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Cinema futuro (598): “La verità è che non gli piaci abbastanza” 18/03/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“La verità è che non gli piaci abbastanza”

Uscita in Italia: 20 marzo 2009
Distribuzione: 01 Distribution

laveritaechenonglipiaciTitolo originale: “He’s Just Not That Into You”
Genere: commedia / drammatico / romantico
Regia: Ken Kwapis
Sceneggiatura: Abby Kohn e Marc Silverstein (basato sul romanzo di Greg Behrendt e Liz Tuccillo)
Musiche: Cliff Eidelman
Uscita negli Stati Uniti: 6 febbraio 2009
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Ginnifer Goodwin, Scarlett Johansson, Drew Barrymore, Jennifer Connelly, Jennifer Aniston, Ben Affleck, Justin Long, Bradley Cooper, Kevin Connolly, John Ross Bowie, Busy Philipps, Kris Kristofferson

La trama in breve…
Tratto dal popolare bestseller degli sceneggiatori di “Sex and the City”, Greg Behrendt e Liz Tuccillo, “La verità è che non gli piaci abbastanza” racconta la storia di un gruppo di ventenni-trentenni di Baltimora e delle loro peripezie sentimentali, incentrate su fraintendimenti ed equivoci tra i protagonisti in cerca di segnali dal sesso opposto…
La speranza è di essere l’eccezione alla regola del “non esistono eccezioni”.

La produzione

GIGI
Forse lui mi ha chiamato e non ho ricevuto il messaggio. O forse ha perso il mio numero, o è fuori città, o è stato investito, oppure gli è morta la nonna.
ALEX
O forse non ti ha chiamato perché non gli interessa rivederti.

Se siete seduti accanto al telefono chiedendovi perché ha detto che vi avrebbe chiamato e invece non lo ha fatto, oppure non capite perché non vuole più venire a letto con voi, o ancora perché il vostro rapporto è statico… la verità è che non gli piaci abbastanza.
“Forse questo è il primo film ispirato da una battuta del dialogo di un programma televisivo”, fa notare il regista Ken Kwapis.
In realtà, la frase ha ispirato prima gli sceneggiatori di “Sex and the City”, Greg Behrendt e Liz Tuccillo, che hanno scritto il libro di grande successo La verità è che non gli piaci abbastanza.
“Non ho iniziato con l’intenzione di scrivere un libro sulle relazioni sentimentali”, spiega Behrendt, che ha trasformato la frase in un bestseller.  “Tutto è iniziato da un commento casuale fatto durante un pranzo. Dire a una donna  che quando un uomo non le telefona significa che non prova interesse per lei mi sembra solo buonsenso”.
“Quell’episodio di ‘Sex and the City’ mi è piaciuto moltissimo”, dice la produttrice Nancy Juvonen.  “Poi ho letto il libro e ho cominciato a interessarmi all’idea di essere pratici nell’affrontare l’argomento degli appuntamenti e dei rapporti e tutte le mitizzazioni che ci creiamo quando non riceviamo quella telefonata o quell’invito che desideriamo tanto”.  Quell’idea è diventata immediatamente un film.  “Avevo tante idee su come trasformare quella battuta ‘la verità è che non gli piaci abbastanza’ in un film, senza mai pronunciarla, e sapevo di voler realizzare questo film”.
Ma nello stesso tempo non avrebbe mai immaginato di poter avere un cast simile, con Ben Affleck, Jennifer Aniston, Drew Barrymore, Jennifer Connelly, Kevin Connolly, Bradley Cooper, Ginnifer Goodwin, Scarlett Johansson, Kris Kristofferson e Justin Long.
Ma per prima cosa aveva bisogno di una sceneggiatura.
Juvonen afferma che il materiale è basato su esperienze personali e informazioni.  “Nel libro si diceva ‘ho capito cosa stai dicendo, Greg, comunque penso che davvero quel tipo abbia perso il mio numero, perché gli piacevo tanto quando ci siamo incontrati al bar’.  E la risposta di Greg era del tipo ‘cara, non gli piaci, cerca qualcuno a cui piaci davvero’. Ma non c’era una vera storia da seguire”. Quindi ha deciso di affidarsi al team di sceneggiatori formato da Abby Kohn e Marc Silverstein, con cui aveva già lavorato anni prima per la commedia di grande successo “Mai stata baciata”.
“Era arrivato il momento di rimettere insieme la band. Siamo cresciuti tutti in questi dieci anni, sicuramente ora siamo più dinamici, un po’ più in gamba, abbiamo maggiori esperienze relazionali da far filtrare in queste storie. Abbiamo iniziato prendendo in esame le nostre storie e quelle degli amici e le abbiamo abbellite, loro sono sceneggiatori bravissimi ed è stato molto divertente”.
“Ci siamo concentrati sui titoli dei vari capitoli : La verità è che non gli piaci abbastanza se non ti telefona, …se va a letto con qualcun altro, …se non ti sposa, e così via”, continua Kohn. “E questa è stata l’ispirazione maggiore che abbiamo preso dal libro, che non ha veri personaggi o un intreccio, e ogni titolo è stato sviluppato in una storia individuale. E il tutto è diventato il nostro film corale”.
Kohn e Silverstein si sono lasciati guidare dal titolo durante tutto il processo di scrittura.  “Se un uomo si comporta come se non gli piacessi abbastanza, vuol dire che è proprio così”, afferma Silverstein.  “E’ semplicemente concretizzare quello che è ovvio. Il consiglio di Greg nel libro è che non importa perché, è così e basta”.
Kohn aggiunge, “Tendiamo sempre a analizzare troppo quello che succede in una relazione e così, anche quando la conversazione che hai avuto con quell’uomo è durata forse 45 secondi, l’analisi che ne segue può durare quattro o cinque ore.  E così è per Gigi, Janine e Beth-l’idea è che queste donne, che dovrebbero lavorare insieme in un ufficio, in realtà pensano solo a dissezionare un messaggio telefonico o a decidere come interpretare il prossimo messaggio. Mi sembra piuttosto realistico”.

Per dirigere questo film, Juvonen ha voluto Ken Kwapis, abituato a lavorare con storie di cui sono protagoniste le donne, come “Quattro amiche per un paio di jeans” e la serie televisiva di grande successo “The Office”. Una volta visionato il materiale, non ha avuto esitazioni.
“Il motivo per cui il libro è diventato così popolare è che ognuno può trovarci qualcosa di sé”, afferma Kwapis.  “E la stessa cosa succede con la sceneggiatura, quando l’ho letta mi è piaciuta da impazzire. Sono stato colpito dal fatto che mi sentivo vicino a ognuno dei nove personaggi, alle cinque donne e ai quattro uomini, in maniera equa.  E poi tutto quello che c’è di comico in questa storia deriva da comportamenti veri, reali, anche se spesso imbarazzanti… Cose che ho fatto io stesso e credo che anche il pubblico dirà, ‘Oh, ma quello sono io!’.
“Ho compiuto tante ricerche per preparare questo film, molto prima di sapere che l’avrei diretto”, dice scherzando Kwapis.  “Ho avuto il mio primo appuntamento a 16 anni e mi sono sposato che ne avevo 30. Tra il primo appuntamento e il matrimonio-anche dopo il matrimonio-ho commesso tutti gli errori possibili nel cercare di incontrare l’anima gemella”.
“La prima cosa che Ken ha detto è stata, ‘io non sono uno dei personaggi, sono tutti loro. Mi sono simpatici tutti'”, dice Juvonen, ricordando la prima conversazione che ha avuto con il regista. “Abbiamo parlato per oltre due ore ed è stato un incontro stimolante, perfetto, favoloso, mi sembrava di parlare con un vecchio amico”.
“Quando ho incontrato Nancy, ci siamo trovati subito benissimo”, concorda Kwapis.  “Eravamo tutti e due d’accordo sul fatto che volevamo realizzare un film in cui non ci fossero buoni e cattivi, ma semplicemente delle persone che fanno delle scelte.  Sentivamo che avrebbe suscitato discussioni sulle scelte che vengono fatte, su cui gli spettatori potevano non essere d’accordo, ma che avrebbero capito benissimo. Il nostro compito era presentare i personaggi in modo da disorientare il pubblico e la sua capacità di giudicarli”.
“Il film parla di persone che fraintendono i segnali che ricevono uno dall’altro”, dice Kwapis.  “Ci sono uomini innamorati che vengono respinti, come ci sono donne innamorate che vengono respinte. Nel film sia gli uomini che le donne sono ugualmente confusi, gli uomini commettono tanti errori quanti ne commettono le donne, è straordinariamente imparziale”.

MARY
Le cose sono cambiate. La gente non si
incontra più. Se voglio essere più attraente per il sesso opposto, non cambio taglio di capelli – aggiorno il mio profilo.

Una delle sfide più importanti per gli scrittori era creare i personaggi per illustrare i vari capitoli del libro e legare insieme le diverse storie.
“Il personaggio A esce con il personaggio B, il personaggio B è molto interessato al personaggio A, ma il personaggio A è interessato al personaggio C.  Il personaggio C esce con il personaggio D. Il personaggio D è sposato con il personaggio E.  Il personaggio E lavora con il personaggio F.  E così via. La storia parla di questo”, dice il regista Ken Kwapis.
“Abbiamo realizzato un diagramma”, commenta Marc Silverstein, “a partire da Gigi e Conor.”
“Tutto inizia con il loro primo appuntamento”, aggiunge Abby Kohn.
Poi una coppia si trasforma in nove storie intrecciate tra loro. Gestire bene i rapporti tra tanti personaggi non appariva scontato, come non lo era riuscire a mettere insieme il cast giusto.
“In una normale commedia romantica, l’obiettivo principale è scegliere due persone che insieme fanno scattare quella particolare chimica”, spiega Kwapis.  “In questo caso abbiamo dovuto scegliere tante buone chimiche diverse. E’ un magnifico test di orchestrazione.  In realtà variazioni sul tema. Serve tanta varietà ma, nello stesso tempo, c’è bisogno di coerenza tra i personaggi e le storie”.
La produttrice Nancy Juvonen è rimasta folgorata dal cast.  “Quando abbiamo iniziato a vedere queste attrici e questi attori straordinari coinvolti nelle storie, ci siamo resi conto che c’era qualcosa che li legava alle vicende che stavano interpretando, in un modo o nell’altro. Tutti si sono calati con grande naturalezza nei loro personaggi”.

Se lui non ti chiama…
Ginnifer Goodwin è stata scelta per il ruolo di Gigi, il personaggio che fa da catalizzatore per l’insieme delle storie.
“Il concetto mi è piaciuto moltissimo”, afferma Goodwin. “Come se, una volta che l’hai fatto tuo, puoi aver rapporti più soddisfacenti, più fiducia in te stessa, perché sai che si tratta di un sentimento vero tra due persone”.
La produttrice Juvonen sapeva che il ruolo di Gigi era particolarmente importante.  “Gigi è il cuore emotivo e rappresenta la persona che tutti noi eravamo un tempo, se non lo siamo ora”, spiega Juvonen. “Alcuni sono meglio, altri più tranquilli, altri ancora sono peggio. Ma lei vuole un compagno. Lei deve chiamare e chiamare ancora se non le telefonano e deve fare un giro in macchina, sperando di incontrare per caso qualcuno.  Forse mette la gente a disagio, ma è così sincera e determinata che non puoi giudicarla.  E Ginnifer era perfetta per il ruolo. E’ molto intelligente, ma appare magnificamente ingenua e nello stesso modo in cui accoglie la vita, ha accolto Gigi.”
Goodwin dice di essersi calata nella sincerità del personaggio.  “Ho adorato Gigi e l’ho trovata assolutamente tenera”, dice l’attrice. “Gigi vuole trovare l’anima gemella, sposarsi e vivere felice e contenta, ma non conosce la realtà delle relazioni, fraintende i segnali e li analizza all’infinito, finendo con l’esserne ossessionata. Quando si impegna in qualcosa va avanti come un treno, senza riflettere se è giusto o sbagliato”.
“Ci sono molti momenti imbarazzanti nel film”, afferma Kwapis, “e Gigi probabilmente fa la parte del leone, ma è sempre pronta ad aprirsi troppo e questo la rende vulnerabile”.
Nel cast anche Kevin Connolly, nel ruolo di Conor che, insieme a Gigi, da il via alle storie con quel primo appuntamento.  “E’ un giovane agente immobiliare, piuttosto bravo, ma sta ancora cercando il suo spazio”, afferma l’attore.
Gigi non lo sa, ma Conor ha un’altra persona in mente.  “Conor è pazzo di Anna.  Lei lo tiene sospeso e lui è ossessionato”, dice ridendo Connolly.
Juvonen aggiunge: “Non volevamo che Conor fosse un pupazzo nelle mani di Anna, ma una persona con un piano”.

