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Cinema futuro (255): “Live Free or Die Hard” 23/10/2007

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Comunicati, Video e trailer.
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“Live Free or Die Hard”Titolo: “Live Free or Die Hard”
Genere: azione / avventura / thriller
Regia: Len Wiseman
Sceneggiatura: Mark Bomback (soggetto di Mark Bomback e David Marconi, basato sull’articolo “A Farewell to Arms” di John Carlin)
Musiche: Marco Beltrami
Sito web ufficiale (USA): www.livefreeordiehard.com
Sito web ufficiale (Italia): www.diehardvivereomorire.it
Uscita negli Stati Uniti: 27 giugno 2007
Uscita in Italia: 26 ottobre 2007 (20th Century Fox, con il titolo italiano “Die Hard – Vivere o morire”)
Trailer originale: cliccate qui
In breve: seguito dei film “Trappola di cristallo” (1988), “58 minuti per morire” (1990) e “Die Hard – Duri a morire” (1995). Durante il week-end del 4 luglio, un attacco alla vulnerabile infrastruttura informatica degli Stati Uniti mette in ginocchio l’intera nazione. La misteriosa figura che si cela dietro al disegno di distruzione non ha trascurato nessun dettaglio digitale, ma non ha minimamente pensato all’imprevisto analogico e vecchio stile che può far andare all’aria i suoi piani: John McClane (Bruce Willis). È l’inizio di un giorno di festa, ma il detective newyorkese McClane non ha molto da festeggiare. È reduce dall’ennesima discussione con la figlia adolescente Lucy (Mary Elizabeth Winstead) e gli è appena stato assegnato l’incarico terribilmente noioso di rintracciare un giovane hacker, Matt Farrell (Justin Long), che deve essere interrogato dal FBI. Ma per McClane anche i compiti più ordinari hanno l’abitudine di esplodere in eventi straordinari, capaci di scagliarlo bruscamente nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Note di produzione del film (tratte dal comunicato stampa)

In una stagione cinematografica all’insegna della fantasia in CGI, DIE HARD VIVERE O MORIRE è un film reale, ricco di azione vera e pervaso di umorismo, che segue l’amato personaggio di John McClane in una nuova avventura. Durante il weekend del 4 luglio, un attacco alla vulnerabile infrastruttura informatica degli Stati Uniti mette in ginocchio l’intera nazione. La misteriosa figura che si cela dietro al disegno di distruzione non ha trascurato nessun dettaglio digitale, ma non ha minimamente pensato all’imprevisto analogico e vecchio stile che può far andare all’aria i suoi piani: John McClane.
È l’inizio di un giorno di festa, ma il detective newyorkese McClane non ha molto da festeggiare. È reduce dall’ennesima discussione con la figlia adolescente Lucy e gli è appena stato assegnato l’incarico terribilmente noioso di rintracciare un giovane hacker, Matt Farrell, che deve essere interrogato dal FBI. Ma per McClane anche i compiti più ordinari hanno l’abitudine di esplodere in eventi straordinari, capaci di scagliarlo bruscamente nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Con l’aiuto di Farrell, McClane inizia lentamente a dipanare il caos che lo circonda. È in corso un attacco alla vulnerabile infrastruttura degli Stati Uniti, che sta progressivamente bloccando il paese. Il misterioso artefice del piano, Thomas Gabriel, porta avanti con molte mosse di anticipo rispetto a McClane l’inverosimile partita, nota ai super-maghi dell’informatica tra cui Farrell come ‘liquidazione totale’ (nel senso: va eliminato tutto!).

DIE HARD VIVERE O MORIRE rifugge la fantasia generata al computer privilegiando l’azione reale sul set. Il protagonista, il sardonico John McClane, ha un senso dell’umorismo genuino e immediato, mentre un altro elemento importante è che il film è incentrato sui personaggi, su cui spicca uno degli eroi popolari più coriacei e accattivanti del cinema.
Nel valutare la possibilità di riprendere il personaggio che ha contribuito a delineare gli eroi della cinematografia d’azione, Bruce Willis è sempre stato dell’idea di rimanere strettamente ancorato alla realtà. “Uno degli aspetti più eccitanti nell’interpretare McClane è che il personaggio non è per nulla un supereroe”, dichiara Willis. “Non ha poteri o capacità speciali. È un uomo comune in cui tutti possono identificarsi. Anche se sfruttiamo sempre al massimo la tecnologia per creare grandi sequenze di azione, penso che la normalità e il senso dell’umorismo siano gli elementi che attirano veramente il pubblico.
“Nel corso degli anni, si è parlato ogni tanto di un nuovo Die Hard, poi il progetto ha assunto dei contorni più precisi con l’idea di sconvolgere il mondo di McClane mettendo in pericolo le cose più importanti della sua vita”, prosegue Willis. “Più di tutto, McClane ama la famiglia, e poi disprezza chiunque approfitti di chi non può difendersi. Questa è una nuova prospettiva sul personaggio, che però rimane fedele alla sua natura. La posta in gioco per McClane è ora più alta, ma lui resta un uomo comune che si trova ad affrontare inaspettatamente delle circostanze molto insolite”.
Willis osserva che per lui la posta in gioco è realmente più alta. “Per natura mi piace scommettere e volevo vedere se saremmo riusciti a raccogliere la sfida di creare una grande storia”, osserva l’attore. “Non volevo venire meno al primo Die Hard, e questo è stato un pensiero costante”.
La sceneggiatura di Mark Bomback, basata su una storia scritta da lui e da David Marconi, ha suscitato l’interesse di Willis, che però non si è vincolato al progetto finché il regista Len Wiseman non ha accettato di dirigere il film. Willis aveva visto il thriller di Wiseman “Underworld: Evolution” ed era rimasto colpito dalla sua singolare visione. “Sono stato completamente assorbito da film di Len”, ricorda Willis. “Si capiva che al timone c’era una persona in gamba perché nel suo film non ci sono mai sbavature. Secondo me, Len poteva dare un grande contributo a un nuovo Die Hard, e così è stato”.
Per Wiseman dirigere DIE HARD VIVERE O MORIRE è sembrata la realizzazione di una profezia: quando era un giovane studente alla high school, il regista aveva realizzato con alcuni amici un ‘film’ ispirato a Die Hard. “Mi piacciono i film della saga Die Hard, osserva Wiseman. “Sono stato attratto in particolare dalla vulnerabilità di McClane. È un uomo che si trova catapultato in una situazione inaspettata e che non è per nulla contento. Chiunque può identificarsi in un contesto del genere”.
L’approccio di Wiseman al personaggio e alla storia è stato fondamentale nel delineare DIE HARD VIVERE O MORIRE. Il regista voleva che McClane fosse reale e ricorda, all’epoca della stesura iniziale della sceneggiatura, una situazione che richiedeva una modifica perché McClane appariva poco credibile. “È una scena in cui McClane entra in una stazione di polizia e chiede: ‘Posso dare una mano?’. Quando ho detto: ‘McClane non chiede se può dare una mano, mai’, Bruce si è illuminato”.
Volendo mantenere reale il personaggio di McClane in DIE HARD VIVERE O MORIRE, durante le riprese Wiseman ha lavorato insieme a Willis e Bomback per sviluppare e dare altre sfumature al personaggio. “Volevo esplorare un diverso livello della personalità di McClane di fronte alle nuove sfide. “Come avrebbe reagito se la figlia si fosse trovata in pericolo? Che effetto può avere il fatto di essere un eroe – ancorché riluttante – sulla famiglia e sui rapporti affettivi?”.
“In questo film McClane si trova più che mai fuori dal proprio elemento”, prosegue Wiseman. “È uno scenario completamente nuovo per lui, che è un poliziotto vecchio stile alle prese con una canaglia tecnologicamente all’avanguardia”.
Willis voleva anche essere certo che la sceneggiatura non ignorasse il trascorrere del tempo. “Non pretendiamo che McClane sia lo stesso uomo del primo Die Hard“, spiega l’attore. “Ovviamente, è più vecchio. La figlia Lucy, che lui ha conosciuto nel primo film quando era una bambina, è ora una studentessa al college. Lui è più stanco e cinico. E poi è importante sottolineare che McClane non si è mai considerato un eroe”.
Grazie all’input di Willis e Wiseman, la sceneggiatura di Bomback è diventata più coraggiosa, l’azione più spavalda e l’arco temporale della vicenda più compresso. “La storia è più viscerale, più reale, ed è guidata dalle scene d’azione”, afferma Bomback. “In sostanza, tutto quello che può andare storto va storto. Abbiamo continuato a pensare a come complicare la vita di McClane mettendolo in situazioni apparentemente impossibili. Ovviamente, dopo abbiamo dovuto pensare a come tirarlo fuori da ognuna di quelle situazioni”.
Willis e Wiseman hanno lavorato instancabilmente per far diventare il film un’avventura mozzafiato, pur rimanendo fedele al personaggio. “Questo film è stato il più faticoso della serie, sia fisicamente sia mentalmente”, afferma Willis. “Quando uscirà, sarà ormai trascorso un anno da quando ho iniziato a lavorarci. Ma sicuramente è il film che dà le maggiori soddisfazioni dal punto di vista artistico”.
“Avendo interpretato in precedenza il personaggio ed essendo profondamente identificato in McClane, Bruce ha dato un prezioso contributo al progetto”, spiega Mark Bomback. “In un certo senso, McClane è un’incarnazione di Bruce, e nessun altro avrebbe potuto interpretare il ruolo. Quando ci siamo incontrati, durante la fase di lavorazione della sceneggiatura, Bruce ogni tanto esordiva con frasi del tipo: ‘Non credo che McClane parlerebbe così, ma direbbe invece…’. E noi ci rendevamo improvvisamente conto che l’idea di Bruce era più giusta per il personaggio e per il film”.

