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Libri – Bernhard Schlink “A voce alta – The Reader” 17/03/2009

Posted by Antonio Genna in Film, Libri.
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avocealtaA chi ha apprezzato la visione del film “The Reader – A voce alta” di Stephen Daldry, consiglio la lettura del romanzo dal quale il film è stato tratto, “A voce alta – The Reader” (Garzanti; titolo originale “Der Vorleser”, traduzione di Rolando Zorzi; 182 pagine, prezzo di copertina 14,60 €), scritto dal tedesco Bernhard Schlink nel 1995 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1996.
Ambientato negli anni Cinquanta, il romanzo segue le vicende del giovane adolescente Michael Berg, che un giorno ha un malore e viene soccorso da Hanna, una sconosciuta trentenne: colpito dalla donna, Michael la rintraccia ed intreccia con lei una intensa relazione. Ben presto, però, Michael capirà che nella vita e nel passato di Hanna di nascondono dei segreti che segneranno per sempre le vite di tutti e due.
La storia, suddivisa in tre parti distinte (l’adolescenza e la passione, la gioventù universitaria e il processo, la maturità), è inframmezzata da ricordi e riflessioni del protagonista, e grazie allo stile asciutto di Schlink il libro è molto scorrevole, ed appassionante grazie alla suspense elevata. Una pagina importante ed una riflessione forte sulla nostra storia dell’ultimo secolo
vista attraverso gli occhi di un giovane disilluso che si troverà a conoscere la terribile realtà del passato della donna di cui si è innamorato e cercherà di comprendere cosa è accaduto realmente.
A seguire, la presentazione del volume e dell’autore tratta dal risvolto di copertina.

«Un romanzo filosofico, un libro riuscito e importante.»
Antonio D’Orrico, «Capital»

«Una straordinaria capacità di scandagliare il cuore umano e di esprimersiin un linguaggio scarno, essenziale.»
Roberto Fertonani, «l’Unità»

Siamo negli anni Cinquanta e Michael Berg attraversa i primi turbamenti dell’adolescenza. Quando un giorno, per la strada, si sente male, viene soccorso da Hannah, che ha da poco superato la trentina. Colpito da questa donna gentile e sconosciuta, irresistibilmente attratto dalla sua misteriosa e profonda sensualità, Michael riesce a rintracciarla. Tra loro nasce un’intensa relazione, fatta di passioni e di pudori. Presto, però, Michael intuisce che nella vita di Hannah, nel suo passato, ci sono altri misteri: qualcosa che lei non può rivelargli e che segnerà per sempre il destino di entrambi. A voce alta è una storia d’amore struggente, emozionante, ricca di colpi di scena. Nell’inseguire un segreto che non può essere tradito, Bernhard Schlink ci regala un romanzo pervaso di passione e sensualità, e offre una riflessione di forte presa poetica sulla storia del nostro secolo.

L’AUTORE
Bernhard Schlink
(Bielefeld, 1944) magistrato e scrittore, vive attualmente tra Bonn e Berlino.
Il suo romanzo A voce alta (Garzanti, 1996), tradotto in 25 lingue e a lungo ai vertici delle classifiche di vendita nel mondo intero, ha vinto numerosi premi: Hans-Fallada Preis e «Welt»-Literaturpreis in Germania, Premio Grinzane-Cavour in Italia, Prix Laure Bataillon in Francia; A voce alta sta per diventare un film con la regia di Anthony Minghella.
È anche autore di diversi romanzi polizieschi, tra i quali Die gordischer Schleife (1989, Premio Glauser), Selbst Betrug (1992, Deutschen Krimi-Preis) e – a quattro mani con Walter Popp – I conti del passato (Garzanti, 1999).

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Commenti»

1. marco - 05/01/2010

Mi dispiace dissentire. L’idea forte dell’amore tra un giovane e una donna matura da tutta la spinta poetica al resto della narrazione. Ciò rende pretestuoso se non insensato il resto del romanzo. Come può un giovane così esuberante e coraggioso diventare uno studente riflessivo e inattivo? Come può quello stesso studente, così remissivo ma dotato, diventare un semplice avvocato, un uomo svilito e rinunciatario? Nessun riscatto, nessun gesto, non dico eroico, ma nemmeno simbolico. Un riscatto è necessario per un’opera letteraria, altrimenti è una biografia realista priva di slanci e grandezza. La Letteratura è altro signor Schkink, non basta una bella idea iniziale per mutilare un romanzo.

2. marco - 05/01/2010

Chiedo un altro poco di spazio. Non basta invecchiare mani e piedi e mettersi una parrucca bianca per sembrare invecchiata, signorina Winslet. Lei non ha rinunciato alla sua immagine, tanto cara ad una professionista hollywoodiana, finendo per tradire l’arte della recitazione. E’ stata brava nella prima parte, come lo scrittore, come il protagonista giovane ma poi che delusione…


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