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Cinema futuro (622): “Fast & Furious – Solo parti originali” 12/04/2009

Posted by Antonio Genna in Auto e moto, Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Fast & Furious – Solo parti originali”

Uscita in Italia: 17 aprile 2009
Distribuzione: Universal Pictures Italy

fastandfurious4Titolo originale: “Fast & Furious”
Genere: azione
Regia: Justin Lin
Sceneggiatura: Chris Morgan (personaggi ideati da Gary Scott Thompson)
Musiche: Brian Tyler
Uscita negli Stati Uniti: 3 aprile 2009
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Vin Diesel, Paul Walker, Jordana Brewster, Michelle Rodriguez, John Ortiz, Jack Conley, Laz Alonso, Gal Gadot, Shea Whigham, Liza Lapira

La trama in breve…
Dopo il clamoroso successo negli U.S.A. arriva in Italia Fast & Furious – Solo parti originali. 70 sono i milioni di dollari incassati nel primo weekend di programmazione negli Stati Uniti: il più alto incasso fra tutti i film usciti nel 2009.
Il quarto episodio dell’action movie vede protagonisti Dominic Toretto (Vin Diesel) e l’agente Brian O’Conner (Walker), che torneranno ad allearsi, questa volta per affrontare un nemico comune, e si troveranno nuovamente a gareggiare spingendo oltre il limite fantastici bolidi a quattro ruote.
Sono passati otto anni da quando l’ex galeotto Dominic Toretto ha varcato in macchina la frontiera messicana, scegliendo un’esistenza da fuggitivo. Adesso, arenato in una capanna su una spiaggia della Repubblica Dominicana, e vivendo perennemente in fuga con l’unica cosa che gli resta del suo passato, Letty (Michelle Rodriguez), cerca di rifarsi una vita. Ma sa che le autorità gli stanno col fiato sul collo.
Quando la tragica scomparsa di qualcuno che ama lo riporta a Los Angeles, Dom riprende la sua contesa con l’agente Brian O’Conner. Poiché sono costretti a confrontarsi con un nemico comune, uno spacciatore sociopatico che sta inondando gli Stati Uniti di una droga letale, Dom e Brian devono cedere e fidarsi a malincuore l’uno dell’altro, nella speranza di toglierlo di mezzo e vendicare la tragedia che ha causato nella loro piccola famiglia allargata.

La produzione

Dal mondo delle gare clandestine di Los Angeles, passando per quello del riciclaggio dei soldi sporchi di Miami fino alla realtà delle corse/scontro di Tokyo, una serie di film è diventata un fenomeno mondiale sin  dalla  nascita,  oltre  nove  anni  fa.  Adesso,  nel  nuovo  capitolo,  i  quattro  personaggi  originali  si riuniscono e tornano a casa, dove tutto ha avuto inizio.
VIN DIESEL  (Il Risolutore, Missione  tata, xXx) e PAUL WALKER  (Flags of Our Fathers, Otto amici da salvare) tornano  a  lavorare  insieme  in  questo  capitolo  definitivo  della  serie  di  pura  adrenalina Fast & Furious.  Tornando  a  correre  per  le  strade  di  Los  Angeles,  ritrovano  anche  MICHELLE RODRIGUEZ (Lost, Resident Evil) e JORDANA BREWSTER (Chuck, Non aprite quella porta:L’inizio) per portare  ai  limiti  dello  sforzo muscoli,  tuner  e macchine  esotiche  lungo  le  affollate  strade  della  città  e attraverso  i confini  internazionali,  in un  thriller d’azione a molti ottani, diretto da JUSTIN LIN  (The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Better Luck Tomorrow).
Sono  passati  otto  anni da  quando  l’ex  galeotto Dominic Toretto  (Diesel)  ha  varcato  in macchina  la frontiera  messicana,  scegliendo  un’esistenza  da  fuggitivo.  Adesso,  arenato  in  una  capanna  su  una spiaggia della Repubblica Dominicana, e vivendo perennemente in fuga con l’unica cosa che gli resta del suo passato, Letty (Rodriguez), cerca di rifarsi una vita. Ma sa che le autorità gli stanno col fiato sul collo.
Quando  la  tragica  scomparsa  di  qualcuno  che ama  lo  riporta  a  Los Angeles, Dom  riprende  la  sua contesa  con  l’agente  Brian  O’Conner  (Walker).  Poiché  sono  costretti  a  confrontarsi  con  un  nemico comune, uno spacciatore sociopatico che sta inondando gli Stati Uniti di una droga letale, Dom e Brian devono cedere e fidarsi a malincuore l’uno dell’altro, nella speranza di toglierlo di mezzo e vendicare la tragedia che ha causato nella loro piccola famiglia allargata.
Infiltrarsi  nella  rete  clandestina  significa  guadagnarsi  un  posto  nel  gruppo  di  delinquenti  che  fanno passare l’eroina quasi pura dalla frontiera del Messico attraverso tunnel praticamente impraticabili scavati nelle grotte. Due capi del cartello, Campos (JOHN ORTIZ, American Gangster, Miami Vice) e Fenix (LAZ ALONSO, Jarhead, Stomp  the Yard), sono gli unici che possono offrire a Dom e Brian  le  risposte che stanno cercando.
Quando  Dom,  sua  sorella  Mia  (Brewster)  e  Brian  rinsaldano  i  legami  di  famiglia  che  erano  stati spezzati  tanto  tempo prima, gli  improbabili alleati si  ritrovano a doversi misurare  l’uno con  l’altro  in una gara che  li porta a spingersi oltre ogni  limite. Adesso, dalle  fughe  in carovana attraverso  la campagna collinosa  della  Repubblica  Dominicana,  allo  sgusciare  velocissimi  nelle  gallerie  sotto  al  deserto messicano,  due  uomini  troveranno  il modo migliore  per  vendicarsi:  estendere  i  limiti  di  quello  che  è possibile fare al volante.
A  realizzare  questo  nuovo  capitolo  è  una  squadra  di  produzione  di  grande  talento,  con  a  capo  il regista Lin e i produttori NEAL H. MORITZ (della serie The Fast and the Furious, e di Io sono leggenda, xXx), Vin Diesel e MICHAEL FOTTRELL (Die Hard: Vivere o morire, 2 Fast 2 Furious). CHRIS MORGAN (The  Fast  and  the  Furious:  Tokyo  Drift, Wanted  –  Scegli  il  tuo  destino)  ha  ideato  i  vari  personaggi basandosi sul lavoro di GARY SCOTT THOMPSON (The Fast and the Furious, e la serie TV Las Vegas).
Al loro fianco, torna la straordinaria squadra di tecnici composta dalla scenografa IDA RANDOM (The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Suspect Zero), il compositore BRIAN TYLER (la serie di film The Fast and  the  Furious, Rambo),  la  costumista  SANJA MILKOVIC  HAYS  (la  serie  di  film  The  Fast  and  the Furious,  La mummia:  La  tomba  dell’imperatore  dragone)  ed  il  produttore  esecutivo  AMANDA  LEWIS (The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Un amore di testimone).
Il  direttore  della  fotografia AMIR MOKRI  (Il mistero  delle  pagine  perdute, Bad Boys  II)  si  unisce  al gruppo di Lin per Fast & Furious,  insieme ai montatori CHRISTIAN WAGNER (Missione: Impossibile  II, La  morte  può  attendere)  e  FRED  RASKIN  (The  Fast  and  the  Furious:  Tokyo  Drift).  SAMANTHA VINCENT è il produttore esecutivo.

Nel  1998  un  articolo  apparso  sulla  rivista Vibe  riguardante  i  club  sulle  corse  in  auto mise  in moto quella che si sarebbe rivelata la più proficua serie di film nella storia della Universal Pictures.
Nel 2001 avevamo  conosciuto  il  campione delle  corse  clandestine Dominic Toretto e  il  suo nemico giurato, l’ufficiale della polizia di Los Angeles Brian O’Conner. Per le due ore di The Fast and the Furious, abbiamo guardato due uomini dalla parte opposta della legge correre a bordo di veicoli straordinari, e poi riunirsi in una strana amicizia.
Sebbene  alla  fine  del  film  avessero  preso  strade  opposte  —  Dom  quella  del  fuggitivo  entrato illegalmente  in Messico  e Brian  quella  dell’agente  dell’FBI  a Miami —,  abbiamo  poi  seguito Brian  nel secondo  film della  serie,  2 Fast  2 Furious,  e  intravisto Dom  alla  fine  del  terzo  film, The Fast  and  the Furious: Tokyo Drift.
Con  i  film  che  hanno  fatto  seguito  al  primo,  la  serie  ha  continuato  a  raccogliere  fan  a  livello internazionale  facendo  registrare  incassi  da  capogiro.  L’ultima  immagine  di  Dom  che  valica  a  tutta velocità  il confine col Messico,  tuttavia ha  fatto crescere nei suoi  fan  il desiderio di saperne di più sulle vicissitudini  di  questo  anti-eroe…ed  anche  di  quelle delle  due  donne  della  sua  vita —  la  sua  ragazza Letty e sua sorella Mia (che poi è il grande amore di Brian).
Ad  otto  anni  dalla  prima  volta  in  cui  il  pubblico  ha  potuto  apprezzare  gli  stunts  e  la  passione  di Dom/Letty e di Brian/Mia, il produttore Neal Moritz voleva realizzare un nuovo film che tastasse il polso della cultura pop. Sapeva che era arrivato il momento per proporre un quarto film della serie. Era venuto il momento di tornare a casa.
Ma  non  era  sicuro  che questo  nuovo  capitolo  avrebbe  avuto  il  via  libera. Spiega Moritz:  “Ci  siamo divertiti  tantissimo  ed  abbiamo  riscosso  un  notevole  successo  con  i  primi  tre  film. Ma  se  veramente volevamo passare al livello successivo, sapevamo che avremmo dovuto riportare in scena Vin e Paul.”
Per fare ciò ci sono voluti una decina d’anni di progettazione e di coordinamenti. Afferma il produttore: “Ne abbiamo discusso a  lungo per molti anni. Bisognava  fare  in modo  che  tutti gli attori  fossero  liberi nello stesso momento, e dovevamo preparare una storia che li invogliasse a tornare ad interpretare i loro vecchi ruoli. Siamo stati veramente fortunati a farcela”.
Una volta  riuniti Vin Diesel, Paul Walker, Michelle Rodriguez e Jordana Brewster hanno cominciato, abbastanza  semplicemente,  con  l’apparizione  di  grande  successo  di  Diesel  in  Tokyo  Drift,  diretto  da Justin Lin. Dopo aver visto un rough cut del  film, Diesel ha deciso di partecipare al  finale del  terzo  film nella  scena  in  cui  l’amico  di Han  (SUNG KANG)  sfida  il  personaggio  interpretato  da  LUCAS BLACK, Sean Boswell, a gareggiare con lui. Durante  le  diverse  ore  trascorse  sul  set,  tra  il  regista  e Diesel  si  è  stabilito  un  rapporto  simpatico. L’attenzione di Lin ai dettagli,  insieme alla sua capacità di  inserire  la caratterizzazione  tra azioni molto vistose,  hanno  colpito  l’attore,  che  si  è  fatto  un  nome  proprio  grazie  allo  studio  dei  personaggi  da  lui interpretati nei film d’azione come xXx e nella serie Pitch Black/Le Cronache di Riddick.
Basandosi sull’entusiasta  risposta del pubblico all’apparizione di Diesel, Moritz si è  reso conto che  i fan  aspettavano  di  poter  tornare  a  vedere  Dom  e  Brian  sul  grande  schermo.  Della  partnership  il produttore fa notare: “La combinazione dei due e il modo in cui affrontano una scena insieme è qualcosa che non possiamo inventare. Quel tipo di rapporto e di chimica o sono del tutto spontanei oppure è inutile cercare di ottenerli”.
Gli  fa eco  il produttore Fottrell, parlando della  connessione  che Diesel e Walker  infondono nei  loro personaggi: “Tra i due esiste ancora una certa fratellanza. Uno è cresciuto dal lato sbagliato della legge, l’altro  dal  lato  buono.  Brian  si  sta  adesso  introducendo  nel mondo  di  Dom,  e  si  coprono  le  spalle  a vicenda. Tra i due esiste quell’etica che si fonda sui legami di sangue, che fa sì che uno protegga l’altro, non importa chi dei due abbia torto o ragione”.
Ricorda Diesel, che  ritorna sia nel  ruolo del muscoloso americano amante delle auto da corsa Dom Toretto  che  in  quello  di  produttore  del  film:  “Mi  piace  fare  dei  sequel  quando  si  sente  che  sono  una estensione  dei  film  originali.  La  sceneggiatura  di  questo  film  della  serie  Fast  &  Furious  soddisfaceva questo criterio”.
A convincerlo è stata anche  la  reazione dei  fan alla sua apparizione nel  terzo  film. Afferma  l’attore: “Dopo quella scena nel  terzo  film, mi è sembrato che  il pubblico mi stesse dicendo,  ‘Hey Vin, non  farti pregare…dai, fatti sotto e fai questo film. Vogliamo vederti in scena’”. E poi c’era l’incentivo di rivedere e tornare a lavorare con i colleghi dei film precedenti. Racconta Diesel: “E’ bello tornare a lavorare con le persone che erano lì con me quando ho fatto il mio ingresso ad Hollywood”.
Per  completare  la  serie,  i  realizzatori  hanno  voluto  lo  sceneggiatore  Chris  Morgan,  che  aveva precedentemente lavorato a Tokyo Drift nel 2006 e, più di recente, al film Wanted – Scegli il tuo destino, altro  successo  al  box-office  del  2008.  Come  Moritz  e  Fottrell,  Morgan  era  contento  di  riformare  la fratellanza. “Io adoro le auto, la cultura pop e l’azione”, ammette lo sceneggiatore, “ma quello che spinge The Fast and the Furious oltre i suoi limiti è la relazione tra questi due individui. E quando ti dicono che puoi tornare a giocare con tutto questo, beh, è come un sogno che si avvera”.
Ne è seguito un processo di profondo sviluppo nel quale a Morgan è stato assegnato  il compito di ideare  la  storia  che  avrebbe  portato  i  nostri  quattro  eroi  a  ritrovarsi  nuovamente  insieme. Mentre  lo sceneggiatore  si  metteva  all’opera,  i  realizzatori  focalizzavano  le  loro  energie  nella  ricerca  di  Paul Walker, Michelle Rodriguez e Jordana Brewster, affinché accettassero di prendere parte al film. Era ovvio che rimettere insieme il cast originale era fondamentale se i produttori desideravano riproporre al meglio la storia. Il fatto che Diesel, Moritz e Fottrell avessero accettato, ha convinto gli altri a dire di sì.
“Non  pensavo  che  lo  avrei  interpretato  di  nuovo”,  ricorda  Walker,  parlando  del  ruolo  di poliziotto/appassionato di auto straniere Brian O’Conner, per la terza volta. “Ma poi Neal mi ha raccontato la  storia  per  grandi  linee.  E  allora  ho  pensato  ‘Perché  no?  In  fondo  sarà  divertente  indossare nuovamente  quei  panni,  e  poi  trascorrerò  del  tempo  con  persone  con  cui  mi  trovo  bene  e  che  mi piacciono”.
Brian e Dom hanno stili diversi che riflettono le loro personalità e le loro prospettive nella vita. Walker sentiva  che  queste  diversità  sottolineavano  la  vera  dinamica  di  vita  tra  lui  e  Diesel.  “E’  un  contrasto divertente”, afferma. “E’ la costa ovest che incontra la costa est. Lui è totalmente newyorchese, e io sono l’immagine della California. Ma per qualche ragione, andiamo assolutamente d’accordo. E lo stesso vale per Brian e Dom.”
Anche  il  regista  Lin  si  è  illuminato quando  gli  è  stata  proposta  l’idea  di  riportare  in  scena  i  quattro personaggi di base. Nel 2001,  lui era soltanto uno studente di cinema che si era goduto  il  film  in sala come  tante altre persone. Come  realizzatore, questo progetto gli ha offerto  l’opportunità di  fare un  film che  rispettasse  la  serie  che  aveva  contribuito  a  sviluppare  e  di  portarla ad  una  nuova  generazione  di spettatori.
Della sua partecipazione, Lin spiega: “Non ho avuto dubbi. Vin e Paul  tornavano, e sia Michelle che Jordana avevano accettato. E’  fantastico avere  l’occasione per rivisitare  il passato, e allo stesso  tempo esplorare  ed  arricchire  questi  personaggi.  Una  generazione  di  ragazzi  ha  amato  The  Fast  and  the Furious. Ed è emozionante provare a portare una nuova generazione a fare altrettanto”.
Il  suo  approccio  al materiale  ha  incontrato  subito  l’entusiasmo  di Diesel  e Walker. Poiché  avevano “vissuto” con questi personaggi così a lungo, avevano entrambi idee molto specifiche riguardo alla storia, alle  auto  e  all’azione. Questa  idea  condivisa  di  riuscire  a  riproporre  elevandolo  questo  film  d’azione, basato sui personaggi, ha fatto di Lin il regista perfetto per dirigerlo.
Lin è d’accordo con Moritz e Fottrell riguardo alla connessione che si realizza sullo schermo tra i due attori principali: “Nel caso di Paul e Vin, senti che nutrono un profondo rispetto l’uno per l’altro e che, allo stesso  tempo,  sono  in  competizione,  e  questo  è  sempre molto  divertente  sul  grande  schermo.  Tutto questo ti tiene incollato alla sedia per vedere come va a finire”.
I temi della lealtà alla famiglia e del sacrificio hanno sempre avuto un posto centrale nella serie, e tutti quelli  che  hanno  preso  parte  alla  realizzazione  del  film  sono  d’accordo  sul  fatto  che  questi  elementi hanno  contribuito  al  successo  dei  film. Fondamentale  per  la  nuova  sceneggiatura  era  far  risorgere  la defunta amicizia tra Dom e Brian, che a sua volta riflette la relazione infranta di Brian e Mia.  Dom  e Brian,  che  sono  diventati  amici  grazie  al motore  di  un’auto,  sono  uniti  da  un’etica  comune. Questo  senso  della  famiglia,  complicato  dal  suo  rispetto  per  la  libertà  di  Dom,  è  ciò  che  Brian  sta inseguendo, senza riuscire a catturarlo. Sebbene riconosca i pericoli cui va incontro legandosi a Dom e pur dovendo affrontare  la collera di Mia, Brian è pronto a percorrere nuovamente quella strada quando Dom ritorna a Los Angeles.
L’ultima  volta  che  lo  abbiamo  visto, Dom  stava  varcando  la  frontiera messicana  e  si  stabiliva  nella Repubblica Dominicana, dove la cultura delle gare automobilistiche è floridissima, nel calore dei tropici e al  ritmo  pulsante  del  reggaeton  (un  misto  di  musica  da  ballo  giamaicana,  reggae  e  hip-hop  latino-americano). Con  Letty  al  suo  fianco, Dom  ha  finalmente  una  nuova  vita…ma  è  la  vita  inquieta  di  un fuggitivo.
Le  donne  di  Fast  &  Furious  possiedono  una  volontà  di  ferro  e  le  stesse  capacità  dei  loro  partner maschili. Dal suo primo istante sullo schermo, Michelle Rodriguez ha lasciato un’impronta indelebile nei panni  della  sexy  esperta  di  auto  Letty,  un  personaggio  che  Diesel  definisce  il  suo  “primo  amore  in pellicola”.
La  Rodriguez  desiderava  molto  che  la  relazione  tra  Dom  e  Letty  venisse  sviluppata  nell’ultimo capitolo. “La posta in gioco è più alta”, spiega. “Letty e Dom sono due persone in fuga, che infrangono la legge ovunque si trovino. Ricorda vagamente il clima di Bonnie e Clyde. La domanda cruciale adesso è se Dom rischierà il suo amore per lei per soddisfare il desiderio di gareggiare in auto, una cosa alla quale entrambi non riescono a resistere”.
Per Jordana Brewster, l’occasione di rivisitare un luogo familiare insieme a dei vecchi amici era da non perdere. L’aver acconsentito a riprendere il vecchio personaggio si è rivelato molto più di un felice “ritorno a  casa”,  quando  ha  saputo  che  a  dirigere  il  film  sarebbe  stato  Lin.  L’attrice  aveva  già  lavorato  con  il regista in Annapolis ed è stata molto felice di poter tornare a lavorare con lui. Nonostante la perdita sia del fratello che dell’amante, la bella Mia dal cuore spezzato è riuscita però a tirare avanti a Los Angeles. La Brewster si è presto resa conto che riprendere il suo ruolo non sarebbe stato  così  facile  come  aveva  sperato.  L’attrice  si  aspettava  che  il  personaggio  che Morgan  avrebbe ideato sarebbe stato pieno di rabbia e di amarezza al ritorno di Dom e Brian. Ma il regista aveva un’idea diversa di Mia.
“Come attrice,  tendi sempre al drammatico”, spiega la Brewster. “Dopo aver perso così tanto, volevo che Mia fosse piena di rabbia. Ma Justin voleva che le donne del film fossero forti e determinate, pertanto Mia va avanti con  la sua vita. E’ una sorta di documento delle sue grandi qualità direttoriali, perché ha
messo tanta cura nello sviluppo dei personaggi quanta ne ha dedicata all’azione”.

Coatti e Dee: gli attori non protagonisti

Per  completare  il  cast,  i  realizzatori  hanno  preso  in  considerazione  una  lunga  serie  di  attori  non protagonisti…cercando  in particolare qualcuno che potesse procedere  testa a  testa con personaggi del calibro  di Dom, Brian,  Letty  e Mia.  John Ortiz  di American Gangster  e  Laz Alonso  di  Jarhead,  erano proprio gli attori perfetti per i ruoli di Campos e Fenix.
All’inizio del progetto,  il newyorchese Ortiz aveva molta più dimestichezza con  i pericoli del  trasporto pubblico che con  le corse  folli attraverso  i  tunnel messicani nelle più moderne macchine  truccate. Per calarsi nei  ruoli,  lui e Alonso hanno deciso di creare delle storie precedenti per  i  loro personaggi. Così Campos  era  il  comandante  in  seconda  dell’esercito  di  spacciatori  di Braga, mentre  Fenix  è  il  braccio violento che uccide chiunque complichi la missione.
Per decidere dei loro passati, Ortiz racconta: “Abbiamo deciso che erano due amici cresciuti insieme. Lui era quello che mi proteggeva a scuola. E per strada, era quello che picchiava chiunque mi prendesse in giro. Abbiamo pensato che un passato simile avrebbe dato un senso a ciò che i nostri personaggi sono e fanno nel film”.
Alonso diventa quello che Dom insegue quando scopre che Fenix ha avuto una parte nell’omicidio di un suo amico. L’attore ha visto il sociopatico Fenix come un uomo che considera Dom una vera sfida e qualcuno che “gli farebbe gola uccidere”. Interpretare il ruolo dell’antagonista gli ha concesso di mettere in  scena  una  sorta  di  “scontro  fra  titani,  dal  primissimo  istante  che mettiamo  gli  occhi  l’uno  sull’altro”, spiega Alonso. “Il mio personaggio pensa ‘va bene, lo voglio sfidare’”.
Alla squadra si è unito anche GAL GADOT, un’esordiente nata in Israele che ha debuttato sul grande schermo in Fast & Furious nei panni della intrigante Gisele, punto di contatto tra Dom e Brian e l’impero di  Braga.  Di  ritorno  sul  grande  schermo  con  una  breve  apparizione  è  l’amico  fraterno  di  Dom,  Han, interpretato da Sung Kang di Tokyo Drift.
A completare il cast dei corridori nelle corse truccate che sfidano Toretto e O’Conner e preparano la scena al ritorno che farà tremare la scena delle gare truccate di Los Angeles, Lin e i direttori del casting hanno selezionato una serie di cattivi ragazzi e cattivissime ragazze.
Sin dagli inizi nel 2000, Moritz ha pensato di iniettare nel film un po’ di saggezza di strada scegliendo come attori non protagonisti alcuni artisti hip-hop emergenti. Questa volta i realizzatori si sono recati nei Caraibi per  reclutare  le superstar  latino-americane DON OMAR e TEGO CALDERÓN, che  interpretano due dei membri della banda di Dom e Letty nella Repubblica Dominicana.
Con  tanto  di  cappello  all’influenza  latino-americana  che  si  respira  in  Fast  &  Furious,  i  realizzatori hanno  scelto  il  reggaeton,  uno  stile musicale  che  tra  i  suoi  tanti  fan  annovera  Diesel.  E’  stato  infatti l’attore ad indirizzare Lin e Moritz verso Omar e Calderón quando era in preparazione la colonna sonora di Tokyo Drift.  I due  artisti  hanno  inciso  per  l’album  “Bandaleros”,  ed Omar  ha  poi  aggiunto  il  singolo “Conteo”.
Omar, che si dichiara un fan delle auto truccate, possiede un furgoncino Chevy del 1941 e ammette di avere una spiccata passione per  le auto americane che  risale ai  tempi  in cui  le  riparava  insieme a suo padre, quando era ancora un ragazzino. Così riassume le sensazioni dei vari nuovi attori (e del pubblico) nell’interpretare questo nuovo capitolo: “Tutti amano le automobili veloci, le belle ragazze e le feste. Ecco cos’è che fa impazzire il pubblico e gli fa desiderare di vedere un nuovo episodio di Fast & Furious.”
Completa il cast centrale del film la squadra dell’FBI di Brian, comprendente JACK CONLEY di Dick e Jane – Operazione Furto nei panni del suo rigido boss, l’agente Penning; SHEA WHIGHAM di Pride and Glory nei panni del burocrate agente Stasiak; e LIZA LAPIRA di Cloverfield in quelli dell’agente Trinh, la brillante analista che guida Brian da Campos.

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Truccate contro importate: le auto del film

Un’automobile definisce il suo pilota, e chi guida fa le sue scelte, che non perdonano quando si tratta di decidere per i loro veicoli: d’importazione o truccate. La squadra di Fast & Furious – Solo parti originali non sfugge a questa rivalità ed ha utilizzato circa 250 tra le auto più cattive e tra i motori più sexy per far leva  sugli  amanti  del  genere  che  apprezzano  il  “metallo  pesante”  americano  …  o  su  quelli  che preferiscono  la sublime bellezza delle auto di  importazione giapponese o europea messe a punto alla perfezione.
I realizzatori hanno ancora una volta alzato la posta in gioco, dotando Dom e Brian di un arsenale di auto per spingersi al  limite dello sforzo sopportabile. Quando Morgan ha cominciato a mettere nero su bianco, era abbastanza ovvio che la DODGE CHARGER del 1970 “defunta” in un incidente spettacolare
alla fine di The Fast and the Furious sarebbe stata resuscitata a beneficio di Dom in Fast & Furious. “Non solo la Charger è una macchina bellissima”, afferma lo sceneggiatore, “ma rappresenta molto di più. Ha una sua storia; incarna lo spirito di Dom”.
Dom  mantiene  le  sue  credenziali  di  pilota  di  auto  truccate  guidando  una  Charger  del  ’70  e  una CHEVROLET SS CHEVELLE, sempre del 1970, che appaiono  in The Fast and  the Furious, ed anche una BUICK GNX GRAND NATIONAL del 1987 e una F-BOMB CAMARO del 1973. Da parte sua, Brian si misura con una straordinaria macchina di importazione, una NISSAN SKYLINE GTR del 2007, ed anche con la versatile SUBARU WRX STi del 2009.
E’  un mondo  di macchine  truccate  con  una  serie  di  automobili  “non  protagoniste”  di  tutto  rispetto, come la PLYMOUTH ROADRUNNER del 1970 di Letty e la FORD GRAN TORINO del 1972 di Fenix, o di importazione come la ACURA NSX del 2003 di Mia e la PORSCHE CAYMAN del 2007 di Gisele, che orbitano  attorno  alle  “auto  protagoniste”,  la  creme  della  creme  delle  auto  per  soddisfare  una  grande varietà di gusti.
E’ toccato ad un altro veterano della serie, il coordinatore delle auto del film DENNIS MCCARTHY, un appassionato delle auto truccate, istruire attori e tecnici su ciò che rende ogni macchina più desiderabile dell’altra…e di  trovare  i veicoli che erano stati selezionati per  il  film. McCarthy aveva precedentemente lavorato con Lin e Moritz su Tokyo Drift, un universo costellato principalmente di auto di  importazione asiatiche  e  di  una manciata  di  automobili  americane. Una  volta  decisi marche  e modelli  per  il  film,  a McCarthy è toccato il compito di rintracciare più automobili dello stesso tipo, una sfida piuttosto gravosa vista la difficoltà di reperimento di ciascun veicolo classico. Ed il compito successivo non è stato affatto più semplice: attrezzarle e rinforzarle affinché potessero sopportare gli sforzi previsti dal film.
E’ stata  la Dodge Charger a  rappresentare  la sfida maggiore per McCarthy e per  la sua squadra di meccanici. Non era rimasta nessuna delle vetture originali utilizzate in The Fast and the Furious (eccetto quelle a beneficio dei  turisti  in visita agli Universal Studios), e così ha avuto  inizio una caccia al  tesoro per  tutto  il paese per poter  letteralmente mettere  insieme un  totale di sette Charger…ed anche alcune imitazioni fatte in casa.
“Le Dodge Charger, in qualsiasi condizione, sono estremamente difficili da trovare”, spiega McCarthy, “e per il film ne abbiamo utilizzate circa sette…quindi si è trattato di recuperare un gran numero di pezzi da assemblare in seguito. E non se ne trovavano a sufficienza”. Poiché volevamo soddisfare le attese del pubblico,  che  si  aspettava  un  ritorno  della Charger,  la  squadra  di McCarthy  ha  trovato  una  soluzione alternativa. “Abbiamo deciso di realizzare un calco della carrozzeria in fibra di vetro”, spiega. “E l’idea ha funzionato”.
Una delle svolte per gli amanti delle auto è stata la richiesta di costruire varie repliche della macchina da  bullo  F-Bomb  Camaro.  Di  proprietà  e  costruita  da  DAVID  FREIBURGER,  un  nome  molto  noto dell’industria dell’automobile,  è  un’automobile  stupenda,  desiderata  da  tutti  coloro  che  l’hanno  vista muoversi …e mantenere le promesse implicite nel suo nome.
Oltre  alle  automobili  guidate  dai  protagonisti,  i  realizzatori  avevano  bisogno  di  una  serie  di  auto  di contorno,  per  completare  quello  sfondo  cui  gli  amanti  della  serie  erano  ormai  abituati  e  al  quale  non erano  certo  disposti  a  rinunciare.  Un  “reperto”  ritrovato  da McCarthy,  che  ha  lasciato  attori  e  tecnici senza parole, è stata una CAMARO rosso mela del 1969, propriamente battezzata “The Big Red.” E’ una delle auto più veloci del mondo e raggiunge le 220 miglia all’ora. Ancora una volta,  i produttori hanno dato vita a quella che è una  tradizione per  i proprietari di auto particolari degli Stati Uniti e del Canada: i provini aperti a tutti. E’ stata un’occasione per tutti i proprietari di antiche bellezze per mostrare agli altri i loro “giocattoli”; automobili, motociclette, camioncini, furgoni e SUV  sono  stati  fatti  sfilare  per  la  gioia  dei  realizzatori  e  non  solo.  Più  erano  strani, meglio  era,  e  i
produttori, come al solito, non sono rimasti delusi dallo show.
Il  livello  dei  dettagli  di  queste  automobili  non  smette mai  di  sorprendere  il  produttore  Fottrell  che racconta: “Dai disegni realizzati sulla carrozzeria in poi, i proprietari hanno reso queste vetture veramente uniche.  Il  coordinamento  nelle  tinte,  gli  interni  e  la  quantità  di  attenzioni  che  dedicano  al  proprio lavoro…ogni volta mi lasciano senza parole”.
E  viene  disegnato  il  confine,  sebbene  impari,  tra  i  vari  membri  del  cast  e  della  troupe  —  che mantengono vivo il dibattito “macchine truccate contro macchine di importazione” con racconti sulle loro preferite. Nostalgici del “metallo pesante”, Diesel, Rodriguez, la Brewster, Ortiz e Alonso preferiscono le “truccate”. Walker, tuttavia, rimane fedele al suo personaggio che importa ed ama  le performance delle vetture europee e giapponesi.
Dal suo ruolo nel primo film della fortunata serie, Walker ha messo insieme una collezione d’auto che continua a crescere, composta di un eclettico mix di auto americane classiche e auto di importazione. Ne ha perfino offerte diverse ai realizzatori affinché le utilizzassero nel film…compresa la sua CHEVY NOVA del 1967, che si vede nella scena del party nella Repubblica Dominicana.
La Rodriguez  non  riesce  a  decidersi  quando  si  tratta delle  sue  preferenze  di  automobili ma  per  lei importa  soprattutto  che  siano  “verdi”.  Afferma  l’attrice:  “In  Fast  &  Furious  –  Solo  parti  originali,  mi piacciono  le  auto  truccate.  La Charger  è  decisamente  figa”. Ed  aggiunge  ridendo:  “Adoro  correre, ma adesso guido una Prius”. Ma l’attrice non rinuncia alla possibilità di far scorrere un po’ di adrenalina; ha messo  gli  occhi  su  una  Tesla  di  prossima  produzione  —  una  vettura  elettrica  dalle  eccellenti performance. “Sarebbe veramente fantastico se esistesse una squadra di piloti ‘verdi’”.
Come Ortiz, la Brewster è una newyorchese che non sapeva guidare prima di venir scritturata per The Fast and the Furious. Infatti, ha dovuto prendere la patente per poter recitare nel primo film. Questa volta invece, dopo essersi trasferita a Los Angeles, l’attrice si è dimostrata una perfetta guidatrice, in grado di navigare senza timore lungo le labirintiche strade ed autostrade della città. Tuttavia, otto anni al volante non hanno modificato la sua mancanza di interesse per le sue co-protagoniste a quattro ruote. Afferma, infatti, timidamente: “Probabilmente preferisco quelle truccate. Ma ancora non conosco le auto così bene; è piuttosto imbarazzante”.

Da Los Angeles al Messico: girando “on location”

Tornando  alle  origini  di  The  Fast  and  the  Furious,  i  realizzatori  sapevano  che  sarebbe  stato  un peccato non rivisitare la città che era stata d’aiuto nel lanciare la cultura delle corse automobilistiche su strada. Capannoni  vuoti e  lunghi  tratti  di  strada  asfaltata  a malapena  illuminati  dalle  luci  della  città — nella parte più ad est di downtown Los Angeles — avrebbero ospitato ancora una volta il set della scena sexy clandestina. La maggior parte del girato durante gli 85 giorni di  riprese è stato  in esterni a L.A. e nelle zone immediatamente confinanti. Alcuni set sono stati realizzati a Sylmar e a Culver City.
Altrettanto  importante era  far  ritorno ad alcune delle  location precedentemente utilizzate  in The Fast and  the  Furious —  nello  specifico,  la  costruzione  più  identificabile,  la  casa  di  Toretto,  e  il  quartiere circostante  di Echo Park,  a  Los Angeles.  La  settimana  delle  riprese  notturne  ha  scatenato  i  ricordi  di attori  e  troupe,  ed  anche  quella  dei  curiosi  che  vi  assistevano,  scattando  foto,  provando  nostalgia  ed emozionandosi. Secondo  il produttore Moritz, quelli erano solo alcuni dei  “molti giorni  trascorsi sul set che mi hanno riportato indietro al primo film e fatto provare lo stesso spirito cameratesco dell’epoca”.
Ma  tornando a girare negli stessi  luoghi otto anni dopo,  i  realizzatori si  sono  trovati di  fronte ad un paesaggio  molto  cambiato.  Sebbene  la  casa  di  Toretto  fosse  ancora  in  piedi,  i  nuovi  proprietari  ne avevano demolito il garage sul retro, quello che ospitava l’amata Dodge Charger di Dom. Comunque non si è  trattato di un grosso problema per  la scenografa  Ida Random:  la sua squadra  lo ha  ricostruito alla perfezione, fin nei minimi dettagli.
Los Angeles, Miami e Tokyo hanno  fatto da sfondo ai primi  tre  film, e adesso  le  luci della ribalta del quattro erano tutti sul Messico. Il film è anche intessuto di cultura latino-americana —dalla sequenza da batticuore  iniziale  nella  Repubblica  Dominicana  (DR)  alle  polverose  e  roboanti  sequenze  girate  nel deserto messicano e nei tunnel degli spacciatori.
L’idea di utilizzare la Repubblica Dominicana in Fast & Furious – Solo parti originali è stata di Diesel.  I riferimenti al Selvaggio West sono stati sempre parte integrante della serie, e la bellezza selvaggia della DR funzionava come nascondiglio ideale per Dom e Letty mentre cercano di rifarsi una vita al sud del  confine  statunitense. Per  ricreare  le  varie  regioni della DR,  la  squadra di Lin ha  scelto  varie  zone della California del sud.
La sequenza  iniziale ha inizio con un’auto cisterna per  trasporto carburante che  insegue un  tir lungo un’autostrada della DR, stabilendo lo standard per l’azione senza limiti del film. Letty e Dom sono a capo della banda di piloti da corsa che organizzano  il complicato  lavoro.  I realizzatori hanno discusso con  lo sceneggiatore Morgan del complicato problema del carburante in quella zona e di come il petrolio sia una cosa fondamentale in alcune regioni dove manca e che possono essere lasciate all’asciutto…a volte per intere settimane.
Diesel spiega: “Quello in cui Dom si è dimostrato veramente bravo, costruendosi una reputazione nel mondo della clandestinità, è  il  furto di cose  in movimento. E’ un bandito moderno, che assomiglia però molto  ai  banditi  del Far West. Quando  lo  vediamo  in  azione,  sta  rubando  carburante  non  solo per  se stesso,  ma  per  gli  abitanti  di  un’intera  zona  sottoposta  ad  aumenti  del  petrolio  esorbitanti”.  Le autocisterne  in  fuga  che  Dom  e  Letty  inseguono,  sono  state  riprese  nelle  strade  di  montagna  della Templin Highway — che corre accanto alla Golden State Freeway, a nord di Los Angeles.
La costa di San Pedro, illuminata dalle torce, a sud di Los Angeles, ha ospitato il party sulla spiaggia che, alla fine dell’inseguimento, Dom e Letty danno per festeggiare il furto del carburante (ed evitare una morte  quasi  certa).  Ovviamente,  la  scena  è  stata  completata  dalle  bellezze  sexy  che  non  possono mancare ad una festa tra le stupende auto del caso.
Le  scene  in Messico  sono  state  girate  in  vari  luoghi.  La maggior  parte  sono  state  realizzate  sullo sfondo dei polverosi paesaggio della Antelope Valley’s Acton e di Canyon County, mentre gli elementi più tipici del Messico di provincia non potevano venir ricreati. Attori e troupe si sono allora trasferiti nella piccola  città  di  provincia  di Magdalena  de Kino  al  confine messicano,  nella  zona  di  Sonora. E  poi  le riprese sono continuate per un’altra settimana all’interno della città.
A completare la squadra produttiva, un gruppo di artisti hanno collaborato alla realizzazione di questo ultimo film. Alcuni sono dei nuovi membri, come il direttore della fotografia Amir Mokri, mentre altri sono nomi già conosciuti, come la scenografa Ida Random, la costumista Sanja Milkovic Hays, il coordinatore delle automobili in scena Dennis McCarthy e il regista della 2a unità, TERRY S. LEONARD.
Delle persone che hanno contribuito alla  realizzazione di questo quarto  film della serie,  il  regista Lin dice:  “Uno dei veri  lussi nel  realizzare un  film dal grosso budget è che  ti  trovi a  lavorare con  i migliori artisti  e  con  i migliori  tecnici  sulla  piazza —  le  persone  più  creative  dell’industria  del  cinema.  Poter contare su una cosa simile e utilizzare al massimo le capacità di ciascuno di loro è stato uno dei privilegi nel realizzare Fast & Furious – Solo parti originali”.

Filmare gli stunts

I produttori e Lin sapevano che l’azione sarebbe stata uno degli elementi chiave per soddisfare i fan, insieme alla  tanto sospirata  riunione di  famiglia  tra Dom, Letty, Brian e Mia. Sono  trascorsi otto anni e, sebbene i gareggianti siano cambiati, il mondo delle corse clandestine su strada di Los Angeles rimane sempre  lo  stesso. Brian  trascorre  le  sue giornate  inseguendo  i  criminali a bordo della  sua automobile standard dell’FBI, una Crown Victoria, e Dom è un mito le cui imprese sono ormai eclissate dai giovani piloti emergenti.
Lin, il direttore della fotografia Mokri e il regista della 2a unità Leonard hanno dimostrato di aver fatto bene  i  compiti  a  casa  quando  si  è  trattato  di  realizzare  delle  sequenze  di  inseguimento  visibilmente credibili. Per restare fedeli alla sottocultura delle corse clandestine su strada, hanno voluto  infondere  la storia di momenti volti a soddisfare  i  fan più  incontentabili… oltre ad  incrementare  la sfida per quel che riguardava l’azione e, logicamente, per i personaggi.
“Una lezione importante che ho appreso da Tokyo Drift è stata come portare il pericolo sullo schermo senza che nessuno corra dei rischi”, spiega Lin. “Niente può battere queste automobili quando sono sulla strada — il modo in cui voltano, saltano e atterrano. Ed eravamo tutti emozionati all’idea di poter rendere le scene ancora più autentiche”.
Per  Walzer  era  fondamentale  che  le  scene  alla  guida  di  Fast  &  Furious  –  Solo  parti  originali riflettessero i movimenti per le strade di Los Angeles e nei tunnel in Messico facendoli apparire il più reali possibile.  “I  primi  due  film  erano  iper-realistici,  specialmente  2  Fast  2  Furious”,  afferma  l’attore.
“Desideravo che le scene al volante in questo film fossero il più realistiche possibile. Ho sempre pensato che il modo di guidare di Brian fosse diverso da quello degli altri: lui è più uno che va da un punto A ad un punto B in linea retta, piuttosto che uno che scivola e curva a tutta birra”.
Aggiunge  il  regista:  “E’  stato  fantastico  discutere  con  Paul  delle  automobili. E’ molto  preparato  sul design e sulle vetture di importazione, cose che sono cambiate molto nel tempo, e noi volevamo tenerne assolutamente conto. Questa volta, desidero migliorare il reale design delle auto, piuttosto che tentare di decorarle”.
Dalle corse mozzafiato nei  tunnel alle  inversioni ad U  in città da  far  rizzare  i capelli,  i  realizzatori si sono affidati a Leonard per  l’esecuzione delle audaci manovre previste dalla sceneggiatura di Morgan.
Oltre  al  coordinatore  degli  stunt  FREDDIE  HICE,  Leonard  ha  disegnato  le  sequenze  estreme  e coreografato  le  manovre  sempre  più mozzafiato  che  gli  affezionati  della  serie  ormai  si  aspettano  di trovare in ogni nuovo film.
Utilizzando come camera-car la ormai collaudatissima PORSCHE CAYENNE, il fuoristrada M1 OFF-ROAD BUGGY e  il MIC RIG, disegnato dal  coordinatore degli  stunt di The Fast and  the Furious MIC RODGERS, sono riusciti ad assicurare al pubblico una “cavalcata” memorabile.
Riferendosi ad una scena alla guida che è stato costretto ad improvvisare, Walker racconta: “Justin mi ha chiesto di arrivare a tutta velocità e poi rallentare fino a fermarmi. Era la seconda ripresa della stessa scena, quindi ho pensato che sarei potuto essere un po’ più veloce. Spingevo e spingevo e, ad un certo punto, pensavo che sarei uscito dal quartiere.
“Sulla  strada  c’era  un  sacco  di  terra,  e  le  gomme  erano  semi  lisce  [per  una migliore  performance sull’asfalto  liscio],  quindi  non  avevano  molta  presa”,  continua.  “avevo  raggiunto  le  80  miglia  all’ora quando finalmente mi sono fermato, a pochi centimetri da un’auto parcheggiata. E’ stato un po’ rischioso, ma non si poteva fare di più o renderla più emozionante”.
Per ricreare l’inseguimento dell’autocisterna da parte di Dom e Letty nella Repubblica Dominicana, era necessario che  la scena venisse  ripresa da entrambe  le unità per poterne cogliere  tutte  le angolazioni.
Nel corso delle varie settimane,  la produzione ha utilizzato delle macchine speciali con speciali dettagli fatti su misura. Tra esse c’erano una Buick GNXs multipla — perfettamente equipaggiata per eseguire vari  tipi  di  stunt  (per  esempio,  guidare  in  retromarcia  ad  alta  velocità)  —,  delle  autocisterne telecomandate (in grado di muoversi senza pilota o di rimorchiare altre autocisterne) e delle autocisterne con la guida sul retro.
Diesel e Rodriguez hanno potuto sperimentare una bella sequenza adrenalinica in prima persona, ma la Rodriguez in misura maggiore insieme alla sua controfigura HEIDI MONEYMAKER, quando entrambe, secondo la Rodriguez, “sono rimaste appese fuori dall’autocisterna a 25 miglia all’ora”. Per impersonare la scavezzacollo Letty, si sono arrampicate fuori dalla cisterna e sono rimaste appese per salvarsi la vita.
Diesel  riassume  così  le  sensazioni  della  troupe e degli  attori  nel  trovarsi al  volante. Ricorda:  “Fare giravolte di 180 gradi, di 360 gradi, di 90 gradi…è stato molto divertente  rimettersi al volante. Un vero amante delle automobili vi dirà che una vettura è  l’estensione del suo personaggio. E quindi ritornare a quell’affidabile,  stoica  Charger  è  stato  molto  divertente.  E’  stato  un  po’  come  ritrovare  una  vecchia amica—come tornare a lavorare con un collega conosciuto tanti anni prima”.

Trailer italiano:

Una scena in anteprima – inseguimento a Los Angeles:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

Commenti»

1. andrey - 09/12/2009

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