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Cinema futuro (559): “Ex” 05/02/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Ex”

Uscita in Italia: 6 febbraio 2009
Distribuzione: IIF / 01 Distribution

exTitolo originale: “Ex”
Genere: commedia
Regia: Fausto Brizzi
Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani, Massimiliano Bruno
Musiche: Bruno Zambrini
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Claudio Bisio, Nancy Brilli, Cristiana Capotondi, Cécile Cassel, Fabio De Luigi, Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Flavio Insinna, Silvio Orlando, Martina Pinto, Elena Sofia Ricci, Vincenzo Salemme

La trama in breve…
Il  film inizia dove le  commedie   romantiche  di   solito   finiscono:  diverse  coppie  si baciano e si dichiarano amore eterno. Ma vissero davvero felici e contenti?
Seguiamo così le vite intrecciate di 6 coppie: Filippo e Caterina stanno divorziando e lottano per “non” avere l’affidamento dei figli; anche Luca e Loredana sono alle prese con un divorzio degno della “Guerra dei Roses” e Luca si trasferisce a vivere nella casa studentesca del figlio ricominciando a 50 anni suonati una vita da Peter Pan; Sergio, divorziato da anni e gaudente per vocazione, si ritrova a fare il padre di due adolescenti complicate, dopo la morte improvvisa della sua ex moglie; Elisa sta per sposarsi con Corrado ma ritrova il suo ex storico nel posto più imprevedibile, è infatti il  prete  (don Lorenzo)  che dovrà sposarli;  Giulia vive con Marc a Parigi,  ma un trasferimento imprevisto in Nuova Zelanda trasforma il loro in un amore a distanza e rischia di farli diventare ex; Paolo, fidanzato con Monique, è minacciato da Davide, ex di lei, geloso e nient’affatto rassegnato.
Le storie si svolgono tutte tra Natale e San Valentino e i numerosi legami tra l’una e l’altra danno vita ad una struttura elaborata che ricorda le grandi commedie inglesi come “Love Actually” e “Quattro matrimoni e un funerale”.

DIARIO DI BORDO
di Fausto Brizzi

Il primo giorno di riprese è come il primo giorno di scuola. Ritrovi i tuoi vecchi “compagni”, cioè quella strana,  scombinata  famiglia che è  la  troupe cinematografica e  fai  conoscenza con nuovi amici, cioè gli attori che saranno con te in prima linea nella grande avventura che è fare un film.
Un’avventura cominciata un anno  fa quando ho comunicato ai  miei  co-sceneggiatori  di  sempre Marco Martani  e Massimiliano Bruno che, nonostante i confortanti risultati del botteghino, non avremmo scritto un “Notte 3” ma cercato una nuova sfida.
Massimiliano aveva avuto una splendida idea, un film che parte dove le commedie sentimentali di solito finiscono, cioè dal bacio degli innamorati, e poi racconta tutto il  dopo, quando l’amore tra Cenerentola e il Principe Azzurro si incrina. Non un film a episodi ma con una struttura alla “Love Actually”  o  “Crash”,  in cui  il   tema  (gli  Ex amori  appunto)  unifica un universo di  storie che si intrecciano tra loro con protagonisti di ogni età. Sei mesi dopo il copione era pronto. Faceva ridere e piangere, proprio come speravo. Eravamo pronti  a cominciare. Dodici settimane di riprese tra Roma,  Parigi  e  il  Sudafrica,  coproduzione con  la Francia,  grazie al  buon successo oltralpe del remake di “Notte Prima degli Esami”.
Dopo la “classe” di Vaporidis e soci ho così fatto scendere in campo una nuova classe che affronta le separazioni  della vita.  L’appello degli  attori  presenti  suona più o meno così:  Bisio – Brilli  – Capotondi – Cassel – De Luigi – Gassman – Gerini – Insinna – Montesano – Orlando – Ricci – Salemme – Signoris – Tognazzi – Würth – Zidi. Per me è stato come allenare la Nazionale del Cinema (con due stranieri e mezzo, i francesi Cécile Cassel e Malik Zidi, e l’italo-svizzera Giorgia Würth). E con ognuno di loro è nata una piccola storia d’amore artistica.
Ho cominciato a girare a Roma con Claudio Bisio che è una mia vecchia  conoscenza (ho scritto per lui al cinema e in tv) ed è uno degli attori che ha accettato di girare questo film “al buio” senza leggere una riga. La sua interpretazione buffa e malinconica di  un uomo che vive da gaudente dopo un burrascoso divorzio  sarà una  sorpresa per   tutti  gli   spettatori.  Sul  set  è  stato  il  mio principale “compagno di merende”, protagonista di infinite sfide a tennis nelle pause di lavorazione e di scherzi micidiali. Tutto fila liscio fino a quando cominciamo a girare in interno: avevo scelto per il suo personaggio un grande loft al centro di Roma, ma non avevo fatto i conti col furibondo vicino di casa che rivendicava l’utilizzo del vialetto comune. E’ iniziata così una guerra di confine degna di Paperino e Anacleto Mitraglia: lui alzava al massimo il volume della tv ogni volta che mi sentiva gridare “azione!” e spegneva allo “stop”, dribblando ogni tentativo di ingannarlo o corromperlo. Tre giorni d’inferno acustico. Ricordo ancora la faccia mefistofelica di “Anacleto”che mi fissa da una finestra quando siamo finalmente andati via…
Accanto a Claudio recitano la bella e brava Giorgia Würth (la vedrete anche nella nuova serie di “Medico  in  famiglia”),  che  interpreta Roberta,   la  sua giovane e  innamorata amante,  e  le due scatenate figlie,  Martina Pinto (già vista con Verdone) e Rosabell Laurenti Sellers. Tutte e tre hanno sbaragliato le avversarie ai provini. Una che invece non ha fatto provini è Elena Sofia Ricci (che interpreta la ex moglie di Claudio). Tra un ciak dei Cesaroni e l’altro, Elena mi ha regalato la sua presenza nel film tratteggiando una mamma che tutti vorremmo avere. Il primo giorno che è arrivata sul  set  ha salutato diversi  membri  della  troupe e mi  ha sussurrato con  la sua  ironia fiorentina: “Quando vai su un set nuovo e conosci già tutti, devi cominciare a preoccuparti…!” Poi mi ha sorriso ed è entrata in scena.
Due settimane dopo, sempre a Roma, in un’assolata giornata estiva, sbarca il terzetto Fabio De Luigi,  Alessandro   Gassman  e  Cécile   Cassel.  Nella   storia   i   due   uomini   si   contendono l’adrenalinica attrice  francese e  formano un’inedita coppia comica  (e,   fidatevi,  esplosiva).  Già conoscevo bene Fabio (abbiamo cinepanettonato insieme un paio di volte) mentre Alessandro per me è stato una scoperta.  Ha avuto  infatti   l’intelligenza artistica di  capire che più recitava  il  suo ruolo   da   antagonista   “seriamente”,   senza   gigioneggiare,   più  metteva   Fabio   in   condizione   di segnare  i   suoi   “goal   comici”.  E quest’ultimo,   come un Pippo  Inzaghi  della  risata,   non  ne ha sbagliato uno. Tutto è andato bene fino a quando non è arrivato quello che chiamavamo il “Gatto-day”. Nel cinema c’è una regola non scritta che dice di evitare sui set  la presenza di  animali  e bambini   (naturalmente qui  ci  sono entrambi),  ma  in particolare  la bestia più  temuta è  il  gatto perché fa quello che gli pare. Nel mio caso doveva eseguire una serie di azioni e gag con Fabio e temevamo di  sprecare chilometri  di  pellicola.  E  invece  il  gatto  fa  “buona  la prima”  sempre e si prende anche un applauso a scena aperta da consumato attore. Dieci minuti dopo invece Fabio riesce a sbagliare una dozzina di volte un ciak facile facile con una serie di papere stile “whisky maschio senza rischio” di proiettiana memoria, tra le risate della troupe. A fine giornata il gatto lo guardava dall’alto in basso ed ha preteso un camerino tutto suo…
Subito dopo è sceso  in campo  Vincenzo Salemme  che ha  fatto  i  salti  mortali  per  esserci,  ha addirittura anticipato le riprese del suo film “NO PROBLEM”. Per lui avevamo scritto la parte di un padre cinico e irresponsabile che durante  il  divorzio con la moglie (interpretata da Nancy Brilli) rifiuta di farsi affidare i figli. Peccato che lei faccia la stessa cosa, iniziando così una paradossale guerra per sbolognare i bambini all’altro. Vincenzo ha messo al servizio del film la sua esperienza di autore, arricchendo il suo personaggio di battute ed ha movimentato le giornate di lavoro con una buffa gara: ha sfidato infatti fin dal primo ciak i due bambini che interpretavano i suoi figli a chi sbagliava di meno. Ogni inquadratura era guerra aperta tra i giovanissimi attori e Vincenzo, con la troupe che faceva il tifo e scommetteva. Alla fine, tra varie contestazioni (ed anche l’intervento di  un’apposita giuria che ha rivisto due scene alla moviola), ha vinto di misura Vincenzo (autore di  una sola papera). Terminate le riprese i due bambini lo adoravano e non volevano più lasciarlo andare via (un po’ come avviene nella trama del suo ultimo film).
Come già detto, al fianco di Vincenzo, c’è Nancy Brilli. Con lei avevo già lavorato (ndr “Natale in Crociera”) e non è stato difficile convincerla a salire a bordo. Ha duettato con Vincenzo sfoggiando quei   tempi   comici   che   troppo   spesso   nelle   fiction   non   ha   la   possibilità   di  mostrare   ed   ha tratteggiato il perfetto ritratto di una madre superficiale e ignorante.
L’arrivo   di  Silvio  Orlando  sul   set   è   stato   per  me   una   piccola   vittoria.  C’è   stato   un   lungo corteggiamento con lui  ed alla fine eccolo qui. L’avevo amato nei  film di  Moretti  (uno dei  pochi registi italiani di cui non perdo un film… anzi, colgo l’occasione: “Nanni gira di più!!!”) e sapevo che avrebbe regalato l’umanità e il sarcasmo necessari al mio giudice oltre l’orlo di una crisi di nervi. Luca, il suo personaggio, si intreccia con diverse storie (è, tra le altre cose, il migliore amico di Claudio Bisio e il giudice del burrascoso divorzio Brilli-Salemme) ed è quello in cui il tema degli ex esplode con tutta la sua malinconica violenza: lasciare una donna con cui hai condiviso tutta la vita non può ridarti   indietro   la   giovinezza   perduta.  Silvio   sul   set   è   stato   semplicemente   perfetto.
Ricordo un ciak in particolare, molto toccante, in cui tutta la troupe era commossa e dopo lo stop Silvio ha esclamato: “ E con questo ragazzi ci siamo giocati due milioni di Euro al botteghino!!!”  Grande risata di tutti, anche mia che invece sono convinto che il pubblico vada al cinema non solo per ridere ma per emozionarsi, e che lacrime e sorrisi  possono convivere bene all’interno dello stesso film. L’ultimo giorno di riprese con Silvio è stato un momento speciale: 24 ore prima infatti  aveva vinto meritatamente  la Coppa Volpi  a Venezia  (strappandola al   roccioso Mickey Rourke, mica   pinco   pallino)   e   tutti   avevamo   fatto   il   tifo   per   lui.   La   scena   che   dovevamo   girare   era liberatoria: come un novello John Travolta doveva ballare sulle scatenate note di “Sex Bomb” ad una festa. Silvio si è lasciato andare e mi ha regalato una delle immagini simbolo di “Ex”.
Con  Orlando   duetta   per   tutto   il   film  Carla  Signoris,  che  merita   un   discorso   a   parte.  Sono innamorato artisticamente di Carla dai tempi dei “Broncoviz” ed avevo già provato, senza riuscirci, a lavorare insieme. Stavolta non poteva dirmi di no: ho scritto il ruolo per lei. E lei mi ha ripagato con   un’interpretazione   commovente   e   comica   allo   stesso   tempo.  Nelle   pause   di   lavorazione leggevamo  tutti   il  suo  libro “Ho sposato un deficiente”,  dedicato  ironicamente con amore a suo marito Maurizio Crozza.  Ogni   donna  presente  sul   set   diceva  immancabilmente  la  frase:   “Ma questo è uguale a mio marito!”. Insomma, tutti gli uomini sono uguali…

Intanto la lavorazione si faceva più dura, girare tra luglio e settembre un film ambientato tra Natale e San Valentino era stata una scelta obbligata ma  faticosa,  soprattutto per   il  cast.  Gli  sparuti passanti   che   circolavano   nella   Roma   ferragostana   vedevano   passeggiare   i   nostri   attori “incappottati” come se facesse meno 20 e  li  prendevano per pazzi. Le prossime scene le avrei girate quasi tutte in una bellissima chiesa del centro di Roma accanto ai Mercati Traianei, ignaro che le luci del set e il solleone l’avrebbero trasformata ben presto in un tostapane gigante: i toast eravamo noi.
Proprio   in   chiesa   entra   in   scena   il   terzetto  Claudia  Gerini,  Flavio   Insinna  e  Gianmarco Tognazzi. La trama che li riguarda è la più “bollente” del film: Claudia e Gianmarco stanno per sposarsi ma il sacerdote che dovrà sposarli è l’ex storico, naturalmente Flavio, che ha preso i voti  dopo  la delusione d’amore avuta proprio con  lei.  Tra  il  prete e  la  futura sposa riscoppia piano piano la passione…
Non  conoscevo nessuno  dei   tre  e  ho  preso  le misure  piano piano,   facendogli   fare  le prove dell’episodio, molto dialogato, come a teatro. Flavio, finalmente “spacchettato” dalla tv, era alla sua quarta prova come sacerdote ed era particolarmente a suo agio nella tonaca. Con lui ogni giorno facevamo il “gioco della riconferma”: a fine riprese gli mettevo il voto e lo potevo riconfermare o no per il giorno dopo. Inutile dire che l’ho confermato sempre. Il suo tormentato e buffo Don Lorenzo, ve lo assicuro, non farà rimpiangere il mitico “padre Ralph” di “Uccelli di rovo”.
Il secondo lato del triangolo era occupato da Claudia, stavolta alle prese con un ruolo anomalo per lei,   lontano  delle  indimenticabili   caratterizzazioni   verdoniane:   una  ragazza  semplice  e  tenera, professione cassiera, alle prese con un futuro marito invadente e un po’ ignorante. Tra lei è Flavio è nata subito un’empatia artistica che ha reso i loro battibecchi amorosi tra i momenti più divertenti del film. Empatia che invece già esisteva tra lei e Gianmarco (sono molto amici nella vita ed hanno già lavorato insieme a teatro) che interpreta appunto il futuro marito. Per Gianmarco era il ritorno alla commedia dopo diversi anni di cinema “impegnato” ma credo che difficilmente la commedia lo restituirà indietro. Corrado, il suo sposo ignorante e tirchio, è una delle migliori caratterizzazioni del  film.
Le scene più complicate dell’episodio erano un addio al nubilato e un addio al celibato incrociati.  Nel primo Claudia e le sue amiche (tra cui Giorgia Würth e Cécile Cassel, protagoniste anche di altre storie,  come ho  raccontato nello scorso numero)  partecipano una  festa con  tanto di  strip maschile che ha creato il caos sul set. Il gruppo di amiche era incontrollabile (e super eccitato!) e la scena si è trasformata in un happening. Tra l’altro era l’ultimo giorno di riprese romane e l’aria da “fine scuola” contribuiva al  caos. Pochi  giorni  prima era stato ricreato in una megadiscoteca dell’hinterland   romano,   un   locale   a   luci   rosse   immaginario   e   incredibile,   un   girone   dantesco all’interno del quale i personaggi di Gianmarco e di Flavio (un prete…) ne fanno di tutti i colori… e altro non vi dico.

La prima  tappa delle  riprese all’estero di  “EX”  è stata Parigi.  Già all’aeroporto di  Fiumicino ho capito che  la mia super  efficiente  troupe  romana si  era  trasformata all’istante  in una  “Armata Brancaleone”, anzi no per l’esattezza sembravamo una ventina di cloni di Totò e Peppino quando sbarcano a Milano. L’aria che si respirava era quella della vacanza premio e la quantità di bagagli faceva assomigliare  il   tutto ad un esodo e non a cinque giorni  di   riprese  francesi.   I  miei  soliti collaboratori erano tutti con me, a partire da Marcello Montarsi (il direttore della fotografia), Maria Stilde Ambruzzi  (la scenografa), Monica Simeone (la costumista) e pochi altri. La co-produttrice Marina Gefter aveva preparato il nostro arrivo nei minimi particolari. Già avevo lavorato con lei in occasione del   remake  transalpino di   “Notte Prima Degli  Esami”,  ma  in quel  caso  io ero stato coinvolto solo come autore dello script originale e non come regista, mentre stavolta scendevo in campo in prima linea. A parte i pochi “Totò e Peppino” italiani, avrei avuto una troupe e un cast completamente francesi ad eccezione di Cristiana Capotondi.
Il primo giorno partiamo alla grande, una scena di massa sotto la Tour Eiffel. Vedere il mio aiuto regista (Alessandro Pascuzzo, aiuto anche di  Castellitto e Salvatores, mica male…) urlare a un gruppo di comparse francesi “Pùr favòr, vulè vù levàr da davàn la Tùr Eiffel… E daje regà!!!“ è stato   uno   dei  momenti   indimenticabili   di   questa   lavorazione.  Come   pure   vedere   la   Torre   in questione che si  accendeva e spegneva ad un mio comando… punto più alto della mia breve carriera! Click! Clack! E mille lucine blu si illuminavano di fronte a noi colorando la notte parigina. Solo il cinema ti può regalare queste emozioni.
Cristiana Capotondi era quasi un anno che non tornava su un set ma era particolarmente a suo agio,  un po’  per   l’empatia che c’era  tra noi   (per   lei  era davvero come  tornare a casa),  un po’  perché da diverso  tempo vive a Parigi  e quindi,  dopo cinque minuti,  era diventata  l’interprete ufficiale per tutta la troupe. Il suo personaggio, Giulia, parla un realistico (e buffo) misto di italiano e  francese che sarà sottotitolato nella versione nostrana.   Il  suo partner  di  set,  Malik Zidi,  è  il giovane attore più acclamato dalla  critica  francese,  ha  vinto un César   (il  David di  Donatello francese) ed è considerato un po’ l’enfant prodige della recitazione. Per la prima volta si è trovato a recitare in una commedia (e qualche scena in italiano) ma non ha avuto problemi. I veri problemi sono   arrivati   dalla  meteorologia.  A  settembre   a Parigi   pioveva   e   tirava   un   vento   gelido   che nemmeno in una base Artica. Ricordo l’ultima notte, su un ponte di Parigi che si è trasformato ben presto  in un bivacco sul  K2.  La  troupe  sopravviveva grazie a  fuochi  accesi  nei  bidoni  come prostitute di strada, tende protettive e giacconi da neve. E intanto Cristiana e Malik, in magliettine estive, che ad ogni ciak, si baciavano romanticamente, incuranti di tutto.
