato un passo del testo postando un analisi (e dico analisi, non un “non sono d’accordo”), che lo confutasse. Io lo troverei molto stimolante. D’accordo Elisa, anch’io in definitiva non sono mai stato concorde sulla predominanza del fato: trovo che il fato stia a forgiare il percorso diegetico dell’azione (dal momento che noi pensiamo che la profezia si sia avverata), mentre il libero arbitrio indirizzi la dimensione intima dei personaggi. Quindi riguardano due sfere diverse: quella psicologica e quella narrativa. Lo scontro tra queste due dimensioni da spazio alle tematiche di Alias. Per me in un confronto sono necessariamente pari. Marta ha espresso legittimamente il suo parere (dopotutto la critica è sua). Approfondisci la tua tesi: perchè sei sicura che le pulsioni caratteriali siano “sacrificate”? Noi abbiamo spiegato perchè secondo noi le pulsioni caratteriali vengano valorizzate. Ribatti costruttivamente. Ora sarei contento se ti prestassi ad un’analisi seria dal tuo punto di vista. Perchè mi indigno se qualcuno dice che le critiche sviluppate come conseguenza del dialogo di una affiatatissima community, che ha visto e sentito Alias a 360 gradi, che è l’enorme prodotto di risorse umane che si sono impegnate a condividere le proprie prospettive, ad emozionarsi insieme e a nutrire questa passione insieme……………………………………………………ecco, se qualcuno dice che sono inopportune, in funzione del proprio pensiero che vive di assoluti superficiali e semplicistici, mi viene un gran voglia di mandarlo al diavolo. Chi dice che abbiamo perso tempo a coniugare alla nostra passione dei concetti intellettuali troppo “alti”, chi ci imputa questo per giustificare un parere piatto ed ottuso (ottuso non per il parere in sè, ecco quello non mi permetterei mai, ma per l’approccio di chi ne è fautore)…la soddisfazione più grande che posso prendermi su queste persone è che loro non abbiano apprezzato il finale. Chi si è arroccato sui propri schemi è rimasto insoddisfatto; chi ha applicato ad Alias una vera e propria dimensione culturale (nel forum e non, anche se con la nostra splendida community è stato tutto più bello) riconoscendola come opera d’arte, tracciando i percorsi che lo univano alla matrice del fumetto, del manierismo post-moderno, e a tutte le tematiche e le emozioni che la rendevano tale, è rimasto soddisfatto. Non poteva finire meglio. Chi dice “non avete ragione perchè a me non è piaciuto” è libero di dirlo, deve dirlo, ma motivi sulla nostra analisi almeno! Chi dice “a me non è piaciuto, è non ho bisogno di dimostrarlo perchè anche la maggior parte degli utenti di questo blog e i fan in America non hanno gradito” non fa altro che palesare la propria inutilità intellettuale e sociale. Con loro non ho motivo di discutere. So già che io parlerei italiano e loro mandarino. Oltretutto perchè? Perchè non accettare tesi positive, invece di escluderle? Non dico di condividerle, ma almeno di accoglierle. Siamo qui per farle accogliere, per dialogare e spiegarle. Ma la gente non vuole o non ne ha voglia. Forse per invidia verso “il loro tf preferito”? Perchè infondo fa piacere che Alias non fosse troppo bello per poter sbagliare? Perchè in fondo un neo ci sta bene? Ce n’è un sacco di gente così al mondo. Che sente il bisogno di riscattarsi sulle cose belle estremizzando la più piccola breccia o il minimo neo. Non m’interessa, non mi piace entrare in queste logiche.
Ma concludo, non rispondo con apprezzamento alle persone come te, Elisa, che rifiutano a prescindere il lavoro coltivato con passione e notevole impiego di risorse umane e culturali, che le definiscono troppo astratte o complesse per essere fondate, che banalizzano o rinnegano un’opera d’arte solo per avvalorare il proprio semplicistico assetto mentale.
Mi scuso per i toni un po’ invettivi, ma dopo un po’ si supera il limite di saturazione. Penso che questo intervento sia dovuto da parte di tutte le persone che hanno dato l’anima per cercare l’anima di questo telefilm. E non per creare illusioni, ma per coltivare, appunto, conoscenze e risorse umane. Si chiama approccio costruttivo. In nome del quale devo stigmatizzare coloro che etichettano come “pacchiano” e “banale” quello che non riescono o non vogliono capire. Sfornando a palate la cosa peggiore del mondo: i pregiudizi. Non risponderei così se in 14 post avessi letto delle confutazioni motivate e sensate.
PS: Le persone come te uccidono la cultura.

