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DVD – Il meglio di “Carosello” con La Repubblica e L’espresso 10/11/2007

Posted by Antonio Genna in Articoli, DVD, Giornali e riviste, Pubblicità, Trivia.
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CaroselloDa ieri è in edicola, in abbinamento opzionale per quattro settimane con il quotidiano “La Repubblica” e il settimanale “L’espresso” a 8,90 € in più, “Carosello”, una raccolta di 4 DVD che riporterà indietro nel tempo molti nostalgici di una memoria della televisione italiana a 50 anni dalla sua nascita. La reclame di “Carosello” andò in onda dal 1957 al 1977, con scenette di due minuti e 15 secondi (poi ridotte a 1 minuto e 40 secondi).
I primi tre dischi raccolgono cronologicamente i caroselli più famosi, mentre il quarto disco è tematico e riguarda gli “eroi”; ogni DVD contiene ricchi contenuti extra, dai codini in cui veniva presentato il prodotto reclamizzato a una serie di interviste a chi viveva dietro le quinte del programma.
Riporto di seguito un articolo tratto da “L’espresso” dello scorso 2 novembre 2007 che rievoca il mito di Carosello, presentando la collana di DVD.

Carosello cult
Olmi e Leone. Tognazzi e Gassman. La pubblicità fa diventare moderna l’Italia. Vent’anni di sogni in Dvd con L’espresso e Repubblica

A mezzo secolo dalla sua nascita e a trent’anni dalla sua fine, nominare Carosello significa immediatamente mettere a fuoco l’Italia del miracolo economico. È un momento febbrile. Nasce la televisione, la vita nelle città prende il sopravvento nel paesaggio nazionale, scatta la grande immigrazione dal Sud verso il triangolo industriale e Carosello diventa lo sfondo dell’urbanizzazione e degli stili di vita che appartengono alla nuova dimensione metropolitana e industriale.
Nei dieci minuti serali e nei vent’anni totali di questa prima festa del consumo, dal tepore della comunità (la ‘Gemeinschaft’ di Tönnies), si passa rapidamente alla società astratta, la ‘Gesellschaft’ dove tutto è calcolabile, misurabile, prevedibile, quantificabile. Non ci vuole molto perché dallo schermo tv si inneschi un implacabile effetto di rimbalzo, per cui Carosello detta criteri di comportamento, a cui la società via via si adegua, mentre la pubblicità provvederà poi a rafforzare comportamenti e atteggiamenti dei ceti medi presenti e futuri, e a programmare modalità comportamentali ulteriori, ancora più ‘avanzate’. Poi, modernizzata approssimativamente l’Italia, Carosello esaurisce il suo compito e viene abrogato, nel fatale anno 1977: ma il solco è stato tracciato, la semina è stata abbondante, e i frutti sono sotto gli occhi di tutti noi.
“Carosello” DVDAlle nove di sera, apertosi il sipario della sigla, ‘passano’ in televisione le benzine della Shell e la Supercortemaggiore “potente benzina italiana”, la macchina per cucire Singer, il Cynar “contro il logorio della vita moderna”, i cosmetici de L’Oréal “di Parigi”: a ripassare i prodotti presentati nella primissima messa in onda di Carosello si ottengono già diversi segnali sulla modernizzazione a cui l’Italia si preparava. C’era un paese ancora legato alla sua tradizione preindustriale e contadina: il mondo del consumo e il regno “americano” del mercato, e del supermarket, nonché dei prodotti nuovi, erano entità ancora difficili da prevedere, e per molti aspetti sconosciute.
Che cosa ha rappresentato, allora, Carosello? Occorreva una chiave che aprisse alle famiglie le porte degli acquisti, e anzi qualcosa di più: ci voleva una specie di educazione di massa al consumo. Carosello fu anche questo: un cavallino di Troia all’interno dei gruppi di famiglia, con i bambini che imparavano le canzoncine, le battute, gli slogan, e li ripetevano alle madri, finché non diventavano modi di dire, parole condivise, dimostrazione sociale dell’essere in sintonia con la moda.
Ma soprattutto il teatrino un po’ infantile della sera fu anche un formidabile esempio pratico di autoeducazione nazionale. In una realtà ancora fatta di provincia profonda, gli sketch, le scenette e i cartoon mercantili di Carosello rappresentarono la prima opportunità di accostarsi a comportamenti medi omologati: per i ceti borghesi era una conferma e talora una sottolineatura del proprio status, per il popolo l’indicazione degli standard di comportamento a cui conformarsi.
Con i modi di dire, le trovate linguistiche, le invenzioni comiche, i giochi di parole di Carosello, gli italiani cominciarono ad apprendere il linguaggio del mercato, ma non solo: furono sottoposti a un aggiornamento della comunicazione che per certi versi appare oggi come un autentico elettrochoc cognitivo. Che venne rielaborato spontaneamente come qualcosa che sostituiva con effetti spettacolari in pubblico i proverbi e la saggezza stratificati nel lessico popolare.
Il “logorio della vita moderna” non è che un caso, sopravvissuto per decenni grazie anche allo stile perfetto di Ernesto Calindri; ma bisognerebbe mettere agli atti sia gli slogan pubblicitari (“Ullallà, è una cuccagna”, “Con Omsa, che gambe”, “Un brandy per me, un brandy per te, il Cavallino Rosso”, “Non è vero che tutto fa brodo”, “A scatola chiusa compro solo Arrigoni”) sia gli exploit narrativi e umoristici, i personaggi come Caio Gregorio “er guardiano der Pretorio”, gli abitanti sferici del pianeta di Papalla, gli Antenati di “Wilma dammi la clava”.
“Far la guardia nun me piace, ciò du’ metri de torace”. Dietro lo specchio allegro e talora vernacolare di Carosello, ecco una collettività che impara a guardare senza inibizioni a valori in via di veloce cambiamento. Se il sapone Camay “seduce, seduce, seduce tre volte” e “Cadonett fissa morbido morbido”, mentre il dentifricio Durban’s con Overfax dice basta al “bianco stanco”, ci vuole poco a capire che le abitudini private e pubbliche stanno già modificandosi, così come si modificano i rapporti fra i sessi e i modelli di bellezza a cui riferirsi.
Ineluttabilmente, ciò che in seguito appare come un repertorio dell’ovvio, allora costituiva l’annuncio della perdita dei tabù. Gli uomini potevano ammirare la nuova Fiat come uno status symbol, le donne si sentivano in grado di esporre il proprio corpo come strumento di seduzione ma anche come l’elemento di una dignità sociale inedita.
E nello stesso tempo Carosello insegna anche alle aziende come agire in un mercato che si arricchisce di prodotti e moltiplica le varietà offerte sui banchi dei supermercati (difatti l’apparizione dei punti vendita ‘self service’ a Roma e Milano è praticamente contemporanea a Carosello). Si tratta di un marketing ancora antico e poco sofisticato, ma che divide nettamente in due le merci offerte ai consumatori: da un lato quelle tradizionali, legate più che altro al territorio e alla bottega di quartiere, dall’altro l’immagine luccicante dei marchi a diffusione nazionale, destinati al consumo di massa, da individuare nella grande distribuzione in ragione del loro alone pubblicitario, del sogno che riescono a evocare attraverso il bianco e nero della tv.
Frigoriferi, lavatrici, elettrodomestici, detersivi, cosmetici, ma anche prodotti alimentari estranei alla tradizione (gli omogeneizzati, i formaggini, i sofficini, tutto il junk food ‘moderno’) e l’abbigliamento su misura, “ho un debole per l’uomo in Lebole”, costituiscono il riflesso televisivo e industriale di un cambio di ritmo collettivo: anche se l’ambientazione di Carosello è ancora legatissima alla casa in cui la famiglia si ritrova, fuori c’è il mondo del lavoro, delle fabbriche e degli uffici, con i nuovi ritmi giornalieri e settimanali scanditi dalla catena di montaggio, dai turni di lavoro e dalla scoperta del weekend, con le autostrade, le vacanze, l’intrattenimento, un’idea serializzata del saper vivere. Sullo sfondo delle maschere e delle canzoni, fra un’interpretazione di Mina e una regia di Federico Fellini, Carosello ha dettato il canone della nuova Italietta.