I film della saga Die Hard sono generalmente caratterizzati dall’azione ininterrotta, e DIE HARD VIVERE O MORIRE   offre alcune delle scene cinematografiche più imponenti e realistiche mai realizzate. “Ho cercato di immaginare il tipo di situazioni in cui calare McClane, che mi sarebbe piaciuto vedere in qualità di fan”, spiega Wiseman. “Abbiamo avuto delle idee strepitose, delle vere e proprie scene alla McClane, coraggiose ed essenziali”.
“Abbiamo immaginato DIE HARD VIVERE O MORIRE   come un film d’azione, che segue il tono e il carattere del film originario, ma la cui vicenda è aggiornata alla realtà attuale”, aggiunge Willis. “Vi assicuro che abbiamo centrato pienamente l’obiettivo. Questo non è uno dei soliti film che si affidano totalmente agli effetti CG. Ho girato anche quel tipo di film, che non hanno nulla di sbagliato, ma lo spirito di Die Hard è diverso e l’azione doveva essere vera e credibile, cosa che penso siamo riusciti a fare. Abbiamo l’azione reale e le sequenze acrobatiche come corollario di una storia grande e coraggiosa, che è quanto ci si aspetta e si vuole da un film Die Hard“.

Alcuni dei momenti più spettacolari del film:

  • una berlina si cappotta per aria dirigendosi verso McClane and Farrell, rimbalzando e sfiorando i due per poi schiantarsi sulle automobili in transito;
  • l’auto di pattuglia di McClane decolla come un missile centrando un elicottero;
  • McClane e Mai (Maggie Q), fidanzata e spia-capo di Gabriel, si scontrano in un violento combattimento corpo a corpo in un’auto sospesa verticalmente nel condotto di un ascensore;
  • un altro scagnozzo di Gabriel, Rand (interpretato dal celebre attore francese Cyril Raffaelli), salta da un edificio, atterra su un’unità di condizionamento, salta verso una scala antincendio, scivola lungo un’altra scala antincendio per poi dondolare lungo una terza scala antincendio, il tutto nell’arco di una ripresa, cosa che mai era stata tentata in precedenza in un film;
  • durante una sequenza mozzafiato di inseguimento in autostrada, un jet Harrier insegue, fa fuoco e praticamente distrugge un TIR guidato da McClane.

Durante la produzione, Wiseman ha lavorato a stretto contatto con il responsabile delle sequenze acrobatiche Brad Martin e con il supervisore degli effetti speciali Mike Meinardus per creare l’azione. “Le indicazioni di Len erano chiare: se una sequenza poteva essere realizzata praticamente, senza immagini generate al computer, era così che andava fatta”, spiega Martin. Il supervisore degli effetti visivi Patrick McClung ha poi integrato le scene per lo più reali con quella che ha definito ‘CGI invisibile’.
L’azione è stata disegnata prevalentemente sul personaggio vecchio stile di McClane, che si distingue per l’abilità di usare tutto ciò che può o ha sotto mano – pugni, pistole, bombole antincendio, perfino elicotteri – per combattere contro Gabriel e le sue spie. E Willis si è fatto trovare più che preparato per l’impegno fisico richiesto dalle riprese. “Questo è un film della saga Die Hard, il che equivale per McClane a farsi ‘rivoltare come un calzino'”, osserva Willis. “Volevo che McClane fosse in grado di affrontare tutto ciò che gli capita, quindi ho seguito un rigoroso programma di preparazione per svariati mesi prima dell’inizio della produzione. McClane è più anziano e anche io lo sono, e questo è stato parte del divertimento nel riprendere il personaggio. Ma ho anche capito che c’è un vantaggio a diventare più anziani, perché sei più attento e diventi un po’ più saggio”.
“Bruce ci diceva: ‘Ragazzi, dobbiamo veramente fargli sputare sangue e sudore in questa scena’”, aggiunge Wiseman. “Bruce era in forma fisica smagliante e aveva una luce negli occhi che ti faceva capire quanto fosse resistente”.
Facendo sempre attenzione a mantenere l’azione reale, per quanto fosse complessa o esplosiva, Wiseman, Martin e Willis si sono interrogati sulle conseguenze dal punto di vista fisico per McClane. “Ci siamo domandati, ad esempio: ‘Che cosa accadrebbe se McClane cadesse da un primo piano e rimanesse agganciato a qualcosa mentre cade?'”, ricorda Martin. “Le nostre scene acrobatiche dovevano comunque sempre avere uno scopo, perché McClane non fa nulla senza motivo e, solitamente, la fa solo se non ha un’altra scelta”.
Molte delle scene di azione più sensazionali si svolgono in enormi set creati dallo scenografo Patrick Tatopoulos (“Independence Day – Il giorno dell’indipendenza”). I set ideati da Tatopoulos non solo appaiono immensi, ma sono stati l’indispensabile punto di partenza per spingere all’estremo le sequenze di azione. “Realizzare le scenografie è molto più che creare uno spazio”, spiega Tatopoulos. “Bisogna pensare a come far funzionare l’azione in quello spazio ed è quindi uno strumento con cui le persone devono lavorare. Sono un grande fan dei set strutturati in questo modo, mi piace costruirli”.

Anche l’umorismo ha un ruolo importante in DIE HARD VIVERE O MORIRE  . Le battute sardoniche di McClane rappresentano alcuni dei momenti salienti dei film della saga e DIE HARD VIVERE O MORIRE   non è da meno. “Sono molto protettivo nei confronti di McClane e consapevole che esiste una sottile linea tra divertirsi con il personaggio e ridere di lui”, spiega Willis. “Vogliamo che il pubblico si identifichi sempre in lui e uno dei modi per riuscirci è attraverso le risate”.
Inoltre, l’umorismo del film contribuisce ad avvicinare Willis al suo alter ego cinematografico. “Bruce è un ragazzo qualunque del New Jersey, che racconta e si diverte con battute sciocche e che, più di tutto, ama stare con la famiglia”, spiega Mark Bomback. “Queste qualità ci fanno apprezzare molto Bruce – e McClane”.
Bomback afferma che ideare i numerosi ‘McClane-ismi’ è stata la parte più piacevole nel lavoro di sceneggiatura. “Amo il personaggio di John McClane. Ogni volta che mi sentivo intimidito da una scena o mi domandavo come l’avrei risolta, la ‘voce’ di McClane mi aiutava a scriverla. È un lavoro che mi ha dato grandi soddisfazioni”.
Gran parte dell’umorismo nasce dalla contrapposizione tra i modi vecchio stile di McClane e i metodi moderni di Gabriel. “Il mondo digitale si è lasciato McClane alle spalle”, afferma Willis. “Non volevamo che il personaggio diventasse all’improvviso un mago del computer in grado di fermare Gabriel. McClane non potrebbe farlo. Così ci siamo divertiti a calarlo in situazioni che non capisce e a farlo scontrare con un cattivo che usa strumenti e metodi con cui lui non ha alcuna familiarità”.
Ma Gabriel sottovaluta McClane, il duro a morire per eccellenza, che inizia a capovolgere le situazioni contro l’avversario, sfornando, nel frattempo, un torrente di battute inclusa la sua tipica espressione ‘Yipee-Ki-Yay’. “Questa espressione è diventata nel tempo parte della tradizione di Die Hard“, spiega Willis. “La prima volta che l’ho detta, nel primo film, era solo una battuta da dire ad Alan Rickman (nel panni del cattivo Hans Gruber), che mi chiamava ‘Signor Cowboy’. Sono sorpreso che una cosa tanto semplice sia diventata parte del linguaggio e della cultura popolari. Ma McClane la dice ora in molte situazioni, specialmente quando cerca di essere più indecifrabile che mai”.

