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TV – “Report” su RaiTre (4) – “L’eredità” 02/11/2008

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Report - RaiTre, TV ITA.
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ReportProsegue questa sera alle ore 21.35 su RaiTre (replica domani sera alle 21.00 su RaiSat Extra) l’edizione autunnale di “Report”, il programma di inchieste ed approfondimenti condotto da Milena Gabanelli.
Ecco il sommario della puntata di stasera, tratto dal sito web del programma: l’inchiesta “L’eredità” è stata curata da Sigfrido Ranucci.

Spegnere le centrali dopo che il referendum dell’87 aveva abrogato il nucleare è costato agli italiani circa 9 miliardi di euro. Soldi usciti dalle tasche delle famiglie con le bollette della luce per risarcire l’Enel del mancato guadagno e per mantenere in sicurezza gli impianti, che dopo 20 anni sono ancora lì con tutto il loro carico radioattivo.
Un’eredità che nessun governo fino a oggi ha saputo affrontare. Ci avrebbe dovuto pensare la Sogin,  una società pubblica, nata nel 1999 al momento della privatizzazione da una costola dell’Enel. Il nucleare era un ramo morto dell’azienda e presentarsi agli azionisti con un fardello simile significava partire con il piede sbagliato, meglio accollarlo alle famiglie. Ma fino a oggi la Sogin ha solo provveduto ad allontanare le barre di combustibile dagli impianti e neppure da tutte.
Nella piscina della centrale di Caorso ce ne sono circa  700, l’equivalente di 1.300 kg di plutonio. Altre 47 barre, contenenti 150 kg di plutonio sono in quella di Trino Vercellese: entrambe sono sulla riva del fiume più grande d’Italia. Nella centrale del Garigliano non sanno più dove mettere i rifiuti, in quella di Borgo Sabotino hanno il problema della grafite radioattiva che non si può spostare se non si trova il sito definitivo.
A La Casaccia a 25 chilometri da Roma c’è il più grande deposito di rifiuti radioattivi d’Italia, circa 7 mila metri cubi ed è al limite. Ci sono poi 5 kg di plutonio che possono essere usati per fini militari e che da due anni sono in un deposito dove l’impianto antincendio, dopo aver provocato un’esplosione, deve ancora essere omologato.
All’Itrec di Rotondella, vicino Matera, da 30 anni un impianto è attivo solo per mantenere in sicurezza le barre di uranio e torio che gli americani ci hanno lasciato in custodia e di cui non sappiamo cosa farne.
A Saluggia l’impianto si trova sul greto della Dora Baltea, in un sito che si è allagato tre volte in 15 anni. Ma il problema più grande l’hanno avuto per lo svuotamento di una vecchia piscina che dal 2004 perdeva liquido radioattivo minacciando la falda: avrebbe causato, secondo la testimonianza di un operatore intervistato da Report, un centinaio di casi di contaminazione interna.
Alla fine sul nostro territorio si contano oltre 30 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, che diventeranno 120.000 dopo lo smantellamento delle centrali  previsto per il  2020. Tutta roba che dovrebbe essere seppellita in un deposito nazionale. Nel 2003, dopo il fallimento di Scanzano Jonico,  il governo Berlusconi aveva dichiarato che sarebbe stato ultimato entro dicembre 2008. Mancano 2 mesi alla scadenza e del deposito nemmeno l’ombra. Tutto questo mentre la giostra del nucleare si prepara a ripartire…

A seguire torna lo spazio “Com’è andata a finire”, con un aggiornamento sull’inchiesta “A norma di legge” di Michele Buono e Piero Riccardi dello scorso 6 maggio 2007 (ne avevo parlato qui): l’anno scorso era stato realizzato un viaggio nella giustizia italiana penale e civile, dal primo grado alla Cassazione: 9 milioni di processi pendenti e il 45% dei processi penali che finisce per prescrizione. Sarà cambiato qualcosa nel frattempo?
In chiusura di puntata lo spazio “Goodnews”, con la consueta “buona notizia” della settimana, questa volta “Autostrade del mare” di Giuliano Marrucci: di “autostrade del mare” si parla da decenni, ma nonostante i nostri invidiabili 8.000 km di coste siamo al 15% contro il 70 su gomma ed anche là dove c’era un sistema di trasporti via acqua, si è ritornati ai camion perché più conveniente. Allora benvengano le iniziative, anche se piccole…

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