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Libri – Paolo Villaggio “Storia della libertà di pensiero” 31/08/2008

Posted by Antonio Genna in Libri.
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“Storia della libertà di pensiero” (Feltrinelli, 192 pagine, costo 14,50 €) è nelle librerie già dallo scorso aprile: si tratta di un volume scritto dall’attore Paolo Villaggio che si propone di narrare qui a suo modo le biografie di diversi personaggi che hanno lasciato la loro impronta nella storia, ma che forse il mondo non ha compreso appieno. Villaggio parla in modo ironico delle loro vite raccogliendo frasi epiche e imprese narrate tra realtà ed immaginazione: si parte da uno svogliato Socrate che girovaga per Atene e si dibatte tra i suoi allievi e l’arcigna moglie; si prosegue con Caio Giulio Cesare, che cerca frasi celebri per rimanere nella memoria storica; a seguire, i ritratti di Gesù di Nazareth, Cristoforo Colombo, Girolamo Savonarola, Giordano Bruno, Galileo Galilei. Si passa poi ad un’analisi su che fine hanno fatto realmente alcuni uomini e donne del passato come Maria Antonietta, Giuseppe Garibaldi, Adolf Hitler, Archimede, Pietro Micca e Gandhi; infine, il comico ipotizza un futuro per tre personalità del presente, ovvero Rita Levi Montalcini, Silvio Berlusconi e Romano Prodi.
Nel libro ci sono momenti divertenti (tra cui il capitolo dedicato a Cristoforo Colombo), ma non mancano i luoghi comuni già sentiti più volte, con uno scarso spazio dedicato alla “libertà di pensiero” e molte righe con storielle dedicate alle abitudini sessuali dei protagonisti che alla lunga possono sicuramente finire per stancare il lettore.
A seguire, la presentazione del volume ed una breve biografia dell’autore, ambedue tratti dal risvolto di copertina del libro.

In breve
“I discepoli decisero di passare le ultime ore a casa del Maestro. Nessuno aveva fame e al centro della tavola di marmo c’era un grosso vaso di vetro di colore bluastro: dentro, la cicuta. Stavano tutti in silenzio. Passò Santippe. ‘Allora? Vogliamo sbrigarci?’”. La storia di quegli uomini che hanno finito per cambiare il mondo e dal loro mondo non sono stati creduti… perché dicevano la verità.

Il libro
Storia della libertà di pensiero è anche la storia di quegli uomini che hanno finito per cambiare il mondo e dal loro mondo non sono stati creduti. Non sono stati creduti perché dicevano la verità, perché avevano un sogno difficile da condividere, perché avevano letto nella natura, nello spazio, nell’infinito leggi troppo pericolose da divulgare. La fama che li ha circondati dopo la condanna del loro tempo ha oscurato la loro semplice statura di uomini fra gli uomini. Ecco perché Paolo Villaggio si diverte a ricostruire biografie (immaginarie ma non troppo), fatti esemplari, frasi famose, e tutto ciò che i libri di scuola non hanno raccontato: Socrate, combattuto tra l’amore non platonico per i suoi allievi e una moglie che lo perseguita per tutta Atene; Giulio Cesare, alla ricerca di frasi memorabili per i futuri libri di storia; Gesù di Nazareth e i suoi serissimi problemi con il padre, ma quello terreno questa volta; Cristoforo Colombo all’inseguimento di mondi nuovi e giovani marinai molto attraenti; Girolamo Savonarola e i suoi: “Io non sono d’accordo”; Giordano Bruno sulle fiamme che i popolani usano per cucinare abbacchi e frittate di cipolle; Galileo Galilei e le sue preferenze in fatto di donne. E poi, chiamati a comparire in scena: Pitagora, Archimede, Pietro Micca, Maria Antonietta, Giuseppe Garibaldi, Adolf Hitler, Gandhi, Rita Levi Montalcini, Romano Prodi, Silvio Berlusconi.

Approfondimento
“La storia dell’umanità è stata caratterizzata da una continua e incessante lotta per la libertà di pensiero. I grandi filosofi greci hanno pagato a caro prezzo la loro voglia di libertà di parola. I primi cristiani sono stati mangiati vivi dai leoni, la Santa Inquisizione ha torturato ferocemente gli eretici, e poi li ha bruciati vivi. Durante il terrore la grande rivoluzione francese ha ghigliottinato i devianti. Tutti sappiamo della fine incredibile che ha fatto la grande rivoluzione russa. Insomma, il pensiero dell’uomo è sempre stato incatenato.
Questa è la più grande tragedia della storia del mondo.
Gli uomini più intelligenti non si sono mai lasciati convincere dalle false ideologie e dalle filosofie ingannatorie. Hanno conservato il loro pensiero libero di volare. Ma prudentemente non lo hanno mai espresso con scritti e parole, i più violenti ed impulsivi non ce l’hanno fatta. Questi sono i martiri di questa vicenda straordinaria.
A me piace immaginare che le cose siano andate così.”

Paolo Villaggio

Paolo Villaggio nasce a Genova il 31 dicembre 1932. Raggiunge il successo televisivo e cinematografico grazie al personaggio del ragioniere Fantozzi. Villaggio ha lavorato con Federico Fellini, Lina Wertmuller, Ermanno Olmi, Mario Monicelli, Gabriele Salvatores e in teatro con Strehler. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo l’autobiografia Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda (Mondadori 2002), Sette grammi in settant’anni. L’odissea di un povero obeso (Mondadori 2003), Sono incazzato come una bestia (Mondadori 2004) e Gli fantasmi (Rizzoli 2006).

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