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Cinema futuro (628): “Houdini – L’ultimo mago” 18/04/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Houdini – L’ultimo mago”

Uscita in Italia: 24 aprile 2009
Distribuzione: Eagle Pictures

houdinilultimomagoTitolo originale: “Death Defying Acts”
Genere: drammatico / thriller
Regia: Gillian Armstrong
Sceneggiatura: Tony Grisoni e Brian Ward
Musiche: Cezary Skubiszewski
Uscita in Gran Bretagna: 8 agosto 2008
Sito web ufficiale (G.B.): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Guy Pearce, Catherine Zeta-Jones, Timothy Spall, Saoirse Ronan, Malcolm Shields, Leni Harper, Ralph Riach

La trama in breve…
Quando il famoso artista delle fughe impossibili Harry Houdini approda ad Edimburgo ed offre  un premio di  10,000 dollari a chiunque possa metterlo in contatto con la madre dall’oltretomba, una bella ma insidiosa sensitiva, spalleggiata dalla giovane figlia, sua complice, accoglie la sfida. Il tempo che trascorre con questa donna misteriosa fa sì che Houdini resti stregato dal suo fascino, e ciò che agli inizi è solo una simpatia diventa un rapporto complicato e pericoloso.

Scritto da Tony Grisoni (Brothers of the Head, In this World) e Brian Ward (The Interpreter), Houdini – l’ultimo mago raccoglie  un team di attori importanti come Guy Pearce (The Proposition, Memento)  vincitore di un Academy Award, Catherine Zeta-Jones (Chicago, La leggenda di Zorro), Timothy Spall (Harry Potter, L’ultimo Samurai), e la dodicenne irlandese, Saoirse Ronan (Espiazione) nel ruolo di Benji, la figlia di  Catherine Zeta-Jones.
Il film è diretto dal vincitore di numerosi premi Gillian Armstrong (Charlotte Gray, Piccole Donne) ed é prodotto da  Marian Macgowan per la Macgowan Lupovtiz Nasatir Films Pty Ltd  e da Chris Curling per la Zephyr Films Houdini Ltd. E’ una co-prduzione Regno Unito/Australia, con finanziamenti anche da parte della Film Finance Corporation Australia, di BBC Films, di New South Wales Film and Television Office e di UK Film Council. Dan Lupovitz, Marcia Nasatir, Kirk D’Amico, Lucas Foster e David Thompson sono i produttori esecutivi.
Dietro le quinte di  Houdini – l’ultimo mago, c’è un team di  produzione composto da grandi star come il direttore della fotografia, Haris Zambarloukos (L’amore fatale, Venus, Mamma Mia!), la scenografa Gemma Jackson (Un sogno per la vita, Il diario di Bridget Jones) e  la costumista Susannah Buxton (As You Like It, Millions).
Houdini – l’ultimo mago, le cui riprese sono cominciate nell’agosto del 2006,  è stato girato, interni ed esterni, a Londra, negli studio Ealing e Pinewood e ad Edimburgo.

La produzione
Mescolando realtà e finzione, il romantico dramma Houdini – l’ultimo mago segue il tour di grande successo, in Gran Bretagna, dell’osannato illusionista specializzato in fughe impossibili, Harry Houdini. Nel 1926 il grande illusionista è arrivato all’ultima tappa del suo acclamatissimo tour mondiale.  In un momento storico di grande polemica scientifica,  Houdini approda ad Edimburgo da superstar ed offre una fortuna a chiunque  possa esaudire la sua richiesta medianica.  Mary McGarvie e sua figlia Benji,  che si esibiscono in un numero di varietà, decidono di sfidare in furbizia il più scaltro di tutti i maestri.
Due grandi incantatori che si sfidano correndo il più grosso dei rischi,  quello di innamorarsi l’uno l’altro…

Gli sceneggiatori Tony Grisoni e Brian Ward, hanno lavorato qualche anno fa a questa sceneggiatura.
La sceneggiatura è poi arrivata all’attenzione del produttore esecutivo Dan Lupovitz. “Gli sceneggiatori  Toni Grisoni e Brian Ward mi hanno mandato la loro sceneggiatura perché io ne considerassi la produzione. Mi è sembrata fantastica ma in effetti avevano deciso di farne solo un piccolo film scozzese e avevano bisogno di un produttore scozzese. Come americano, non potevo partecipare.
Perciò, dispiaciuto, ho lasciato perdere. Ma stranamente, quasi magicamente, due anni dopo un agente mi mandò la stessa sceneggiatura. Dopo averne letto le prime tre righe mi accorsi che ricordavo quella sceneggiatura e ricordavo anche che mi era piaciuta da morire.
Non erano riusciti a fare il film in Scozia quindi adesso erano interessati a fare un film più internazionale. E ora io potevo partecipare all’operazione… ero  felicissimo.”

Scritto dagli sceneggiatori Tony Grisoni e Brian Ward, il film è diretto da Gillian Armstrong. Secondo Lupovitz, lei era la persona ideale per la regia:   “Io sono un grande fan della Gillian da quando  ha diretto My Brilliant Career.  Ha un taglio molto particolare come regista, uno stile visivo molto forte.  Racconta bene le storie e sa gestire  gli attori. E’ eccezionale con i film d’epoca, così è riuscita a dare vita a questa pellicola attraverso particolari interessanti senza cadere nei cliché.   Inoltre, nei suoi lavori i personaggi sono tratteggiati a tinte molto forti e questa sceneggiatura  ha dei protagonisti molto forti, complicati e interessanti”.

Il produttore Marian Macgowan è pienamente d’accordo:  “Gillian ha una sensibilità visiva molto decisa, ma soprattutto è interessata al dramma umano. Riesce a raccontare una storia piena di forti emozioni  in  modo molto figurativo.”

La Armstrong ha subito accettato la regia con entusiasmo. “Quando ho letto la sceneggiatura mi è piaciuta subito moltissimo. Era un punto di vista originale su una famosa icona. Non sapevo niente di Harry Houdini. Il suo nome, come per molte persone, ovviamente faceva parte del mio bagaglio di  conoscenze e sapevo che aveva a che fare con fughe, catene e lucchetti. Ma adesso so moltissimo su Harry! E’ stato un uomo affascinante e mi è piaciuto molto scoprire cosa succedeva dietro le quinte  dell’ illusionismo, della magia, dello spettacolo. Credo che sia intrigante per chiunque. Il suo rapporto odio/amore con l’ aldilà è davvero interessante.”

Un altro aspetto della storia che è veramente piaciuto  ad Armstrong, è quanto fosse immensa la fama di Houdini in quel periodo: “Migliaia di persone accorrevano  per le strade o sui ponti, ovunque lui esibisse i suoi numeri. La cosa che mi ha più affascinato di Harry non è tanto in numero in sè, ma come riusciva a venderlo. Era uno straordinario promotore di se stesso e molto astuto nel manipolare la stampa. Ha congegnato un sistema per far sì che i suoi numeri fossero molto più apprezzati di tutti gli altri e con grande furbizia ha catturato l’immaginario di tutto il pianeta. E’ stato la prima superstar al mondo, ma dietro questa grande stella si nascondeva un uomo molto complicato ed angosciato.”

L’attore australiano Guy Pearce è stato scelto per il ruolo centrale.  Lupovitz spiega come mai lo ritenga perfetto per questa parte: “Siamo stati molto fortunati a poter contare su Guy Pearce per il ruolo di Houdini.  “Non riesco ad immaginare un attore più adatto. Ha uno stile di recitazione viscerale e fisico che assomiglia molto al  vero Houdini come persona e come artista, inoltre ha il dono di interpretare il ruolo di protagonista conservando le sfumature del caratterista.

Marian Macgowan aggiunge. “Ci sono vari livelli nella storia sui quali Guy, in qualità di professionista, può confrontarsi, ma quello che aggiunge del suo è una grande presenza scenica. Lui ha molta fisicità, molta prestanza.”

Per la Armstrong,  Pearce  ha  la capacità di immergersi in un ruolo. “E’ un attore incredibile. Quello che più mi piace di lui è che è camaleontico, può trasformarsi completamente,  un attore di spessore e di grande intelligenza.  Ho capito da subito che Guy avrebbe fatto il possibile per essere credibile come Houdini,  ha preso lezioni di magia, si è allenato in palestra per mesi per ottenere il fisico che Houdini deve aver avuto e alla fine, nelle scene in cui rimaneva immerso, riusciva a trattenere il respiro più a lungo del nostro stuntman. Ha imparato persino a liberarsi di una camicia di forza appeso a testa in giù.

Questa è la passione che ci ha messo per entrare nel personaggio. Ormai riesce a fare i numeri di Houdini almeno al 50%, senza bisogno di  trucchi!”

Inizialmente Pearce era titubante.  “Avevo appena finito di girare un film in cui interpretavo Andy Warhol ed era molto importante attenersi fedelmente al personaggio, così una parte di me diceva ‘voglio davvero fare la parte di una megastar, promotrice di se stesso?'”   Poi accettò, determinato ad affrontare il personaggio in modo diverso da come aveva interpretato Warhol. “Anche se di nuovo stavo per interpretare una persona realmente esistita, questa era una storia più fantasiosa perciò non avrei dovuto essere così rigido nel seguire il  risultato della storiografia. La parte fisica, invece, è stata una sfida. Ho dovuto prepararmi molto, imparare a trattenere a lungo il respiro e anche appendermi a testa in giù per diverso tempo. Ho imparato in quale modo straordinario il nostro corpo può trasformarsi. Ho seguito un allenamento fisico molto duro.”

Per interpretare il ruolo della enigmatica Mary, è stata scelta un’ attrice molto apprezzata dalla critica, Catherine Zeta-Jones. Lupovitz è stato colpito dalle analogie della  Zeta-Jones con quelle della medium: “Catherine ha un background che non è molto diverso dal nostro personaggio.  Mary viene dal teatro, è molto carismatica, astuta, coinvolgente, misteriosa… un’attrice nata.”

Armstrong aggiunge:  “Quando abbiamo fatto il casting per Mary, Catherine ci è sembrata la scelta perfetta. Oltre che essere una grande attrice, è per molti aspetti  vicina a Mary.  Anche lei ha il senso dell’ironia  e trovo che in questo ruolo mostri la vulnerabilità del personaggio. Per lei era come tornare alle sue radici.  Mentre giravamo una scena a Covent Garden, davanti ad un vecchio teatro, ci ha raccontato  che aveva fatto la “hoffer” di uno spettacolo sulla  42esima Strada per due anni. Quando ha letto la sceneggiatura ha commentato: “Questa sono io, questo ruolo lo devo interpretare io!”

“Appena ho letto la sceneggiatura, mi sono detta: ‘accidenti, questo è un grande personaggio, molto stratificato, completamente diverso da quello che stavo interpretando in quel momento’, commenta la Zeta-Jones.  “Mi é parsa anche un’opportunità fantastica per lavorare con una grande regista come la Gillian. Oltretutto non avevo mai lavorato con un regista donna e mi interessava la dinamica. Poi, appena l’ho conosciuta, me ne sono innamorata e sapevo che sarebbe stato fantastico.”

I co-protagonisti non avevano mai lavorato insieme.  “Mettere insieme Guy e Catherine era come procurare una reazione chimica, insieme sulla scena provocano un’esplosione di scintille”, dice Lupovitz.

“Avevo sentito dire che Guy era molto puntiglioso e che amava fare diverse prove”, spiega  la Zeta-Jones “che per me é un sogno, perché anche io adoro fare molte prove e ripetere le battute, sperimentando le diverse opzioni. Siamo andati davvero d’accordo, abbiamo lavorato sodo ma abbiamo riso e ci siamo divertiti”.

Pearce è d’accordo sul grande affiatamento trovato con Catherine sulla scena. “Catherine era deliziosa. E’ assolutamente professionale e molto brava, ma è anche una persona dolce con un grande senso dell’umorismo, quindi ci siamo davvero divertiti.”

Il ruolo della  figlia dodicenne di Mary è andato a Saoirse Ronan: “Prima di iniziare il film pensai ‘magnifico, reciterò accanto a Catherine Zeta-Jones!’ Ho trovato eccezionale lavorare con lei, è fantastica in tutto quello che fa”.

Nonostante avesse visto decine di giovani attrici, non c’era alcun dubbio nella mente della Armstrong che la Ronan fosse la scelta giusta. “Saoirse è stata entusiasmante fin dalla sua prima audizione. Ho visto tante giovani attrici di talento, ma lei è  un miglio avanti a tutte. Il suo è un ruolo di spicco  e la sua permanenza in scena pesa quasi quanto quella di Catherine e di Guy, perciò era molto importante trovare  una ragazza che potesse sostenere questo peso con l’intelligenza e la sensibilità  che una parte così emotiva richiedeva. Lei è una ragazza molto speciale.”

Lupovitz concorda totalmente. “Saoirse Ronan ha una grande anima, come attrice. Era importante trovare un’interprete coetanea del personaggio, che avesse caratteristiche da bambina ma anche da adulta. Lei è un’attrice straordinaria per la sua età, per qualsiasi età, ma soprattutto per una dodicenne. Conosce bene il suo mestiere e può ripetere quello che ha fatto all’infinito, ripresa dopo ripresa. La macchina da presa l’adora. Ha una grande presenza di scena ed è stato un vero piacere lavorare con lei.”

Anche I suoi co-protagonisti ne erano innamorati. Catherine Zeta-Jones è rimasta molto colpita dalla sua bravura.  “Ha un talento che tutti dovrebbero notare, mi sento di paragonarla a Jodie Foster da giovane.  E’ arrivata sul set direttamente da un altro film e ci si è tuffata completamente, ci coccolava tutti ogni giorno e ha interpretato Benji in modo magnifico, un maschiaccio monello ma infinitamente tenera, è una vera star”.  Guy Pearce aggiunge:  “E’ una persona deliziosa, una bambina incredibile, molto più adulta spiritualmente di quanto sembri fisicamente. Ogni giorno diceva qualcosa che ci lasciava esterrefatti, mostrando quanto fosse in gamba”.

Timothy Spall, interprete del manager e amico di Houdini, il signor Sugarman è stato l’ultimo ad entrare nel team.  “La sceneggiatura mi è piaciuta molto e c’era qualcosa nella storia che mi attirava.  Quando leggi una sceneggiatura è un po’ come ascoltare una canzone per la prima volta, senti se ti coinvolge, che l’idea è originale. I quattro protagonisti erano davvero interessanti, gareggiavano in un “tiro alla fune” per chi avrebbe “preso” Houdini.  Una sceneggiatura del genere è rara.” Altro motivo d’interesse per la lui è stato sapere che la  Armstrong avrebbe diretto. “Conosco bene il lavoro di Gillian, lei è uno dei migliori registi del momento. E’ intelligente, conosce bene il suo lavoro, sa dipingere quadri bellissimi e sa come arrivare al cuore. Sono felicissimo di aver potuto lavorare con lei”.

A Lupovitz é piaciuto molto come Spall ha dato vita al suo personaggio:  “Il Signor Sugarman e Houdini  sono due individui molto vicini, dividono tanti segreti e provengono dallo stesso strato sociale. Viaggiare insieme, portando  per il mondo lo spettacolo di Houdini, li avvicina molto.

C’è una storia d’amore fra questi due personaggi che si manifesta in modo molto astuto… i loro battibecchi quotidiani. Trovare un attore che potesse rendere tutto questo simpatico e coinvolgente, per noi era molto importante. Perciò ci consideriamo fortunati che Timothy Spall fosse libero in quel momento. Devo dire che con Guy Pearce sono riusciti ad trovare un rapporto lavorativo che rispecchia esattamente quello che é nella sceneggiatura.”

Interpretare un personaggio del genere, un’ icona, era una preoccupazione per i realizzatori del film, soprattutto per la Armstrong: “Quando fai un film su personaggi realmente vissuti, soprattutto un’ icona come Houdini,  che  hanno molti seguaci devoti, ogni dettaglio sulla loro vita è una preoccupazione:  l’unica cosa che posso dire è che questa è una fiction storica e i nostri scrittori hanno solo potuto immaginare  come Houdini debba essersi comportato. Abbiamo fatto  molte ricerche e speriamo di essere stati fedeli al vero spirito di Harry, ma comunque rimane una fiction.”

In quegli anni Houdini è stato il più famoso artista al mondo,  ma l’attrazione verso questo personaggio misterioso ed intrigante esiste ancora. Il produttore esecutivo Marcia Nasatir commenta che oggi l’interesse per lui potrebbe essere addirittura maggiore di allora.

“L’anno scorso è uscita un’altra biografia su Houdini nella quale si sospetta che sia stato una spia nella prima guerra mondiale. E quest’anno il suo bis-nipote ha annunciato che ne avrebbe fatto riesumare il corpo,  sostenendo che la sua morte non fu accidentale, cosa che con la scienza moderna può essere provata. Ottant’anni dopo la sua morte, il grande artista della fuga rimane argomento di conversazione e di controversia in milioni di siti Internet:  il nome Houdini continua ad essere sinonimo di magia.”

Il film, ambientato a Edimburgo nel 1926, è stato girato principalmente on location. Per lo scenografo Gemma Jackson è stata una sfida. “Abbiamo dovuto girare principalmente on location, perciò abbiamo individuato situazioni che, con un po’ di immaginazione, assomigliavano a posti esistiti allora e, partendo da lì, ci abbiamo costruito sopra.

Per esempio, abbiamo usato il RAF Halton come piccolo albergo di charme scozzese. Originariamente era una costruzione di Rothschild ma è stato molto lasciato andare.  Perciò ho dovuto mettermi al lavoro e riportarlo alle glorie del passato, semplificarlo, togliere i tappeti dai colori accesi,  portarvi i mobili adeguati, metterci ascensori… dargli un aria di classe, insomma”.

Alcuni posti hanno richiesto meno lavoro per ottenere il look desiderato, come Wilton’s Music Hall, spiega la Jackson:  “Anche se è molto decadente e casca a pezzi è un posto straordinario, con molta atmosfera. E’ bastato metterci una tenda rossa per dare il tocco giusto. Gli edifici di quel periodo sono davvero belli,e non è stato difficile renderli perfetti per questo film”.

Oltre alla perfetta ricostruzione del  periodo, la Jackson ha contribuito al look del film seguendo  la Armstrong alla macchina da presa. “Gill ed io siamo persone visive. Non abbiamo mai avuto una conversazione a proposito del look del film,  questo si è semplicemente creato da solo con l’evolversi delle scene. Gill adora lavorare in mezzo ed attorno alle forme,  quindi era logico il come sarebbero state scene. Io ho portato alcuni meravigliosi schermi, pannelli di vetro e superfici a specchio,  dando a lei  molti piani su cui lavorare. E questo è diventato il particolare look del film.”

Jackson aggiunge: “Quanto ai costumi, Susanna Buxton  si è attenuta fedelmente al periodo, ma per il look in generale bisogna ricordare che stiamo raccontando una storia ambientata attorno al 1926, in parte romanzata, quindi non ne siamo schiavi.”

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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Commenti»

1. recenso - 02/05/2009

Film potenzialmente interessante. Però si perde in una sceneggiatura scontata che sfrutta male il materiale a disposizione. Gli ho dovuto dare un 5,5

2. alfio - 07/12/2009

verissimo


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