jump to navigation

“I Venerdì della Normale” – “La sinistra e il liberismo” di Francesco Giavazzi 10/11/2007

Posted by Antonio Genna in Articoli, Economia e finanza, News.
trackback

“I Venerdì della Normale” - “La sinistra e il liberismo”

Si è tenuto ieri pomeriggio presso la Scuola Normale Superiore di Pisa un nuovo incontro della serie “I Venerdì della Normale”: è intervenuto l’economista Francesco Giavazzi, autore del volume Il liberismo è di sinistra.
A seguire, una breve cronaca dell’incontro curata da Carlo Bertoldi (la sua pagina su Flickr), illustrata da una fotografia da lui scattata nel corso della conferenza.

Il consueto ciclo di incontri culturali “I Venerdì della Normale” ha preso il via ieri pomeriggio nella sala Stemmi del Palazzo della Carovana, sede centrale della Scuola Normale Superiore di Pisa.
La conferenza, tenuta dall’economista Francesco Giavazzi, dal titolo “La sinistra e il liberismo” ha proposto un interessante confronto di diversi modelli di welfare, fra cui ovviamente quello italiano.  L’analisi dei vari modelli si è basata in gran parte sull’osservazione di numerosi grafici, dai quali sono state tratte conclusioni un po’ sconfortanti.
Innanzitutto, il sistema del welfare italiano è altamente inefficiente: del totale delle famiglie a rischio di povertà, solo il 3% è interessato dagli aiuti statali, ben poca cosa in confronto al 19% svedese.
Un’altra nota dolente della nostrana politica economica, è la totale – se si esclude la cassa integrazione – inesistenza dei sussidi di disoccupazione, tutto a vantaggio dei fondi destinati alle pensioni.
Il dato più interessante è emerso però dall’analisi dell’andamento della retribuzione in relazione all’anzianità di lavoro: in Italia, così come in Francia, l’andamento è lineare. Basti pensare ai professori universitari: lo stipendio è regolato solamente dai cosiddetti scatti d’anzianità, e nulla conta il lavoro di ricerca e insegnamento svolto dai singoli. Il quadro che emerge è quello di un mercato del lavoro tutt’altro che flessibile, nel quale si incoraggia il lavoratore a tenersi stretto il primo contratto a tempo indeterminato che riesce a procurarsi.
Tutta un’altra storia il livello di retribuzione USA: oltreoceano, infatti, è più comune che un giovane di qualità ad inizio carriera riceva uno stipendio molto più elevato rispetto ad un collega ormai prossimo alla pensione, quale sarà sicuramente meno richiesto dalla concorrenza. L’auspicio di Giavazzi è quello di rendere più flessibile il mercato del lavoro italiano, sia tutelando i lavoratori con adeguati strumenti di sussidi e previdenza sociale, sia agevolando le imprese nella ricerca dei dipendenti più adatti, rendendo il licenziamento un metodo di selezione adeguato. Perché, come diceva mia nonna: “per sposare una donna devi aver mangiato i fagioli insieme a lei.”

Francesco Giavazzi

Di seguito qualche nota biografica sul relatore, tratta dal comunicato stampa dell’incontro.

L’economista Francesco Giavazzi inizia i suoi studi con una laurea in ingegneria conseguita nel 1972 al Politecnico di Milano, a cui fa seguito il dottorato in economia presso il Massachusetts Institute of Technology (Mit) nel 1978. La sua carriera è costellata di importanti esperienze lavorative, sia di consulenza che di ricerca, a livello nazionale ed europeo e di collaborazioni internazionali. Fra il 1992 e il 1994 è stato dirigente generale del Ministero del Tesoro, responsabile della ricerca economica, gestione del debito pubblico e delle privatizzazioni. E’ stato membro del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo dell’Ina dal 1992, quando fu privatizzata, fino ala conclusione dell’Opa lanciata dalle Assicurazioni Generali. Successivamente è stato vice-presidente del Banco di Napoli, dal 1998 al 2000, in rappresentanza della stessa Ina. Dal 1998 al 2000 è stato anche consigliere economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri durante il Governo D’Alema. Questo per citare solo gli incarichi più prestigiosi che ha ricoperto in Italia.
Oggi Giavazzi insegna Economia politica all’Università Bocconi, della quale è stato pro-rettore alla ricerca fra il 2000 e il 2002. Inoltre è visiting professor al Mit. Attualmente fa anche parte del gruppo di consiglieri economici del presidente della Commissione europea. É research fellow e membro del comitato esecutivo del CEPR (Centre for Economic Policy Research) di Londra, e research associate del NBER (National Bureau of Economic Research) di Boston.
Collabora con il Corriere della Sera di cui è editorialista economico ed è fra i fondatori del sito di critica politica ed economica la voce.info.
Suo inoltre il saggio che ha scatenato il dibattito sui rapporti fra politica ed economia, in particolare fra sinistra e liberismo, la scorsa estate: Il liberismo è di sinistra, scritto a quattro mani con Alberto Alesina.

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: