jump to navigation

TV – “Report” su RaiTre (5) – “Come tu m’insegni” 19/04/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Report - RaiTre, TV ITA.
trackback

ReportDopo la pausa pasquale, questa sera alle ore 21.35 su RaiTre prosegue l’edizione primaverile di “Report”, il programma di inchieste ed approfondimenti condotto da Milena Gabanelli. La puntata sarà replicata sul canale satellitare RaiSat Extra (121 Sky) domani alle ore 10.00 e alle 21.00, giovedì alle 16.45 e venerdì alle 24.00.
Ecco il sommario della puntata di stasera, tratto dal sito web del programma: l’inchiesta “Come tu m’insegni” è stata curata da Stefania Rimini.

report-scuolaA scuola bisogna far quadrare i conti e non è un’operazione semplice. Quest’anno la cifra che le scuole possono iscrivere in bilancio per il funzionamento, dalle fotocopie alla cancelleria, dalla bolletta del telefono alla carta igienica, è pari a zero euro. Per risparmiare 280 milioni di euro, la Gelmini toglie le compresenze, quindi gli alunni della scuola pubblica avranno diritto ad un solo insegnante, sperando che sia bravo, sano e single. Ma all’interno del cuci e scuci normativo, per cui ogni ministro disfa quello che ha fatto il suo predecessore, si annidano centri di spesa che non sono mai stati toccati, come le scuole italiane all’estero, che ci costano 70 milioni all’anno. Lo stipendio di un professore all’estero può arrivare a 5mila euro, quello di un dirigente scolastico può arrivare ad 8mila, mentre per esempio i loro colleghi francesi guadagnano la metà.
Nel frattempo in patria succede che qualche dirigente scolastico a corto di fondi ha smesso di nominare i supplenti. L’assurdo è che le scuole bruciano i milioni nella caccia ai supplenti, perché in base ad una vecchia legge sono obbligate a cercarli con il telegramma o con il fonogramma. Le risorse scarseggiano e chi ci rimette sono gli alunni ai quali viene decurtato il tempo scuola e in particolare i disabili, ai quali viene decurtato il sostegno. Risparmio e merito sono tra gli obiettivi dichiarati di questa riforma della scuola, ma per il momento i lavativi e gli incapaci non corrono grandi rischi, basta che siano di ruolo. Invece 18 mila precari, anche i più bravi, rischiano di rimanere a casa. Eppure la scuola va avanti solo grazie al lavoro appassionato e sottopagato di alcuni, perché l’organizzazione certo non aiuta. La chiamano “autonomia scolastica”, ma in sostanza significa che ogni istituto può diventare un feudo a sé. Per esempio con i progetti europei, i cosiddetti PON e POR, scorrono fiumi di euro verso le scuole, senza nessuna verifica circa la ricaduta di queste iniziative sugli alunni. In compenso, si è creato un mercato di agenzie formative e di esperti che ronzano intorno alle scuole per convincerle a fare progetti su cui l’agenzia si trattiene fino al 40% del finanziamento pubblico. I controlli ministeriali non arrivano a scalfire la dirigenza quando è fiacca o incompetente. E’ difficile che un dirigente scolastico che commette delle irregolarità venga licenziato, i danni all’erario possono essere di 200mila euro all’anno, ma il dirigente viene solo trasferito. Ma allora perché paghiamo lo stipendio a 380 ispettori?

A seguire, per lo spazio “L’emendamento”, il servizio “La class action” di Luca Chianca.

L’azione collettiva risarcitoria, nota come class action, è stata introdotta nell’ordinamento italiano alla fine del 2007. Ad oggi della nuova norma non c’è traccia perché il governo ha rinviato l’entrata in vigore per ben due volte. Il motivo? La norma è stata scritta male. Vediamo allora i miglioramenti adottati in tutti questi mesi.

Infine torna lo spazio “Goodnews”, con la consueta “buona notizia” della settimana, questa volta “Spin Off” di Giuliano Marrucci.

Quell’Italia che continua a creare ricchezza e che non si arrende, nonostante la crisi, nonostante tutto.

Annunci

Commenti»

1. davide - 19/04/2009

salve…sono un’alunno dell’istituto i.p.s.a.a. s.solari di fidenza…
argomento di cui tratta la puntata di stasera…
giuro…sono rimasto sconvolto…l’ho sempre detto che era una scuola del cavolo