17. Elros89 - 12/10/2006

scusate, adesso sembra che il post sia stato postato 2 volte ma prima non appariva….qualcuno può cancellare 1 dei 2?

18. nefele - 13/10/2006

Elisa: il fatto chetu non abbia colto un significato nel finale di alias, non vuol dire che non ci sia!
E modera i toni (io ho chiesto scusa) e rispetta il lavoro altrui.
Il solo fatto che siamo qua a discutere dimostra paradosalmente LA GRANDEZZA DEL FINALE. Che continua a far discutere, come voleva JJ, e come tutta la serie in fondo.

e comunque JJ ABRAMS E’ UN FATALISTA: nel senso che molto dei suoi telefilm (parlo di alias e lost) e costruito avendo come linea portante il DESTINO o IL FATO. I naufraghi sono finiti lì sull’isola per caso o c’è un destino che li ha voluti far precipitare? Bellissimo quando tentano di costruire la barca per lasciare l’isola: tentan di ribellarsi al destino che li ha inchiodati lì. Ma ce la fanno a lasciare l’isola? per JJ è possibile ribellarsi al fato? la risposta è identica in LOST e in Alias: NON E’ POSSIBILE. infatti la barca affonda e loro sono costretti a tornare sull’isola. se ne potranno andare solo e solo se il Fato lo vorrà.

La ricostruzione proposta da Ananke e da i fan del forum è bellissima: oltre a essere il risultato di discussioni ,lunghissime e accese (vai a leggerti i post sul forum di alias di antonio genna) e costruita tenedno conto di intreviste di JJ Abrams lasciate lungo questi anni.
non è micampata per aria come credi tu.

Ripeto cosi magari lo capisci: un significato del finale c’è, il fatto che non l’abbia colto non vuol dire che non ci sia. E’ da persone piene di sè credere che siccome uno non riesce a capire allora vuol dire che un significato non ci sia.
Liberati dai “pregiudizi”: ovvero da giudizi già preconfezionati, e scoprirai che anche un telefilm può nascondere un messaggio.

19. nefele - 13/10/2006

Elisa ti invito a discutere delle tue teorie sul forum di alias italia. Vieni se vuoi.

