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Libri – Corrado Augias, Remo Cacitti “Inchiesta sul Cristianesimo” 21/10/2008

Posted by Antonio Genna in Libri.
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E’ già nelle librerie da diverse settimane “Inchiesta sul cristianesimo – Come si costruisce una religione” (Mondadori, 276 pagine, prezzo 18,50 €), un saggio scritto in forma originale come un dialogo di domande e risposte tra il giornalista Corrado Augias e Remo Cacitti, docente di Letteratura cristiana antica e Storia del cristianesimo antico all’Università degli Studi di Milano: il tentativo è quello di spiegare semplicemente, ma in modo rigoroso, com’è stata possibile la nascita nel corso dei secoli del cristianesimo così come oggi noi lo conosciamo. E’ ripercorsa l’attività delle comunità cristiane dalla morte di Gesù fino al regno di Teodosio (fine IV secolo d.C.), che contribuì in modo sensibile a consacrare questa religione.
L’argomento è introdotto fornendo le informazioni storiche di base sulla vita di Gesù e sul contesto nel quale operò: gli strumenti con cui è compiuta l’analisi sono soprattutto i quattro Vangeli del Nuovo Testamento che in realtà costituiscono quattro diverse scuole di pensiero (sul modello di quanto espresso nel precedente libro-inchiesta “Inchiesta su Gesù” di Corrado Augias e Mauro Pesce), e gli Atti degli Apostoli di Paolo di Tarso, fondatore secondo molti della Chiesa cristiana delle origini.
Tramite la conversazione tra Augias e Cacitti si transita per diverse questioni teologiche di importanza notevole, come l’attendibilità dei volumi biblici e le contaminazioni che le idee originarie hanno subito fino ad oggi, mantenendo sempre separati gli aspetti storici (sui quali si sofferma il libro) e quelli religiosi: grazie all’esposizione chiara e alla dialettica serrata, il saggio è ricco di molti spunti interessanti, utile sia ai cristiani (che possono porsi e rispondere a numerosi interrogativi legati alla nascita e all’evoluzione del cristianesimo), sia ai non cristiani (che possono avere una panoramica della complessa nascità di una religione che ha caratterizzato la storia del pensiero occidentale).
A seguire, la presentazione del volume e dei suoi autori indicata nel risvolto di copertina.

Come nacque il cristianesimo? Quali ostacoli dovette superare prima di diventare una delle religioni più diffuse sull’intero pianeta? Quali e quanti furono i divulgatori delle parole di Gesù, che affascinarono popoli lontani migliaia di chilometri dalla terra dove il personaggio storico aveva predicato? Sono domande alle quali pochi, al di fuori della cerchia degli specialisti, sanno rispondere, anche perché, pur trattandosi di quesiti semplici, richiedono risposte complesse ed equilibrate. Per la fase iniziale, infatti, bisognerebbe parlare di “cristianesimi”, al plurale, mostrando cosi la complessità della situazione di partenza, che andò poi semplificandosi quando una sola dottrina si impose sulle altre, lentamente ma progressivamente, autodefinendosi come l’unica corretta.
Corrado Augias ha interrogato uno dei più autorevoli studiosi italiani, Remo Cacitti. Attraverso un dialogo fitto di domande talvolta anche “ingenue”, questo libro racconta la storia del cristianesimo primitivo, di quella vicenda che possiamo far cominciare nel momento in cui fu annunciata la resurrezione di Gesù. Al centro del racconto stanno le dottrine e gli uomini, gli scontri e le guerre che hanno accompagnato la lenta separazione di questa corrente religiosa dall’originaria matrice giudaica, e il suo riconoscimento come religione autonoma. La conclusione della vicenda risale al IV secolo, negli anni in cui, tra Costantino e Teodosio (313-385), il cristianesimo divenne prima una religione tollerata, poi addirittura la religione di Stato. Il seguito ideale del bestseller Inchiesta su Gesù, che incuriosirà gli appassionati di storia cristiana, credenti e non, ma anche i lettori desiderosi di conoscere l’avvincente e travagliata vicenda della comunità cristiana a pochi anni dalla morte del suo fondatore.