Il mago tecnologico Matt Farrell, altro bersaglio delle frecciate di McClane, è lo yin digitale rispetto allo yang analogico rappresentato da McClane. “Matt è l’opposto di McClane”, nota Justin Long, giovane astro di film quali “Palle al balzo” (Dodgeball: A True Underdog Story) e “Galaxy Quest”, anche protagonista di una serie di popolari spot pubblicitari per la Apple Computer. “È molto diverso dai tradizionali ‘partner’ di McClane nei precedenti Die Hard: non è né un poliziotto né un tipo da strada. Matt è un ragazzo tecnologico, mentre McClane è un uomo di azione. Gran parte del divertimento nasce dalla loro interazione.
“Decisamente Matt non è un tipo fisico”, aggiunge Long. “Come potrebbe esserlo? È ossessionato dal suo computer e non esce mai da casa”.
Un personaggio dal look più atletico è Mai, spia-capo e fidanzata di Thomas Gabriel. Maggie Q, che ha interpretato un ruolo in “Mission: Impossible III”, è molto pratica di arti marziali e i suoi combattimenti fuori da ogni regola con Willis hanno dato una forte idea di scontro tra Oriente e Occidente. “Mai è il personaggio in assoluto più fisico”, spiega Maggie. ” È svelta, astuta e letale. McClane ha le sue tecniche di combattimento alla vecchia maniera, mentre Mai è padrona di metodi di lotta moderni. Ne scaturiscono delle dinamiche molto interessanti”.
Il boss di Mai (e suo uomo), Gabriel, lavora più con il cervello che con i muscoli. L’uomo, che è l’artefice di un piano per bloccare l’infrastruttura digitale della nazione, è un avversario di un genere che McClane non ha mai incontrato in precedenza. “Gabriel usa metodi che McClane non è in grado di prevedere perché sono lontani dal suo mondo e dalla sua esperienza”, spiega Timothy Olyphant.
Se i cattivi nei film Die Hard si distinguono per l’ingegnosità e per la capacità di trovarsi sempre in notevole vantaggio rispetto a McClane e al pubblico, allora Gabriel è senz’altro uno dei personaggi più affascinanti della lunga saga. Indubbiamente, i piani di Gabriel rendono la posta in gioco molto più ingente che nei precedenti film Die Hard, perché l’uomo non si propone di derubare una società o un’istituzione finanziaria, ma intende mettere in ginocchio un’intera nazione. E crede di farlo per una buona ragione. “Gabriel ha un suo programma per il governo e si trova nella posizione di scuotere il popolo americano per fargli aprire gli occhi sulla realtà”, aggiunge Olyphant.
Come la maggior parte dei più celebri cattivi del cinema, Gabriel è carismatico, affascinante, brillante e intenso, una combinazione di qualità che ha reso la scelta dell’attore una sfida interessante. “Gabriel è brillante e sofisticato ma sembra spesso in procinto di spezzarsi, nel senso che porta le cose sempre all’estremo. E Tim ha in sé questa qualità”, conclude ridendo Wiseman.
Quando McClane minaccia di stravolgere i suoi piani, Gabriel, per tenerlo a bada, rapisce la figlia Lucy, cosa che, come Gabriel stesso capisce, si rivela un errore clamoroso. “Non abbiamo più visto Lucy dopo il primo Die Hard, quando era una bambina, e anche allora solo in qualche breve scena”, spiega Willis. “Ora è una studentessa al college e i suoi rapporti con il padre non sono dei migliori. Ma anche se McClane ha divorziato ed è ora solo, la famiglia per lui conta sempre moltissimo e non si fermerà davanti a nulla per salvare la figlia”.
“Il rapimento di Lucy alza la posta in gioco emotiva per McClane”, aggiunge Willis. “Gli dà una forte spinta emotiva, man mano che progrediscono gli eventi intorno a lui”.
Lucy, interpretata da Mary Elizabeth Winstead, è decisamente figlia di suo padre. “Lucy ha molto dello spirito, dell’energia e della durezza di McClane”, afferma la Winstead. “All’inizio della storia, il rapporto tra Lucy e il padre è teso, perché McClane è stato assente quasi sempre. Ovviamente, tutto cambia quando Lucy si trova in pericolo a causa di Gabriel”.
Per fermare Gabriel, McClane deve affidarsi all’arguzia digitale del riluttante Matt Farrell, oltre che al maestro hacker Warlock. Dal suo covo segreto (nient’altro che il seminterrato a casa di sua madre), Warlock offre a McClane e Farrell punti di vista e informazioni fondamentali. L’attore-regista-proprietario di un sito web Kevin Smith ammette di somigliare a Warlock. “Passo molto tempo online. Ci sono giorni in cui mi sveglio, passo tutto il giorno collegato e poi la sera vado a dormire”.
Per Smith, come per Len Wiseman, il coinvolgimento in un nuovo film della saga Die Hard ha avuto una risonanza speciale. “Non ho realizzato un film stile Die Hard quando ero alla high school, come ha fatto Len”, spiega Smith, “ma ho organizzato un party con visione del film quando è uscito in videocassetta. Sono rimasto affascinato dall’osservare quanto McClane sia reale: è stato uno dei primi eroi a mostrare i danni e le ferite provocati dall’avventura appena conclusa”.
In effetti, il messaggio che il film trasmette – l’uomo comune che diventa un eroe credibile e le scene d’azione per lo più reali – ha contribuito alla grande eccitazione dei realizzatori impegnati nel nuovo episodio. “Un certo giorno, avevamo in costruzione un jet Harrier e una serie di sezioni di autostrada, oltre a un rimorchio di 12 metri sospeso per aria e quattro gru pronte a catturare l’azione che si sarebbe svolta”, ricorda Len Wiseman. “Andavo sul set, mi guardavo attorno e pensavo: ‘Questo è davvero un gran bel lavoro’. Ed è anche una realtà lontanissima dal cortile di casa mia a Fremont!”.
“La preparazione e la realizzazione del film sono stati un combattimento quotidiano, ma sono estasiato dal lavoro che tutti hanno svolto”, conclude Bruce Willis. “Molte persone amano questa saga e pensano che il primo film abbia reinventato il genere d’azione. Perciò, con DIE HARD VIVERE O MORIRE   non potevamo essere da meno. “Ho già dichiarato ufficialmente che il film è altrettanto buono, se non migliore, del primo della serie, perché dà agli spettatori tutto ciò che amano in Die Hard e in McClane, pur aumentando la posta in gioco e reinventando il terreno di scontro”.