20. Jo3y House - 17/10/2006

Parla (l’ex) Jo3y Gilmore.
Io non ritengo affatto stupida o eccessivamente retorica l’analisi del finale contenuta nel primo post di questa discussione, anzi!
Però la trovo troppo “artefatta”; mi spiego; allora sono d’accordo che Alias non è un telefilm per tutti, va benissimo!
Però ciò non lo rende un prodotto metafisico-filosofico alla Platone per il quale servono mille spiegazioni per dare un senso al finale; scusate tutto questo “sforzo di comprensione” non c’è stato per 108 episodi, proprio all’ultimo dovevano rendere tutto “etereo”?
Secondo me il finale purtroppo è uno degli esempi di finale sbrigativo (e badate che Alias non è il solo show vittima di tale ingiustizia eh) per il quale gli autori SICURAMENTE avranno fatto il loro meglio, ma è chiaro come il Sole che non sapevano bene dove andare a parare per concludere la storia (ed aggiungeteci la gravidanza di Jen che di certo non ha facilitato il lavoro alla crew dello show) e di conseguenza sì; è un finale spettacolare, ci vediamo comunque una continuità (Dio benedica gli autori che MAI ce l’hanno fatta mancare!), ma comunque nel complesso amaro perchè taglia i ponti con tutto troppo velocemente.
Riguardo ad Irina e Sloane…raga per out of character io intendo che nelle loro ultime scene i personaggi erano tornati acerbi; e mi rispiego, ogni personaggio in un telefilm di qualità (e qui nessuno ha dubbi) svolge un percorso formativo che per forza di cose lo cambia, altrimenti ci stiamo vedendo I Simpson dove ogni giorno (vestito e carattere) è sempre lo stesso; le reazioni estreme che hanno avuto Sloane (sacrificare Nadia) e Irina (uccidersi) erano in character per i loro personaggi come erano nelle prime stagioni ovvero prima che l’incontro con Sydney li facesse evolvere un pò (mica li cambia con la bacchetta magica) perchè è di questo che tratta il telefilm; di Sydney, della sua vita e di come le persone reagiscano alle sue azioni in tutte le situazioni e possibilità, insomma per dove avevamo lasciato Irina e Sloane, la fine che hanno fatto non era “coerente” a come erano diventati nel corso delle stagioni.
La questione della resurrezione poi non si può giustificare con “l’universo parallelo” perchè NON è così; scusate, ma se tutto lo scopo della serie è stato rendere l’inverosimile possibile?
Poi io la penso così, ad ognuno lascio il suo parere ^^

21. Jo3y House - 20/10/2006

ERRATA CORRIDGE: Dopo 103 episodi non 108, sorry XD

22. Remedios - 20/10/2006

Jo3y, guarda che gran parte delle punatate di tutta la serie hanno più livelli di comprensione. Leggendo solo la recensione che abbiamo fatto per gli ultimi episodi sembra che tutto ciò che abbiamo detto l’abbiamo tirato fuori solo per spiegarci il finale. Non è così, abbiamo analizzato ogni puntata di ogni stagione e alla luce di tutte queste riflessioni abbiamo analizzato anche il finale. Certo che se uno prova solo ad analizzare il finale senza tener conto di tutte le puntate della serie allora capisco che può sembrare assurdo ciò che scriviamo

23. Jo3y House - 20/10/2006

Sì, ma su questo sono d’accordo sia chiaro; ma l’ultimo episodio per essere apprezzato deve avere SOLO il vostro livello di analisi (vostro perchè nello specifico voi lo avete analizzato), perchè visto per quello che è, è deludente; insomma io ritengo che se a molti fan (e attenti: FAN non spettatori occasionali eh) non è piaciuto, un motivo ci sarà ^^

24. Remedios - 20/10/2006

Non è che l’ultimo episodio deve avere solo il nostro livello. Certo che se non ti fermi a rifletterci su non ti piace, diventa solo un modo un po’ sbrigativo per terminare un telefilm, però se invece provi a rifletterci su ti assicuro che tutto cambia e assume nuovi significati. Non dico che tu debba essere d’accordo con la nostra interpretazione perchè il nostro scopo non vuol essere quello di convincervi che abbiamo la Verità in tasca, ma solo vogliamo che i veri Fan, prima di criticare il finale, provino almeno a capirlo e a ragionarci su. Perchè il problema è che molti anche qui in questo blog non hanno dato una vera spiegazione del perchè non è piaciuto.

25. Remedios - 20/10/2006

Altro piccolo appunto: gli episodi della serie sono 105 ;)

26. Jo3y - 20/10/2006

Infatti è questo che ti dicevo; io sul finale ci ho riflettuto (e ne ho ampiamente discusso qui) e, nonostante trovi affascinante la vostra analisi, purtroppo rimango della mia idea che ci si debba solo accontentare e, da fan accanito quale sono, la cosa non mi va giù, sai che gli costava dargli le ultime due stagioni previste (“-_-).

