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Cinema futuro (548): “Il respiro del diavolo” 21/01/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Il respiro del diavolo”

Uscita in Italia: 23 gennaio 2009
Distribuzione: Eagle Pictures

ilrespirodeldiavoloTitolo originale: “Whisper”
Genere: horror / thriller
Regia: Stewart Hendler
Sceneggiatura: Christopher Borrelli
Musiche: Jeff Rona
Uscita negli Stati Uniti: 27 novembre 2007 (direttamente in DVD)
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Josh Holloway, Sarah Wayne Callies, Blake Woodruff, Teryl Rothery, Michael Rooker, Julian Christopher, Joel Edgerton

La trama in breve…
Un banale malvivente di nome Max (JOSH HOLLOWAY, star di Lost, la serie TV di grande successo vincitrice dell’Emmy e del Golden Globe) sta cercando con tutte le sue forze di comportarsi in modo onesto, dopo un’esistenza passata a sfidare la legge. Ma tutti i suoi sforzi vengono vanificati quando la banca rifiuta di concedergli il prestito che gli avrebbe permesso di iniziare una nuova vita, assieme alla sua fidanzata Roxanne (SARAH WAYNE CALLIES). Poco dopo, Max riceve una telefonata da parte di un suo vecchio amico, un ex-carcerato di nome Sidney (MICHAEL ROOKER), che gli offre un ultimo, facile lavoro. Si tratta di rapire una persona per poi chiedere il riscatto alla famiglia: non sembrerebbe tanto complicato.  Max è tentato all’idea di guadagnare un po’ di soldi facili; il denaro gli  permetterebbero di realizzare il sogno della sua vita: aprire un ristorante. Certo è  rischioso, ma in questo modo otterrà i soldi di cui ha bisogno per lasciarsi definitivamente il passato alle spalle. Infondo, che problemi potrebbe mai causare un ragazzino di dieci anni?
David Sandborn (BLAKE WOODRUFF) è l’unico figlio  di un benestante uomo dell’alta società del Vermont. Sembra proprio un bambino innocente, che vive una vita tranquilla e privilegiata; per lo meno fino al giorno del suo decimo compleanno, quando un uomo vestito da babbo natale bussa alla porta della sua casa. E’ il giorno della festa di compleanno di David, Max si sta occupando di  intrattenere i bambini. Max distrae l’attenzione dei bambini e dei loro genitori mostrando loro un grande sacco colmo di giocattoli, poi, improvvisamente, fugge via dalla casa trascinandosi dietro  David. Max porta David da Sidney, con lui c’è Vince (JOEL EDGERTON), uno dei suoi scagnozzi. Questi, assieme alla fedele Roxanne, portano David nel bosco, in un rifugio lugubre e isolato. Roxanne appare decisamente in disaccordo in merito al rapimento, ma è  preoccupata per l’incolumità del bambino, perciò decide di prendersene cura, almeno fino a quando non resterà nelle loro mani.
Mentre restano in attesa del pagamento del riscatto, inesplicabilmente, tra di loro iniziano a riemergere sospetti, tradimenti e segreti legati al passato. Le ore passano e i rapitori iniziano a discutere sempre più animatamente e a incolparsi l’uno con l’altro. La tensione sale e nella baita iniziano a verificarsi una serie di avvenimenti inspiegabili e terrificanti, mentre, fuori, gli ululati dei lupi si fanno via via sempre più vicini. Il fatto più strano è che David sembra conoscere il terribile fato che attende ognuno dei criminali. E così, quelli che in principio erano i carcerieri del bambino si trasformano nei suoi prigionieri. Essi sono del tutto inconsapevoli dei poteri di David e diventano ostaggio di misteriosi sussurri. Col passare del tempo tutti i membri della banda finiscono inevitabilmente per soccombere alle visioni demoniache di David.
David descrive ai rapitori le sue visioni e l’agghiacciante fato che attende ognuno di loro. Le spaventose immagini che il bambino descrive predicono una dopo l’altra il modo esatto in cui ogni rapitore morirà di una morte orribile: David sembra sapere esattamente come e quando le loro morti avverranno. Max capisce che David non è il bambino innocente che gli era sembrato in un primo momento.
Nel frattempo, due detective sulle tracce del bambino, lottano contro il tempo per riuscire a trovarlo, prima che sia troppo tardi. Ma chi è realmente in pericolo? I detective non possono sapere che forze sovrannaturali si sono impossessate del rifugio.
Max sale sul tetto del rifugio, intenzionato ad affrontare  David e le malvagie forze sovrannaturali sotto il suo controllo. Il vento gelido lo colpisce con tutta la sua potenza; David gli fa un cenno: è l’ora della resa dei conti. L’unica possibilità che Max ha di sopravvivere è riuscire a svelare i segreti di quei sussurri.