All’alba di quella notte polare, ci attendeva un volo per Cape Town, Sudafrica. Qui, qualche mese prima,   avevo   rintracciato   case   e   panorami   adatti   a   ricreare   le   scene   neozelandesi   del   film.
Cristiana era pronta ad affrontare una delle scene che  temeva di  più del   film,  una spettacolare sequenza  di   kite-surf.  Dopo  aver   passato  un  paio  di  giorni   con  gli   stunt-man  era pronta  ad affrontare le onde dell’oceano. Alcuni esercizi dovevano essere eseguiti da lei, mentre per i salti più spettacolari una campionessa locale l’avrebbe “contro-figurata”. L’ultima titubanza era dovuta alla presenza, tanto sbandierata dalle guide locali, degli… squali!
Avevo tranquillizzato Cristiana: “Avvengono solo un paio di attacchi l’anno… vuoi che attacchino proprio  te!  Anche  statisticamente… E  poi,  non  ti   preoccupare,   intorno  ci   siamo  noi!”  Proprio quest’ultima frase mi sembra che preoccupasse molto Cristiana che, nella mattina fatidica, però indossa professionalmente la tuta termica ed è pronta a cominciare. Ma… proprio quando stiamo per entrare in acqua ecco che vedo all’orizzonte,  tra le onde,  due pinne nere di  spielberghiana memoria… una coppietta di squali. Cristiana non se ne è accorta e io faccio finta di nulla. Poi però, ho un momento di incertezza che un regista non dovrebbe mai avere e mi informo: non sono due squali ma due simil-squali grossi, grigi, dentati ma inoffensivi. In quella zona non ci sono squali  pericolosi. E così, non senza un po’ di tachicardia, vedo Cristiana entrare in acqua e regalare al film una delle scene più entusiasmanti di “EX”.
Nei giorni seguenti giriamo il Sudafrica in lungo e in largo per completare le riprese. L’ultimo giorno saliamo a piedi sul Capo di Buona Speranza, su una scogliera a picco sul mare che non ha nulla da invidiare a quelle che abbiamo ammirato ne “Il  Signore degli  Anelli”. Sembriamo una  troupe americana con tanto di seconda unità su un elicottero. Decisamente un gran finale di lavorazione. E iniziano così i titoli di coda…

La sera quando  rientriamo siamo distrutti  come dopo una battaglia.   Il   film è  finito.  E  io sono soddisfatto  come  non mi   è mai   capitato.  Ci   ritroviamo a  cena  con un  pizzico  di  malinconia.  Sappiamo che il circo del cinema sta per chiudere e che la “grande famiglia” della troupe sta per  sciogliersi. Ci aspettano, altri film, altre storie. So che molti ritorneranno magari nei miei prossimi lavori, altri ancora non li vedrò mai più. Questo mestiere è così.
Dopo cena esco sul terrazzo della mia camera e fisso sotto di me Cape Town che si addormenta.
Il mio lavoro non finisce qui, ora mi aspetta la lunga fase del montaggio con la fidata (e talentuosa) Luciana Pandolfelli e la non meno importante fase della promozione. Un lungo viaggio che alla fine sarà durato quasi  un anno e mezzo.  Respiro.  Mi   tornano  in mente  i  visi  dei  miei  compagni  di quest’avventura, dai protagonisti fino all’ultima delle comparse o dei tecnici. Ci ritroveremo tutti il 6 febbraio per la prima del film, in smoking o tacchi a spillo, e sarà bello riabbracciarli e presentargli  il nostro “bambino” appena nato. Un film pieno di baci, di risate e, perché no?, di commozione.
Abbiamo lavorato tanto a questo film, senza pigrizia, cercando di dare il meglio in tutte le fasi di lavoro. Cercando di trasmettere agli spettatori le stesse emozioni che abbiamo provato girandolo.  Ora il giudizio spetta a voi.
Buon divertimento.

Fausto Brizzi
(Best Movie, 2008)

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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