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TV SAT – Su Sky Cinema 1 arriva la serie italiana “Romanzo criminale” 10/11/2008

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Comunicati, TV ITA.
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romanzocriminaleDa questa sera e fino al 19 gennaio 2009, ogni lunedì alle ore 21.00 su Sky Cinema 1 e Sky Cinema HD (stasera i primi due episodi, dalla prossima settimana un solo episodio con una pausa natalizia il 29 dicembre, il 19 gennaio i due episodi conclusivi) dell’inedita serie in 12 episodi “Romanzo criminale – La serie”, prodotta da Cattleya e Sky Cinema in associazione con Rti Mediaset, e tratta dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo (edito da Einaudi) dal quale è stato tratto anche l’omonimo film diretto da Michele Placido.
A seguire, un approfondito comunicato stampa con descrizione della serie, dei protagonisti e delle trame degli episodi.

ROMANZO CRIMINALE – LA SERIE

12 episodi per rivivere una delle storie più appassionanti scritte nell’ultimo decennio. 12 episodi per calarsi nuovamente, con uno sguardo inedito e avvincente, nel mondo spregiudicato, affascinante, drammatico, misterioso, raccontato dal libro culto di Giancarlo De Cataldo.

Il Freddo, il Dandi, il Libanese, Patrizia, il commissario Scialoja,: personaggi entrati a far parte della memoria prima dei lettori, poi del pubblico cinematografico, hanno un volto nuovo, quello di giovani e promettenti attori, che danno loro una nuova indimenticabile fisionomia. Grazie all’approfondimento che solo il formato seriale può garantire, non solo i protagonisti, ma un’ampia galleria di piccoli e grandi criminali riemerge dalle pagine del libro. Con la consulenza artistica di Michele Placido e l’editing di Giancarlo De Cataldo, la serie diretta da Stefano Sollima affronta, infatti, tutti quegli aspetti – pubblici, privati, caratteriali, storici, di costume – sui quali il film non ha avuto la possibilità di soffermarsi. Amori, dinamiche familiari, nevrosi, amicizie, rancori fanno da contrappunto alla vicenda principale, quella di un gruppo di esaltati che per oltre un decennio ha accarezzato un’illusione, quella di conquistare Roma.

“Romanzo Criminale- La Serie”, è una serie TV di 12 episodi da 50′ prodotta da SKY Cinema e Cattleya, in associazione con RTI-Mediaset. In onda a partire dal 10  novembre 2008 ogni lunedì alle 21.00 su Sky Cinema 1 (in simulcast su Sky Cinema HD). Per l’esordio del 10 novembre, un imperdibile doppio episodio a partire dalle 21.00.

SINOSSI

Roma, fine anni Settanta. Sono anni turbolenti.

Il Libanese, ambizioso leader di una piccola ma agguerrita batteria di Trastevere, ha fatto la gavetta maturando una convinzione: se comandano tutti vuol dire che non comanda nessuno. Roma è lì, in attesa di qualcuno che abbia il fegato e la forza di prendersela. Ma coraggio e idee non bastano. Servono uomini e, a parte i fidati Dandi, Bufalo e Scrocchiazeppi, Libano ha pochi effettivi. E poi servono le armi e, soprattutto, i soldi per comprarle. E’ in questo momento che il Libanese fa un incontro decisivo con Il Freddo e la sua batteria (i fratelli Buffoni e Fierolocchio) che, pure loro, vivacchiano in attesa della grande occasione.

Libano e Freddo sono diversi come il sole e la luna, ma si capiscono al primo sguardo. Una stretta di mano e le due batterie diventano una banda, anzi la Banda. Abbastanza forte da mettere a segno il grande colpo che Libano progetta da tempo: rapire il barone Rosellini. Al momento di spartirsi i due miliardi del riscatto Libano e Freddo propongono ai loro compagni di non buttare i soldi in donne, droga e champagne, ma di tenerli insieme e investirli per prendere in mano il mercato della droga. Tutti accettano.

La nuova banda deve crescere e, per farlo, ha bisogno di canali, alleanze, accordi. Il primo e più importante viene siglato con uno dei boss più forti della città: il Sardo, uomo della camorra sulla piazza romana. Il Sardo accetta di entrare nel sodalizio criminale alla pari con il Libanese e porta in dote i suoi contatti e i suoi uomini, Ricotta e Trentadenari. Libano e i suoi ora sono liberi di muoversi: decisi, affamati di potere, sanguinari se occorre e gli affari cominciano a girare. Con le buone o con le cattive le bande di Roma chinano il capo davanti ai nuovi arrivati. Tutte a parte quella del Terribile che, tra i tanti ducetti di Roma, è quello più restio ad accettare la loro ascesa. Una dimostrazione di forza che il vecchio boss pagherà con la vita.

Ora, davanti al Bar di Franco, base operativa della banda, si allunga la fila dei questuanti. Tutti vogliono fare affari con la Banda. Criminali, comuni e politici; in testa i neofascisti del Nero, emissari della criminalità organizzata. Anche gli uomini dei servizi segreti, mandati dal Vecchio, manovratore occulto della politica italiana degli ultimi trent’anni, praticamente il potere incarnato. Se il suo occhio attento si è posato sulla Banda vuol dire che il sogno del Libanese si è avverato: si sono presi Roma e lui ne è il nuovo Cesare.

Ma c’è anche un’altra parte dello Stato che ha seguito sin dall’inizio le vicende della banda: giovane, ambizioso, idealista, impopolare tra i colleghi perché di idee sinistrorse, l’ispettore Nicola Scialoja inizialmente intravede nella lotta alla banda la possibilità del tanto agognato salto di carriera. L’alternarsi di effimeri successi e solenni sconfitte trasformeranno presto le sue indagini in una questione personale con uno dei capi, il Dandi. Oggetto del contendere l’affascinante e tormentata Patrizia, la prostituta più bella di Roma.

Il finale è in crescendo: nella banda, giunta oramai all’apice del successo, esplodono le rivalità che covavano sotto la cenere fin dall’inizio. Dandi, influenzato dalle sue amicizie altolocate, punta a diventare un malavitoso da palazzo. Il Freddo, innamoratosi di una brava ragazza, è sul punto di lasciarsi alle spalle il passato e cambiare vita. Tutti gli altri, accecati dal potere, bruciano i soldi in un vortice edonistico ed autodistruttivo. Il Libanese, rimasto improvvisamente il solo a tenere la strada, mostra il fianco ai suoi nemici…

DAL LIBRO, AL FILM, ALLA SERIE

“Romanzo Criminale” è ormai un cult: battute, personaggi, dettagli, situazioni, sono diventati una sorta di codice per un vasto e appassionato pubblico che ha visto il film al cinema, in dvd (record di vendita) e in onda su SKY Cinema.

Il film è in breve diventato un cult per il suo essere non soltanto una storia, un racconto, ma come un mondo a tutti gli effetti. Un mondo epico e coinvolgente in cui si desidera rimanere, in compagnia dei suoi mitici personaggi.

Per questo l’idea della serie televisiva nasce anche dall’impulso di dare una risposta a tutti coloro che avevano nostalgia del mondo di “Romanzo Criminale”.

Gli sceneggiatori del film, Stefano Rulli e Sandro Petraglia, avevano dovuto lavorare molto per portare il romanzo fiume di De Cataldo alla dimensione, peraltro sempre debordante, di due ore e cinquanta della versione integrale del film. E durante il montaggio Michele Placido aveva faticato molto per arrivare alle due ore e venti della versione cinematografica.

Il materiale rimasto fuori era davvero sterminato. Una ventina di personaggi erano spariti e le stesse vicende inserite nel film avevano subito torsioni e crasi e, pur conservando e anche sublimando lo spirito del libro, si erano allontanate di molto dalla lettera.

Nel lavoro di scalettatura della serie, gli sceneggiatori Daniele Cesarano, Paolo Marchesini, Barbara Petronio e Leonardo Valente, si sono subito resi conto di essere entrati in una dimensione naturale: il materiale si dispiegava in tutta la sua ampiezza, i personaggi sacrificati riprendevano respiro, i “tagliati” resuscitavano.

E si sentiva fortemente l’aria del tempo, che nel film era affidata solo al breve prologo-epilogo dei bambini e all’effetto subliminale della colonna sonora. Nella serie invece si dilata, destinata a farsi respirare a pieni polmoni.

Un’aria che non è solo legata agli avvenimenti politici, drammatici ed enigmatici (che comunque nella serie hanno maggiore spazio) ma, ancor più alla materia di cui sono fatti i personaggi. Cresciuti negli anni Sessanta, i nostri eroi hanno l’impronta indelebile dell’epoca anche se sanno poco e hanno idee confuse, portano l’imprinting di ribellione allo status quo di insubordinazione permanente, di gusto gaglioffo dello sberleffo, di amore per il piacere della vita, di mancanza fondamentale di freni inibitori nell’afferrarla: portano le stimmate proprie di chi ha avuto la ventura di crescere in quegli anni. E’ quello spirito che li porta a rompere equilibri e tabù, a fare quello che nessuno aveva fatto prima: fino alla massima volontà di potenza, fino all’ubris, fino anche all’autodistruzione, pur sempre gloriosa.

Gli anni (i ’60 dell’origine e i ’70 dell’azione) sono nella serie molto presenti, con le loro mode, le loro musiche, i loro ferrei codici di riconoscimento, la loro irrefrenabile vitalità. In una storia, piccola o grande, che è stata possibile o immaginabile solo in anni speciali e irripetibili.

I numeri di un successo:
350mila le copie vendute di “Romanzo Criminale” di Giancarlo De Cataldo
22 le edizioni stampate
6 milioni di euro l’ incasso del film “Romanzo Criminale” di Michele Placido in Italia
Oltre 20 i Paesi nei quali il film è stato venduto tra cui:  Argentina, Uruguay, Paraguay, Canada, Grecia, Australia, Russia, Spagna, Israele, Slovacchia, Ungheria, Belgio, Lussemburgo, Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Messico, Germania, Giappone, Brasile e in Medio Oriente
150mila i DVD di “Romanzo Criminale” venduti
20mila le copie del cofanetto nell’edizione speciale libro + DVD

GLI ELEMENTI VISIVI E LO STILE

NOTE DI REGIA
Un racconto epico e complesso come “Romanzo Criminale” ha richiesto una particolare attenzione nella ricerca degli attori. L’ampio arco narrativo della storia, una decina d’anni almeno, esigeva certamente dei giovani interpreti, portatori però di una maturità umana e professionale che gli consentisse di raccontare ed interpretare anche la fase adulta e tragica dei propri personaggi. Ulteriore requisito fondamentale era che gli interpreti avessero caratteristiche fisiche ben definite, al limite della maschera, così da agevolare l’immediata riconoscibilità dei numerosissimi personaggi del racconto. Volevo anche astenermi da qualsiasi tipo di patinatura, al contrario andando a cercare tipi più vicini all’anima borgatara e proletaria dei veri componenti la “banda”, così da restituire sullo schermo il massimo realismo possibile. La risposta a queste esigenze ci ha condotto, in maniera molto naturale, alla sfida più rischiosa, ma anche la più sensata e stimolante, che è stata quella di affidare praticamente tutti i ruoli ad attori emergenti, alcuni di esperienza ma non ancora noti al grande pubblico, altri esordienti assoluti. A completare la ricerca di oggettività, alcuni ruoli sono stati affidati ad attori/detenuti che operano nei laboratori dei carceri romani, portatori di una verità ed umanità assolutamente rari. La straordinaria verità e la non immediata riconoscibilità degli attori sono sicuro favorisca il pubblico nel processo di immedesimazione con i personaggi della storia.

