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Cinema futuro (527): “La Duchessa” 23/12/2008

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“La Duchessa”

Uscita in Italia: 24 dicembre 2008
Distribuzione: BIM

laduchessaTitolo originale: “The Duchess”
Genere: drammatico
Regia: Saul Dibb
Sceneggiatura: Jeffrey Hatcher, Anders Thomas Jensen e Saul Dibb (basato sul libro “Georgiana, Duchess of Devonshire” di Amanda Foreman)
Musiche: Rachel Portman
Uscita in Gran Bretagna: 5 settembre 2008
Sito web ufficiale (G.B.): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Keira Knightley, Ralph Fiennes, Charlotte Rampling, Dominic Cooper, Hayley Atwell, Simon McBurney, Aidan McArdle, John Shrapnel

La trama in breve…
Ambientato alla fine del ‘700, La Duchessa è la storia della bella e sofisticata Georgiana Spencer, la donna più affascinante della sua epoca.
Famosa per la sua bellezza e il suo fascino, divenne un personaggio controverso per i suoi gusti stravaganti e la sua passione per il gioco e per l’amore. Andata in sposa giovanissima al più anziano e freddo Duca del Devonshire, amica intima di ministri e principi, Georgiana fu un’icona dell’eleganza, una madre devota, un’abile attivista politica, e la beniamina della gente comune. Ma al centro della sua storia c’è soprattutto una disperata ricerca dell’amore.
Dalla relazione appassionata e infelice di Georgiana con il Conte Grey, al complicato ménage à trois con il marito e con la sua migliore amica, Bess Foster, La Duchessa racconta una storia molto attuale, che parla di fama, notorietà e bisogno d’amore.

Introduzione
La Duchessa è interpretato da Keira Knightley (I pirati dei Caraibi, Orgoglio e pregiudizio, Espiazione) nel ruolo della Duchessa; Ralph Fiennes (Schindler’s List – La lista di Schindler, The Constant Gardener – La cospirazione) nei panni di suo marito, il Duca; Hayley Atwell (The Line of Beauty, Brideshead Revisited) nei panni della sua migliore amica, Lady Elizabeth Foster; e Dominic Cooper (History Boys, Mamma Mia) nel ruolo del suo amante, Charles Grey.
Il film è diretto da Saul Dibb (Bullet Boy, The Line of Beauty) e prodotto da Michael Kuhn per Qwerty Films, e da Gabrielle Tana per Magnolia Mae Productions. Scritto da Jeffrey Hatcher (Casanova, Stage Beauty), il film è tratto dalla biografia storica “Georgiana. Vita e passioni di una duchessa nell’Inghilterra del ‘700”, il best-seller di Amanda Foreman.

Storia della produzione
Georgiana Spencer nasce ad Althorp nel 1757. A 17 anni diventa la Duchessa del Devonshire e signora di Chatsworth House. Grazie al potere e alla ricchezza del Duca, Georgiana balza all’attenzione del pubblico, e diventa la regina dell’alta società, ammirata e insieme criticata dalla stampa che ne fa una caricatura. Finisce addirittura per ispirare il personaggio di Lady Teazle nella commedia del drammaturgo Richard Sheridan “The School for Scandal”. Alleandosi con il politico Charles James Fox, diventa una figura di spicco nel partito dei Whig, di cui promuove la causa nelle elezioni del 1784. Il suo successo pubblico, però, nasconde una vita privata piena di sofferenza e un matrimonio senza amore. Il Duca del Devonshire è manifestamente insensibile al fascino della moglie e le preferisce la sua migliore amica, Lady Elizabeth Foster, che riesce a insinuarsi nel suo letto e nel suo cuore. Georgiana si getta allora in un’appassionata relazione con Charles Grey, e quando resta incinta di lui viene mandata in esilio dal Duca. Al suo ritorno, continuerà a vivere con il Duca, per molti anni, in un tormentato ménage à trois con l’amica Bess.
La Duchessa è tratto dal libro di Amanda Foreman “Georgiana. Vita e passioni di una duchessa nell’Inghilterra del ‘700” (Georgiana – Duchess of Devonshire), che ha vinto il premio Whitbread per la Migliore Biografia nel 1997, ed è rimasto per mesi nella classifica dei best-seller. La produttrice Gaby Tana è riuscita ad assicurarsi i diritti del libro subito dopo la sua pubblicazione, nel 1998. “Conoscevo Amanda da tempo, da prima che scrivesse il libro, e quando l’ho letto mi è sembrato stupendo, e perfetto per una trasposizione cinematografica. Come amica, mi trovavo in una posizione privilegiata, perché erano in molti interessati al libro. Ad Amanda è piaciuto il taglio che volevo dare al film, e ci è stata di grande aiuto fin dall’inizio, perché conosce talmente bene quei personaggi, che quando te ne parla è come se si materializzassero davanti ai tuoi occhi.”
La produttrice è rimasta molto colpita da Georgiana. “La Duchessa è un personaggio di grande spessore e intensità. A prima vista sembra avere tutto, ma non è affatto così – paga un prezzo molto alto per i suoi privilegi. E’ una donna molto intelligente e originale, in un certo senso un’antesignana delle donne emancipate, impegnata sul fronte politico e sociale. Ma accanto a lei, c’è anche la giocatrice compulsiva, che perde milioni e milioni di sterline. Georgiana è una donna piena di contraddizioni, e probabilmente è proprio questo che rende interessante la storia. I suoi conflitti interiori ne fanno un personaggio davvero sorprendente.”
Il libro della Foreman copre tutta la vita di Georgiana, ma Gabrielle Tana non voleva fare un biopic. “Era una biografia fantastica, ma a noi non interessava la storia della sua vita. Volevamo fare un film con un suo taglio originale. Alla fine, abbiamo deciso di concentrarci sul matrimonio e su un particolare periodo del matrimonio. Nonostante la vicenda sia ambientata nel ‘700, le analogie con il presente sono indiscutibili: quella di Georgiana è una storia senza tempo, valida oggi come allora. E’ incredibile… Ti rendi conto che la gente ha sempre avuto gli stessi problemi. E’ questo l’aspetto che ci ha colpito di più, ed è anche il motivo per cui crediamo che il film possa piacere al pubblico di oggi.”
La Foreman, che è stata consulente della produzione, ha rinunciato volentieri a esercitare un controllo sul film. “Una delle cose che i produttori temono di più”, spiega, “è la reazione dello scrittore quando scopre che il suo libro non è stato tradotto fedelmente, parola per parola. In realtà, questo accade raramente, e la maggior parte degli scrittori sanno che quella che vedono sullo schermo è la drammatizzazione della verità. Il libro è un viaggio letterario, il film è un’esperienza del tutto diversa – è un viaggio emotivo. Alla fine, il film che è stato realizzato mi è sembrato molto fedele al libro, e alla vita di Georgiana.”
I produttori Gabrielle Tana di Magnolia Mae e Michael Kuhn di Qwerty hanno scelto Saul Dibb per dirigere il film. “E’ venuto a trovarci e ha detto tutte le cose giuste”, racconta Gabrielle. “Condivideva il nostro approccio al film – anche lui voleva fare un film d’epoca che avesse una rispondenza contemporanea. Ha dato un grosso contributo alla sceneggiatura e si è rivelato in ogni momento all’altezza della situazione.”
Saul Dibb vedeva alcune analogie tra questa storia e quella del suo apprezzato esordio cinematografico, Bullet Boy. “Sono due tragedie, per così dire, incentrate su due giovani che si trovano in un momento cruciale della loro vita e cercano disperatamente di liberarsi dalle costrizioni sociali di cui sono schiavi. Quando mi hanno spedito il copione non avevo alcuna intenzione di girare un film d’epoca: i film inglesi in costume con cui sono cresciuto non sono esattamente il mio genere. Ma questo mi è sembrato subito diverso. Era la storia complessa e tormentata di una donna vittima di un matrimonio combinato. Una storia di grosso impatto emotivo, e non solo una visione nostalgica della vecchia Inghilerra – una trappola in cui, secondo me, cadono molti film d’epoca.”
Dibb intendeva sfruttare l’ambientazione per avvicinarsi il più possibile al cuore della storia. “Volevo girare questo film esclusivamente dal punto di vista di Georgiana, concentrarmi sulla sua storia e sul suo percorso per riuscire a mettermi nei suoi panni e capire a fondo quella situazione. Volevo fare qualcosa di intimo. Venendo dai documentari, e da Bullet Boy, mi interessava rendere quel mondo irreale il più reale possibile, e ho cercato di sfrondarlo da tutti gli strati che potevano distrarre lo spettatore – il linguaggio, le scene, i costumi o il trucco –  per rappresentare persone reali coinvolte in relazioni complesse.”
I produttori sono consapevoli della fortuna che hanno avuto assicurandosi la presenza di Keira Knightley. “Un uccellino mi ha detto che proprio in quel momento stava cercando un film da fare”, spiega Gaby Tana. “E’ rarissimo che succeda una cosa del genere, così abbiamo colto l’occasione al volo. E’ stato un caso fortuito, un tempismo perfetto – in quel momento lei era libera, e la storia l’ha convinta. Mi è giunta voce che sul set leggesse il libro. Georgiana aveva colpito la sua immaginazione, eKeira era perfetta per quel ruolo.”
La sceneggiatura, il libro e il ruolo erano una combinazione vincente, per la Knightley. “La sceneggiatura era veramente interessante, e con un ruolo femminile molto forte. Quando ti offrono un film così, non te lo lasci scappare. Avevo già interpretato film tratti da romanzi, ma mai da una biografia. Mi sembrava che il personaggio della sceneggiatura e quello del libro fossero molto diversi fra loro. Il libro è veramente straordinario, se ne potrebbero trarre dieci, di film. La sceneggiatura, invece, si concentra su un tema specifico: la storia di un matrimonio infelice. Io credo che qualsiasi attrice sarebbe entusiasta di interpretare Georgiana: è un personaggio fantastico, una donna così piena di voglia di vivere.”
Per Saul Dibb il casting è stato fondamentale. “Trovare gli attori in grado di incarnare i personaggi di una storia è sempre la fase più impegnativa di un film. Noi eravamo molto ambiziosi: volevamo assolutamente trovare due protagonisti tra cui ci fosse quella strana alchimia che c’è fra il Duca e la Duchessa della storia. Quando abbiamo visto Keira e Ralph per la prima volta insieme nello screen test, ci sono subito sembrati la perfetta incarnazione dei loro personaggi, e ho provato un senso di euforia. Sono una coppia davvero insolita – ed era proprio questa l’idea che volevo trasmettere, nel film.”
Dibb è entusiasta della sua protagonista: “Credo che Keira incarni molte delle caratteristiche di Georgiana. E’ incredibilmente intelligente, è bellissima ed è famosa. Ha una sua fragilità, ma anche un lato molto aperto e appassionato. E’ una ragazza colta, e capisce le idee e i sentimenti di Georgiana. E’ molto difficile trovare tutte queste caratteristiche in una sola persona. Non è uno scherzo convincere il pubblico a identificarsi con una giovane donna bella e ricchissima dell’alta società inglese di due secoli fa… Era questa la sfida più difficile: aiutare il pubblico a riconoscersi in una realtà così diversa dalla propria e a capire i problemi che una persona come Georgiana doveva affrontare. Credo che Keira ci sia riuscita benissimo.”
La Knightley è rimasta colpita dal talento e dalla forza di persuasione di Dibb. “Avevo visto Bullet Boy e mi era sembrato un film diretto e recitato in modo magistrale. Mi aveva molto colpito. Mi sembrava un’idea interessante quella di chiamare un regista così ‘contemporaneo’, che aveva fatto un film sulle gang del ghetto nero londinese, a dirigere un film come questo. La verità è che ho letto la sceneggiatura, l’ho incontrato e mi è piaciuto molto. Dopodiché lui mi ha mandato alcune grandi piume di struzzo bianche. A quel punto ho pensato: ‘Andiamo! Un uomo che ti spedisce piume di struzzo legate con un nastro dorato è uno con cui vale la pena di lavorare!'”
Per il protagonista maschile, il Duca del Devonshire, la scelta è caduta su Ralph Fiennes. I produttori hanno dovuto faticare per convincerlo ad accettare il ruolo. “Il Duca era lui”, spiega la produttrice Gaby Tana. “Non credo che Ralph volesse fare un altro film in costume, e non è stato facile convincerlo. Ma noi eravamo determinati a non mollare.”
Per Fiennes era fondamentale che il personaggio avesse un suo spessore. “Sulla carta, il Duca poteva apparire un personaggio piatto, stereotipato”, spiega il regista Saul Dibb, “una sorta di cattivo da fumetto, il prototipo dell’aristocratico inglese represso. E quando ho spedito il copione a Ralph questa cosa mi preoccupava molto. Invece, credo che a Ralph la sceneggiatura sia piaciuta molto, e che abbia colto subito le grandi potenzialità dei personaggi. Voleva essere sicuro di poter lavorare sul suo personaggio, e capire chi fosse veramente il Duca, al di là della figura enigmatica e spietata che appariva sulla carta. Per questo sapevo che Ralph era la scelta più giusta: ha cercato sempre di evitare l’ovvio in ogni scena, e di rendere il personaggio e l’interpretazione più sottili e sfaccettati.”
Fiennes ha visto il Duca come una figura complessa, prigioniera dei codici di comportamento dell’epoca: “Ho sempre qualche riserva sui film drammatici in costume, ma questo mi è piaciuto, e la storia mi sembrava buona”, osserva l’attore. “Il personaggio del Duca mi piaceva molto, e ero convinto che l’interpretazione potesse dargli una dimensione in più. Sulle prime, sembra un uomo anaffettivo, freddo, insensibile e crudele, ma è anche un uomo del suo tempo. E’ il prodotto di certi valori – e noi dobbiamo capire quei valori, non limitarci a liquidarli in modo semplicistico.”
Parlando del rapporto del Duca con la Duchessa, Fiennes osserva: “Lei è una ragazza ingenua e affettivamente disponibile che il Duca sposa grazie a una specie di matrimonio combinato. Probabilmente, lui nel profondo le vuole bene, ma è legato a un sistema di valori e di tradizioni che ritiene importanti. Agli occhi di uno spettatore del duemila può apparire come un ipocrita, ed essere giudicato ed etichettato sommariamente. Io ho cercato di capirlo alla luce dei valori del suo tempo.”
I co-protagonisti hanno tutti contribuito a fare emergere le complessità del rapporto tra il Duca e la Duchessa sullo schermo. “Non volevamo che risultasse evidente fin dall’inizio che questo matrimonio non poteva funzionare”, spiega la Knightley. “Secondo me, se avessimo presentato subito il Duca come il cattivo e Georgiana come la buona, la storia non sarebbe mai risultata interessante. A me sembrano piuttosto due personalità incompatibili, che non si capiscono. Georgiana poteva essere un vero incubo e il Duca non sapeva come prenderla. E la dinamica che si crea fra due persone che non sono fatte per stare insieme è sempre interessante.”
Fiennes è rimasto molto colpito dalla giovane attrice. “Avevo appena visto Espiazione, che mi era piaciuto molto… e sapevo che Keira ha un talento straordinario. E’ una ragazza dolce e allo stesso tempo estremamente professionale, concentrata e disciplinata, in grado di rendere una ricchissima gamma di sfumature emotive. Ha una dote rara: anche quando sembra che non stia facendo niente, il suo volto, i suoi occhi sono sempre attraversati da pensieri e sentimenti. E’ un piacere lavorare con lei.”
“Per i personaggi della Duchessa, del Duca e di Lady Spencer”, spiega il regista, “volevamo tre attori carismatici, perché dovevano rappresentano figure carismatiche dell’epoca. Per questo ci sembrava giusto puntare su attori che avessero già una loro fama e autorevolezza conclamate. Charlotte Rampling ha una presenza forte e leggermente inquietante sullo schermo e mi sembrava che somigliasse molto a Keira – nella figura e nei modi. Per Bess e Grey, invece, volevamo attori meno conosciuti, che non fossero immediatamente riconoscibili. Avevo lavorato con Hayley in “The Line of Beauty” (un film tv), e ero convinto che fosse perfetta per il ruolo di Bess. E’ una grande attrice. La sua forza è che non sai mai cosa ci sia veramente dietro il suo sguardo. E io volevo proprio che il pubblico, guardando Bess, non fosse mai sicuro di quale fosse il suo piano: un piano ce l’ha, ma non deve risultare evidente. Hayley è anche una donna molto attraente, dotata di un fascino un po’ diabolico, che intriga.”
“La sceneggiatura mi è piaciuta moltissimo”, spiega la Atwell, “e la storia mi ha commosso, soprattutto perché era vera. Bess potrebbe essere vista unicamente come una donna calcolatrice e intrigante, ma ho letto un libro sulla sua vita che si intitola “Elizabeth and Georgiana” e che ne da un’immagine molto più sfaccettata. Bess era una persona complessa e tormentata che cercava di sopravvivere in una società ostile alle donne. Tutto quello che voleva era riavere i suoi figli. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per i suoi figli, e questo mi è sembrato meraviglioso.”
