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Edicola – “Le Scienze”, ottobre 2008 06/10/2008

Posted by Antonio Genna in Le Scienze, Scienza e tecnologia.
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Vi presento di seguito copertina e principali contenuti del numero 482 del mese di ottobre 2008 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American” che ha da poco compiuto 40 anni di età. La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed in vendita nelle edicole a 3,90 €.

I principali articoli di questo numero:

Intervista
di Luca Tancredi Barone
Meno carbonio per tutti

Geografie
Il consumo dell’acqua

Prospettive
Sviluppi sostenibili

di Jeffrey D. Sachs
Lo spettro di Malthus

Il pensiero forte
di Enrico Bellone
Il mondo in un granello di sale

Appunti di laboratorio
di Edoardo Boncinelli
Con la sola forza del pensiero

Il matematico impertinente
di Piergiorgio Odifreddi
Fare le cose a metà

Astri & Particelle
di Roberto Battiston
Pericolo radiazioni

La corsa alla Casa Bianca
Domande per aspiranti presidenti

Scienze News
Piccole galassie crescono; L’antimateria che rimbalza; Una schiuma mai vista; La classe media dei buchi neri; Hubble e il «mostro magnetico»; Ripensare le metastasi; La lezione della spagnola; Nuovi marcatori biologici; L’evoluzione è nella testa; Dalla polvere alla vita; Amazzonia urbana; La scomparsa dei migratori; L’inconscio degli indecisi; Diamo i numeri; Brevissime

Cina: i figli dello smog

di Dan Fagin
Studiando una comunità cinese vissuta per anni presso una centrale elettrica a carbone, gli epidemiologi stanno scoprendo le tracce molecolari dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sui bambini

Affrontare la crisi idrica
di Peter Rogers
La domanda di acqua cresce rapidamente, mentre le riserve sono sempre più a rischio. Le tecnologie disponibili possono scongiurare
una crisi idrica mondiale, ma a patto di agire subito

Il ritorno della grande aurora
di Sten F. Odenwald e James L. Green
Nel 1859 una violenta tempesta solare fece impazzire i telegrafi. Se si ripetesse oggi, le conseguenze sarebbero ben più drammatiche

La geometria nel cervello
di Valeria Anna Sovrano
Esperimenti condotti con animali e bambini suggeriscono che il cervello sia dotato di un modulo per l’analisi delle proprietà geometriche dell’ambiente

Perché colpisce l’emicrania
di David W. Dodick e J. Jay Gargus
I biologi stanno finalmente svelando i misteri medici dell’emicrania, dall’aura al dolore

Il calcolo quantistico con gli ioni
di Christopher R. Monroe e David J. Wineland
In diversi laboratori si stanno muovendo i primi passi verso la costruzione di computer estremamente potenti che usano singoli atomi per elaborare dati

Materiali autopulenti
di Peter Forbes
La meravigliosa capacità della pianta del loto di respingere lo sporco ha ispirato tecnologie antibatteriche e di autopulizia che potrebbero servire anche al controllo di «laboratori in miniatura» realizzati su chip di silicio.

Amplificare il sapore
di Melinda Wenner
Una nuova classe di sostanze che aumentano il sapore dolce e salato dei cibi potrebbe combattere l’obesità e le malattie cardiache.

Rudi matematici
di Rodolfo Clerico, Piero Fabbrie Francesca Ortenzio
(Poco olimpici) anelli cinesi

Come funziona
di Stuart F. Brown
Tutta la conoscenza in digitaleLibri & tempo libero

L’altra scienza
di Adriana Giannini
Due maori alla corte di Vienna

Pentole & provette
di Dario Bressanini

Mutazioni ortofrutticole

Infine, l’editoriale di questo mese, scritto da Enrico Bellone:

Natura, mente e cultura

Uno dei maggiori scienziati del nostro tempo ha scritto qualche anno fa un libro sui rapporti tra natura e cultura. Il suo nome è Michael Gazzaniga, e il libro, edito da Garzanti nel 1997, è intitolato La mente della natura. Natura, mente e cultura: tre parole che indicano un mare di problemi per scienziati e filosofi. Già: la cultura umana, che si estende in quanto la scienza progredisce senza chiudersi su verità assolute, ma accettando la pubblica discussione e correzione di ogni teoria. E, come si dichiarava negli statuti delle prime accademie del Seicento, senza interferenze di matrice politica o religiosa.
Forse a questo punto vi state chiedendo perché parlo di queste cose. Ne parlo perché c’è una domanda che da parecchi mesi mi viene posta in varie occasioni, che anch’io ovviamente pongo a me stesso e che a mio avviso riguarda il rapporto tra natura, mente e cultura: «Per quali ragioni, mentre l’editoria sta attraversando momenti non facili, la rivista “Le Scienze” è in continua crescita?».
La prosperità di questa rivista è effettivamente in controtendenza con l’andamento del paese: un sistema educativo nazionale che trascura la scienza, le università che annaspano, i fondi pubblici e privati per la ricerca che sono al di sotto del minimo indispensabile per una nazione moderna, una cultura diffusa che spesso intende la ricerca di base come una sorgente tecnica di paure, la tradizionale idea che privilegia la cultura umanistica rispetto alle indagini sui fenomeni naturali. Ebbene, una delle ragioni per cui «Le Scienze» vede aumentare la propria diffusione nelle edicole è proprio collocata nell’indebolimento di quest’ultima idea, e nel rafforzarsi del punto di vista secondo cui la scienza è cultura. Non cultura «scientifica», ma cultura nel senso pieno del termine.
Un punto di vista, questo, che ha radici lontane, e che si può riassumere osservando come la scienza sia ormai diventata un patrimonio per la vita della nostra specie: e lo è diventata perché il cervello di Homo sapiens non può evitare di essere curioso a proposito di se stesso e del mondo, e di sottoporre a critica ogni credenza, per autorevole e consolidata che sia.
La curiosità è, insomma, l’anima della conoscenza. Ecco perché ho preso spunto dal neuroscienziato Gazzaniga, ed ecco perché potete leggere, in questo numero, l’articolo La geometria nel cervello. Lo scrive per noi una giovane studiosa, Anna Valeria Sovrano, la quale sottopone a critica una teoria della mente che ha segnato un’epoca e che privilegiava gli esseri umani in quanto dotati di un linguaggio molto ricco. Grazie a questa ricchezza, noi saremmo riusciti a integrare informazioni sul mondo diverse tra loro: dati sulla geometria della natura circostante, e dati più qualitativi sui colori o gli odori. Gli animali erano ovviamente esclusi, data la povertà dei loro sistemi di comunicazione.
La ricerca condotta da Sovrano dimostra invece che l’integrazione si realizza addirittura nei pesci, muti per eccellenza, ed evidenzia aspetti affascinanti della presenza di norme geometriche che l’evoluzione biologica ha instaurato nelle nostre reti neurali e in quelle degli animali. Così facendo, studi di questo tipo spalancano orizzonti di estensione imprevedibile sia perché offrono alcune risposte inattese sia perché pongono nuove domande su quei rapporti generali tra pensiero e linguaggio che formano la cultura.
Ebbene, questa rivista è sempre più letta perché vive di quei rapporti e li comunica.

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