Il racconto visivo, attraverso la fotografia, la scenografia e i costumi è stato teso a restituire i colori, acidi e sgargianti, solari e pieni di vita del finire degli anni ’70. Un’atmosfera radiosa che cominciava però ad ingrigirsi ed incupirsi col sopraggiungere delle tensioni sociali e politiche che culminarono con gli anni di piombo. L’idea era quella di non assecondare i canoni classici del genere, atmosfere cupe e poco illuminate, per non tradire l’immagine solare e calda della città, la luminosità mediterranea che in un certo senso doveva essere protagonista del nostro racconto. Abbiamo scelto di assecondare quindi lo svolgimento della storia. La banda degli inizi, le debolezze, la simpatia e vitalità dei protagonisti hanno suggerito una certa leggerezza e luminosità del racconto fotografico che via via, col procedere drammatico della storia, con l’indurirsi dei nostri personaggi, s’incupisce, ingrigendosi quasi nel finale tragico. La nostra è una storia nera e cupa ambientata però in una città assolata e vitale. Roma. Estrema attenzione è stata dedicata quindi alla ricostruzione scenografica della città di quegli anni. L’obiettivo è stato quello di rendere con la maggior fedeltà possibile l’atmosfera che si respirava a Roma, prestando una notevole cura quindi all’utilizzo delle location esterne. I nostri personaggi si muovono, infatti, in ambienti spaziosi, con il traffico, la folla e l’arredo urbano di quegli anni, ricostruzione resa possibile da un meticoloso lavoro di ricostruzione scenografica e miscelando materiale girato dal vero ad effetti speciali visivi.

Lo stile di ripresa adottato, quasi istintivamente, è stato quello di utilizzare quasi esclusivamente la macchina da presa “a spalla”, consentendo agli attori una completa libertà d’azione, senza vincoli formali, con la macchina da presa che non molla mai l’emozione dell’interpretazione, senza virtuosismi o movimenti scattosi, semplicemente con un racconto non statico ma vivo, un leggero vibrare e respirare assieme agli attori.

Impossibile poi raccontare quegli anni prescindendo dalla musica. Abbiamo utilizzato quindi canzoni che ci aiutassero a sottolineare il racconto e a scandire i diversi periodi storici dell’arco narrativo. Da una parte la musica melodica italiana: Claudio Baglioni, Alan Sorrenti, Vasco Rossi, Patty Pravo, Umberto Tozzi, Rino Gaetano e soprattutto Franco Califano, neoromantico cantore della Roma borgatara e coatta,  e, dall’altra, il ritmo della discomusic con Sylvester, gli Chic, Diana Ross, Amii Stewart, I Trammps e tanti altri. A contrasto invece la colonna sonora originale è  moderna, elettronica e rarefatta, più vicina alle sonorità contemporanee.

In oltre un anno di intenso lavoro, complici tecnici ed attori straordinari, abbiamo dato vita a questa piccola/mastodontica creatura, che, da oggi, comincerà a muovere i primi passi e a vivere di vita propria.

Stefano Sollima

I PERSONAGGI E IL CAST ARTISTICO

Il Libanese

Cupo, intelligente, cattivo. E’ il capo indiscusso e ha un unico amico: il Freddo.

Il Libanese è un capo, un criminale visionario guidato da un sogno: mettere in piedi una Banda capace di conquistare Roma. Come la Mafia in Sicilia e la Camorra a Napoli. La sua lealtà ad un progetto criminale che mai nessuno ha neanche sognato di realizzare è assoluta e feroce. Per riuscirci, Il Libanese è disposto ad allearsi con chiunque possa assicurargli la vittoria finale.

Il Libanese è Francesco Montanari

Diplomato all’Accademia Silvio d’Amico, il giovanissimo Francesco Montanari  è il Libanese. Dopo una nutrita esperienza in teatro, che gli ha valso importanti premi, nel 2007 Francesco si è avvicinato al cinema, con il suo primo ruolo da protagonista in un lungometraggio e alla televisione con una partecipazione a “Distretto di polizia VII”.

Il Freddo

Taciturno e distaccato, cerca la strada per una vita normale con la “candida” Roberta.

Ribelle e romantico, il Freddo è un criminale che crede nell’amicizia e nella lealtà. Anche lui, come il Libanese, vuole conquistare Roma, ma per farlo non è disposto a scendere a patti con la politica e con la Mafia. Combattuto tra smania di potere e voglia di normalità, quando incontra Roberta, una brava ragazza che cerca di redimerlo, medita di cambiare vita e lasciarsi tutto alle spalle.

Il Freddo è Vinicio Marchioni

Diplomato presso La Libera Accademia dello Spettacolo di Roma, fondatore della compagnia Parole e Musica con cui è in teatro con numerosi spettacoli da protagonista con la regia di  Giuseppe Marini, nel 2006 frequenta la scuola di specializzazione di Santa Cristina diretta da Luca Ronconi, Maestro che lo ha diretto in due spettacoli, e in un terzo in allestimento per l’estate. L’attore si è misurato anche con la televisione in progetti di grande successo, come i R.I.S e il film tv su Papa Luciani.

Il Dandi

Tanto simpatico quanto furbo, ha un unico punto debole, l’amore non ricambiato per Patrizia.