GLI AUTORI
Corrado Augias
, giornalista, è stato corrispondente dell'”Espresso” e della “Repubblica”. Ha condotto “Telefono giallo” e “Babele”, fortunata trasmissione culturale, e attualmente conduce il programma quotidiano “Le storie” per Rai3. Scrittore, ha pubblicato, fra l’altro, i romanzi L’ultima primavera (1985), Una ragazza per la notte (1992), Quella mattina di luglio (1995; Oscar Mondadori 2005), e i saggi, tutti editi da Mondadori, Il viaggiatore alato (1998), I segreti di Parigi (1996), I segreti di New York (2000), I segreti di Londra (2003), I segreti di Roma (2005), il best seller Inchiesta su Gesù con Mauro Pesce (2006), e Leggere (2007).

Remo Cacitti insegna Letteratura cristiana antica e Storia del cristianesimo antico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Milano. Tra i suoi libri ricordiamo: Grande sabato (1994), Dal Gesù storico al cristianesimo imperiale (1999), La povertà (con Bruno Maggioni e Arturo Paoli, 2001) e Antiche vie dell’eternità (con Aldo Magris e altri, 2006).

Cliccate qui per leggere gratuitamente in forma integrale la premessa del volume “Che cosa Gesù non ha detto” sul sito Mondadori.

Commenti»

1. Domenico OP - 13/05/2009

Vero… la ringrazio per la correzione!

2. Nicola Antonio de Liso - 22/05/2009

Nicola Antonio de Liso
Per chi crede nella resurrezione corporale di Gesù, la mia ipotesi di pensare che Claudia Procula avesse portato via la sindone nella notte dopo le ore tre, potrebbe rafforzare ancora di più la sua fede, in quanto anche nell’idea tradizionale della sparizione miracolosa della salma di Gesù trova conferma nella tradizione georgiana che Claudia Procula portò via la Sindone svuotata del corpo.
Per chi non crede la stessa idea che Claudia Procula avesse portato via oltre che la Sindone anche la salma di Gesù sarebbe più giustificato rispetto all’altra idea che non regge del trafugamento della salma da parte dei discepoli, i quali erano pur sempre degli ebrei che non avrebbero potuto contaminarsi toccando un cadavere. Io non credo che i poveri 12 apostoli abbiano avuto l’idea di trafugare la salma di Gesù.

3. Domenico OP - 22/05/2009

“Portar via la sindone svuotata del corpo” non significa “portar via il corpo”.

4. Pietro - 25/05/2009

Letto le prime 50 pagine di questo “saggio” si nota la superficialità dello storico il quale pensa di poter parlare di Gesù senza avere appreso le Scritture, che sicuramente conosce, ma solo a memoria. Ci sono palesi contraddizioni nelle pagnine che ho letto. I due interlocutori scrivono che ci sono contraddizioni nei Vangeli, non sapendo che le contraddizioni le hanno scritte loro:

5. Nicola Antonio de Liso - 25/05/2009

Nicola Antonio de Liso
La mia ipotesi laica di pensare che l’eventuale trafugamento fosse opera di Claudia Procula, anzichè dei 12 apostoli, è basata sulla considerazione che gli apostoli erano pur sempre degli ebrei che avevano quindi degli impedimenti religiosi nei riguardi di salme; pertanto l’accusa da parte degli ebrei citata nel vangelo di Matteo che gli ebrei dichiaravano che a trafugare il cadavere di Gesù fossero stati i suoi discepoli non è sostenibile minimamente.
Anche il Sinedrio non avrebbe mai fatto trafugare la salma di un ebreo. Rimane pertanto solamente la categoria di persone pagane, e fra queste quella più probabile che non avrebbe avuto conseguenze penali era solamente la potente Claudia Procula, la quale lo avrebbe potuto eseguire, ovviamente non da sola, ma aiutata da serve/servi/soldati fidati, dopo che secondo il Vangelo di Pietro i soldati di guardia alle 3 di notte erano scappati via spaventati dai fenomeni legati alla resurrezione di Gesù e alle apparizioni di angeli; si erano quindi recati di notte poco oltre le tre da Pilato, il quale dormiva con la moglie, riferendo tali fenomeni. Il Vangelo di Pietro, pur essendo apocrifo, ed avendo al suo interno testimonianze tratte dai 4 vangeli canonici, conserva tuttavia alcune tempistiche più verosimili a livello storico, rispetto ai canonici. Intanto riporta che gli unici testimoni della resurrezione, interpretata in senso elcasaitico, ossia nella tradizione ebionitica degli elcasaiti, come ad esempio 2 angeli altissimi che sorreggono Gesù, il quale ha la testa che supera le nubi. Riporta più giustamente che Giuseppe d’Arimatea chiede di poter seppellire Gesù già al momento della pronuncia della condanna a morte di Pilato, e non solamente dopo la morte di Gesù. Giustamente riporta la sigillatura del sepolcro da parte dei soldati romani la sera stessa della sepoltura e non il giorno dopo che era Pasqua come riporta malamente il Vangelo di Matteo.
Da questi dati più verosimili storicamente ho pensato che da un punto di vista moderno, uno storico laico, può interpretare i fenomeni delle apparizioni angeliche (angeli come folgori) come manifestazioni sismiche di luci sismiche e fulmini globulari, e i 3 personaggi luminosi alti fino alle nubi, come plasma luminoso a 3 componenti.
Ho pensato che una donna come Claudia Procula, che avesse sentito le testimonianze dei soldati alle 3 di notte, si sarebbe incuriosita assai, e si fosse recata con o senza il marito, con servi e serve al sepolcro. Vedendo nel sepolcro la sindone con l’impronta della figura di Gesù all’interno della Sindone, da un punto di vista religioso romano avrebbe interpretato giustamente della resurrezione dello spirito e dell’anima di Gesù, avendo una controprova nella stampa della fisionomia di Gesù sul lenzuolo. Ma sapendo che i farisei credevano nella resurrezione cadaverica, le venne in mente di trasferire la salma in un altro luogo e si tenne la sindone per sè.
Viceversa, in senso cattolico tradizionale di fede si può ipotizzare che Claudia Procula, recandosi al sepolcro e vedendo la sindone svuotata del cadavere di Gesù avrebbe interpretato tale smaterializzazione nel fenomeno della resurrezione ugualmente. In tutti e due i casi Claudia Procula si portò via la sindone. Come potete notare io lascio aperte due possibilità di possibilità storica; ossia quella molto laica del trafugamento, e quella di fede della resurrezione. Rispetto a tutti quelli che mi hanno preceduto tuttavia interpreto per primo una possibilità storica più verosimile, ossia che la Sindone non c’era più al mattino della Domenica.

6. Nicola Antonio de Liso - 25/05/2009

Per quanto riguarda la redazione dei vangeli non sono il primo ad affermare che i vangeli furono redatti a più mani in diversi tempi.
Il Vangelo di Matteo, Marco, luca, Giovanni, furono preceduti dai vangeli del protoMatteo, protoMarco, protoLuca, protoGiovanni.
I protovangeli furono rispettivamente scritti nel 41 d.C. (protoMatteo), nel 43 d.C. (protoMarco), nel 48 d.C. (protoLuca), nel 60/62 d.C. (protoGiovanni). Essi vennero ridefiniti tutti dopo il 70 d.C. e terminati definitivamente dopo la distruzione di Gerusalemme nel 135 d.C., e soprattutto quando a Roma apparvero le eresie gnostiche di Valentino, Marcione, Cerinto, Montano, ecc.
Il grande studioso ed esegeta neotestamentale Delling ipotizzava che i vangeli primitivi finissero tutti alla scoperta del sepolcro vuoto, come racconta giustamente il Vangelo di Giovanni. Solo in un secondo tempo furono aggiunte le apparizioni di Gesù alle pie donne, a Maddalena, ai discepoli di Emmaus, ai 12 Apostoli nel cenacolo di Gerusalemme, o ai 12 apostoli sul lago di Tiberiade in Galilea.
Questi racconti furono aggiunti dopo il 70 d.C., e quindi dopo la morte di San Giacomo Maggiore del 41/42 d.C., di San Tommaso del 52 d.C., di Simone lo Zelota del 59/60 d.C., di San Giacomo il Giusto del 62 d.C., di San Marco del 62/63 d.C., di San Pietro e di San Paolo del 67 d.C.e prima del 107 d.C., anno della morte di Sant’Ignazio di Antiochia che nelle sue lettere riporta già tutte queste apparizioni.
San Paolo non conosce le apparizioni alle pie donne, non solamente come interpretano gli esegeti, ossia che non erano considerate testimoni, in quanto donne, ma perchè secondo me non erano avvenute apparizioni alle donne, esse erano solo state testimoni solamente della mancanza della salma di Gesù all’interno del sepolcro. Le apparizioni invece a Cefa, ai 12 apostoli, a 500 persone, a San Giacomo, a tutti i 72 discepoli e a San Paolo sono riportati nella prima lettera ai Corinzi da San Paolo, ma senza descrivere tali apparizioni. Difatti San Luca riporta l’apparizione di Gesù a Cefa, ma guarda caso senza raccontare nulla di come avvenne.

