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Libri – “Dizionario dei comici e del cabaret” 16/11/2008

Posted by Antonio Genna in Humour, Libri.
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dizionariodeicomiciE’ da poco disponibile in libreria il nuovo “Dizionario dei comici e del cabaret” (Garzanti, 626 pagine brossurate, prezzo di copertina 25,50 €), curato dal milanese Giangilberto Monti, un’opera originale che finora mancava nel nostro Paese e che si propone di classificare e raccogliere la comicità italiana in più di 530 schede, dai precursori fino alle nuove generazioni televisive, dall’Italia di fine Ottocento ad oggi, comprendendo i nomi più famosi e quelli dimenticati, compresi i caratteristi e le spalle che hanno contribuito alla fama di artisti più rinomati.
Da Totò e Peppino De Filippo a Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, da Gino Bramieri e Franca Valeri a Gigi Reder e Aroldo Tieri, fino a nomi più noti alle generazioni attuali come Teo Teocoli, Diego Abatantuono, i Gatti di Vicolo Miracoli, Zuzzurro e Gaspare, Corrado Guzzanti, Gigi Sabani e Daniele Luttazzi: per ciascuno è presente una scheda biografica con note sulla carriera artistica, non trascurando i principali sketch, battute e tormentoni, le partecipazioni teatrali e cinematografiche, i premi e le critiche ricevute; inoltre, aneddoti e curiosità contribuiranno ad offrire uno sguardo diverso alla storia e alla produzione di numerosi artisti elencati.
A seguire, la presentazione del Dizionario e del suo curatore indicata nel risvolto di copertina.

Ad affollare le pagine di questo “Dizionario dei comici e del cabaret” sono oltre cinquecento maestri della risata. Ci sono le star più celebri, ma anche molti nomi dimenticati, spalle e caratteristi che hanno arricchito il repertorio. È un vero e proprio esercito di comici che hanno divertito generazioni di italiani, dalla fine dell’Ottocento a oggi. Grazie a loro, e con loro, abbiamo riso delle nostre piccole e grandi disgrazie, dei molti vizi e delle rare virtù nazionali. Dalle tavole del palcoscenico hanno sbeffeggiato il Palazzo fino a farlo tremare (attirando spesso la censura), da Petrolini a Cecchelin, da Grillo a Luttazzi e alla Guzzanti. Hanno dato corpo e voce alle nostre anime dialettali, ma anche alle nevrosi della vita metropolitana e alle angosce del postmoderno. Dalle radici nel café-chantant e nel tabarin ai fasti dell’avanspettacolo e del varietà, dai cabaret metropolitani ai trionfi sul grande e sul piccolo schermo, in questo “Dizionario” sfilano biografie spesso avventurose, talenti irripetibili, successi e fischi, trucchi e battute, esordi folgoranti e carriere esaltanti. Ci sono naturalmente le grandi star, da Totò e Peppino a Chiari a Manfredi, Gassman e Tognazzi, e poi le invenzioni fanciullesche e surreali di un Rascel e gli irresistibili “barzellettieri” Dapporto e Bramieri. Ma ci sono anche i precursori, che hanno aperto filoni inediti, come Nicola Maldacea, l’inventore della macchietta, oppure Franca Valeri, Paolo Poli e i Gobbi, che danno alle nostre risate una venatura più intellettuale. Esplodono la generazione del Derby, con Cochi e Renato e Villaggio-Fantozzi, e le diverse onde dello Zelig. Ci sono i varietà radiofonici e televisivi ma anche “Drive In!” e la Gialappa’s. C’è la comicità al femminile della Littizzetto e di “Sconsy”, e la delicata napoletanità di Massimo Troisi. C’è chi ha saputo contaminare musica e risate, come la Banda Osiris oppure Elio e le Storie Tese. Ci sono gli “irregolari”, cresciuti fuori da ogni scuola, come Alessandro Bergonzoni. Perché quella della comicità all’italiana è una tavolozza dai mille colori, che continua ad arricchirsi di sfumature e invenzioni. Fino a raggiungere il successo internazionale. Basti pensare ai registi-interpreti che hanno fatto grande la commedia all’italiana (De Sica e Sordi) o agli attori che figurano in film da Oscar (Anna Magnani, i “comedians” di Mediterraneo e soprattutto il Roberto Benigni regista e protagonista della “Vita è bella”). Senza naturalmente dimenticare il genio di Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura.

L’AUTORE
Chansonnier e autore di origini milanesi, Giangilberto Monti ha all’attivo oltre dieci album, dall’esordio con L’ordine è pubblico? (1978) al recente Ce n’est qu’un début (2007). Diplomato in mimo e teatro (ma è anche ingegnere), nei primi anni Ottanta studia interpretazione vocale con Cathy Berberian e recita con Franca Rame e Dario Fo, del quale metterà in scena l’intero repertorio musicale con la jazzista Laura Fedele. Collabora con l’ambiente dello Zelig di Milano, scrivendo per Aldo Baglio, Giovanni Storti, Marco Della Noce, Cesare Gallarini e i Fichi d’India. Dopo una lunga ricerca sulla canzone d’autore italiana (Dizionario dei cantautori, Garzanti, 2003, n.e. 2005, firmato con Veronica Di Pietro) e quella francese (traduce brani di Léo Ferré, Serge Gainsbourg e Boris Vian, che escono anche su CD) scrive radiodrammi, come La Belle Époque della Banda Bonnot (2004) e mette in scena ironici recital, sempre in bilico fra musica e teatro.

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