Divorato dall’ansia di riscattare le sue umili origini, il Dandi coltiva in silenzio il sogno di diventare un capo. E per riuscirci studia dai migliori. Non ha la lucidità del Libanese, né la generosità del Freddo, ma è scaltro abbastanza da prendere il meglio da chi lo circonda ed usarlo per intessere una fitta trama di alleanze. Anche l’astuto Dandi, però, ha un punto debole: l’ossessione che Patrizia ricambi il suo amore.

Il Dandi è Alessandro Roja

Si è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia il nuovo Dandi di Romanzo Criminale, Alessandro Roja. È giovane ma ha già alle spalle significative esperienze teatrali, televisive e cinematografiche. Il 2007 è stato un anno cruciale per lui che lo ha visto partecipare all’ultimo film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti” e a “Sono viva” dei fratelli Dino e Filippo Gentile, con Giovanna Mezzogiorno.

Scialoja

Poliziotto grintoso e intraprendente. Trova in Patrizia un’amante e una nemica.

Scialoja è un commissario giovane e idealista. E’ ambizioso, il suo sogno è entrare nell’Antiterrorismo. Grazie al suo fiuto investigativo, Scialoja è l’unico ad intuire le potenzialità dell’organizzazione del Libanese. Per riuscire a sgominarla non esita a fare leva su Patrizia, con cui inizia una relazione tormentata e passionale che farà emergere il lato oscuro del suo carattere.

Scialoja è Marco Bocci

Il giovane Marco Bocci è cresciuto professionalmente in teatro, dove ha lavorato anche con Ronconi, ma è già piuttosto esperto anche del mezzo televisivo. Sono numerose, infatti, le sue partecipazioni a fiction tv di grande successo, come “Lo zio d’America”, i “R.I.S.” e “Caterina e le sue figlie II”.

Patrizia

Bomba sexy dagli occhi tristi. Contesa dal Dandi e dal commissario Scialoja.

Patrizia è il nome d’arte della prostituta più bella di Roma. Fredda, tormentata e ammaliante, Patrizia non permette a nessuno dei suoi clienti di entrare nella sua sfera privata. Neanche al Dandi, che pure vorrebbe fare di lei la sua donna. Patrizia, cinicamente, userà l’amore del Dandi per rafforzare la sua indipendenza. Solo Scialoja riuscirà a rompere la sua corazza e a mettere a nudo le sue fragilità.

Patrizia è Daniela Virgilio

Il ruolo di Patrizia è stato assegnato a Daniela Virgilio, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha mosso i primi passi in teatro per poi approdare, nel 2005, al suo primo lungometraggio come protagonista (dal titolo “Il bosco fuori”), successivamente ha recitato in vari cortometraggi e pubblicità. Il 2007 finalmente la vede tra i protagonisti della scena televisiva italiana.

GLI ALTRI VOLTI DI ROMANZO CRIMINALE

Andrea Sartoretti – Bufalo

Nato negli Stati Uniti  a New York  e cresciuto in Francia a Parigi frequenta l’Ecole Internazionale de Mimodrame diretta da Marcel Marceau. Trasferitosi in Italia inizierà una lunga collaborazione con il regista  Giacomo Ciarrapico sia in teatro che al cinema e in televisione “Eccomi qua” “Piccole anime” “Piovono mucche” solo per citare alcuni titoli, opere che gli varranno diversi riconoscimenti : Torino Film Festival Migliore attore, Premio Sergio Leone e Finalista ai Nastri D’Argento.

Riccardo De Filippis – Scrocchiazeppi

Riccardo de Filippis si forma artisticamente presso il Centro internazionale la cometa dove si diploma nel 1998. In teatro viene diretto tra gli altri da: Roman Polanski, Duccio Camerini e Luca Barbareschi. Al cinema è co-protagonista del film “Giorni” di Laura Muscardin. Partecipa alla fiction de “I Cesaroni” per la regia di Francesco Vicario.

Mauro Meconi – Fierolocchio

Debutta nel 1999 sia nel cinema con “La prima volta” di M. Martella, che in televisione con “Caro Domani” di M. Avati. Nel 2004 lo vediamo in “Fate come  noi” di F. Apolloni (due premi come Miglior attore protagonista). Nel 2004  diventa noto grazie a “Tre metri sopra il cielo” di L. Lucini, mentre nel 2007, lo ritroviamo coprotagonista della serie tv “Raccontami”. Torna al cinema nel film di Enrico Oldoini “I Mostri-Oggi” con Diego Abatantuono, Claudio Bisio e Sabrina Ferilli.

Edoardo Pesce – Ruggero Buffoni

Frequenta le scuole di recitazione “Teatro azione” diretta I. del Bianco e C. Censi e “ribalte” di E. Garinei. In teatro viene diretto tra gli altri da R. Reim. Guest in varie fiction tra cui:”Un medico in famiglia” e “La Squadra”. E’ attualmente impegnato sul set di “Piper” di F.Vicario ed “Intelligence” di A.Sweet.

Lorenzo Renzi – Sergio Buffoni

Debutta nel 1997 con “Ovosodo” per la regia di Paolo Virzì. Tra le pellicole a cui ha preso parte ci sono: “Gangs of New York” di M. Scorsese, “Fratella e Sorello” di S. Citti, “Land of Death” di M. Miller e “Deadly Kitesurf” di A. De Feo. Numerosi i ruoli televisivi, tra cui: “Distretto di Polizia”, “Il Bello delle donne 3”, “Don Matteo 4”, “Ho Sposato un calciatore”, “La Squadra”, “Carabinieri”, “L’Ispettore Coliandro”.

