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TV – “Report” su RaiTre (4) – “Poveri noi!” 05/04/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Report - RaiTre, TV ITA.
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ReportQuesta sera alle ore 21.35 su RaiTre prosegue l’edizione primaverile di “Report”, il programma di inchieste ed approfondimenti condotto da Milena Gabanelli. La puntata sarà replicata sul canale satellitare RaiSat Extra (121 Sky) domani alle ore 10.00 e alle 21.00, giovedì alle 16.45 e venerdì alle 24.00.
Ecco il sommario della puntata di stasera, tratto dal sito web del programma: l’inchiesta “Poveri noi!” è stata curata da Giovanna Boursier.

report-poverinoiA dicembre viene istituita la Carta Acquisti, più nota come Social Card. È una carta di credito del circuito Mastercard che il governo ricarica con 80 euro ogni bimestre. Serve per fare acquisti in farmacia, nei supermercati e per pagare le bollette di luce e gas. È una misura del Ministro Tremonti per aiutare le persone bisognose, in particolare di fronte all’incalzare della recessione. Il governo prevede 1 milione e 300mila destinatari ma, per il momento, le domande si sono fermate a circa 700mila e le carte ricaricate sono in totale 570mila. Il ministero dice che deve aggiornare i dati…Il problema è che la trafila per ottenere la carta è complicata: centinaia di migliaia di persone, in particolare pensionati, devono correre tra gli uffici delle Poste, dell’Inps e dei Caf e le regole sono difficili da decifrare. Quanto costa una misura organizzata con questa modalita’? Perchè non si poteva accreditare direttamente sul conto corrente o sulla pensione visto che i nominativi dei bisognosi sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps?  Giovanna Boursier è andata in giro per l’Italia per vedere quanta gente è riuscita a ottenere la carta, di quanti soldi ha potuto realmente beneficiare. Soprattutto per capire qual è  l’effettivo costo di questa misura. Inoltre: che cos’è e come funziona il bonus elettrico e il bonus famiglia; chi ha pagato la Robin Tax, cosa sono i Tremonti Bond. Report si chiede anche quale sia il significato delle “nuove regole”, un cavallo di battaglia del Ministro Tremonti.

A seguire, per lo spazio “L’emendamento”, il servizio “Il limite” di Luca Chianca.

Il problema si era posto qualche anno fa con gli amministratori di Alitalia e Ferrovie: com’ è che paghiamo stipendi esorbitanti a dei manager che non producono risultato? La voragine si era estesa a tutto il settore pubblico, ed era nata la necessità di stabilire un tetto agli stipendi per legge. Che fine ha fatto quella legge?

Infine torna lo spazio “Goodnews”, con la consueta “buona notizia” della settimana, questa volta “Miracolo in provincia” di Giuliano Marrucci.

Con la crisi economica moltiplicano le aziende che non sono in grado di affrontare il mercato mondiale e che chiudono i battenti. A Milano la provincia si è dotata di un organismo ad hoc per contrastare le crisi industriali, convinta che i soldi invece che in assistenza per coloro che perdono il lavoro, devono essere impiegati affinché il lavoro rimanga dov’è. Come alla Hitman di Corsico, dove dopo la chiusura la provincia è riuscita a convincere un imprenditore a riaprire la fabbrica, oppure come al polo tecnologico di Vimercate, dove dopo la ristrutturazione della Celestica che aveva messo in mobilità 450 lavoratori, si è preso il toro per le corna e si è iniziato un progetto ambizioso di reindustrializzazione di tutta l’area.

Commenti»

1. New_AMZ - 05/04/2009

Io spero, a proposito della Social Card che la Gabanelli dica anche che un negoziante che la accetta è obbligato a fare il 5% di sconto di tasca sua e che il denaro che il contribuente gli da viene ricevuto dall’azienda oltre un mese dopo tassato ancora di una percentuale variabile tra l’1 e il 3,5% che sono i costi che il negoziante paga a Mastercard per aver fornito il servizio.
Insomma… prendere la Social Card in un negozio è giusto e lodevole, però non a costo zero, anzi…
E non tutte le aziende che prendono la Social Card si possono permettere esborsi di questo tipo. Nel senso.. io sono un piccolo commerciante in franchising e, come tale, al lordo di tasse e costi vari (dai dipendenti a gas, luce, acqua e affitto d’azienda) il mio margine è tra il 18 e il 22%, solitamente tendente verso il ribasso.
Se io piccolo negoziante accetto la Social Card ci rimetto circa il 25% del mio guadagno lordo. Insomma: lavoro in perdita

2. enrica - 30/11/2009

Non finisce di stupirmi la disorganizzazione Italiana. tornata da alcuni anni dalla Germania, mi sembra di essere tornata in un mondo dove la civilizzazione, la capacità di garantire al cittadino una vita degna di essere chiamata tale, siano ancora un lontano sogno. Forse i cavernicoli per l’epoca erano organizzati meglio…. non sono fiera di essere Italiana


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