IL CAST

BRUCE WILLIS (John McClane) ha dimostrato un’incredibile versatilità nel corso della sua carriera, caratterizzata da ruoli assai diversi tra loro: dal pugile di “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino a un uomo che trascura la moglie in “La vita a modo mio” (Nobody’s Fool) di Robert Benton, dall’eroico viaggiatore nel tempo in “L’esercito delle dodici scimmie” (Twelve Monkeys) di Terry Gilliam al traumatizzato veterano del Vietnam in “Vietnam: Verità da dimenticare” (In Country) di Norman Jewison, dal compassionevole psicologo infantile nel candidato all’Oscar® “The Sixth Sense – Il sesto senso” di M. Night Shyamalan (che gli è valso il People’s Choice Award) al detective John McClane nella trilogia di “Die Hard”. Willis, la cui filmografia più recente comprende “Hostage”, “Sin City”, “Solo due ore” (16 Blocks), “Slevin – Patto criminale” (Lucky Number Slevin) e “La gang del bosco” (Over the Hedge), ha appena ultimato i film “Alpha Dog”, diretto da Nick Cassavetes, e “Perfect Strangers” insieme a Halle Berry.  
Dopo avere studiato teatro al prestigioso Montclair State College, Willis, originario del New Jersey, ha affinato le sue capacità in diverse commedie teatrali e innumerevoli spot televisivi, prima di ottenere nel 1984 il ruolo teatrale principale nel drammatico “Fool for Love”, per la regia di Sam Shepard, che ha toccato le cento repliche nell’off-Broadway. 
Willis ha raggiunto la fama internazionale e ha conquistato diversi premi (tra cui un Emmy® e un Golden Globe®) per il ruolo dell’investigatore David Addison nella serie TV di successo “Moonlighting”, un ruolo per il quale è stato scelto tra oltre 3.000 aspiranti. Ha debuttato sul grande schermo al fianco di Kim Basinger nella commedia romantica di Blake Edwards “Appuntamento al buio” (Blind Date). Nel 1988 ha interpretato il ruolo di John McClane nel blockbuster “Die Hard – Trappola di cristallo”. Ha poi ripreso il ruolo nei due sequel, “58 minuti per morire – Die harder” (Die Hard 2) e “Die Hard – Duri a morire” (Die Hard with A Vengeance), campione di incassi mondiali nel 1995. 
Tra le numerose collaborazioni cinematografiche figurano quelle con i registi Michael Bay (“Armageddon – Giudizio finale”), M. Night Shyamalan (il già citato “Il sesto senso”The Sixth Sense e “Unbreakable” – Il predestinato), Alan Rudolph (“L’ombra del testimone”Mortal Thoughts, “La colazione dei campioni”Breakfast of Champions), Walter Hill (“Ancora vivo”Last Man Standing), Robert Benton (“Billy Bathgate – A scuola di gangster” e il già citato “La vita a modo mio”Nobody’s Fool), Rob Reiner (“Storia di noi due”The Story of Us), Ed Zwick (“Attacco al potere”The Siege), Luc Besson (“Il quinto elemento”The Fifth Element), Barry Levinson (“Bandits”), Robert Zemeckis (“La morte ti fa bella”Death Becomes Her) e Antoine Fuqua (“L’ultima alba”Tears of the Sun). 
Sul grande schermo ha poi lavorato in “The Jackal”, “Codice Mercury” (Mercury Rising), “FBI: Protezione testimoni” (The Whole Nine Yards), nel sequel “FBI: Protezione testimoni 2” (The Whole Ten Yards) e in “Faccia a faccia” (The Kid) di Disney. Ha anche dato voce allo spiritoso personaggio di Mikey, il ragazzino di “Senti chi parla” (Look Who’s Talking) e “Senti chi parla 2”(Look Who’s Talking Too) e a Spike nel film di animazione “Rugrats Go Wild!”
Willis continua a collaborare con il teatro. Nel 1997 ha co-fondato A Company of Fools, una compagnia teatrale non-profit dedita allo sviluppo e al sostegno del teatro nella Wood River Valley dell’Idaho e in tutti gli Stati Uniti. Ha diretto e interpretato un ruolo nella commedia dark di Sam Shepard “True West” al Liberty Theater di Hailey, nell’Idaho. La commedia, che Willis ha dedicato al fratello scomparso Robert, descrive il travagliato rapporto tra due fratelli ed è stata trasmessa sul canale Showtime.
Willis, che è anche un bravo musicista, ha registrato nel 1986 per la Motown l’album The Return of Bruno, che ha conquistato un disco di platino e include il brano Respect Yourself, che ha raggiunto il 5° posto nella classifica di Billboard. Tre anni più tardi, Willis ha registrato un secondo album, If It Don’t Kill You, It Just Makes You Stronger. Lo scorso anno, ha partecipato al club tour negli Stati Uniti insieme al suo gruppo, la Bruce Willis Blues Band, che continua ad esibirsi in tutti gli Stati Uniti. Oltre a ciò, Willis ha di recente fondato la Willis Brothers Films insieme al fratello David Willis. 

TIMOTHY OLYPHANT (Gabriel) ha al suo attivo una lunga serie di partecipazioni cinematografiche e televisive ed è noto per i suoi ritratti commoventi tanto nei film drammatici quanto nelle commedie. Olyphant ha ottenuto un vasto successo di critica per l’incisivo ritratto del duro Seth Bullock, nato per comandare, nella serie di successo della HBO “Deadwood”.  
Di recente, ha recitato al fianco di Jennifer Garner nella commedia romantica della Sony Pictures “Catch and Release”
L’attore ha ultimato la produzione del drammatico “Stop Loss”, diretto da Kimberly Peirce e prodotto da Scott Rudin, in cui ha interpretato un generale dei Marines in Iraq. Ha anche portato a termine la produzione del film indipendente “Bill”, in cui ha recitato insieme ad Aaron Eckhart e Jessica Alba. Il film narra la vicenda di un uomo (Eckhart) in crisi di mezza età, la cui moglie e un conduttore televisivo (Olyphant) hanno una relazione che viene catturata su nastro e diffusa via internet. Il film è prodotto e finanziato dalla GreeneStreet Films di Gotham.
Olyphant è al momento impegnato in “Hitman”, basato sul popolare videogioco, in distribuzione a ottobre. Il film segue la vicenda di Agente 47 (Olyphant), addestrato per diventare un sicario professionista. Le armi più potenti che possiede sono il coraggio e l’orgoglio per il lavoro che svolge. Il numero 47 deriva dalle ultime due cifre del codice a barre che ha tatuato sulla nuca ed è il suo unico nome. Il cacciatore diventa una preda quando si trova invischiato in un intrigo politico. Sia l’Interpol sia le forze militari russe gli danno la caccia attraverso l’Europa orientale, mentre Agente 47 cerca di scoprire chi lo ha incastrato e perché vogliono farlo fuori. Ma la minaccia più pericolosa per la sua sopravvivenza potrebbe nascere da un risveglio della coscienza e dalle poco familiari emozioni suscitate in lui da una bellissima ragazza ferita. 
Nel 2004 Olyphant ha lavorato al fianco di Elisha Cuthbert ed Emile Hirsch nel film della Twentieth Century Fox/Regency Enterprises “La ragazza della porta accanto” (The Girl Next Door). Olyphant ha brillantemente interpretato Kelly, il produttore porno, ex-fidanzato di Danielle, che la segue fino ai quartieri alti per tentare di convincerla a tornare a lavorare per lui. Prima di questo film, Olyphant ha recitato con Donnie Wahlberg, Tom Sizemore, Jason Lee e Morgan Freeman nell’adattamento della Castle Rock Entertainment del bestseller di Stephen King “L’acchiappasogni” (Dreamcatcher), diretto da Lawrence Kasdan.  
La sua filmografia comprende anche “Rock Star”, scritto da John Stockwell e diretto da Stephen Herek, “Fuori in 60 secondi” (Gone in 60 Seconds) della Disney e “Il risolutore” (A Man Apart) della New Line Cinema. Inoltre, Olyphant ha interpretato Mickey in “Scream 2” e ha lavorato nel film indipendente “1999”, in “Una vita esagerata” (A Life Less Ordinary) accanto a Cameron Diaz e Ewan McGregor e in “Il club delle prime mogli” (The First Wives Club). 
L’attore ha partecipato nel 2002 al Sundance Film Festival con il film in concorso “Coastlines”. L’attore ha interpretato Sonny Mann, un ex-truffatore che torna alla sua cittadina di origine in Florida e avvia una relazione con la moglie del suo migliore amico. Il film, scritto e diretto da Victor Nunez, ha visto la partecipazione anche di Josh Brolin e Sarah Wynter. 
Nel 2002 Olyphant ha recitato nel film della Sony Classics “Il club dei cuori infranti” (Broken Hearts Club-A Romantic Comedy), che narra la vicenda di un gruppo molto unito di giovani gay, ognuno con i suoi problemi e le sue manie, che trovano conforto nel giocare insieme in una squadra di softball. Il film ha visto la partecipazione anche dell’esordiente Zach Braff, di John Mahoney e Dean Cain.
Nel 1999 Olyphant ha ottenuto recensioni entusiasmanti per l’interpretazione dello spacciatore Todd Gaines nell’acclamato film di Doug Liman “Go – Una notte da dimenticare”. Il film, scritto da John August, narra da tre diversi punti di vista gli eventi che accadono dopo uno spaccio di droga.
In televisione Olyphant è apparso nel film per la HBO “When Trumpets Fade” del regista John Irvin e nel drammatico “High Incident” per la ABC, dove veste i panni del poliziotto alle prime armi Brett Faraday. Olyphant ha debuttato sul piccolo schermo nella serie “Indirizzo permanente” (77 Sunset Strip) per la Warner Bros. È poi apparso nello special “Ellen Foster”, nell’ambito del CBS Hallmark Hall of Fame, insieme a Julie Harris. Olyphant ha inoltre partecipato come guest star ad alcuni popolari programmi televisivi, quali “My Name is Earl” e “Sex in the City”
Nato alle Hawaii e cresciuto in California, l’attore ha frequentato la USC, dove è esplosa la sua passione per l’arte e la recitazione. Ha studiato disegno, pittura, scultura, teatro e stand-up comedy. Dopo la laurea, si è trasferito a New York per perfezionare gli studi di recitazione con William Esper, e lì ha ricevuto il World Theatre Award® come miglior attore per la sua interpretazione di Tim Hapgood nella rappresentazione di “The Monogamist” di Christopher Kyle al Playwright Horizon. Sul palcoscenico ha poi partecipato alla one-man production di “Santaland Diaries” all’Atlantic Theatre, per la regia di Joe Mantello, e, da ultimo, ha recentemente recitato in “Plunge”, anch’esso scritto da Christopher Kyle e prodotto dal Playwright Horizon. 