2. FraNCESCO - 20/04/2009

Salve a tutti voi ragazzi….volevo…solo rammentare al ragazzo k prima di me ha lasciato la sua idea sulla scuola…k ha pienamente ragione a riguardo. Scusatemi nn mi sono anocra presentato..io mi chiamo Francesco..e al momento frequento ancora la scuola..mi vergogno quasi a dirlo di quale scuola educativa faccio parte…
Bhè ma poi penso che la vergogna non deve essere la mia..ma di colei che dirige la scuola..volete proprio saperlo? frequento il quarto anno di scuola alberghiera le streghe di Benevento,argomento discusso da “Reporter”ieri sera…19/04/2009. Non ci sono parole di quanto è successo..non c’è niente k possa giustificare tutto ciò..anke xk tutti i soldi ….io userei la parola rubati…e la somma è alta…potevano essere utilizzati per gli alunni di tale istituto o essere spesi per tutti i problemi da noi stessi alunni rammentati nelle assemble di istituto.A oggi alcuni problemi nn sono stati ancora risolti..e loro hanno pensato di risolverli..col miglior modo possibile..rubando i soldi degli alunni in un certo qual modo e mettendoseli nella prorpia tasca gia piena.
Vorrei dire alla “Gelmini”k nn pensasse troppo ai comportamenti a volte sconci degli alunni e a come far del tutto per bocciarli, ma facciamo ben altro “mia carissima Signora Gelmini”perchè se è successo tutto ciò la colpa è anke vostra,il problema sta a monte,è il nostro governo che nn funziona..e lei sta contribuendo sempre più a nn farlo funzionare…quindi nn pensa troppo a noi alunni,ma bensi pensate ad eliminare i dirigenti incompetenti e ad immettere coloro che hanno il giusto e vero senso del dovere,costui dirigenti ,che amino la scuola per quello che è e nn per quello che vogliono farla diventare,rispettino di più noi alunni,e nn criticare professori che fanno il loro dovere al 100%, ma criticare ed eliminare dalla scuola professori che durante l’orario scolastico,mentre sono in classe,si prendono una piccola pausa per andare fuori sulle scale a fumarsi la loro sigaretta chiamatasi “relax”.E adesso non venitemi a dire,che da ragazzi del quarto dovremmo avere il senso di responsabilità,perchè x quanto diocettenni siamo,la voglia di libertà in classe è totale,ed è normale che a noi alunni ci fa comodo avere lo stesso relax che lo stesso professore col suo relax donandosi autonomamente, ci ha donato .A questo punto nn credo che l’alunno deve essere bocciato,ma in primis lei “Signora Gelmini”e il professore,entrambi bocciati nel vostro lavoro,perchè l’alunno in quel relax può combinare di tutto,e questo tutto avviene in una scuola regolamentata da voi “Gelmini”.Ricordate Signora Gelmini la scuola la fanno gli alunni e vero…ma i professori dovrebbero dare l’esempio, e l’esempio di una scuola che cade sempre più in basso lo date lei Signora Gelmini”.Ricordate anke questo,e con qst ultime parole chiudo questa discussione tanto accellerata,e che per dar fine a costui devo sollevare il freno di stazionamento,perchè gli elementi di discussione non sono solo questi,ma ancora di più che lei nn sa accorgersene perchè si è impuntata verso una direzione che nn cambierà.
Bè seguendo la vostra direzione,noi alunni facciamo questa scuola,ma voi con alcuni professori e dirigenti la state proprio distruggendo.
Dare la colpa agli alunni è facile quando il proprio lavoro nn si sa come svolgerlo perchè incapaci.SE noi a 18 anni dovremmo avere questo senso di responsabilità,voi con questo senso di responsabilità dovreste dare l’esempio.Complimenti l’esempio di una scuola peggiore si racchiude intorno a noi,e la colpa alla fine è degli alunni,quando sono lasciati dai propri professori per il loro relax.
IMPARATE A LAVORARE. Grazie e arrivederci.

davide - 23/04/2009

ciao….volevo risponderti…prendendo in esame il punto in cui dici “la scuola la fanno gli alunni”….volevo aggiungere…che essendo noi e specifico NOI giovani…detti anche il futuro d’italia…dovremmo essere consapevoli di ciò che succede a scuola…per capire e reagire alla situazione..e io dopo averne parlato alla classe…ne è venuta fuori la stessa cosa che hai detto…soldi che ci siamo sentiti rubare…ma non solo a noi alunni…ma direttamente alle famiglie…non è possibile che nel 2006 ci hanno promesso entro 3 anni una scuola nuova…e adesso ci troviamo senza nemmeno la carta igenica nei CESSI!!!!!!! e lo dico soprattutto a nome delle ragazze…mancano persino le maniglie nelle porte dei bagni…classi con un pavimento pessimo da mal di schiena…le macchinette perennemente rotte…non ci sono nemmeno le rampre per i disabili…e la sedia mobile sempre per i disabili per salire in presidenza???…nn c’è nemmeno quella…viti dei pannelli del soffitto delle classi che cadono (parlando du una vecchia esperienza in cui mi sono visto una vite staccatasi dal soffitto sfiorarmi la testa)…poi??? altro che in questo momento nn ho presente…ma siccome i prof nn possono dire niente per segreto istruttorio…ma noi…dobbiamo sapere!!!! e poi ci sentiamo dire pure che siamo degli ignoranti!!!
ma sono cose da pazzi…