Se lei non viene a letto con te…
Sfortunatamente per Conor, Anna ha altri piani.
Scarlett Johansson, che interpreta il ruolo di Anna, dice: “E’ una maestra di yoga, un’artista, una cantante, uno spirito libero che attraversa la vita con le antenne tese. Ha una sorta di amicizia sentimentale con Conor-lei ama la sua compagnia, ma non ha intenzione di impegnarsi con lui. Le piace averlo intorno, quindi invia segnali misti, e questo lo frustra parecchio”.
Anna chiede spesso consiglio alla sua amica Mary, interpretata da Drew Barrymore, anche produttrice esecutiva del film, che lavora nel reparto pubblicità di un giornale locale. “Mi sento molto vicina a Mary e alle sue difficoltà nella ricerca dell’uomo giusto”, dice Barrymore.  “E mi piace il fatto che tutti i suoi amici cerchino di barcamenarsi insieme a lei con questo nuovo approccio tecnologico e per niente romantico a una storia d’amore. Fino a pochi anni fa si aspettava una lettera per mesi e ora viviamo in un’epoca in cui tutto è gratificazione immediata”.
Kwapis dice: “Mary, il personaggio di Drew Barrymore, ha tanta voglia di trovare un fidanzato, ma sembra essere vittima della tecnologia. E’ una vittima delle email, è una vittima di internet, è una vittima delle voicemail.  E’ vittima di tutto, viene respinta da tutti i portali tecnologici disponibili”.
“Drew è perfetta per Mary”, afferma Juvonen.  “Credo che anche Drew sia un po’ confusa per quanto riguarda le nuove tecnologie e romantica.  Mary è alla ricerca di una relazione -è su MySpace e Facebook- e finisce con lo stabilire potenziali rapporti che non hanno nessun seguito. Questo personaggio ci ha dato la possibilità di raccontare come oggi la gente invece di incontrarsi faccia a faccia si affida alla tecnologia, alla matematica, all’elettronica. Secondo me già il telefono è duro da accettare, non puoi sfiorarti, né guardarti negli occhi. Ora invece, per avere un consiglio, si digita un messaggino chiedendo ‘cosa pensi che volesse dire, secondo te dovrei chiamarlo?’. Dieci anni fa era diverso. La facilità con cui possiamo inviare un messaggino sexy a qualcuno è abbastanza terrificante. E qualche volta divertente. E’ un’epoca nuova”.

Se lui non ti sposa…
Se Mary e Anna sono ancora alla ricerca di un amore, Beth e Neil l’hanno trovato… ma non sono sicuri che basti.  Ben Affleck interpreta Neil, un fotografo che è fidanzato da parecchi anni con Beth, il personaggio interpretato da Jennifer Aniston.
“Neil è un personaggio molto interessante”, dice Juvonen, “perché quando pensi una cosa di lui, poi ti rendi conto che hai sbagliato, lui è diverso.  Neil non crede nel matrimonio, anche se sta con la sua ragazza da sette anni e le vuole bene, è convinto che tutto cambierebbe dopo le nozze.  Ben è affascinante e divertente e volevamo che Neil fosse proprio così, un po’ artista e un po’ filosofo, una persona molto, molto intelligente”.
“Beth e Neil sono insieme sette anni”, dice Aniston, “e lui non ha alcuna intenzione di sposarsi, non capisce perché dovrebbe farlo. Invece lei vuole sposarsi e inizia a pensare, ‘Wow, mi sto facendo imbrogliare?'”
“E’ da parecchio che Beth riflette sulla cosa, ma ha lasciato perdere perché il loro rapporto è favoloso”, fa notare Juvonen.  “Ma ora che perfino la sorellina più piccola sta per sposarsi non riesce a pensare ad altro”.

Se lui va a letto con un’altra…
Beth e Gigi lavorano nel reparto marketing di una azienda insieme a Janine, che è sposata con Ben.
“Janine sta ristrutturando casa”, dice Kwapis, “ma credo che a un certo livello desideri ristrutturare il suo rapporto”.
“In un certo senso Janine è una ragazza d’altri tempi”, dice l’attrice Jennifer Connelly che la interpreta. “Odia le bugie, quindi per lei è importante stare con una persona sincera, di cui potersi fidare. Le piace l’idea del matrimonio. Lei e Ben si conoscono da tanto tempo, sono stati buoni amici e poi si sono sposati. Adesso sono caduti nella routine”.

Suo marito Ben è interpretato da Bradley Cooper.
“Quando è arrivato Bradley Cooper, abbiamo pensato che era fatta”, ricorda Juvonen.  “Abbiamo detto ‘Ben è lui’.  Bradley è aperto, sincero, il suo personaggio non ha niente di ambiguo. Esprime apertamente i suoi sentimenti”.
“Desideravo davvero interpretare Ben, perché è incapace di decidere, paralizzato dalle sue paure”, spiega Cooper.  “Fa l’avvocato ed è sposato con Janine, con cui si era fidanzato al college. Affronta la vita senza entusiasmo, non è capace di esprimere chiaramente la sua opinione sul suo matrimonio. Poi incontra questa ragazza e le cose si complicano per lui. Mi piace che sia il ritratto sincero di relazioni romantiche, quello che la gente vuole, quello che fa, senza cercare di rendere più gradevoli le cose”.

…allora non gli piaci abbastanza.
Quando si tratta di donne, Alex, interpretato da Justin Long, non cerca di rendere più gradevoli le cose.
“Nel libro, Alex è la voce narrante”, dice Kwapis.
“Il mio personaggio è una sorta di opinionista”, aggiunge Long.  “E’ onesto, assertivo, dice esattamente quello che pensa. Capisce le donne perché ne ha avuto esperienza diretta”, dice con un ghigno l’attore, “ma non si concede mai a livello emotivo.  Quando incontra Gigi e lei ha bisogno dei suoi consigli – o perlomeno lui pensa così – tra i due nasce un rapporto alla ‘My Fair Lady’, con Alex nel ruolo di Henry Higgins e Gigi in quello di Eliza Doolittle. Lui cerca di farle capire che gli uomini non sono poi così complicati, se un uomo non chiama non significa che ti detesti o non ti trovi attraente. E’ solo che non gli piaci abbastanza. Probabilmente sta chiamando un’altra”.
“Alex rivela la triste verità alle sue amiche donne”, dice il regista. “E’ il direttore di un ristorante, ha la possibilità di osservare da vicino ogni giorno le dinamiche di coppia – i riti del corteggiamento, l’incontro, l’accoglienza – quindi tutti lo ritengono dotato di esperienza. Quando incontra Gigi, decide di diventare il suo Pigmalione, vuole che capisca una cosa fondamentale ‘Non fraintendere i segnali'”.
Juvonen aggiunge: “Alex vuole essere un osservatore. Dice di sapere tutto sulle relazioni, ma non si espone mai, è come se a bordo piscina lui immergesse solo l’alluce nell’acqua e considerasse un po’ idioti quelli che si affannano a nuotare”.
Un personaggio – forse l’unico del film – ha davvero capito tutto ed è il padre di Beth, Ken, interpretato dall’attore e musicista Kris Kristofferson.
“E’ un personaggio divertente, perché dice sempre quello che pensa, è in pensione ormai e io mi ci posso identificare”, dice sorridendo Kristofferson.  “Questo film ha una grande sceneggiatura, un grande cast e un’ottima troupe, non avrei potuto lavorare con professionisti migliori”.
Kwapis aggiunge: “Spero che il pubblico si diverta a ritrovare qualcosa di sé nei nostri personaggi, e credo che il nostro cast sia stato magnifico”.
“Hanno fatto tutti un ottimo lavoro e sono riusciti a esprimere quello che raccontavamo nel libro”, afferma Greg Behrendt, l’autore del libro.

BETH
Non senti mai che stiamo andando contro natura evitando di sposarci?
NEIL
La gatta che allatta una scimmia va contro natura. Noi siamo solo due persone non sposate.

Con tutte queste relazioni collegate tra loro in un modo o nell’altro, i realizzatori si sono trovati a affrontare una commedia romantica fuori dagli schemi.
“La prima differenza tra ‘La verità è che non gli piaci abbastanza’ e la maggior parte delle commedie romantiche  è che nelle commedie romantiche ci sono un uomo e una donna e il problema non è se si metteranno insieme, ma come”, sostiene Kwapis.  “Nel nostro film, ci sono nove personaggi e il problema è ‘qualcuno di loro si metterà insieme?'”.
La risposta è importante per capire uno dei punti fermi sia del libro che del film: la regola del “non esistono eccezioni”.
“Se un uomo non ti chiama e non ti chiama e non ti chiama ancora, la regola dice che non vuole chiamarti”, spiega.  “L’eccezione è che non ti chiama perché è improvvisamente finito a letto con una terribile influenza e non ha neppure la forza di prendere in mano il cellulare. Questa può essere una rara eccezione. La regola è che l’uomo si comporta come se non gliene importasse niente perché non gliene importa niente. Gigi è invece attaccata all’idea di poter essere un’eccezione”.
Juvonen continua: “Il messaggio che vogliamo mandare è che ogni donna, per ottime ragioni, crede di essere l’eccezione alla regola e pensa ‘Io sono un po’ diversa’ e invece nella stragrande maggioranza dei casi non lo è”.
La produttrice sorride.  “Siamo tutti l’eccezione per qualcuno, ma non per tutti.  Quando Gigi cerca una storia d’amore, riduce le possibilità sperando di trovare l’uomo giusto e diventare l’eccezione. Sicuramente sarete l’eccezione, se troverete la persona giusta – la persona per cui sarete l’eccezione, ma solo se voi per primi considerate voi stessi la regola”.
Ma non è facile. “La cosa più difficile quando siete interessati a qualcuno è capire quanto l’altro è interessato a voi e poi decidere se l’attrazione è sufficiente per permettervi di fare una mossa”, afferma Kwapis.  “Molti dei comportamenti dei personaggi hanno suscitato delle discussioni nella troupe, anche mentre stavamo girando.  Non avevo mai sentito una troupe discutere così delle relazioni dei personaggi come per questo film. In genere gli uomini non lo fanno, invece in questo film sì”.
Chiaramente il regista ha apprezzato il dialogo.  “Tutti noi conosciamo i film in cui i personaggi sono molto definiti, tutti odiamo i cattivi e tifiamo per i buoni. Ma questo non è quel genere di film, perché ti fa addentrare in tante aree emotive molto più sfumate”.

JANINE
“Okay, e così non ha chiamato. Forse è fuori per lavoro.”
GIGI
“Fa l’agente immobiliare. A Baltimora. Il suo lavoro è stare in città.”

Per l’ambientazione di “La verità è che non gli piaci abbastanza” i realizzatori hanno preso in considerazione New York e Los Angeles, ma volevano una città più piccola, con un’aria più provinciale, quindi hanno scelto Baltimora.
“Baltimora è una magnifica città, con una sua identità e una sua cultura”, afferma Kwapis. “Ha un aspetto familiare e io amo la sua architettura, i suoi mattoni”.
“Ken aveva già lavorato a Baltimora in passato e ne ama la grana e i colori”, dice la scenografa Gae Buckley. “E poi volevamo ambientare la storia all’inizio dell’autunno e usare una gamma di colori autunnale, quindi Baltimora era la scelta giusta”.
Non tutte le riprese si sono potute fare in esterni ovviamente, quindi Buckley ha dovuto trasformare parti di Los Angeles nelle città orientale, che ha edifici che risalgono al 1700.
“Ci sono molte persone in questo film; tutti vivono, lavorano e si incontrano da qualche parte”,  spiega.  “Quindi abbiamo trovato una serie di location che potevano sembrare Baltimora, che è una città di mattoni, evitando le palme”.
Una delle location preferite della scenografa sono stati gli uffici del giornale Baltimore Blade.  “E’ un piccolo spazio grazioso, con tante finestre e mattoni, Mary è un personaggio interessante ed è stato divertente inserirla in quell’ambiente”.
Altri set sono stati progettati per riflettere le personalità dei personaggi che li abitano. “Beth e Neil vivono in un loft; dato che lui è un artista, abbiamo usato un vero studio fotografico per la loro abitazione”, dice Buckley. “Ma sul retro c’era un altro studio, così abbiamo costruito una finestra e dietro abbiamo messo il panorama di Baltimora, con la pubblicità di Domino Sugar”.  Buckley dice che la scelta di quella pubblicità è stata voluta.
“Facevo i sopralluoghi con Debbie Dorsey, della Baltimore Film Commission, e lei mi diceva che il Domino Sugar si può vedere da ogni parte , così ho pensato, ‘Allora deve vedersi anche nel film'”.
Ma quella non è l’unica icona della città che entra nel film. “Ci sono anche Natty Boh, il logo della National Bohemian Brewery, un personaggio dei cartoon con grandi baffi neri, e il Washington Monument di Mount Vernon, ovviamente”.
“E’ una città deliziosa”, ricorda Juvonen.  “Ci sono ristoranti fantastici, tante cose da fare, ma è ancora una piccola città. Senti che la gente che ci vive può comprare casa senza dover rapinare una banca o avere un grande successo. Le vecchie case sono state restaurate, è una vera città americana, perfetta per la nostra storia”.

GIGI
Crescendo le ragazze imparano molte cose. Se un uomo ti colpisce, gli piaci. Non tagliarti mai la frangetta da sola. E un giorno incontrerai un uomo straordinario e vivrai felice e contenta.

“Non ci sono mai risposte facili e scontate quando si tratta di uomini e donne”, dice Kwapis. “Spero però che il pubblico, dopo aver visto il film, si ponga delle domande sulle scelte operate dai personaggi. La cosa che mi piacerebbe di più è sentire che la gente esce a prendere un caffè e dice di non essere d’accordo sul perché quel certo personaggio si è comportato così”.
Juvonen è d’accordo. “A tutti noi è successo di aver bisogno di qualcuno, e quindi ci siamo messi con la persona sbagliata, sperando che funzionasse. Ma non ha funzionato.  In questo film volevamo parlare di questo agli uomini e alle donne, perché quando si vuole veramente qualcosa si è disposti a tutto, ma non è giusto voler essere quello che non si è. Quando ce ne rendiamo conto ci sentiamo meglio, più naturali, più rilassati”.
Kwapis continua: “La vita è complicata, la gente fa scelte che poi rimpiange, e noi volevamo mostrare tutto questo. Fortunatamente ci saranno tante opinioni quanti spettatori al cinema”.
“Ovviamente, volevamo che emergesse la speranza, perché è questo il vero messaggio di Liz e Greg”, dice Juvonen.  “A volte è meglio interrompere una relazione, dice il libro. La battuta ‘La verità è che non gli piaci abbastanza’ dovrebbe aiutare le persone. Non devi stare con qualcuno cui non piaci moltissimo e che non pensa che tu sia favolosa. E là fuori ci sarà qualcuno che lo pensa”.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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