JUSTIN LONG (Matt Farrell) è una potente combinazione di fascino e carisma e si sta affermando rapidamente come uno dei più ricercati giovani attori di Hollywood. 
Lo scorso anno ha lavorato nel film di Steve Pink “Accepted”. Ha interpretato il ruolo di Bartleby Gaines, studente della high school che trama contro i genitori nel tentativo di evitare il college. Sempre nel 2006 ha partecipato a “Idiocracy”, con Luke Wilson, Maya Rudolph e Dax Shepard, scritto e diretto da Mike Judge, regista di “Impiegati… male” (Office Space).
Long ha partecipato alla commedia romantica “The Breakup”, nel ruolo di sgargiante parrucchiere di Jennifer Aniston. Allo Slamdance Film Festival del 2006, ha partecipato con il film “The Sasquatch Dumpling Gang”, una commedia prodotta da Kevin Spacey e Jared Hess, autore e regista di “Napoleon Dynamite”. Il film è stato premiato dal pubblico nella categoria Best Narrative Feature. Di prossima distribuzione troviamo il film indipendente “Dreamland”, in cui Long lavora al fianco di Agnes Bruckner.
Long ha una lunga serie di progetti in lavorazione, la cui distribuzione è prevista nel corso del 2007. Di recente, ha ultimato le riprese della commedia “Strange Wilderness”, oltre a “One Part Sugar”, al fianco di Danny DeVito. Ha dato voce al personaggio del coraggioso topo Desperaux nel film di animazione computerizzata della Universal Pictures “The Tale of Despereaux”.
In precedenza, Long è apparso al fianco di Ryan Reynolds e Anna Farris in “Waiting” della Lionsgate. Il film, prodotto da Chris Moore, è uno scorcio della vita di un gruppo di giovani camerieri in un ristorante. In passato, ha vestito i panni di oggetto d’amore di Lindsay Lohan in “Herbie il supermaggiolino” (Herbie: Fully Loaded), la più recente incarnazione della serie di successo della Disney.
Long è noto per l’interpretazione accanto a Ben Stiller e Vince Vaughn nella commedia della Twentieth Century Fox “Palle al balzo” (Dodgeball: A True Underdog Story). Nel ruolo di studente alle prese con il gruppo di cheerleader, Justin aiuta dolorosamente e comicamente la squadra a vincere il torneo di dodgeball. Prima di questo film, l’attore ha prestato i suoi talenti vocali a Dwayne nel film di animazione di Bill Plympton “Hair High”, una commedia gotica ambientata in una high-school, con la partecipazione vocale anche di David Carradine, Dermot Mulroney e Martha Plimpton.
Long ha fatto rabbrividire il pubblico con il ruolo di primo piano interpretato nel successo di cassetta del 2001 “Jeepers Creepers – Il canto del diavolo” e ha condiviso il palcoscenico con Britney Spears al suo debutto cinematografico in “Crossroads – Le strade della vita”. Tra le altre pellicole in cui ha recitato, vi sono le commedie satiriche “Happy Campers” e “Galaxy Quest” (quest’ultima con Tim Allen e Sigourney Weaver), oltre al film indipendente “Raising Genius” con Wendie Malick e Stephen Root.
Sul piccolo schermo, Long è stato tra gli attori preferiti dal pubblico nell’acclamata serie televisiva della NBC “Ed”, in cui ha interpretato Warren Cheswick, l’amabile studente della Stuckeyville High School.
A teatro, l’attore è apparso in numerose produzioni teatrali a New York, tra cui “The Hot L Baltimore” con Sam Rockwell, e “The Shadowbox”. Nato a Fairfield, nel Connecticut, Long ha frequentato il Vassar College, dove è stato per due anni membro dell’acclamato gruppo Laughingstock.

CLIFF CURTIS (Bowman) è uno dei talenti di maggiore successo della Nuova Zelanda. Ha lavorato con registi celebri del calibro di Martin Scorsese, Michael Mann, David O. Russell, Danny Boyle, Frank Darabont, Jane Campion, Antoine Fuqua, Darren Aronofsky e Niki Caro. 
La celebrità di Curtis è associata al ruolo al fianco della candidata a un Academy Award® Keisha Castle Hughes in “Whale Rider”. L’attore è apparso nel vincitore di un Oscar “Training Day”, con Denzel Washington e Ethan Hawke; in “The Insider – Dietro la verità”, con Al Pacino e Russell Crowe; infine, in “Lezioni di piano” (The Piano), con Holly Hunter, Anna Paquin e Harvey Keitel, che ha segnato il suo debutto cinematografico.
Tra gli altri film che vedono la sua partecipazione figurano “Blow” con Johnny Depp, per la regia di Ted Demme; “Three Kings”, diretto da David O. Russell, con George Clooney, Mark Wahlberg e Ice Cube; “La giuria” (Runaway Jury) con John Cusack, Dustin Hoffman e Gene Hackman; “Al di là della vita” (Bringing out the Dead), per la regia di Martin Scorsese, con Nicolas Cage; “Virus”, con Jamie Lee Curtis e Donald Sutherland; “Sei giorni sette notti” (6 Days/7 Nights) di Ivan Reitman, con Harrison Ford. 
Ha inoltre partecipato a “River Queen”, con Samantha Morton e Kiefer Sutherland; a “L’albero della vita” (The Fountain), diretto da Darren Aronofsky, con Hugh Jackman e Rachel Weisz; a “Sunshine”, per la regia di Danny Boyle, con Cillian Murphy e Chris Evans; e a “Fracture”, diretto da Gregory Hoblit, con Anthony Hopkins e Ryan Gosling. 
Curtis ha ricevuto un New Zealand Film Award come miglior attore non protagonista per il suo lavoro in “Desperate Remedies” e, lo stesso anno, è stato candidato al premio come miglior attore non protagonista per il film “Once Were Warriors – Una volta erano guerrieri”, diretto da Lee Tamahori. Ha inoltre recitato nel film della South Pacific Pictures “Jubilee”, che gli è valso un New Zealand Award come miglior attore, e ha partecipato al film “Overnight”, che gli ha fatto ottenere una candidatura a un New Zealand Television Award come miglior attore. Curtis ha lavorato con il regista Stephen Hopkins nella miniserie candidata a un Emmy “Traffic”
Oltre alla sua ricca carriera cinematografica, Curtis ha lavorato a lungo a teatro in Nuova Zelanda. Ha studiato alla New Zealand Drama School prima di frequentare la prestigiosa Scuola Teatro Dimitri in Svizzera. Sulle scene teatrali, i suoi ruoli includono “Macbeth”, “Il giardino dei ciliegi” (The Cherry Orchard), “Le allegre comari di Windsor” (The Merry Wives of Windsor), “Happy End”, “Il violinista sul tetto” (Fiddler on the Roof), “Man of La Mancha” e “Porgy and Bess”.
Di recente, Curtis ha ultimato le riprese di “10.000 B.C.”, per la regia di Roland Emmerich, con Steven Strait, Camilla Belle e Omar Sharif.

MAGGIE Q (Mai), con il suo aspetto sexy e seducente, ha contribuito alle vendite di milioni di prodotti di gran marca e di riviste in tutta l’Asia, oltre ad avere impreziosito con la sua grazia alcuni film girati a Hong Kong. La bellezza eurasiatica originaria delle Hawaii, dopo essersi affermata come una delle maggiori modelle e attrici in Asia, ha iniziato la sua ascesa nel firmamento di Hollywood.
Nel 2006 Maggie ha recitato in “Mission: Impossible III” per la Paramount Pictures, al fianco di Tom Cruise. Nel film interpreta Zhen, uno dei quattro principali membri del team. Il thriller è stato girato in esterni in giro per l’Europa, in Asia e negli Stati Uniti, per la regia di J.J. Abrams, il creatore delle popolari serie TV “Lost”, “Alias” e “Felicity”.
Inoltre, Maggie ha recitato nella commedia per la Rogue Pictures e Spyglass Entertainment “Balls of Fury”, con Dan Fogler, George Lopez e Christopher Walken, che segue la vicenda di un ex campione di ping pong, entrato nel mondo del ping pong clandestino per scoprire chi ha ucciso il padre. Il film, prodotto da Jonathan Glickman della Spyglass, è stato scritto e diretto da Robert Ben Garant. 
Nata alle Hawaii da padre americano e madre vietnamita, Maggie da adolescente è stata una nuotatrice e ha partecipato a numerosi eventi sportivi. All’età di 18 anni si è trasferita a Hong Kong per seguire la carriera di modella. Presto si è affermata come top model in molti paesi asiatici, apparendo su più di cento copertine, tra cui varie edizioni asiatiche di Time, Harper’s Bazaar, Cosmopolitan, Madame Figaro, Marie Claire ed Elle.
Maggie ha iniziato a recitare nella serie televisiva “House of the Dragon”, che ha riscosso un enorme successo in Asia. In seguito, ha partecipato al film horror “Model from Hell”. In occasione del film “Gen-Y Cops”, in cui ha recitato al fianco di Paul Rudd, la sua interpretazione ha suscitato un forte interesse in Jackie Chan, che l’ha voluta nel cast del premiato film “Manhattan Midnight”.
Nel 2002 l’attrice ha interpretato il ruolo di femme fatale nel popolare film d’azione “Naked Weapon”, una sorta di via di mezzo tra “Charlie’s Angels” e “The Matrix”, a causa delle numerose sequenze acrobatiche e degli effetti speciali in CGI. Il film è stato diretto da Tony Ching Siu Tung, che ha lavorato come direttore della fotografia in film quali “Hero” e “House of Flying Daggers”. Grazie all’esperienza maturata al fianco di Jackie Chan e Tony Ching Siu Tung e nei numerosi film d’azione, Maggie ha sviluppato un talento per il combattimento corpo a corpo. Si è avvalsa delle abilità acquisite in occasione delle riprese di “Mission: Impossible III”, “Colpo grosso al Drago Rosso” (Rush Hour 2) e “Il giro del modo in 80 giorni” (Around the World in 80 Days).
La sua filmografia comprende anche “The Counting House”, un film horror per la Rai Entertainment; il film girato a  Hong Kong “Dragon Squad”, in cui veste i panni di un cecchino; e la miniserie televisiva “House of Harmony”.  
Maggie è attualmente testimonial della LUX Personal Wash Products e della SOFINA Facial Skin-Care in Cina. Ha anche partecipato con successo alle campagne Derma Logical (Hong Kong), Coca-Cola (Giappone), Haojue Suzuki Motorcycle (Cina), Lancel Image Girl (Asia) e Shiseido UV White (Giappone).
Quando non è impegnata in esterni in qualche film, l’artista divide il suo tempo tra Hong Kong e le Hawaii, dove la sua famiglia vive tuttora.

MARY ELIZABETH WINSTEAD (Lucy McClane) ha di recente recitato nel film diretto da Quentin Tarantino “Grindhouse – A prova di morte” (Death Proof), la seconda metà del film doppio di Quentin Tarantino/Robert Rodriguez “Grindhouse” della Dimension Films. Lo scorso anno è apparsa nel film corale “Bobby”, diretto da Emilio Estevez, e nel remake del film horror del 1974 “Black Christmas – Un Natale rosso sangue”, distribuito il giorno di Natale.
L’ultimo ruolo interpretato dalla Winstead è stato in “Final Destination 3”. In precedenza, ha recitato in “The Ring Two” con Naomi Watts, in “Sky High – Scuola di superpoteri” al fianco di Kurt Russell e Kelly Preston, e nel film indipendente “Checking Out”
Sul piccolo schermo, la Winstead è forse maggiormente nota per il ruolo di Jessica Bennett nella popolare soap della NBC “Passions”, che le è valso la candidatura del The Hollywood Reporter agli Young Star Award e Young Artist Award. In televisione ha anche partecipato alla serie della CBS “Wolf Lake” e al film originale della MTV “Monster Island”, oltre ad avere il ruolo di guest star in alcuni popolari programmi, ad esempio “Touched by an Angel”, “Tru Calling” e “Promised Land”
La Winstead, cugina della leggendaria Ava Gardner, non è una novizia. Ha iniziato la sua carriera artistica come ballerina, avendo studiato danza classica, tap e jazz. In teatro ha partecipato a “Lo schiaccianoci” (The Nutcracker) e all’allestimento a Broadway di “Joseph and the Amazing Technicolor Dreamcoat” con Donny Osmond. 
Originaria di Rocky Mount, nel North Carolina, la Winstead risiede in prevalenza a Los Angeles, oppure là dove il lavoro la chiama. Nonostante il calendario fitto di impegni, l’attrice riesce a trovare il tempo di frequentare i corsi online del college.

I REALIZZATORI

LEN WISEMAN (regia) ha iniziato la sua carriera nell’industria cinematografica nel reparto artistico dei film di successo “Godzilla”, “Stargate”, “Men In Black” e “Independence Day – Il giorno dell’indipendenza”. Con il suo gusto visivo connaturato e l’occhio per il design, si è presto trovato dietro all’obiettivo a dirigere spot pubblicitari per PlayStation, Time Warner, Oracle, Intel e Activision, un percorso che ha indirizzato la sua carriera verso il mondo dei video musicali. Ne è seguita una serie di candidature a vari premi, tra cui quello per la migliore direzione artistica in occasione degli MTV Video AwardTM del 2002 per Stick ‘Em Up di Quarashi e quello per la miglior regia agli MVPA Award del 2002 per il video di Rufus Wainwright Across the Universe. Inoltre, Wiseman ha diretto alcuni video musicali all’avanguardia per Megadeath, En Vogue, Static X, Paul Oakenfold e Brooke Allison.
Con il suo stile distintivo e la grande reputazione di cui gode, Wiseman ha suscitato l’interesse di Skip Williamson, President della Lakeshore Records, che ha dato una svolta alla sua carriera facendogli dirigere “Underworld”, esordio di Wiseman nel mondo del cinema.
Wiseman e l’autore Danny McBride si sono incontrati alla ICM attraverso il loro agente, Nick Reed, scoprendo di condividere l’amore e la conoscenza per lo stesso genere di film. La sceneggiatura di “Underworld” ha ricevuto un’accoglienza talmente positiva che Wiseman e McBride hanno potuto mettere in piedi un altro progetto, il cui nome di massima è “Black Chapter”, che dovrebbe essere prodotto da Antoine Fuqua per la Disney. Wiseman ha poi diretto “Underworld: Evolution”.

