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Libri – “La mitologia a test” 01/01/2009

Posted by Antonio Genna in Libri, Quiz e giochi.
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lamitologiaatestVi propongo oggi, giorno di Capodanno, un altro volume di quiz, “La mitologia a test” (Alpha Test, 176 pagine; prefazione del comico Natalino Balasso; prezzo di copertina 11,50 €), scritto da Martina Treu e dedicato a chi vuole mettere alla prova le proprie conoscenze di mitologia.
Il volume presenta numerose domande e curiosità per verificare quanto ne sapete sui miti nelle varie culture, prevalentemente quella greca: i quesiti a scelta multipla sono suddivisi in capitoli a tema: “Origine e fine del mondo”, “Racconti di famiglia”, “Nascita, morte e resurrezione”, “Segreti e bugie”, “Delitto e castigo”, “L’eroe, le prove, il viaggio” e “Scherzi di natura: mostri, animali, ibridi”.
Vi propongo di seguito, per gentile concessione dell’editore, quattro domande scelte dalla sezione “Racconti di famiglia”, per avere un succoso assaggio di quanto troverete.

  1. Tra gli dèi greci Zeus è celebre per i suoi amori, che sono in realtà altrettante scappatelle extraconiugali e suscitano regolarmente le ire della gelosissima moglie, dea potente e vendicativa: chi è?
    A. Afrodite
    B. Era
    C. Danae
    D. Leda
  2. L’eroina mitica Medea dà il nome non solo a una tragedia di Euripide, ma anche a una serie televisiva olandese in sei puntate (trasmessa nel
    2005) diretta dal regista olandese Theo Van Gogh, ucciso tragicamente nel 2004. A questo nome esotico, sulla base di un’antica e difusa etimologia, è assegnato un preciso signifcato: quale?
    A. La luminosa
    B. La sapiente
    C. La ripudiata
    D. La superba
  3. Molto prima di  “Ghost”, il film del 1990 con Patrick Swayze e Demi
    Moore, una vedova inconsolabile del mito greco – Laodamia – trova una risorsa inaspettata per far fronte alla morte del marito. Quale?
    A. Un nuovo amore
    B. Una statua del marito
    C. I figli avuti da lui
    D. La preghiera
  4. Il mito ispira spesso designer e case produttrici di complementi
    d’arredo
    : tra gli altri Vico Magistretti crea la lampada Teti, il tavolino Elena e la sedia Selene (1969), oggi inclusa nell’esposizione permanente del MOMA di New York. In particolare, il nome di quest’ultima – come anche quello della casa produttrice Artemide – è legato nel mito a uno dei seguenti elementi naturali. Quale?
    A. La Luna
    B. La Via Lattea
    C. Il vento
    D. La terra

Di seguito le risposte complete… ma prima provate ad indovinare da soli!

Prima delle risposte, ecco una presentazione del volume e dell’autore.

«Lo sapete da dove deriva la parola tragedia? È pazzesco: si tratta di un rito che consisteva nello sgozzare un caprone e nel cantare poesie in suo onore. […] E sono certo che il caprone avrà detto: “Perché sgozzarmi per scrivere poesie su di me? Non potete fare qualcosa di più figurato?” e così è nato il teatro. Questa è la pura verità. O si tratta dell’ennesimo mito?»
dalla Prefazione di Natalino Balasso

C’è chi ha un avatar e chi ha ancora l’Edipo. Chi è una Valchiria e chi un’Amazzone. Chi fa il Cerbero, chi si crede un Adone e chi si sente tra Scilla e Cariddi. Ci sono lo sguardo di Medusa, il cavallo di Troia ma anche il filo di Arianna, utile se un certo impiccio è peggio di un Labirinto.
E se la vostra ragazza ha la cintura di Venere, vi abbandonate tranquilli tra le braccia di Morfeo o dormite su un letto di Procuste? Meglio un amico ermetico o enigmatico come la Sfinge? E, potendo scegliere, siete per il supplizio di Tantalo o di Sisifo?
Avete mai fatto caso a quanto fittamente il mito sia intrecciato alla vita quotidiana? Nell’arte, nei libri, nei film, nelle canzoni, nei fumetti, nelle pubblicità, nei prodotti di marca, ma soprattutto nel nostro linguaggio e nel nostro immaginario.
Diceva Platone (che di miti ne sapeva qualcosa) che conoscere è ricordare; giocando con questo libro avrete modo di ricordare il come e il perché di quel che già sapete e, ovviamente, di scoprire molto altro.

L’autrice
Martina Treu è ricercatrice in Lingua e Letteratura greca all’Università Iulm di Milano, si occupa in particolare di storia del teatro greco e latino e di drammaturgia antica, partecipa a numerosi progetti – tra cui Il lessico della classicità nella letteratura europea moderna – e collabora con diversi teatri italiani. Tra le sue pubblicazioni e curatele segnaliamo Undici cori comici (Darficlet, 1999), Cosmopolitico. Il teatro greco sulla scena italiana contemporanea (Arcipelago Edizioni, 2005) e, come coautrice, la drammaturgia Repubblica da Platone (Ets, 2003).

Il vignettista
Giovanni Vannini, milanese, umorista, copywriter, disegnatore di fumetti e portinaio, dopo la laurea in Scienze politiche ha frequentato la Scuola d’Arte applicata del Castello Sforzesco.

Ed ecco le risposte (con le curiosità correlate) alle quattro domande che vi ho proposto sopra.

  1. Era (risposta B) è la moglie di Zeus, ma ne è anche la sorella, come
    accade spesso tra gli dèi in molte culture, dai giapponesi Izanagi e Izanami al faraone e sua sorella.
    L’infrazione  al  tabù  dell’incesto è  eccezionale,  e  dunque  significativa, perché  Era  è  la  dea  del matrimonio  a  cominciare  dal  nome:  secondo un’etimologia probabile  il  suo  antico nome, Hora,  signifca “donna  in età da matrimonio”. Gode di un  culto  antichissimo  e  le  sono dedicati molti  templi a Samo, Olimpia e  in varie parti del Mediterraneo. Nella mitologia latina la divinità è identifcata con Giunone, moglie di Giove e anch’essa protettrice del matrimonio.
    Leda e Danae sono due tra le sventurate amanti del marito, perciò puntualmente punite: per sedurle Zeus prende rispettivamente le sembianze di un cigno e di una pioggia d’oro.
  2. Sin dalla giovinezza nel lontano paese dei Colchi (una regione affacciata sull’odierno Mar Nero, Ponto Eusino per i Greci), Medea sembra incarnare il principio del nomen omen (un nome, un destino), essendo depositaria, secondo la tradizione, di una sapienza eccezionale (risposta B): questa si caratterizza ora come virtù profetica e  religiosa, ora come magia, a seconda degli autori.
    La conoscenza delle arti magiche e le mille risorse della donna sono decisive già dal primo incontro con il futuro marito Giasone, di cui Medea si  innamora all’istante e per  il quale  tradisce  la  famiglia e  la patria. La sapienza di Medea aiuta e salva in varie situazioni Giasone, ma quando, una volta giunti a Corinto, lui l’abbandona le armi della maga si ritorcono contro di lui e il re di Corinto, distruggendone le famiglie (è la vicenda raccontata nella tragedia Medea di Euripide).
    Sempre la sapienza frutta a Medea l’ospitalità del re di Atene Egeo, cui
    promette aiuto nell’interpretare un oracolo e porre rimedio alla sterilità del re (secondo alcuni dandogli lei stessa un fglio). Anche qui Medea acquista fama di “rovinafamiglie”, tentando di togliere il regno al legittimo erede, Teseo, e farlo uccidere dal suo stesso padre. Il piano, però, fallisce, e lei viene nuovamente scacciata.
  3. Il nome Laodamia designa due diverse eroine del mito, una delle quali è figlia di Acasto e moglie devota di Protesilao. I due sono novelli sposi (secondo una fonte addirittura da un solo giorno) quando lui va a combattere a Troia e, non appena sbarcato sul lido, è il primo greco a cadere per mano di Ettore. Sua moglie lo piange con tanta disperazione che gli dèi lo fanno rivivere per poche ore; di fronte alla sua defnitiva scomparsa Laodamia si uccide, o secondo un’altra versione fa forgiare una statua di bronzo identica al marito e la tiene al suo fanco (risposta B), anche nel letto nuziale. Il padre, preoccupato per la salute mentale della figlia, fa gettare la statua nel fuoco, ma Laodamia per la disperazione si lascia morire (come narrano Ovidio, Eroidi, xi i i e Igino, Favole, 103-104).
  4. Selene in greco vuol dire “luna” ed è la personifcazione dell’astro
    notturno (risposta A): spesso associata o assimilata alle dee dei culti lunari per eccellenza, come Artemide o Diana, gode anche di uno statuto autonomo, di volta in volta come fglia di Iperione o del titano Pallante, o come fglia o sorella di Elios,  il Sole. La sua  immagine tipica è quella di una ragazza giovane e bella che solca il cielo su un carro luminoso di colore argenteo,  trainato da splendidi cavalli, analogo a quello del Sole che si alterna a lei nel cielo: così sono raffgurati entrambi, nel momento  in cui  si avvicendano allo zenit  (ritratti dal basso  in una vertiginosa prospettiva), sul sofftto della Camera del Sole e della Luna a Palazzo Te (Mantova).
    A differenza di Artemide, casta diva, Selene è celebre per i suoi amanti: da Zeus, al dio Pan in Arcadia, a Endimione. Secondo una variante del mito, quest’ultimo è un pastore giovane e bello visitato dalla dea nel sonno e per questo destinato a dormire per sempre, immune dalla vecchiaia e dalla morte.
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