Alessandra Mastronardi – Roberta

Roberta è interpretata dalla giovane Alessandra Mastronardi. A quasi dieci anni di distanza dall’esordio televisivo Alessandra torna sul piccolo schermo e conquista il pubblico con il ruolo da protagonista nella fortunata serie tv “I Cesaroni”. Non mancano tuttavia nel suo percorso artistico importanti esperienze teatrali (tra cui”The prozac family” di Marco Costa) e cinematografiche, diretta da Cristina Comencini ne “La bestia nel cuore” (2003) e accanto a Riccardo Scamarcio in “Prova a volare”.

Jesus Emiliano Coltorti – Il Nero

Attore, sceneggiatore e doppiatore. Sul grande schermo è stato diretto due volte da Michele Placido in “Un viaggio chiamato amore” (2001) e “Ovunque sei” (2004). Numerosi i suoi lavori televisivi tra i quali: “Distretto di polizia 8” (2008), “Einstein” (2007), “Carabinieri” (2005), “Incantesimo 5” (2001), “La Squadra” (2001) “Don Matteo” (2001). Tra i doppiaggi: “The OC”, “Smallville”, “La Mala Educaciòn”, “Six Feet Under”.

Marco Giallini – Il Terribile

Dopo aver frequentato la scuola d’arte a Roma e dopo anni di esperienza a teatro con registi come Foà, Coltorti e Orlando, debutta al cinema nel 1995 con “L’anno prossimo vado a letto alle dieci” di A. Orlando. Tra le sue migliori interpretazioni: “L’odore della notte” di C. Caligari, “Almost Blue” di A. Infascelli, “Non ti muovere” di S. Castellitto e “L’amico di famiglia” di P. Sorrentino. Tra i suoi successi in tv si annoverano la fiction “Medicina Generale” e il tv movie “Gli insoliti ignoti”.

GLI EPISODI

Episodio 1 –  10 novembre 2008, ore 21.00

Il Libanese, un piccolo criminale che sogna in grande, propone agli uomini della sua batteria di unirsi a quella del Freddo, anch’essa dedita a piccoli furti su commissione. Insieme le due batterie pongono le basi per un audace piano criminoso: rapire il ricco barone Rosellini. Seppur con qualche difficoltà e con un grande spargimento di sangue, intascano il riscatto. Al momento di dividere i soldi, Libano espone alle due batterie il suo grande progetto: mettere i soldi in comune per formare un sodalizio criminale abbastanza potente da conquistare Roma.

Ad indagare sul rapimento viene chiamato il giovane e ambizioso Scialoja, che intravede l’occasione per mettersi in mostra e ottenere il tanto sospirato passaggio all’Antiterrorismo.

Episodio 2 – 10 novembre 2008, ore 22.00 circa

Mentre Scialoja si mette sulle tracce delle banconote segnate del rapimento, la nuova Banda pone le basi per realizzare il sogno del Libanese: conquistare Roma. Libano, appoggiato dal Freddo, propone di investire i soldi nel mercato della droga e a tale scopo si accorda con il Sardo, uomo di fiducia della Camorra a Roma.

Oltre a stringere accordi, Libano si ritrova a dover gestire un gruppo di criminali coraggiosi, ma eterogenei e indisciplinati. Per dimostrare al resto della Banda di essere un vero capo costringe uno dei suoi uomini, Sergio Buffoni, a restituire una Porsche appena comprata con i soldi del rapimento. Purtroppo per la Banda il Dandi, fidato luogotenente del Libanese, paga in contanti le prestazioni della prostituta più bella di Roma, Patrizia.

Episodio 3 – 17 novembre 2008, ore 21.00

La Banda, una volta attivato il canale della droga, deve organizzare la rete dello spaccio. Violenti e spregiudicati gli uomini del Libanese conquistano un quartiere dopo l’altro. Chi non lavora per loro viene spazzato via. A Roma una cosa del genere non l’aveva mai fatta nessuno, neanche il Terribile. Il vecchio boss, rintanato nell’unico quartiere che la Banda ha rinunciato a conquistare, assiste impotente all’ascesa del giovane rivale e medita una rivincita.

Scialoja, nel frattempo, seguendo le banconote del riscatto è arrivato alla bella prostituta per cui il Dandi ha perso la testa. Scialoja capisce che Patrizia è la chiave per arrivare ai rapitori del barone e decide di affrontarla. Ma le cose si complicano: tra i due è attrazione a prima vista. Dopo aver fatto l’amore Patrizia rivela a Scialoja che le banconote segnate provengono dal Dandi, un giovane criminale in ascesa che si è messo in testa di fare di lei la sua donna.

Episodio 4 – 24 novembre 2008, ore 21.00

Ora che i soldi arrivano a palate, il Libano permette finalmente ai suoi uomini di spenderli. Ma il Terribile ha deciso di stroncare sul nascere l’ascesa della Banda. Il Libano, che con il Terribile ha un antico conto in sospeso, vorrebbe eliminare subito il pericoloso rivale, ma consigliato dal Freddo, decide di scendere a patti: non sono ancora abbastanza forti per eliminarlo.

Scialoja, grazie all’aiuto di Patrizia e al suo fiuto investigativo, ha oramai abbastanza elementi per riferire al sostituto procuratore Borgia che a Roma, con la nascita di una nuova, potente e spregiudicata banda criminale, sta per scoppiare una guerra per il potere. Ma Borgia tentenna: prima di agire Scialoja deve fornirgli le prove della sua teoria.

Episodio 5 – 1 dicembre 2008, ore 21.00

Che la Banda è oramai una potenza consolidata lo dimostra il fatto che, quando Aldo Moro viene rapito, misteriosi emissari di poteri che si muovono in una zona grigia tra lo stato e l’antistato, si rivolgono al Libanese per ritrovarlo. Ovviamente all’interno del gruppo sorgono le prime divisioni sull’utilità di aiutare la politica. Il Freddo è contrario, e prende momentaneamente le distanze dalla Banda per concentrarsi sulla relazione che ha appena allacciato con Roberta, compagna di scuola ed ex fidanzata di suo fratello.