Amanda Foreman è stata consulente della produzione. “Avevo un duplice compito: ero a disposizione degli attori nel caso che avessero voluto sapere qualcosa di più di un personaggio – della sua infanzia, di quello che poteva aver provato in una certa circostanza, eccetera; e dovevo dare indicazioni su alcuni aspetti del mondo settecentesco – come camminava la gente, come parlava… Devo dire che gli straordinari interpreti di questo film non hanno avuto un gran bisogno di aiuto, ma io sono stata felice di rendermi utile, e loro di poter contare su di me.”
Saul Dibb è rimasto molto colpito da come i suoi attori hanno saputo calarsi in quel periodo storico e nei loro personaggi. “Keira ci ha messo tutta se stessa per cercare di capire questa donna e rappresentare la sua storia. E’ un’attrice che si impegna molto, e ha fatto un grosso lavoro di ricerca. Ha letto più di una volta il libro di Amanda Foreman, ma non solo: ha studiato anche tanti altri testi che ha trovato da sola. Ralph ha fatto esattamente la stessa cosa. Ha tappezzato le pareti della sua roulotte di immagini di duchi del Settecento, e ascoltava solo musica di quel periodo. Sono cose che aiutano un attore a capire come fosse la vita in quell’epoca.”
La Knightley ha anche voluto visionare alcuni reperti dell’archivio di Georgiana, custoditi a Chatsworth. “Sono stata molto fortunata”, racconta. “Mentre giravamo a Chatworth, l’attuale Duchessa del Devonshire mi ha mostrato lettere, gioielli e quadri di Georgiana, e tutte le note dei creditori che testimoniano quanti debiti avesse. Prima di morire, Georgiana aveva vissuto col terrore che il marito scoprisse il reale ammontare di quei debiti, convinta che avrebbe divorziato e l’avrebbe cacciata via. In realtà, quando dopo la morte di Georgiana il Duca scoprì la somma dovuta, disse soltanto: ‘Tutto qui?’ C’è qualcosa di incredibilmente triste nella sua storia: in fondo è una vittima di se stessa, della propria innocenza, di chi l’ha usata per il proprio tornaconto. Ma la cosa bella di questa storia è che Georgiana non si lascia scoraggiare – trova il modo di vincere la sua partita e riguadagnare un po’ di potere in un’epoca in cui alle donne era concesso davvero molto poco.”
Anche Fiennes si è documentato a fondo per capire il personaggio del Duca: “Ho letto il libro di Amanda Foreman, che è fantastico, ma non approfondisce la figura del Duca che resta enigmatica. Allora ho trovato un altro paio di libri su di lui e Bess Foster, e sono riuscito a capirlo meglio. Era un uomo molto riservato e introverso, di poche parole e che esternava poco in pubblico; ma la gente che lo conosceva lo riteneva un uomo estremamente colto e informato. Se c’era una discussione fra uomini, la sua opinione era sempre considerata quella conclusiva.”
Girato in nove settimane nell’autunno del 2007, il film è ambientato in tre principali location –la residenza londinese dei duchi, la Devonshire House; la loro casa di campagna, a Chatsworth; e la cittadina di Bath. Per ricostruire le case dei Duchi e altri ambienti del film sono state usate alcune magnifiche residenze di campagna inglesi, tra cui Kedleston Hall nel Derbyshire, il Bristol Old Vic Theatre, le Bath Assembly Rooms, Holkham Hall nel Norfolk, Osterley Park, il Greenwich Naval College e la Somerset House a Londra. Si è girato anche a Chatsworth, la residenza originaria della casata. Il Duca e la Duchessa attuali vivono ancora lì.
Girare in alcune delle più antiche e spettacolari residenze di campagna del paese ha aiutato gli attori a calarsi nei loro ruoli. Entrare in quelle case era come tornare indietro di secoli, e toccare con mano il mondo dei protagonisti del film. “Secondo me, girare nei luoghi reali e avere intorno la vera architettura dell’epoca è una cosa fantastica”, osserva Ralph Fiennes. “A parte la stanza in cui giri una scena, sei sempre circondato da librerie, corridoi, quadri, soffitti, giardini, panorami. Ti ci immergi completamente. Il fatto stesso di trovarti nella casa in cui ha vissuto una persona di quella levatura influisce sul tuo atteggiamento. E’ una reazione istintiva – assumi immediatamente la sicurezza e l’autorevolezza del luogo. La residenza di Chatsworth è stata ereditata, e per riuscire anche solo ad immaginare cosa significhi ereditare tanta terra – e tante persone, come i domestici – devi avere una mentalità completamente diversa da quella di oggi. E trovarti nel posto in cui tutto questo accadeva, aiuta.”