MARK BOMBACK (sceneggiatura, soggetto) ha al suo attivo “Godsend – Il male è rinato”, con Robert DeNiro e Greg Kinnear, e “The Tourist”, ora in post-produzione, con Hugh Jackman e Ewan McGregor. 
Bomback sta curando l’adattamento dei romanzi del premio Pulitzer Richard Ford “The Sportswriter”, “Independence Day – Il giorno dell’indipendenza” e “The Lay of the Land” per la HBO. Inoltre, la sceneggiatura di “Unstoppable” è in corso di sviluppo alla Twentieth Century Fox.
Nel 2002 Bomback è stato scelto per partecipare al prestigioso Filmmakers Lab del Sundance Institute, dove ha lavorato alla sceneggiatura di “Disturbing the Peace”, basato sul romanzo di Richard Yates, con cui spera di esordire quest’anno come regista.
Bomback insegna un corso annuale di sceneggiatura nell’università in cui ha studiato, la Wesleyan University. 

DAVID MARCONI (soggetto) ha scritto e diretto l’imminente film “Kaleidoscope”, un thriller geopolitico ambientato nell’Europa dei giorni nostri. Il film è ispirato ad eventi realmente accaduti e, come spiega Marconi, è una “storia d’amore sullo sfondo di un intrigo politico”. 
Originario di Highland Park, in Illinois, Marconi è un appassionato di cinema fin dall’adolescenza. Dopo avere vinto diversi concorsi cinematografici a livello scolastico, ha ottenuto una borsa di studio per frequentare la scuola di cinema della University of Southern California. Dopo la laurea, ha ottenuto il primo incarico come assistente di Francis Ford Coppola in “The Outsiders”. Dopo di ciò, Coppola ha promosso Marconi al ruolo di supervisore della produzione della seconda unità nel film “Rusty il selvaggio” (Rumble Fish). 
Nel 1993 Marconi ha scritto e diretto il suo primo film, “The Harvest”, un noir con Miguel Ferrer e Leilani Sarelle. Poco dopo, Simpson/Bruckheimer hanno commissionato a Marconi la sua prima sceneggiatura originale, “Nemico pubblico” (Enemy of the State), con Will Smith e Gene Hackman. Il film, un thriller tecnologico sui temi della riservatezza, ha realizzato incassi lordi di oltre 250 milioni di dollari a livello mondiale. A seguito di “Nemico pubblico” (Enemy of the State), Marconi si è occupato di una nuova versione della serie televisiva di Jerry Bruckheimer “Soldier of Fortune”.
Insieme a Flint Dille, Marconi è il coautore di una serie di tre romanzi: Agent 13, The Midnight Avenger, Agent 13 and the Serpentine Assassins e Agent 13 and the Acolytes of Darkness, tutti per la Random House. La serie di azione/avventura, ambientata negli anni ‘30, segue le vicende di una società segreta che manipola gli eventi che hanno poi provocato lo scoppio della Seconda Guerra mondiale, e dell’unico uomo, Agent Thirteen, che tenta di sovvertirne i piani.

MICHAEL FOTTRELL (produttore), laureato alla scuola di cinema della USC, ha lavorato come produttore esecutivo e co-produttore in numerosi film di alto profilo: “Tu, io e Dupree” (You, Me and Dupree), “Herbie il supermaggiolino” (Herbie: Fully Loaded), “2 Fast 2 Furious”, “Catwoman”, “Tutta colpa dell’amore” (Sweet Home Alabama), “Sorority Boys”, “Un ragazzo tutto nuovo” (The New Guy), “Rock Star”, “Da ladro a poliziotto” (Blue Streak), “Cruel Intentions – Prima regola: non innamorarsi” e “Il ritorno della famiglia Brady” (A Very Brady Sequel).
Oltre al lavoro nella produzione, Fottrell è stato direttore di produzione di “Il grande Joe” (Mighty Joe Young), “Volcano – Los Angeles 1997”, “Allarme rosso” (Crimson Tide), “Corso di anatomia” (Gross Anatomy), “Warlock – L’angelo dell’apocalisse” e “I diffidenti” (Shy People), oltre a molti altri.
Come direttore esecutivo di produzione della Disney, ha contribuito a “Il padre della sposa” (Father of the Bride), “Amarsi” (When a Man Loves a Woman), “Sister Act – Una svitata in abito da suora”, “What About Bob?” e “Pretty Woman”.

ARNOLD RIFKIN (produttore esecutivo) è uno dei soci della Rifkin/Eberts, LLC, società attualmente impegnata in un certo numero di progetti con diversi studi cinematografici.
In precedenza, ha prodotto lavori televisivi e cinematografici attraverso la Cheyenne Enterprises, LLC. Fondata a gennaio 2000, la Cheyenne ha curato numerosi film, tra cui “Bandits”, “Sotto corte marziale” (Hart’s War), “Missione coccodrillo” (The Crocodile Hunter: Collision Course), “L’ultima alba” (Tears of the Sun), “Hostage” e “Solo due ore” (16 Blocks).
Prima di fondare la Cheyenne Enterprises, Rifkin è stato talent agent per oltre vent’anni. La sua carriera è iniziata alla Rifkin-David, dopodiché è stato socio fondatore della Triad Artists. Nel 1992 la Triad Artists è stata acquisita dalla William Morris Agency e Rifkin è stato nominato responsabile del WMA Motion Picture Department. Nel 1996 è stato nominato President dell’agenzia, dove è rimasto fino a settembre 1999. A gennaio 2000, Rifkin ha costituito la Cheyenne Enterprises, LLC. 
Oltre al lavoro nel mondo dei creativi, Rifkin fa parte del Consiglio di amministrazione dell’American Cinematheque ed è co-docente del corso per Produttori alla Scuola di teatro, cinema e televisione della UCLA, dove insegna da dodici anni. 

WILLIAM WISHER (produttore esecutivo) non è una nuova presenza nei film della serie “Die Hard”. Nell’estate del 1994, Wisher è stato chiamato a lavorare per due settimane in “Die Hard – Duri a morire” (Die Hard with A Vengeance), le cui riprese erano appena iniziate. Quelle due settimane si sono poi trasformate in cinque mesi, avendo Wisher e Bruce Willis continuato a collaborare fino alla fine della produzione. 
Quando il regista Len Wiseman e Bruce Willis gli hanno chiesto di partecipare a “Die Hard 4 – Vivere o morire”, il produttore non ha avuto esitazioni.
Originario di Los Angeles, Wisher ha frequentato la Catholic School di Inglewood, ha ultimato la High School a Brea, in California, e ha frequentato il college nei dintorni di Fullerton.
Negli ultimi vent’anni, Wisher ha collaborato alla realizzazione di numerosi film, di cui un certo numero come script doctor non accreditato, quali “Terminator 2 -Il giorno del giudizio” (Terminator 2: Judgment Day), “Dredd – La legge sono io” (Judge Dredd) e “Il 13° guerriero” (The 13th Warrior).   

SIMON DUGGAN, ACS (direttore della fotografia) ha vinto il Film Critics Circle of Australia Award nel 1998 per il lavoro svolto nel film “The Interview”. È stato inoltre candidato a un Australian Film Institute Award e a un Australian Cinematographers Society Award. 
Duggan ha in passato collaborato con il regista di “Die Hard 4 – Vivere o morire” Len Wiseman in “Underworld: Evolution”. La sua filmografia comprende poi “Io, Robot” (I, Robot) e “Garage Days” con il regista Alex Proyas, “Risk” di Allan White, con Bryan Brown, e “The Interview” di Craig Monahan con Hugo Weaving. 
Duggan ha curato la fotografia di oltre 2.000 spot nazionali e internazionali per la televisione e il cinema. Ha vinto un premio per la fotografia grazie a uno spot per la Volkswagen nell’ambito della 32a edizione degli International Mobius Advertising Award. Ha vinto il primo premio nel 2001 per la campagna internazionale Hello/Goodbye Millennium della Ford, trasmessa in nove nazioni. Altri riconoscimenti comprendono il primo premio alla 28a edizione degli International Mobius Advertising Award per la Adventure Tours Campaign della Philip Morris, e un Outstanding Creativity Award nell’ambito della 26a edizione degli International Mobius Advertising Award per il lavoro realizzato per la National Australia Bank.
Duggan vive a Sydney, in Australia, dove ha trascorso gran parte della sua vita.