Il Terribile, intanto, trama nell’ombra per far cadere il Libano: tramite Gemito, un suo uomo di fiducia, fa arrivare a Scialoja una soffiata sul luogo in cui è seppellito il cadavere del Barone. Scialoja ha finalmente le prove che cercava per far scattare l’arresto della Banda.

Episodio 6 – 8 dicembre 2008, ore 21.00

Libano e gli altri, in galera al gran completo, si chiedono chi possa averli traditi. La risposta è semplice: dietro alla mossa dello spregiudicato Scialoja ci può essere un solo uomo. Il Terribile. In attesa di regolare i conti con lui, la Banda ha l’occasione per ribadire all’interno del carcere chi sia ora a comandare a Roma. Quando Libano ha la meglio su un potente boss della ‘Ndrangheta che pretende di comandare la Banda, l’intera Roma criminale si inchina al nuovo re. Subito dopo, improvvisa, arriva la scarcerazione per l’intera Banda: le accuse sono cadute. A far sparire le prove della loro colpevolezza nel rapimento sono stati due uomini dei Servizi agli ordini del Vecchio. Scialoja, pur amareggiato per non essere riuscito ad incastrare Libano e i suoi, si rifiuta di costringere Patrizia a testimoniare.

Episodio 7 –  15 dicembre 2008, ore 21.00

Per la Banda è il momento di celebrare in grande il ritorno alla libertà. Ma il matrimonio di Scrocchiazzeppi non è solo un’occasione per fare pubblico sfoggio di potenza e di ricchezza. Durante i festeggiamenti, infatti, Libano ha modo di rinsaldare il rapporto con il Freddo e di sistemare la grana Patrizia. Il Dandi, che per lei ha perso la testa, rischia infatti di compromettere il lavoro della Banda. Libano e Freddo offrono a Patrizia la direzione di un bordello di lusso in cambio della sua fedeltà al Dandi e Patrizia accetta.

Ma il matrimonio è soprattutto un’ottima occasione per regolare i conti in sospeso: mentre Libanese festeggia davanti a decine di testimoni, il Freddo guida la spedizione che toglie di mezzo il Terribile una volta per tutte.

Episodio 8 –  22 dicembre 2008, ore 21.00

Ora che la Banda è al massimo della sua potenza tutti vogliono fare affari con loro. Anche la Mafia, che attraverso Nembo Kid organizza un incontro tra il suo emissario a Roma, Zio Carlo, e il Libanese. Il Freddo, però, ha poco tempo per festeggiare. Accusato di aver compiuto una rapina solitaria, finisce di nuovo in carcere. Il Libanese, unico a credere all’innocenza dell’amico, si fa in quattro per scoprire la verità: arriva al Nero, il neofascista autore della rapina, e lo convince a collaborare. Con il risultato che il Freddo viene scagionato e la Banda ha un nuovo, potente alleato. Non il solo, come scoprirà il Freddo appena uscito di galera. Tra i tanti uomini d’affari che affollano l’inaugurazione del locale/bisca voluto fortemente dal Dandi, infatti, c’è anche il Secco, a cui il Libanese vorrebbe affidare i guadagni della Banda.

Episodio 9 –  5 gennaio 2009, ore 21.00

Gli affari vanno a gonfie vele, ma nella Banda ognuno sembra pensare solo al proprio tornaconto. Per ricreare l’armonia, il Libano organizza un colpo nello stile dei vecchi tempi: il furto di una partita di droga in mano alla polizia. Ma neanche l’adrenalina fa il miracolo e il Libano si ritrova sempre più solo: all’apice del suo potere tratta in modo arrogante i Servizi segreti che vogliono controllare il bordello di Patrizia e il Sardo che pretende maggiore rispetto. Il Freddo, che non condivide le scelte finanziarie del Libano, lega con il Nero a cui confessa di essere innamorato e, forse, di voler cambiare vita.

Scialoja, nel frattempo, scopre il bordello di Patrizia e prova a convincerla a collaborare con la giustizia. Ma Patrizia, stavolta, non segue il cuore e sceglie di rimanere fedele al Dandi. Scialoja, ferito nei sentimenti e ricattato dai Servizi, decide di lasciare Roma e le indagini sulla Banda.

Episodio 10 –  12 gennaio 2009, ore 21.00

Ora che sono saltati i rapporti con i Servizi, Libano e Dandi finiscono di nuovo in galera e la bisca viene messa sotto sequestro. Con i capi dentro, tocca al Freddo tenere le redini di una Banda dove emergono sempre più chiaramente conflitti e tensioni. Senza contare che, come si sa, il potere genera invidia e a Roma più di qualcuno vedrebbe di buon occhio la fine della Banda. Ne sa qualcosa il Bufalo che viene maltrattato da un piccolo criminale una volta alleato della Banda, Satana. A risolvere la situazione ci pensa, come sempre, il Libanese che riesce, forse per l’ultima volta, a riunire le diverse anime della Banda e a guidare la spedizione che ucciderà Satana come monito per tutta la città: la Banda è più viva e potente che mai. Ora che il clima sembra tornato quello dei primi tempi, però, il Libano non riesce a parlare al Freddo del patto che ha stretto con i Servizi per uscire di galera.

Episodio 11 – 19 gennaio 2008, ore 21.00

Per una storia di roba viene ucciso un piccolo criminale nipote di un vecchio boss oramai ritiratosi, il Puma. A ucciderlo, però, non è stata la Banda. Il Puma crede che il colpevole sia proprio il Libano e prova ad ucciderlo. L’intervento del Freddo risolve la situazione, ma la presenza di droga non loro a Roma rende Libano paranoico. Oramai è sempre più evidente che all’interno della Banda l’equilibrio si è rotto e ognuno lavora per sé. Mentre Libano e Dandi provano a riportare ordine e disciplina, il Freddo capisce che è arrivato il momento di andarsene con la sua donna prima che tutto precipiti.