PS: Infatti avevo corretto il post dopo—>dopo 103 episodi (ne hanno realizzati due metafisici), questo era il significato della frase ^^

27. Remedios - 20/10/2006

Ah bè se allora la metti così la colpa più che degli sceneggiatori e di tutti quelli che hanno lavorato ad Alias è della abc che ha deciso di far finire Alias con la quinta stagione. Anch’io avrei preferito che Alias si concludesse con le 7 stagioni previste o che almeno avessero fatto concludere la quinta stagione con i 22 episodi previsti all’inizio. Purtroppo così non è stato e allora gli sceneggiatori ce l’hanno messa tutta per poter concludere la serie in maniera coerente cercando di dare una spiegazione a tutto solo che con soli 17 episodi a disposizione non si possono fare miracoli. Ogniuno ha la sua opinione, per me con i mezzi e i tempi che avevano a dispisizione un finale migliore non lo potevano fare.
Tu almeno sul finale ci hai riflettuto ma la maggior parte della gente non l’ha fatto ed è questo che mi fa incavolare: criticare una cosa senza nemmeno provare a capirla.

28. freelancer87 - 05/11/2006

sicuramente è banale quello che scrivo ma penso che sia un pensiero che ci unisca tutti quanti: non è possibile affermare che il finale sia sotto le aspettative, il problema come al solito proviene dai bisogni di marketing, ecc che hanno fatto sì che la serie si concludesse solo nella 5 stagione… ripensandoci ancora adesso mi viene il magone in gola per la rabbia! quindi che dire, è stato fatto tutto il possibile da parte degli sceneggiatori per concludere la serie al meglio, cmq sia non penso che il finale sarebbe stato molto diverso se fosse stato diretto da j.j. perchè già da tempo (lo afferma lo stesso jj nei contenuti speciali dei dvd) era stato articolato…
Infine, 7 o 5 stagioni, 22 o 17 episodi, ALIAS è impareggiabile: attori, personaggi, dialoghi, SCENEGGIATURA e regista INARRIVABILI per chiunque… La cosa più incredibile è la cura della sceneggiatura: migliore anche di molti film!

29. fabrizio piludu - 20/12/2008

Si parla di fare le analisi cliniche all’uomo, quando si tratta di prostituzione, nessuno pensa a controllare l’uomo, prima che venga massacrato dalla CIA. gli ausiliari ucraini si ubriacavano di schnapps e vodka, prima di sparare. LA AGENTE DELLA CIA NON HA BISOGNO DI COADIUVANTI; PER ANDARE IN AZIONE! TOGLI L’8 MARZO!!!

30. Eustacchio - 29/06/2009

A 3 anni e più dalla fine “italiana” di Alias, considerata la carriera hollywoodiana non certo…. esaltante della sua protagonista, mi vien da pensare che la fretta di chiudere il telefilm, la sovraesposizione di colpi di scena finale, così tanto per mandare tutti a casa, sia stata un gravissimo errore di prospettiva.
Jennifer Garner non si è più risollevata (salvo Juno, ma non certo per merito suo), per non parlare della sorte che è toccata a Vartan…
Si è salvato il buon Bradley Cooper, con lavori al di sopra delle aspettative (splendido Prossima Fermata l’Inferno, brillante Una Notte da Leoni).
Forse Alias regalava alla Garner un’aura di grandezza che mai riuscirà più a raggiungere. La nuova Julia Roberts? Ma per favore!!!!

31. Alessio Zangari - 05/02/2011

Purtroppo Alias è stata una grandissima serie per quanto riguarda le prime 3 stagioni, poi è andata di molto sotto alla media, scemando in un quarto anno da suicidio ed in un ultimo, frettoloso ed appiccicato epilogo. E gli stessi protagonisti ne hanno fortemente risentito, prima fra tutti la Garner, ormai davvero ai margini, quando, invece, l’alone di “santità” che le regalava il telefilm (specie nella seconda sublime serie) poteva essere sfruttato sia per andare avanti all’interno della serie, sia per la carriera “esterna” della protagonista, crollata di botto e non più risollevata, ahimè.


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