LA PRODUZIONE

Per la gioia di tutti gli appassionati del genere, oltre che per quella degli stessi filmmaker, Hollywood sta vivendo una sorta di rinascimento dei film horror.  “Continuo sempre a tornare sul genere horror ma mi piace far sì che i miei film risultino sempre attuali,” spiega PAUL BROOKS della Gold Circle Films, meglio nota per il grande successo de Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Greco, uno dei film indipendenti che ha incassato di più nella storia del cinema. La società non è del tutto estranea al genere horror, ha prodotto infatti il thriller sovrannaturale di grande successo White Noise, dal quale è stato anche tratto un sequel, le cui riprese sono terminate recentemente.
Il film più recente della Gold Circe Films è Whisper, un thriller sovrannaturale che devia lievemente dal concetto classico del genere horror.  “Si tratta di un film a metà tra Ransom-Il Riscatto e The Omen,” spiega Brooks, che della pellicola è uno dei produttori.  “E’ un richiamo a registi come Richard Donner (The Omen) e Mervyn LeRoy (Il Giglio Nero) ma con un taglio più moderno. Parla di quello che accade  quando le persone rimangono intrappolate a causa delle  loro stesse azioni.”
Questo racconto così avvincente non convinceva solo i produttori, ma ha anche catturato l’attenzione del giovane e intraprendente regista STEWART HENDLER.  Hendler era già stato ingaggiato per dirigere un altro film della Gold Circle, quando venne a conoscenza della sceneggiatura di Whisper, che tra l’altro aveva già un altro regista. Hendler rimase sveglio a leggere la sceneggiatura fino alle tre di mattina.  “Dopo averla letta, ricordo di aver pensato: Oh mio Dio, questo è il film che voglio dirigere,” racconta.  Hendler si era già impegnato a dirigere l’altro film e perciò non avrebbe potuto occuparsi di Whisper, ma poi la realizzazione dell’altro film ha incontrato delle difficoltà. Il destino ha voluto che il regista originario di Whisper rinunciasse a dirigere il film.  Non appena lo ha saputo, Hendler non ha perso un solo istante:  “Quando l’altro progetto in cui ero coinvolto è stato annullato, ho immediatamente chiamato il mio agente che a sua volta ha contattato la Gold Circle Films. Ho chiesto loro: ‘Che devo fare per dirigere questo film? Perché sarei disposto a tutto pur di avere questa possibilità’,” ricorda Hendler. Il suo entusiasmo e la sua determinazione hanno fatto sì che alla Gold Circle Films accettassero di incontrarlo.
Il Produttore DAMON LEE era convinto che Hendler condividesse la stessa visione dei dirigenti della Universal Pictures e della Gold Circle Film. Ed infatti, Hendler li ha letteralmente sbalorditi con la sua presentazione: “Aveva visto bene, il film era imperniato sulla figura del bambino. Sapeva che il film che aveva in mente necessitava di personaggi intelligenti con i quali le persone potessero identificarsi,” spiega Lee.  Hendler sapeva anche di doversi confrontare con dei concorrenti difficili.
“Essendo il mio primo film, sapevo di  dover giocare bene le mie carte durante quell’incontro,” dichiara Hendler.
Questa stessa determinazione lo ha aiutato a lanciare la sua carriera quando era ancora uno studente di cinema presso la USC. “Alla scuola di cinema non venivamo incoraggiati ad uscire dalla scuola e a iniziare a lavorare. Ma io volevo fare esperienza concreta. Sapevo che avrei imparato molto di più sul set che seduto in una classe. Tutti i miei amici hanno pensato che fossi pazzo quando gli ho detto che volevo iniziare a lavorare come Assistente di Produzione. Perciò ho pensato che l’unico modo di riuscirci, considerando che non avevo conoscenze in quell’ambito, fosse di andare a lavorare sul set, perciò ne trovai uno. Si trattava di un film indipendente le cui riprese si svolgevano a Los Angeles, era un set piuttosto disorganizzato perciò fu facile intrufolarsi. Andai dal produttore e gli dissi: farò tutto quello che vuole e lo farò gratis. E così iniziai a lavorare come assistente di produzione. E’ stato così che ho iniziato,” spiega Hendler.
Ora a  26 anni, Hendler ha già  girato  il suo primo film, mentre i suoi compagni di corso hanno appena iniziato a lavorare come Assistenti di Produzione.
Hendler ha fatto ricorso alla stessa proverbiale tenacia e allo stesso coraggio in occasione del suo primo incontro con i  produttori di Whisper. “Ho promosso il film come una storia a metà tra Soldi Sporchi e The Omen.  The Omen ovviamente per la presenza del bambino malefico,  Soldi Sporchi per il fatto di essere un grande thriller psicologico imperniato su delle persone che prendono delle pessime decisioni per le giuste ragioni.  Non volevo dimenticare che esiste tutta una serie di vecchi film sui bambini indemoniati, che risultano immediatamente riconoscibili da parte del pubblico; volevo prendere ispirazione da ciò che ha reso grandi questi film, ma non avevo alcuna intenzione di fare una copia esatta.  Questo qui doveva essere diverso e allo stesso tempo interessante. Sono rimasto sveglio tutta la notte per immaginare il  trailer del film,” ricorda Hendler.  Questo approccio così originale e il  trailer che Hendler aveva immaginato hanno definitivamente convinto i produttori.
Il casting del film presentava due sfide impegnative: riuscire a trovare un rapitore che risultasse al tempo stesso compassionevole e disonesto e un bambino di otto anni che fosse convincente ed energico. Nel primo caso la scelta è ricaduta immediatamente su Josh Holloway, mentre per quanto riguarda il personaggio del bambino la difficoltà è stata ben maggiore. “La scelta di Josh è stata la più facile,” racconta Hendler.  “Ci siamo incontrati durante la prima stagione di Lost, quando la sua carriera aveva appena iniziato a decollare.  Nel telefilm interpreta Sawyer,  un personaggio cattivo ma anche incredibilmente piacevole. Sawyer ha questa sorta di umanità insita e non importa cosa faccia,  risulta sempre piacevole e il pubblico fa sempre il tifo per lui.”
Se il casting di Holloway è risultato semplice ai cineasti, lo stesso non si può dire per l’attore.  “E’ il mio promo film e volevano che il mio personaggio fosse il primo ad essere scelto,” ricorda Holloway.  “Durante l’incontro con il team della Universal e della Gold Circle Films, ho detto che prima avrei voluto sapere chi avesse accettato di far parte del cast, ma sono stato io il primo ad essere scelto. Per me è stato difficile, dire, va bene, mi fido di voi. Accetto la parte.”
Holloway, inoltre, non era certo di voler interpretare un personaggio così simile a quello interpretato in TV, ma poi si è accorto delle differenze fondamentali tra i due personaggi.  “Max non è affatto sfrontato né tantomeno ostile.  Max proviene da un ambiente pieno di amore, mentre Sawyer proviene da un ambiente di rabbia e vergogna,” dichiara Holloway. Per Holloway la sfida sarebbe stata quella di trovare la vulnerabilità insita nel suo personaggio.
Brooks paragona Holloway alle stelle del cinema Americano degli anni ’70.  “Possiede quella caratteristica speciale che possiedono le star: la dignità. E’ un misto tra Kris Kristofferson e Clint Eastwood.  Emana il classico charm americano, con tanto di pronuncia strascicata!,” spiega Brooks.
Il bell’aspetto di Holloway e il suo fascino da tipico uomo del Sud non sempre gli hanno reso la vita facile in passato.  “Per otto anni, ho sbattuto contro un muro. Nessuno voleva aprirmi la porta e quando riuscivo ad entrare mi rendevo conto che detestavano il mio accento,” racconta.  “Ho speso un bel po’ di soldi per sbarazzarmene. Ora quando vado alle audizioni, la prima cosa che mi chiedono è: ‘dov’è finito l’accento?’. ”
Il casting del bambino è stata la fase più difficile per i cineasti: il film dipendeva dalla scelta cruciale di questo ruolo. Sono state fatte centinaia di audizioni. Era necessario trovare un attore capace di interpretare la dualità del personaggio. Era importante che il bambino riuscisse a cambiare la sua personalità velocemente e in modo convincente.
Hendler ricorda:  “Ci è voluto molto tempo per trovare Blake. Quando abbiamo iniziato ad occuparci del film  la prima cosa che ci siamo chiesti è stata: ‘come diavolo faremo a trovare un bambino che riesca a fare tutto ciò?’ E’ un ruolo quasi impossibile da interpretare. Una delle idée che ci sono venute è stata anche quella di riscrivere il ruolo per Dakota Fanning! Ma poi abbiamo visto il nastro dell’audizione di Woodruff.  Era incredibile”, racconta il regista.
Woodruff aveva fatto un’ottima impressione sul team.  “Credo che abbia qualcosa di speciale,” dice Brooks.  “Consuma lo schermo, non intendo letteralmente, ma per il tipo di performance che riesce a raggiungere. Sembra conoscere il suo personaggio nell’intimo.”
Per Woodruff  recitare è un divertimento.  “Non faccio grandi prove. E quando è il mio turno mi lancio, sperando di fare un buon lavoro,” dichiara.
Anche se molto giovane questo ragazzino ha già al suo attivo un film molto importante. Passare dal set di Una Scatenata Dozzina a  quello di Whisper rappresenta un grande cambiamento.  Per prepararsi al ruolo in questo film ha lavorato assieme al suo insegnante di recitazione ed ha guardato alcuni vecchi film.  “Ho visto un vecchio film intitolato Il Giglio Nero ed ho osservato il modo in cui la ragazzina del film riusciva a passare da momenti di estrema dolcezza a momenti in cui risultava decisamente terrificante. Volevo riuscire a farlo anche io, perciò ho parlato con il mio insegnante di recitazione e assieme abbiamo lavorato sul mio personaggio basandoci su quell’idea.”