Scialoja, intanto, alla stazione di Bologna, sul luogo della strage, s’imbatte nel Vecchio, Pgreco e Zeta, gli agenti dei Servizi che lo hanno ricattato, e decide di tornare a Roma per riprendere le sue indagini.

Episodio 12 – 19 gennaio 2008, ore 22.00 circa

Libano, venuto a conoscenza del suo desiderio di uscire dalla Banda, litiga con il Freddo e impone agli altri nuove, ferree regole sui soldi. Quelli che la prendono peggio sono Dandi e il Secco, l’asse che sta catalizzando il malumore nei confronti del Libanese. Questi, reso poco lucido dall’abuso di cocaina e dalla mancanza della saggezza del Freddo, perde al gioco con Gemito e non paga il debito. Il Freddo, fermato con il Nero mentre si fanno una canna, si ritrova davanti ad un determinatissimo Scialoja: il poliziotto gli chiede di collaborare per incastrare i servizi, ma il Freddo non cede. Appena scarcerato il Freddo decide di lasciare il paese con Roberta, ma prima di partire viene raggiunto da una notizia tanto ferale quanto inaspettata che porterà la Banda a ritrovare unità e compattezza.

CAST TECNICO

Regia                                                  Stefano Sollima
Consulente artistico                           Michele Placido
Tratto dall’omonimo romanzo di       Giancarlo De Cataldo
edito da Giulio Einaudi Editore S.p.A.
Soggetto di serie                                Giancarlo De Cataldo, Daniele Cesarano, Barbara Petronio, Leonardo Valenti
Editing                                               Giancarlo De Cataldo
Sceneggiatura                                    Daniele Cesarano, Paolo Marchesini, Barbara Petronio, Leonardo Valenti
Fotografia                                          Paolo Carnera
Montaggio                                         Patrizio Marone
Casting                                               Laura Muccino
Scenografie                                        Paola Comencini
Costumi                                             Nicoletta Taranta
Musiche                                             Pasquale Catalano
Prodotto da                                        Sky Italia
Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz per Cattleya
In collaborazione con RTI – Mediaset
Anno di produzione                           2008

LA REGIA

STEFANO SOLLIMA
Dopo gli studi classici ha lavorato per alcuni anni come cameraman di news per la CNN, NBC, CBS  e per altri network  realizzando numerosi documentari da zone di guerra (Libia, Algeria, Romania, Israele durante la Guerra del Golfo, Kossovo). Autore di spot pubblicitari e videoclip, ha realizzato numerosi cortometraggi tra cui “Sotto le unghie” (in concorso al Festival di Cannes 1993 nella sezione “Semaine Internationale de la Critique Francaise”) e “Zippo” (in concorso alla 60ma Mostra del Cinema di Venezia e nella Sezion Fantastic del festival di Sitges 2003) che ha ricevuto la nomination come miglior corto ai Nastri d’Argento 2003.
Per la televisione ha realizzato la miniserie “Ho sposato un calciatore”, alcuni episodi de “La Squadra” e un film tv nella serie “Crimini”.

LA DIREZIONE ARTISTICA
MICHELE PLACIDO
Michele Placido nasce ad Ascoli Satriano (Foggia) nel maggio 1946. Studia all’Accademia d’Arte Drammatica e fa il suo esordio a teatro nel 1970 con Luca Ronconi nell’Orlando Furioso. Quattro anni più tardi debutta nel cinema con Romanzo popolare di Mario Monicelli. Gli viene affidato il primo ruolo drammatico in Marcia trionfale (1976) di Marco Bellocchio. Nel 1983 interpreta il Commissario Cattani nel televisivo La Piovra di Damiano Damiani, personaggio che ricopre fino al terzo capitolo che lo rende ulteriormente famoso. Nel 1990 presenta a Cannes la sua prima opera come regista, Pummarò. Seguono Le amiche del cuore (Quinzaine des Realisateurs a Cannes 1992), Un eroe borghese (1995), Del perduto amore (1997-David di Donatello a Fabrizio Bentivoglio come miglior attore non protagonista), Un viaggio chiamato amore (2002- Coppa Volpi a Stefano Accorsi come miglior attore protagonista), Ovunque sei ( 2004 – in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia), Romanzo Criminale (2005- vincitore di 8 David di Donatello e 5 Nastri d’Argento, in concorso al Festival di Berlino). E’ in preparazione “Il grande sogno”con Riccardo Scamarcio.
Prosegue la sua carriera di attore alternandosi tra teatro, televisione e cinema diretto da registi come Gianni Amelio, Mario Monicelli, Marco Bellocchio, Mario Martone, Cristina Comencini, Alessandro D’Alatri, Riccardo Milani, Giuseppe Tornatore.

EDITING e  SOGGETTO DI SERIE
GIANCARLO DE CATALDO
E’ nato cinquantadue anni fa a Taranto. Ha scritto romanzi, racconti,  sceneggiature per il cinema e la TV, saggi, un’opera rap per il teatro. “Romanzo Criminale” è diventato un film per la regìa di Michele Placido e ha ispirato la serie di Sky.
Collabora con varie testate (Unità, Repubblica, Magazine del Corriere della Sera). Vive  a Roma. Il suo ultimo libro si chiama “L’India, l’elefante e me” (Rizzoli).