PATRICK TATOPOULOS (scenografie) ha influenzato profondamente con le sue creazioni la qualità e il design della cinematografia contemporanea. La sua creatività nelle scenografie e negli effetti ha lasciato un segno indelebile nel mondo del cinema, grazie a uno stile unico che è contemporaneamente ricco, complesso e variegato. Il linguaggio visivo distintivo del suo lavoro testimonia la sconfinata immaginazione dell’artista. 
Lo stile tipico di Tatopoulos è riconoscibile in alcuni film famosi, come “Independence Day – Il giorno dell’indipendenza”, “Io, Robot” (I, Robot), “Underworld: Evolution”, “Silent Hill”, “Dark City”, “Underworld”, “Pitch Black”, “Stuart Little – Un topolino in gamba”, “Stargate” e “Godzilla”. Gli ambienti e le creature ideati per questi film nascono dal singolare abbinamento della maestria di Tatopoulos con la talentuosa visione dei registi con cui ha collaborato.
Ha ideato/diretto numerosi spot e video musicali negli ultimi anni, oltre ad avere portato avanti numerosi altri progetti. Tre dei suoi più celebri video musicali sono stati ideati per la famosa rock band dei Linkin Park: il primo video, In the End, ha vinto l’ambito premio per il miglior video rock agli MTV Music AwardTM del 2001, e il secondo, PTS. of Authority – Remix, ha vinto il premio per il video preferito in occasione degli MTV Asia Music Award del 2002. 
Sul fronte degli spot, Tatopoulos ha ideato il design pubblicitario per numerosi celebri marchi commerciali, quali Nintendo, Reebok, Mike’s Hard Lemonade, Cingular Wireless, Intel Pentium e Footlocker.
Tatopoulos è nato a Parigi e il suo retaggio è greco-francese. Ha studiato arti decorative e arti applicate alla celebre École des Beaux Arts a Parigi. Prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1989 per lavorare nel mondo dello spettacolo, Tatopoulos ha trascorso molti anni a Roma e Atene, lavorando come artista e illustratore freelance. Un’altra attività che segue con interesse è il mentoring di alcuni giovani artisti emergenti. Nel 2001 gli è stata intitolata una delle Hellenic Times Scholarship.
Tatopoulos è costantemente in cerca di nuove sfide in tutti i settori nel mondo dello spettacolo, mentre le sue iniziative, i contributi artistici e lo stile tipico continuano ad essere molto ricercati. Nel suo sito web, www.tatopoulos.net, Patrick ha pubblicato disegni e foto tratti dai suoi numerosi progetti cinematografici, televisivi e pubblicitari.

NICOLAS de TOTH (montaggio) ha curato il montaggio di un gran numero di film, tra cui “Underworld: Evolution” del regista Len Wiseman, “Eye of the Storm”, “Universal Soldier” con Jean-Claude Van Damme, “Hellbound – All’inferno e ritorno” con Chuck Norris, il fantascientifico “Stargate”, “Street Fighter – Sfida finale”, “Showgirls” con Gina Gershon ed Elizabeth Berkeley, il drammatico “Moll Flanders” con Robin Wright Penn e Morgan Freeman, “L’urlo dell’odio” (The Edge) con Anthony Hopkins e Alec Baldwin, e “Nemiche amiche” (Stepmom) con Julia Roberts e Susan Sarandon. 
È suo il montaggio del film fantascientifico “L’uomo bicentenario” (Bicentennial Man) con Robin Williams, della commedia “Dirk and Betty” con Marisa Tomei e Thomas Haden Church, dei thriller “Nella morsa del ragno” (Along Came a Spider) con Morgan Freeman e “Al vertice della tensione” (The Sum of All Fears) con Ben Affleck. Più di recente, de Toth ha curato il montaggio dei successi di cassetta Terminator 3: Le Macchine Ribelli” (Terminator 3: Rise of the Machines) con Arnold Schwarzenegger, e “The Covenant” per la regia di Renny Harlin.

L’italiano MARCO BELTRAMI (musiche) ha iniziato la sua carriera di compositore musicale studiando a Venezia con il maestro Luigi Nono, prima di entrare alla Yale School of Music grazie a una borsa di studio. Tra i personaggi che maggiormente lo hanno influenzato spiccano i compositori Ennio Morricone e Jerry Goldsmith.
Nel 1992 Beltrami si è trasferito a Los Angeles per studiare con Jerry Goldsmith. Mentre si dedicava allo studio degli aspetti tecnici delle colonne sonore, ha realizzato alcune composizioni orchestrali per la Chicago Civic Orchestra, la Sao Paulo State Orchestra e la Oakland East Bay Symphony. Fin da allora, Beltrami si è sforzato di mantenere un equilibrio professionale tra le composizioni per concerto e la carriera di autore di colonne sonore. 
Fin dal suo primo corto, “The Bicyclist”, finanziato dalla Sony nel 1994, Beltrami ha lavorato regolarmente come compositore di colonne sonore per il cinema e la televisione, ad esempio in “The Omen – Il presagio” (2006), “Captivity”, “The Invisible”, “3:10 to Yuma” (2007), “Hellboy 2: The Golden Army”, “Io, Robot” (I, Robot), “Terminator 3: Le Macchine Ribelli” (Terminator 3: Rise of the Machines), “The Faculty”, i tre film della serie “Scream”, “Blade II” (Blade 2: Bloodhunt), “The Watcher”, “The Dangerous Lives of Altar Boys”, “XXX 2: The Next Level”, “Red Eye”, “Le tre sepolture” (The Three Burials of Melquiades Estrada) e “Underworld: Evolution”.
Grazie ai suoi lavori, Beltrami ha vinto diversi premi dell’American Academy of Arts.

©2007 Twentieth Century Fox. Tutti i diritti riservati. Proprietà della Fox. 

Commenti»

1. abredoskoi - 23/10/2007

finalmente, sono 10 anni che aspetto il quarto Die hard! Quando ho visto il titolo sul sito dei trailer della Apple, ero sicuro che si trattava del nuovo capitolo! Ah, che goduria, che goduria—-

M. Beltrami è anche il compositore di “Practice – professione avvocati”?

2. PaoloKr - 23/10/2007

Un’idea,nuova,fresca e originale! Un pò come Rocky 6,Rambo 4.
Ma per favore.
Questi sono i classici film che si fanno quando attori che incassano un flop dietro l’altro hanno bisogno di money per continuare a fare la bella vita. E le pecore corrono al cinema a cacciare i soldi.
Bleahh…

3. enry - 23/10/2007

Aggiungerei al tuo elenco Terminator3 di qualche anno fa e il prossimo Indiana Jones…

4. PaoloKr - 23/10/2007

No Enry dai,Indiana Jones no!
Forse è vero per Harrison Ford che ormai non ne ingarra una ma Spielberg non ne ha bisogno e comunque l’idea c’è da anni.
Ma sono di parte perchè sono cresciuto con Indy!
Per Terminator 3 invece d’accordissimo…

5. enry - 23/10/2007

Si si mi riferivo ad Harrison Ford che (come Stallone, Willis, ecc…) ormai fa solo flop. Poi è ovvio che Indiana Jones , come personaggio e storia, è ormai immortale…

6. PaoloKr - 23/10/2007

Aggiungiamoci anche Ocean’s Twelve:una mega vacanza sul lago di Como in Italia pagata per tredici star hollywoodiane! Risultato: una boiata di film pazzesca!
Thirteen poi mi sono rifiutato categoricamente…

7. enry - 23/10/2007

Anchio Ocean 13 non l’ho visto… Il primo mi era piaciuto , il secondo mi aveva annoiato…quindi ho evitato la terza parte! Cmq mi sa che se ci pensiamo un po’ la lista diventerebbe davvero lunga….


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