Un’altra figura molto importante all’interno del film è quella dei lupi. Nella cultura occidentale, i lupi sono stati per secoli uno dei simboli del male, ed è esattamente questo che lo scrittore CHRISTOPHER BORRELLI, voleva evocare nella sua sceneggiatura.  “Il lupo è una creatura sinistra, viene associata al mistero, al potere, al pericolo e al male assoluto. Era naturale che li inserissi nella sceneggiatura, al servizio di David, ‘” spiega Borrelli.
Lavorare con questi animali è stata un’esperienza sorprendente e piacevole per il regista.  ” Non riuscivo a credere ai miei occhi: gli ammaestratori riuscivano a farli ringhiare, ululare e correre all’istante.” racconta Hendler.
“Uno dei più grandi malintesi riguardo ai lupi è che siano animali aggressivi, inclini ad attaccare. In realtà sono molto cauti in presenza delle persone,” dichiara Dana Dubé della Animal Insight,.  “Sono molto intelligenti e si affezionano molto alle persone,” dice Dubé.
Non potevamo trovare uno scenario migliore dello Yukon e delle location attorno a Vancouver per  ricreare l’atmosfera isolata e boscosa della campagna del New England. Tuttavia per il rinomato direttore della Fotografia DEAN CUNDEY, ASC, CSC, un maestro del genere horror, è stato piuttosto impegnativo ricreare l’atmosfera invernale che caratterizza tutto il film.  “Una delle sfide più grandi è stata certamente quella di ricreare l’inverno in tutte le sequenze esterne principali. Abbiamo scelto lo Yukon in estate perché in questa stagione il luogo è circondato da alberi lussureggianti ed è ricoperto da molta neve. Poi una volta tornati a Vancouver, Cundey ha ricreato  l’effetto dei gelidi inverni che colpiscono le località rurali del Maine.  Ha lavorato a stretto contatto con  il Coordinatore agli Effetti Speciali Jak Osmond e con lo Scenografo MICHAEL JOY, il cui compito era quello di far apparire reale la neve.
“Il pubblico si fa via via sempre più sofisticato perciò gli effetti speciali devono essere molto realistici,” spiega Osmond.  “Abbiamo utilizzato diversi materiali per creare la neve, tra cui neve di carta e amido di patate.” Il realismo è estremamente importante e per Hendler era fondamentale prendere ispirazione dall’atmosfera naturale dei classici dell’horror, piuttosto che ricorrere agli effetti della Computer Grafica, tipici dei film dei grandi studios.
“I progressi della Computer Grafica permettono ai filmmaker di fare quasi qualsiasi cosa vogliano, ma con Whisper volevamo tornare alle origini,” spiega Hendlers.  “La nostra idea era quella di girare il più possibile dal vero e poi migliorare le scene per mezzo della Computer Grafica. Lavorare assieme al leggendario Cundey è stato fantastico perché ha immediatamente compreso il realismo che volevo ottenere.”
Cundey concorda:  più realistico è meglio è.  “Più si ricorre agli effetti speciali davanti alla macchina da presa, più risultano credibili,” spiega. E’ proprio questo  che ha attratto Cundey.  “Whisper per me era molto interessante  perché era simile ai primi film di cui mi sono occupato all’inizio della mia carriera, film come Halloween e The Fog-Nebbia Assassina,” spiega il Direttore della Fotografia. Come quei film, Whisper fa affidamento sulla macchina da presa per creare il suo stile, questo conferisce al film quel tocco retro’, tipico degli  horror classici.”
Brooks commenta: “Abbiamo cercato di fare un thriller inquietante che attingesse dal meglio di quei classici ma che, allo stesso tempo, avesse uno stile contemporaneo.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

Commenti»

1. scuola di cinema - 22/01/2009

corposa e completa la tua recensione…complimenti!! e se facessimo scambio link?

2. ilenia - 24/01/2009

bel film, addirittura è gia possibile scaricarlo ! http://filmpertutti.com/il-respiro-del-diavolo/

3. Enzo - 25/01/2009

All’inizio del film,c’è scritto che,la storia è ispirata a dei fatti di cronaca.Quali,secondo voi?Grazie.Enzo


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