Commenti»

1. Nicola Vianello - 10/11/2007

Qualcuno sa se si tratta dello stesso materiale uscito con Sorrisi e Canzoni?

Grazie

2. Antonio - 10/11/2007

No, è tutto un altro prodotto (i DVD allegati qualche mese fa a “Sorrisi e Canzoni” erano semplicemente due per tre ore complessive di durata): questo è più curato e con diversi e rari contenuti extra come ho indicato nell’articolo sopra.

3. Trisha - 10/11/2007

Mi diverto tanto ogni volta che vengono mandati in onda… :) Bella idea quelli di fare una raccolata simile.

4. pitupitunpaaaaa - 12/11/2007

io mi aspettavo almeno una collana di 20 dvd perche gli spot sono tantissimi e in tutte le varianti. pensate a tutte le canzoni cantate da mina e la carra’ o a tutte le puntate della ‘linea’ di Osvaldo Cavandoli. e poi c’erano quelle un po’ psikedeliche della ‘gomma del ponte’….. insomma.. quattro dvd sono soltanto un assaggio, giusto giusto per farti venire l’acquolina in bocca…. ufffff :-/
quelli della rai si sono sprecati come sempre!!

5. giorgio - 13/11/2007

conconrdo con te, 4 dvd sono pochi. carosello merita una collana piu’ approfondita ma quando mai hanno fatto le cose per bene? e magari inserendo anche tic tac, gong e arcobaleno.

6. Werther - 13/11/2007

Spero di poter finalmente rivedere,in buona qualita’ video,il Carosello “Pasta Agnesi”,che da bambino (mi pare nel 1969) mi terrorizzava letteralmente con la figura di Grimilde,la matrigna di una fulgida Biancaneve interpretata dalla bellissima Regina del Fotoromanzo Michela Roc.

7. Martina - 16/11/2007
8. Marco - 16/11/2007

Ho preso sia il primo che il secondo. Tanti complimenti all’Espresso perchè sono fatti veramente bene

9. topo gigio - 16/11/2007

mah.. si poteva fare di piu’, qualche spot uguale era gia’ stato inserito nel dvd di sorrisi e canzoni come l’agostina, emulsio ecc, altri ne mancano all’appello e le voci di ‘carmencita e il caballero’ mi sembrano molto diverse dall’originale…. mmmmmmm c’e’ odor di ridoppio in qualche spot… si . si …

10. magicoalverman - 16/11/2007

un po’ meglio di quello di sorrisi e canzoni ma ….. ma ….. ma …..

11. lo scatenato - 03/12/2007

C’è il carosello di Totò? Devo ancora ritirare il quarto dvd che ordinato.

12. SILLA - 19/06/2011

Salve a tutti, qualcuno sà in quale DVD è inserito il carosello fatto da PINO ZAC per SUPERCORTEMAGGIORE nel 1967 e che appare pure su YOUTUBE?
GRAZIE


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