7. Frà Pietro OP - 25/05/2009

Vorrei vedere con quali studi e con quali prove si fanno queste affermazioni. Sono tutte ipotesi compate in aria, ma molto in aria!

Come si è potuto appurare nei più recenti studi, la Tradizione ha sempre trovato riscontro nei ritrovamenti archeologici. Quindi, queste ipotesi prive di fondamento hanno solo l’obbiettivo di screditare una Fede che, malgrado gli attacchi che le vengono portati da ogni parte, continua a conquistare la mente ed il cuore della gente…

8. Nicola Antonio de Liso - 29/05/2009

Nicola Antonio de Liso
Con la mia ipotesi secondo la quale a portar via la sindone dal sepolcro è stata Claudia Procula, moglie di Pilato, non scardino i fondamenti cristiani. Infatti tale tradizione è stata raccolta dalla Chiesa Ortodossa Orientale Georgiana, fin dal IV secolo d.C.
Semplicemente io colgo l’occasione nel proporre ai non credenti una soluzione storica più verosimile rispetto alle due tesi alternative fino ad oggi proposte, ossia che furono gli apostoli a trafugare il cadavere di Gesù, (ipotesi ebraica), oppure quella Achmadista, ossia di una setta orientale islamica, di una sopravvivenza di Gesù alla Crocifissione ed una sua successiva emigrazione in India, o quella ultima più recente ad opera di Baigent, Leigh, Lincoln, nei loro libri (Il Santo Graal ad esempio), ed anche Dan Brown (il Codice Da vinci), secondo la quale Gesù sopravvisse alla crocifissione e se ne andò nella Francia del Sud con la moglie Maria Maddalena. La mia tesi laica prevede che l’eventuale trafugamento, se attuato, sia opera di Claudia Procula, con o senza il marito, lasciando in pace i poveri 12 apostoli, che invece erano spaventati e delusi. Ma tale ipotesi è solo alternativa a quella ufficiale, in quanto il fatto fondamentale è e rimane quello sì ufficialmente il trafugamento della Sindone ad opera solo ed esclusivamente di Claudia Procula, in quanto lei non aveva remore o scrupoli di compiere azioni che causassero condizioni di impurità. Io difatti lascio a tutti le due opzioni possibili, ossia quella laica e quella cristiana.

9. Domenico OP - 31/05/2009

Solo le Chiese Nestoriane possono accogliere queste tesi. Nè il Cattolicesimo, né le Chiese Orientali, né il Protestantesimo possono accettare una prospettiva simile, peraltro fondata sul nulla…

10. Nicola Antonio de Liso - 05/06/2009

Nicola Antonio de Liso
Non è vero che le mie ipotesi sono fonfate sul nulla. La storia di Santa Nino, che evangelizzò la Georgia, e che chiese notizie su quale fine avesse fatto la Sindone, poichè la madre di Costantino, in seguito agli scavi del Santo Sepolcro scoprì il sepolcro di Cristo, con i 3 stipes, i 3 patiboli, i chiodi ed il titulus della condanna di Gesù, ma non la Sindone di Gesù, (quest’ultima prelevata da Claudia Procula) è tramandata dal IV secolo d.C., almeno dal 326/327 d.C. circa.

11. Frà Pietro OP - 05/06/2009

Evidentemente, il confratello si riferiva al trafugamento della salma da parte di Claudia Procula… quella storia è oggettivamente fondata sul nulla!

12. Nicola Antonio de Liso - 10/06/2009

Nicola Antonio de Liso
Voglio ribadire che per chi crede nella resurrezione corporale, frutto della trasformazione della salma di Gesù, ovviamente il cadavere di Gesù mancava alle prime ore del mattino di Domenica 9 aprile del 30 d.C.. E su questo non ci piove!!
Per chi non crede io ho ipotizzato che l’unica persona intelligente che avrebbe potuto portar via la salma di Gesù non potevano essere i poveri 12 apostoli, nè ebrei del Sinedrio, nè ebrei sadducei, ma solamente Claudia Procula, con o senza l’assenso di Pilato, la quale, poteva anche infischiarsene sulle conseguenze penali, poichè oltre che essere la moglie di Pilato, era la figlia della terza moglie di Tiberio. Infatti Tiberio si è ben guardato da colpevolizzare personalità romane sul caso, anzi nel 35 d.C. cercò di inserire Gesù Cristo nel Pantheon delle divinità.


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