GLI SCENEGGIATORI

DANIELE CESARANO
Nato a Roma il 17 Gennaio 1962, dopo un inizio professionale come regista e sceneggiatore cinematografico, si è dedicato completamente alla sua vera passione: la televisione seriale. Prima di scrivere “Romanzo Criminale – La Serie” è stato tra i caposcrittura di “Distretto di Polizia” 3, 4 e 5 e delle prime tre stagioni di “RIS – Delitti Imperfetti”.

PAOLO MARCHESINI
Nato a Roma il 6 febbraio 1962, si è laureato in Lingue, malgrado passasse tutto il tempo a girare super8 con Daniele Cesarano. Ha scritto sceneggiature per il cinema (“Il Cielo è sempre più blu”, 1996) e per la televisione (tra gli altri, una cinquantina di episodi di “Distretto di Polizia”  e “RIS – Delitti Imperfetti”, “Cuore contro Cuore”, qualche TV-movie. Suona per diletto in una cover-band.

BARBARA PETRONIO
Nata a Terni nel 1973. Laureata in Storia del Cinema, dopo aver scritto e diretto alcuni cortometraggi ha frequentato i corsi Rai e Mediaset di scrittura televisiva. Ha lavorato come caposcrittura e sceneggiatrice su Distretto di polizia dalla 3a alla 6a stagione e ha contribuito a creare, supervisionare e scrivere “Cuore contro Cuore” e “RIS – Delitti Imperfetti”, quest’ultima fino alla 4a stagione.

LEONARDO VALENTI
Nato a Terni, classe 1975. Esordisce in televisione lavorando su Distretto di Polizia dalla 3a alla 6a stagione come caposcrittura e sceneggiatore. Ha contribuito a creare, supervisionare e scrivere serie come “Cuore contro Cuore” e “RIS – Delitti Imperfetti”, quest’ultima fino alla 4a stagione.

LE MUSICHE
L’idea di base per la colonna sonora di “Romanzo Criminale – La Serie” non era quella di attualizzare la storia, ma di amplificare/esaltare le emozioni, sostenere le interazioni tra i personaggi e valorizzare le atmosfere indipendentemente dal tempo. Suggerire pochi leit-motiv, mai ridondanti, all’interno di una partitura sonora che evolve durante tutte le 12 puntate, con uno sviluppo più armonico e sonoro che melodico.
Per realizzare questa idea, Pasquale Catalano –  compositore delle musiche originali –  e Stefano Sollima hanno deciso di utilizzare suoni acustici e di sintesi, combinati con arrangiamenti orchestrali, mantenendoli slegati dal contesto storico dell’azione, quasi in opposizione ai brani d’epoca.

“Le freak” di Chic
“The passenger” di Iggy Pop
“Tutto il resto è noia” di Franco Califano
“Gianna” di Rino Gaetano
“You make me feel (mighty real)” di Sylvester
“Sabato pomeriggio” di Claudio Baglioni
“Figli delle stelle” di Alan Sorrenti
“Ladies night” di Kool & the Gang
“Knock on wood” di Amii Stewart
“Disco inferno” dei The Tramps
“Albachiara” di Vasco Rossi
“I want to weep” Repertorio Machiavelli
“Pazza idea” Patty Pravo
“Evil Woman” E.L.O.
“Ain’t got no loving” Repertorio Machiavelli
“Cocktail d’amore” Stefania Rotolo
“Arrivederci Roma” Cast
“Tutto il resto è noia” Franco Califano
“Acoustic Funk” Repertorio Machiavelli
“Love Doctor” Repertorio EMI
“Fatti più in là” Sorelle Bandiera
“Love Hangover” Diana Ross
“Mr Freeze”, Repertorio Machiavelli
“Sunchine Soul”, Repertorio Machiavelli
“Goodbye Strangel”, Supertramp
“Please Don’t Go” KC & Sunshine Band
“Slippery slope” Repertorio Machiavelli
“I Was Only Joking”, Rod Stewart
“Call Me”, Blondie

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Commenti»

1. hhrik - 15/01/2009

manca la canzone iniziale della puntata 11, mi dite il titolo?
inoltre gentilmente mi serve il titolo, o artista, o qualsiasi informazione che mi possa far capire come si chiama la musica degli ultimi 3 minuti della puntata num 12 della serie romanzo criminale data da sky
Per capirsi è quando hanno sparato al libanese, il capo de servizi segreti spegne la luce, accorre tutta la banda a vedere il libanese morto sotto gli occhi del commissario Scialoia

2. CICCIO - 19/01/2009

MA CHE VOI SAPPIATE C’E’ UN EPILOGO O FINISCE COSI’ MALAMENTE?
FATEMI SAPERE VI PREGO

3. cristina - 21/01/2009

x hhrik
la canzone iniziale dell’11 episodio è Enola Gay
l canzone delle morte del libanese è una composizione di Pasquale Cataldo come la sigla iniziale che anche io nn riesco a trovare
ciao

4. cristina - 21/01/2009

x hhrik
scusa è pasquale catalano no cataldo

5. cristina - 21/01/2009

ciccio dicono in giro che stanno facendo la seconda serie
kri

6. Giovanni - 28/01/2009

Pasquale Catalano – Le Conseguenze dell’Amore
La seconda serie per il 2010

7. michele - 29/01/2009

scusate….la canzone di quando vanno a rubare al deposito la coca…???? è enola gay

8. michele - 30/01/2009

scusate volevo dire la colonna sonora di quando vanno a rubare nel deposito dello stato la cocaina…e contemporaneamente il freddo è a firenze…come si chiama quella canzone dell’episodio 9

9. lorenzo - 05/02/2009

Scusate io ho sentito Pasquale Catalano – Le Conseguenze dell’Amore, ma non mi sembra la canzone di quando muore il Libano.
Datemi spiegazioni xD. Grazie


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