a presto…
il vostro canarino sinfonico

3. paola repetto - 21/04/2009

L’ultimo numero di Report evidenzia in modo impietoso le carenze e le assurdità del sistema scolastico italiano, sottolineando inoltre che la scuola e l’università sono poco produttive, che perdono per strada troppe persone, che la percentuale di diplomati e di laureati in Italia è più bassa della media europea.
E’ noto che, in Europa, il livello di istruzione e di qualificazione è il fattore che maggiormente influisce sulla possibilità di accedere a quelle che viene chiamata “piena e buona occupazione”. Infatti, su tre milioni di nuovi posti di lavoro creati nei paesi dell’Unione Europea lo scorso anno, più della metà sono stati occupati nei settori ad alta intensità di tecnologia e di conoscenza. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di lavori a tempo pieno ed indeterminato, caratterizzati da un vero e proprio rapporto di “fidelizzazione” tra lavoratori e datori di lavoro. Questi ultimi, infatti, non hanno alcun interesse a privarsi dell’apporto che persone qualificate possono mettere a disposizione per migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi che un’impresa offre sul mercato.
Ma le cose stanno così anche in Italia? Sembrerebbe proprio di no.
Infatti, secondo i dati della ricerca che ogni anno Unioncamere conduce per rilevare i fabbisogni professionali delle imprese, risulta che la professionalità più richiesta dalle imprese è quella di operaio, seguita da quella di operatore non qualificato dei servizi. Le professioni scientifiche ed intellettuali rappresentano solo il 5,4% del totale delle previsioni di assunzione e quelle tecniche l’11,8%.
Lo scarso livello di professionalità richiesto dalle imprese è confermato dai titoli di studio che vengono indicati: solo il 7% delle richieste riguarda i laureati, seguiti dai diplomati (26%), dai qualificati (21%) e infine dalle persone in possesso di diploma dell’obbligo (45,3%), che fanno quindi la parte del leone.
Cosa può quindi aspettarsi un ragazzo o una ragazza abbia alla fine conseguito un diploma o una laurea, impegnando le risorse intellettuali proprie e quelle economiche della sua famiglia? Ben poco: un lavoro come commesso/a o cassiere/a in un negozio, oppure come muratore o camionista o, al massimo, come impiegato esecutivo.
Si trattasse almeno di lavori stabili e adeguatamente tutelati sotto il profilo della retribuzione e dei diritti: ma naturalmente, in omaggio al principio imperante della flessibilità ad ogni costo (purché, naturalmente, a spese dei lavoratori…), anche le mansioni più semplici sembrano richiedere lunghi periodi di tirocinio (non retribuito: gli facciamo già fare pratica, che diamine…), seguiti da contratti di apprendistato e magari, se l’età lo permette, anche da un contratto di formazione e lavoro.
Di fronte alla prospettiva di una spirale di precarietà senza fine, dove è pressoché impossibile costruirsi un progetto di vita, non c’è da meravigliarsi se i giovani si scoraggiano e decidono, visto che questo è quello che li aspetta, di incominciare un po’ prima, lasciando perdere un titolo di studio che difficilmente potranno utilizzare e concentrandosi sull’obiettivo di riuscire a stabilizzarsi intorno ai trent’anni, se naturalmente saranno fortunati.
Certo, la scuola non dovrebbe servire solo a trovare un lavoro: si dovrebbe scegliere di studiare anche per piacere, per curiosità intellettuale, per desiderio di conoscenza, per acquisire gli strumenti per comprendere la realtà e per modificarla. Ma l’idea di una autonomia educativa e culturale della scuola fa parte, come per altro anche i diritti dei lavoratori, dei cascami polverosi di una concezione obsoleta, il cui posto, nella mente di certi improvvisati Soloni, è nel ripostiglio della storia. La scuola, ci predicano ormai da anni, deve essere funzionale al mercato del lavoro ed alle richieste delle imprese. Anzi, la “cultura d’impresa” sembra diventata la materia principale dei nuovi curricoli.
Non meravigliamoci, allora, visto che quello che richiedono le imprese è personale a bassa qualificazione e poco motivato alla critica ed al pensiero autonomo, se la scuola italiana si è adeguata con tanta prontezza a queste richieste e se i giovani, nella logica piccola piccola della sopravvivenza quotidiana, accettano il loro destino e si riducono a compitare stentatamente fumetti e romanzetti rosa negli intervalli tra una soap opera ed un quiz televisivo.
E le cose, purtroppo, non miglioreranno nel prossimo futuro.
La riforma Gelmini sembra fatta apposta per preparare la manodopera non qualificata ed ultraflessibile necessaria a produrre i beni di bassa qualità e a basso valore aggiunto che stanno alla base dal modello di sviluppo di marca Confindustria.
Critichiamo pure, allora, il basso livello della scuola italiana, ma chiediamoci anche però quali reali prospettive siamo in grado di offrire ai nostri giovani una volta che il loro percorso formativo si sia completato.


Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: