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Cinema futuro (510): “Passengers – Mistero ad alta quota” 30/11/2008

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Passengers – Mistero ad alta quota”

Uscita in Italia: 5 dicembre 2008
Distribuzione: Moviemax

passengersTitolo originale: “Passengers”
Genere: thriller
Regia: Rodrigo García
Sceneggiatura: Ronnie Christensen
Musiche: Ed Shearmur
Uscita negli Stati Uniti: 24 ottobre 2008
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Anne Hathaway, Patrick Wilson, Andre Braugher, Dianne Wiest, David Morse, Clea DuVall, Don Thompson, William B. Davis, Ryan Robbins

La trama in breve…
In seguito ad un orribile disastro aereo la giovane psicoterapeuta Claire Summers (Anne Hathaway) viene invitata dal suo mentore (Andre Braugher) ad offrire supporto psicologico alle uniche dieci persone sopravvissute all’incidente.  L’incarico di Claire si complica ulteriormente quando conosce Eric (Patrick Wilson), uno dei passeggeri, che rifiuta il suo aiuto e sfrutta l’incidente per corteggiarla apertamente, mentre Claire cerca con tutte le sue forze di mantenere un distacco professionale. Nel frattempo, gli altri pazienti tentano di mettere a confronto quello che ricordano dell’incidente, ma i loro ricordi sembrano non corrispondere alle spiegazioni ufficiali rilasciate dalla linea aerea. Proprio quando nelle loro memorie inizia a riaffiorare il ricordo di un’esplosione in volo, i passeggeri cominciano a sparire misteriosamente e Claire sospetta che dietro alla loro scomparsa ci sia proprio la compagnia aerea. Determinata a scoprire la verità, Claire si troverà sempre più coinvolta in una cospirazione, oltre che nella relazione con Eric, in un’escalation che cambierà per sempre i loro destini.

Note di produzione
“Si tratta di un film sulla negazione”, spiega lo sceneggiatore Ronnie Christensen.  “Non importa quale sia lo scenario della tua vita, non importa quanto possano andare male le cose, la verità prima o poi viene sempre a galla”. Per Christensen, la verità che ha ispirato Passengers è stata la paura della paternità, quando si è trovato ad affrontare la nascita del suo primo figlio.  La paura di quel momento che ti cambia la vita per sempre si è tradotta nell’idea di un incidente aereo: “una delle situazioni più terrorizzanti del mondo”, attraverso la quale emerge un amore che è testimonianza di verità.  “Ho avuto molta paura quando è nato il mio primo figlio”, racconta Christensen.  “Ho scritto una storia d’amore, ho creato un amore che trascende ogni confine, è l’amore il solo elemento di continuità della storia”.
La produttrice Keri Selig, che da lungo tempo è amica di Christensen, approfondisce la metafora:  “Ronnie era terrorizzato all’idea di diventare padre, perchè la vita a cui era abituato sarebbe cambiata per sempre.  Passengers rappresenta la morte e l’inizio di una nuova vita: la morte dopo la vita”.
Christensen, che aveva già lavorato precedentemente con Selig e i suoi partner, Matthew Rhodes e Judd Payne, in altri progetti, ha dato loro Passengers quasi per caso.  I tre produttori lo hanno letto una domenica e il lunedì successivo hanno deciso che sarebbe stato un progetto che valeva la pena sviluppare.  Quello che li ha colpiti è stato il finale a sorpresa:  “Non eravamo preparati”, ricorda Rhodes, “non sapevamo quale grande sorpresa ci aspettasse. E’ questo che ci ha attratto del film”.
Il progetto è stato venduto alla Mandate Pictures e poi i produttori si sono messi alla ricerca di un regista.  Selig aveva appena visto  Le Cose che So di Lei di Rodrigo Garcia ed era convinto che fosse lui il regista più adatto per Passengers.  “Sono andato alla Mandate e ho detto a tutti, ‘E’ lui il nostro regista.’  Non è stata la scelta più ovvia, ma per me lui è capace di andare a fondo nei personaggi; il suo lavoro è squisito.  Ho chiamato il suo agente e ho pregato che lei e Rodrigo leggessero la sceneggiatura. E’ trascorso un mese senza risposta, perciò ho iniziato a chiamare ogni giorno, alla fine, lei gli ha dato la sceneggiatura solo per togliermi di torno. E il giorno dopo averla letta mi ha chiamato e mi ha detto di sì”.
“Rodrigo aveva appena finito di girare 9 Vite da Donna“, aggiunge Judd Payne.  “Il film non era ancora uscito, ma siamo comunque riusciti a vederlo: le performance erano incredibili. Sapevamo che lui avrebbe attratto un cast fenomenale”.
Garcia afferma di aver trovato la sceneggiatura molto affascinante: “ma sono stati gli eventi che si succedono nelle ultime venti pagine della sceneggiatura a catturarmi veramente”, spiega il regista.  “La storia è molto forte, molto  emozionante, e ho una preferenza per le storie in cui ci sono dei personaggi principali femminili. E’ una storia d’amore molto forte, ma è anche un thriller e una storia di cospirazione: è molto ben bilanciata”.
La sceneggiatura è arrivata all’attenzione di Anne Hathaway, che ha subito accettato di interpretare il ruolo di Claire. Hathaway “adorava l’idea di interpretare una ragazza incapace di vivere pienamente la sua vita, imprigionata dalla sua stessa paura.  Claire sa di avere talento, cerca di apparire adulta, ma, allo stesso tempo, si rifiuta di confrontarsi con le proprie emozioni: E’ una giustapposizione  fantastica. Nel film c’è tutto: azione, amore, crescita personale. E’ un grande film, un classico, ma allo stesso tempo è uno studio del carattere.  Ho pensato che unisse il meglio dei due mondi”.
Dopo il loro primo incontro, Hathaway era anche molto contenta all’idea di lavorare assieme a Garcia,.  “Mi sono letteralmente innamorata di  Rodrigo al nostro primo incontro”, afferma con calore Hathaway.  “Abbiamo parlato a lungo dei grandi temi della vita, della morte, dell’amore e dell’integrità. In genere sono molto timida all’inizio e riuscire a parlare così liberamente con qualcuno che non conoscevo è stato molto emozionante; ho pensato: se riesco a dire a lui tutte queste cose di me, mi sentirò a mio agio anche ad interpretare un personaggio che deve affrontare tutte le cose di cui stiamo parlando. E’ un uomo incredibilmente piacevole, divertente e dolce . Voglio fare tutti i miei film con lui”.
Con Garcia e Hathaway a bordo il progetto è definitivamente esploso:  “Ci siamo svegliati la mattina successiva e siamo stati inondati di telefonate”, spiega Matthew Rhodes.  “Siamo stati catapultati nella pre-produzione del film”.
“Il problema era che avevamo dei tempi molto stretti perchè Anne doveva girare un altro film dopo di questo”, racconta Rhodes. Con così poco tempo a disposizione i produttori hanno dovuto iniziare immediatamente il casting per trovare gli altri attori del film.  “Siamo stati fortunati ad avere Rodrigo”, dice il produttore Keri Selig, “perché grazie a lui abbiamo ottenuto tutti gli attori che avevamo scelto”.
Gli attori in questione sono Patrick Wilson, Dianne Wiest, Clea DuVall, David Morse, e Andre Braugher.
Nel frattempo, Garcia e i produttori si sono recati a Vancouver, in Canada, per iniziare la fase di pre-produzione. Era inverno, faceva freddo e pioveva e sebbene la nostra decisione di girare a nord dipendesse da ragioni economiche”, spiega la produttrice Keri Selig, “sono molto felice di questa scelta.  Il nostro film è molto grigio e piovoso, perciò il tempo di Vancouver era perfetto”.
Il Direttore della Fotografia Igor Jadue-Lillo racconta, “Le condizioni atmosferiche preoccupavano tutti, ma per me erano perfette. Con tutti quei cieli incredibili e drammatici e quella luce fantastica. Ogni volta che pioveva ero felice; la pioggia è stata di grande aiuto per la  creazione di questo mondo”.
Diversamente da molti altri film girati a Vancouver, questa produzione ha deciso di non nascondere la città.  “Ho incoraggiato David Brisbin, il nostro scenografo, a mettere in risalto la città.  David ha fatto un ottimo lavoro, ha creato una ‘Vancouver eterea”.
“David Brisbin ha fatto un lavoro straordinario”, aggiunge Lynn.  “Ha usato grande cura, sia per quanto riguarda i particolari più minimi, come ad esempio gli oggetti che si trovano nell’appartamento di Eric, sia per quelli più grandi, come l’enorme fusoliera dell’aeroplano.  A David interessa come il design possa essere messo al servizio del film, non il contrario. Inoltre è un ottimo collaboratore, un vero artista e un gentleman”.
“Alcuni registi”, spiega David Morse, “sono come dei generali al comando di una nave e pensano che tutto accada secondo la loro volontà. Alcune volte abusano delle persone per ottenere quello che vogliono. Fanno un buon lavoro, con molti di loro tornerei a lavorare, ma non è sempre piacevole lavorare in quel tipo di film. Con Rodrigo non avviene nulla di tutto questo. Non impone niente a nessuno e tutti lo adorano. E’ un ambiente molto creativo”.
La produttrice Julie Lynn, che ha lavorato assieme a Rodrigo in diversi progetti, osserva che “Ciò che fa di Rodrigo un buon regista è il fatto di essere sempre aperto alla collaborazione, senza però rinunciare alla sua visione. Non ha paura delle idee nuove. E allo stesso tempo è molto sicuro di se. Avere qualcuno che è aperto alla collaborazione ma che allo stesso tempo ha una visione molto determinata è un’ottima combinazione, rende piacevole venire a lavoro”.
Con solo 40 giorni a disposizione per le riprese, una collaborazione di questo tipo è stata essenziale.  “E’ stata una sfida”, ammette il Direttore della Fotografia Igor Jadue-Iillo.  “Abbiamo girato non-stop.  Ma devo dire che abbiamo ottenuto tutto quello di cui avevamo bisogno”.
Sono state due scene in particolare a necessitare del maggiore impegno da parte della troupe. La scena del disastro aereo e quella in cui Eric si trova in mezzo a due treni che viaggiano in direzioni opposte a forte velocità.  Per queste due scene Garcia si è affidato allo scenografo David Brisbin, al coordinatore agli effetti speciali Jak Osmond, e al  supervisore agli effetti speciali Doug Oddy della Vancouver’s Technicolor Creative Services.
La scena del disastro, è stata molto complessa, un mix di riprese dal vivo e di computer animation.  “spiega Doug Oddy.  “Abbiamo girato per un giorno intero da un elicottero, riprendendo  l’aereo da diverse angolazioni, la parte frontale, quella laterale, i finestrini; poi abbiamo unito il tutto con un’ala e un motore digitali in fiamme. Nel film l’intero fianco dell’aereo viene squarciato e vediamo l’orizzonte avvicinarsi sempre di più. Questo è uno degli aspetti unici di questo incidente aereo: ogni singola ripresa è effettuata dall’interno della fusoliera, fino al momento stesso dell’impatto”.
Oddy rende merito al regista per aver scelto questa particolare prospettiva. “Prima di parlare con il regista, pensavamo alla scena in un modo completamente diverso”, racconta Oddy.  “Non sapendo come possa apparire lo schianto di un  737, tendevamo a fare riferimento agli altri film. Ma dopo aver parlato con Rodrigo, abbiamo preso una direzione del tutto diversa: Lui aveva una visione molto più realistica della nostra.”
“Volevamo che il film fosse realistico”, spiega il regista Garcia.  “Quello che accade nell’aereo è scioccante e traumatico e abbiamo immaginato come potessero essere gli ultimi momenti di quelle persone”.
L’altro grande scenario è stato quello ideato per la sequenza in cui Eric si trova in mezzo a due treni che viaggiano in senso opposto, un’altra sequenza complessa che integra riprese dal vivo e animazione al computer. Questa scena era troppo pericolosa per girare interamente dal vivo, oltre che, come dice Doug Oddy, “tecnicamente difficile da controllare, poiché la location di per sé è un posto scomodo e pericoloso e perchè è molto difficile fermare dei treni in movimento.
“Perciò abbiamo deciso di ricorrere a dei treni digitali. Abbiamo combinato un po’ di green screen, alcuni effetti di luce, e a questo abbiamo aggiunto gli effetti speciali (il vento generato dai treni in movimento). La sequenza che abbiamo messo insieme funziona molto bene. In pratica, abbiamo usato due treni in movimento e un treno statico”.
Tutti concordano che sarà il finale a sorpresa del film a catturare veramente l’immaginazione degli spettatori, non solo per lo shock che provocherà in loro, ma perchè susciterà la sensazione di aver visto un film totalmente diverso da quello che ci si aspettava.  “E’ come un pugno nello stomaco”, conclude il  produttore Matthew Rhodes, “e poi all’improvviso  capisci che è una storia molto più grande di quanto hai immaginato. All’inizio pensi di vedere un thriller che ti tiene col fiato sospeso, alla fine, però, ripensi a tutto quello che hai visto e ti dici: ‘Ho appena visto una storia d’amore bellissima.’  E’ di questo che ci siamo innamorati, è questo il motivo che ci ha spinti a fare il film”.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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