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Libri – “L’orizzonte verticale”, con intervista a Stefano Bartezzaghi 14/02/2008

Posted by Antonio Genna in Esclusive, Interviste, Libri, Quiz e giochi.
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“L’orizzonte verticale”E’ in vendita da novembre 2007 nelle librerie italiane “L’orizzonte verticale – Invenzione e storia del cruciverba” (382 pagine, Einaudi, prezzo 24 €), un interessante e completo volume di Stefano Bartezzaghi che per primo in Italia ricostruisce la storia del cruciverba, passatempo linguistico apprezzato da milioni di italiani (più di un milione sono le copie vendute settimanalmente della popolare “Settimana Enigmistica”) e con opportune varianti anche negli altri Paesi del mondo. Appassionante come un romanzo, il libro ricostruisce la nascita del cruciverba all’interno del quadro storico del Novecento, propone un’analisi dell’arrivo in Italia e del debutto delle riviste di enigmistica, alcune delle quali esistono ancora oggi, e propone poi un excursus ed approfondimenti; non manca un ritratto conclusivo di Piero Bartezzaghi, padre dell’autore e storico autore di difficili schemi di parole crociate per la “Settimana Enigmistica”.
In occasione della pubblicazione del libro ho avuto modo di rivolgere una breve intervista al dott. Stefano Bartezzaghi, che vi propongo di seguito.

Lei è figlio di Piero, bravissimo enigmista e per molti anni autore del tradizionalmente difficile “cruciverba della pagina 41” della “Settimana Enigmistica”. In che modo ha influito nella sua vita e nelle sue attività la presenza di suo padre?
Mio padre aveva un suo uso del linguaggio, anche nella conversazione familiare, e quindi in famiglia abbiamo sempre parlato in modo un po’ strano. Poi naturalmente ho avuto accesso alle tecniche dell’enigmistica per una via molto naturale, e in tempi molto precoci.
“L’orizzonte verticale” è il primo libro italiano interamente dedicato al mondo dei cruciverba, ed è appassionante quanto un romanzo: quanto tempo le è servito per prepararlo? A chi consiglierebbe principalmente di leggerlo?
E’ un libro che ho scritto in dieci anni, durante i quali ho fatto anche altre cose, ma in cui è stato come un pensiero fisso. Ora non me la sento di consigliarlo in particolare a nessuno: ci tengo solo a dirlo che mentre lo scrivevo non ho mai pensato a un lettore particolarmente appassionato o esperto di enigmistica. Quel che spero è di avere scritto una storia del Novecento, da un punto di vista molto particolare: ma non occorre alcuna esperienza enigmistica per leggerla.
Dalla pubblicazione del primo cruciverba (il 21 dicembre 1913 sullo statunitense “New York World”) è passata molta acqua sotto i ponti: come mai il cruciverba è un tipo di gioco così longevo ed è ancora oggi amato da milioni di appassionati di enigmistica in tutto il mondo?
Penso che un motivo sia, fra le altre cose, la capacità che ha il cruciverba di rinnovare la sfida, inglobando tutte le parole e le nozioni nuove che si vengono a creare.
Il volume è suddiviso nelle due parti “Orizzonte” e “Verticale”: potrebbe riassumere di cosa tratta ciascuna delle due sezioni?
La parte “orizzontale” segue lo sviluppo storico, dal 1913 a oggi, con qualche andirivieni sulla linea del tempo. La parte “verticale” contiene una serie di approfondimenti, dei sondaggi sulla tecnica del cruciverba e sui suoi incroci con le altre discipline del Novecento, a partire dall’arte e dalla letteratura.
Il cruciverba è abbastanza “uguale” in tutto il mondo, o nella sua ricerca di preparazione per il libro ha scoperto delle curiosità relative agli adattamenti nei vari Paesi?
La maggiore sorpresa, per me, è stato vedere come il cruciverba è stato diversamente adattato alle culture nazionali. Non è neppure un problema linguistico: il cruciverba inglese, per esempio, è immensamente diverso da quello americano, anche se le differenze fra le due lingue sono davvero minime.
Per i lettori della “Repubblica”, tra cui mi annovero anch’io, è imperdibile il suo appuntamento settimanale con lo spazio “Lessico e nuvole” del “Venerdì” (che diventa quotidiano sul sito web del giornale): cosa ne pensa di questa esperienza?
Non ho molti pensieri, al riguardo: è il mio lavoro da vent’anni, sul Venerdì da sette anni. In questi anni è cambiato molto, soprattutto per l’introduzione della posta elettronica e per la versione quotidiana e web della mia rubrica. Ma la cosa bella non è cambiata: è giocare con i lettori, che rispondono alle mie sollecitazioni dandomene di nuove.
Ha dei progetti in cantiere che vuole anticipare?
Anche volendo, potrei dire ben poco: dopo l’uscita dell’Orizzonte verticale non ho ancora messo in programmazione nulla. Proseguo a curare le rubriche per Repubblica, la collana di libri Rebus per Einaudi e le mie altre attività abituali.
In conclusione, mettiamo nuovamente alla prova la sua abilità ludo linguistica: provi a dare una definizione da cruciverba per la parola “cruciverba”.
“Parole alla griglia”, direi.

In conclusione, riporto la sinossi del libro presente nella quarta di copertina del volume:

Presente da quasi un secolo su tutti i giornali del mondo, assente da qualsiasi storia del giornalismo, del costume, della lingua, il cruciverba è l’inavvertito elefante che siede nel salotto della comunicazione del Novecento. Molti lo ritengono piú antico di quello che è: eppure non poteva che nascere nella New York degli anni Dieci, contemporaneamente a tutto ciò che ha costituito l’orizzonte del moderno, dalla catena di montaggio al cubismo, dal giornalismo dei reportage alla musica jazz.
Vuoto, il cruciverba è una griglia ortogonale di caselle; pieno, è un caleidoscopio alfabetico in cui si frammentano e si ricompongono le parole della lingua e i nomi del mondo, dando la possibilità ai lettori di verificare le proprie conoscenze in una sfida con se stessi, circoscritta a una percorrenza in metropolitana o a una sosta in poltrona durante il weekend.
La storia del cruciverba è anche un romanzo. I suoi personaggi sono tutti straordinariamente eccentrici (e apparentemente tutti «normali»), i suoi dialoghi collegano definizioni indiziarie e soluzioni congetturali, la sua ambientazione è la metropoli, con i suoi giornali, i suoi grattacieli, i suoi mezzi di trasporto.
A questa storia si incrociano affondi saggistici e un viaggio per immagini: i casellari a schema piú o meno libero occhieggiano da quadri, architetture, oggetti di design, abiti di alta moda, persino costumi da bagno, e il linguaggio delle definizioni e delle soluzioni ritorna in romanzi, poesie, test di intelligenza, titoli di giornale.

L’orizzonte verticale è il primo libro italiano interamente dedicato al cruciverba, alla sua storia e al mondo che, per gioco e per frammenti, vi si è rispecchiato.

Per secoli e secoli l’invenzione del cruciverba è stata nell’aria. Dai primissimi andirivieni della scrittura nello spazio piano fino alla frenesia degli ultimi decenni dell’Ottocento, quando i precursori si affollavano e l’imminenza davvero si respirava, il cruciverba è stato lí lí per accadere. L’accumulo delle condizioni necessarie sarebbe prima o poi precipitato: tuttavia la scelta del tempo e del luogo di questa invenzione non sarebbe toccata al Caso».
Il 21 dicembre 1913 era una domenica. Il passante newyorkese che avesse acquistato una copia del “New York World” – il giornale quotidiano che era stato rifondato e portato al successo da Joseph Pulitzer – si sarebbe trovato fra le mani un involto molto piú voluminoso che negli altri giorni della settimana».

L’autore
Stefano BartezzaghiStefano Bartezzaghi (Milano, 1962) collabora dal 2000 a «Repubblica» con la rubrica Lessico e Nuvole (ogni settimana sul «Venerdí» e ogni giorno su www.repubblica.it). Ha pubblicato Accavallavacca (Bompiani 1992 e 2003), Anno Sabbatico (Bompiani 1995), entrambi in parte tratti dalla Posta in gioco; Sfiga all’Ok Corral (Einaudi 1998), tratto da un gioco collettivo giocato su Internet; Lezioni di enigmistica (Einaudi 2001), Incontri con la Sfinge (Einaudi 2004), Non ne ho la più squallida idea (Mondadori 2006), La posta in gioco (Einaudi 2006), L’orizzonte verticale (Einaudi 2007).

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Commenti»

1. Mati - 10/09/2008

Ho seguito una trasmissione su RAI TRE (seconda serata) , maggio/giugno 2008 in cui l’autore partendo da un rebus seguiva un percorso letterario-musicale e cinematografico.
Non ricordo il titolo della trasmissione che vorrei rivedere su Rai-click.

Sa forirmi qualche indicazione?
Grazie per la …soluzione!
mati


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