Aggiunge la Knightley: “E’ stato fondamentale girare nelle vere case, nei luoghi storici, scoprire per esempio quanto faceva freddo. E’ molto diverso da uno studio cinematografico. Hai la sensazione precisa di dove e come vivessero queste persone, delle proporzioni del loro mondo, assolutamente sorprendenti.”
Ma non la pensano così solo gli attori. “Abbiamo girato in alcune fantastiche residenze d’epoca inglesi”, osserva la produttrice, Gaby Tana, “e sembrava di rivivere quel periodo. Gli attori attraversavano quei saloni, e le vicende accadevano in quelle stanze. C’era qualcosa di molto viscerale e intenso, in tutto questo.”
La cosa più difficile è stata ricreare Devonshire House, la residenza londinese dei Duchi, che non esiste più. Mentre gli interni sono stati girati a Kedleston e Holkham Halls, gli esterni sono stati girati alla Somerset House di Londra. “Avevamo deciso fin dall’inizio di usare le vere location e non su set ricostruiti”, spiega il regista. “Queste location , i luoghi storici, erano fondamentali per il film, e abbiamo voluto sceglierli con cura. La Devonshire House era una casa grande, austera, una specie di fortezza. Per ricrearla abbiamo dovuto utilizzare diverse case. La prima è Kedleston Hall, che ha una sala da ballo straordinaria, e un’atmosfera di un certo tipo. La seconda è Holkham Hall nel Norfolk. Pur essendo state progettate da architetti diversi si somigliano, e credo che l’architetto che ha costruito Holkham avesse visto Kedleston e volesse fare qualcosa di simile. Combinando queste due case siamo riusciti a ricreare questa austera ma bellissima garçonnière del Duca. Doveva avere un look molto speciale.”
Georgiana è stata una lontana prozia di Diana Spencer, e per certi aspetti le loro storie presentano inquietanti analogie. “Le analogie ci sono, e sono molto reali”, osserva Gaby Tana, “soprattutto per quanto riguarda il loro rapporto con la stampa. Io credo che Georgiana sapesse bene come farsi pubblicità, e come usarla per fini politici. E’ stata probabilmente la prima ‘celebrità’ – così come potremmo intenderla oggi: quando appariva su un giornale, le copie andavano a ruba. Era un’icona della moda, inseguita dai vignettisti – i ‘paparazzi’ dell’epoca – ed era un’icona della moda che accendeva la fantasia della gente.”
“Georgiana era un incrocio tra Marilyn Monroe e Lady Diana”, aggiunge la Foreman. “Era una diva, una celebrità, ma anche una figura immensamente tragica. Era una donna molto timida in fondo, ma disperatamente bisognosa di attenzione. Anche molto intelligente e di talento, a modo suo. L’aspetto più attuale della storia di Georgiana, secondo me, sta nel fatto che era una donna alla ricerca di una sua identità quando tutti gli uomini intorno a lei, soprattutto nella stampa, volevano attribuirgliene una in cui non si riconosceva. Sia la principessa Diana che Georgiana erano donne intelligenti e potenti che sono state fatte a pezzi dalla stampa, e che poi hanno lottato per rimettersi in piedi e diventare le donne che volevano essere. Come Diana, Georgiana ha dovuto vivere sotto il severo scrutinio del pubblico. Oggi vedo Keira, ed è stupefacente come riesca a mantenere un contegno nonostante la continua attenzione mediatica cui è sottoposta – una cosa che anche Georgiana ha dovuto subire.”
“Non vogliamo raccontare la storia di Diana attraverso quella di Georgiana”, dichiara Dibb. “Ma sarebbe ingenuo pensare che la gente non sappia che Diana era una diretta discendente di Georgiana. Georgiana era una Spencer, e le analogie con la vita di Diana sono molte: come Diana si era sposata giovanissima, con un uomo complicato e distante, ed era diventata una celebrità. Dopo un po’ si era ritrovata a vivere un matrimonio a tre – anche se questa situazione si era venuta a creare in un modo molto diverso, e le persone erano diverse, quindi le analogie arrivano fino a un certo punto, poi si fermano. Le analogie stanno soprattutto nei momenti chiave della sua vita, più che nel personaggio. Se la gente vuole fare dei paragoni va bene, ma non volevamo in nessun modo raccontare la storia o manipolarla in modo da creare paragoni indebiti.”

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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