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Cinema futuro (637): “Lezioni d’amore” 26/04/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Lezioni d’amore”

Uscita in Italia: giovedì 30 aprile 2009
Distribuzione: 01 Distribution

lezionidamoreTitolo originale: “Elegy”
Genere: drammatico
Regia: Isabel Coixet
Sceneggiatura: Nicholas Meyer (basato sul romanzo di Philip Roth)
Uscita negli Stati Uniti: 8 agosto 2008
Sito web ufficiale (USA): nessuno
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Penélope Cruz, Ben Kingsley, Dennis Hopper, Patricia Clarkson, Peter Sarsgaard, Deborah Harry, Sonja Bennett, Chelah Horsdal

La trama in breve…
Guidato dalla regia visivamente rassicurante ed estremamente attenta di Isabel Coixet, Lezioni d’amore narra l’appassionata relazione tra uno stimato professore universitario ed una giovane donna, la cui bellezza è tale da affascinare e scuotere profondamente l’uomo. Tra i due si crea una forte unione capace di trasformarli, più di quanto avrebbero mai potuto immaginare; e la relazione, che in principio era iniziata come una forte attrazione sessuale, lascia il posto ad un’indimenticabile storia d’amore. Con calore, ironia e grande intensità erotica, Lezioni d’amore descrive il potere della bellezza e la sua capacità di accecare, rivelare e trasformare gli esseri umani.
I protagonisti del film sono la candidata all’Oscar® Penélope Cruz  e il premio Oscar® Ben Kingsley. Del cast fanno parte anche Dennis Hopper, Patricia Clarkson e Peter Sarsgaard. Lezioni d’amore è tratto dal romanzo breve L’Animale Morente, dello scrittore premio Pulitzer Philip Roth.
Il carismatico professor DAVID KEPESH (Ben Kingsley) ama vantarsi delle proprie avventure con le sue studentesse, anche se si tratta di rapporti in cui non si lascia mai veramente andare. Ma quando la bellissima CONSUELA CASTILLO (Penélope Cruz) entra per la prima volta nella sua classe non può che abbassare le proprie difese: la bellezza della giovane donna dai capelli corvini lo affascina al punto da turbarlo nel più profondo del suo essere.
Anche se Kepesh considera il corpo della donna come un’opera d’arte assoluta,  Consuela per lui è molto più di un semplice oggetto del desiderio. E’ molto sicura di sé e possiede una grande intensità emotiva, che mettono a dura prova molti suoi preconcetti. Col passare del tempo, il desiderio di Kepesh nei confronti di Consuela diviene una vera e propria ossessione e, alla fine, i suoi ripetuti sospetti di tradimento finiscono inevitabilmente per allontanarla.
Kepesh è un uomo distrutto e, a questo punto della sua vita, deve anche fare i conti con l’ineluttabilità del tempo e degli anni che passano; trova rifugio nel lavoro, ed è costretto ad affrontare  la perdita di vecchi amici…
Finché, due anni dopo, improvvisamente, Consuela riappare nella sua vita, con una richiesta disperata e urgente che cambierà il corso della loro storia.

NOTE DI PRODUZIONE

“Ora sono molto vulnerabile alla bellezza femminile…Tutti hanno delle debolezze; questa è la mia. Quando la vedo mi acceca e non vedo più altro”.
David Kepesh

Con Lezioni d’amore, ISABEL COIXET (La Mia Vita Senza di Me, La Vita Segreta delle Parole) diviene la prima regista donna a portare sullo schermo il controverso e acclamato romanzo dello scrittore Premio Pulitzer per la narrativa, Philip Roth. Coixet è riuscita a conferire grande profondità a tutti i personaggi della storia, scavando a fondo nelle loro vite. Il film racconta la storia d’amore tra la giovane e straordinaria Consuela – interpretata da Penélope CRUZ (Volver, Tutto Su Mia Madre) – e il sofisticato professore universitario David Kepesh – interpretato da BEN KINGSLEY (Gandhi, Sexy Beast-L’Ultimo Colpo della Bestia), da un punto di vista totalmente oggettivo e senza alcun giudizio critico. Quella che in un primo momento appare come una storia di seduzione, tendenzialmente maschilista, si trasforma in una penetrante esplorazione del potere dell’amore e delle sue conseguenze, offrendo una profonda riflessione sulla bellezza e su colui il quale è intento ad osservarla.

Sono ad un punto della mia vita in cui cerco di comprendere le persone, di capire gli uomini”, spiega Coixet, e continua: “In Lezioni d’amore, David Kepesh cerca rifugio nel sesso; ma alla fine, è proprio attraverso il sesso che troverà l’amore. Credo sia molto commovente”. Fondamentalmente, la regista considera Consuela, che tra i due è quella con la minore esperienza, come il personaggio più forte e conclude: “E’ lei la più forte dei due. Non si vergogna di quello che vuole”.

Lo sprezzante Professor Kepesh dà l’impressione di sapere sempre tutto, ma di fronte ad una passione tanto divorante ha ancora molto da imparare. Nella primissima scena del film, appare in un momento assai celebrativo per lui:  è ospite del programma televisivo Charlie Rose Show, dove sta promuovendo il suo ultimo e provocatorio libro sulle origini dell’edonismo americano. Franco sostenitore della “Felicità Sessuale”, Kepesh rievoca le sue origini nella piccola comunità sconosciuta di “Merrymount”, fondata dal ribelle Thomas Morton a sole trenta miglia di distanza da Plymouth Rock. Rifugio di ribelli, outsider e liberi pensatori, l’insediamento è scomparso rapidamente, come racconta Kepesh: “I Puritani li hanno cacciati via“. C’è voluto fino agli anni ’60, perché il loro messaggio di liberazione esplodesse di nuovo in territorio americano. Ironico, eloquente e giocoso, Kepesh si autodefinisce un orgoglioso discendente spirituale di quei pionieri ribelli. Tuttavia, quando ha a che fare con “gli aspetti carnali della commedia umanaanche un ribelle di lunga data come lui è costretto a vivere secondo le più fondamentali regole. C’è un prezzo da pagare quando si infrangono certi dettami. Ma, d’altro canto, potrebbe anche accadere, come scoprirà lui stesso, di ottenere una ricompensa duratura.

Cosa succede a Kepesh, abile e incallito seduttore, amante delle donne, ma non al punto di permettere loro di avvicinarsi più di tanto, quando si trova a confronto con la meravigliosa Consuela Castillo, dotata di una bellezza capace di trasformarlo completamente? Consuelo è figlia di immigranti cubani conservatori e possiede un mix inebriante di educazione e irriverenza, e non è certo il tipo di donna da sfruttare.

Sebbene Consuela debba affrontare dei cambiamenti spaventosi, Cruz descrive come il suo personaggio persegua i propri obbiettivi ed eserciti il pieno controllo della relazione con Kepesh: “Lui non è un predatore e lei non è la vittima. Lei sa per quale motivo vuole stare con quest’uomo”. Con l’intensificarsi della loro relazione, dopo la rottura e il ritorno insieme, sia Kepesh che Consuela dovranno vedersela con l’immediatezza della passione, con il dolore della perdita e la possibilità dell’amore.

Partendo dalla sceneggiatura del candidato all’Oscar® NICHOLAS MEYER (Sherlock Holmes: Soluzione Sette per Cento, Sommersby), Coixet ha coinvolto tutto il suo team creativo, allo scopo di riuscire a tradurre questa storia d’amore in un film avvincente, sensuale e drammatico. Ben Kingsley descrive il nucleo di questo sforzo collettivo come “lo studio e la definizione dell’amore tra uomini e donne”. Elemento che l’attore considera essenziale: “perchè l’unica cosa che tiene assieme questo pianeta, questo stupido show, è l’amore”.

Nel ruolo del professore, apparentemente sicuro di sé ma segretamente solo e turbato, Kingsley offre un’interpretazione precisa e abile. Cruz descrive così la sua esperienza accanto al celebre attore: “un’avventura incredibile, è come una dipendenza… come le montagne russe”. Non solo Kingsley avvicina gli spettatori al personaggio che interpreta ma offre la possibilità anche agli altri attori di avere più potere e di essere più liberi. Tutto dipende da quanto si riesca a rimanere mentalmente aperti e a stimolare “un desiderio di verità”. Kingsley spiega: Credo che l’unica valuta di valore che gli attori possano condividere sia la vulnerabilità …L’unica cosa a cui facciamo ricorso è la vulnerabilità, è allora che qualcosa della condizione umana può iniziare a fluire”. Lo sceneggiatore Nicholas Meyer parla dell’abilità di Kingsley di condividere l’esperienza recitativa anche con la macchina da presa: “Ciò che lo interessa è come lavorare con la macchina da presa allo scopo di catturare l’intimità del suo personaggio”.

Coixet descrive il grande impatto emozionale che Kingsley trasmette sul set: “Credo che i suoi siano gli occhi più incredibili che abbia mai visto. Mi ricordo un giorno… dovevamo girare una scena molto semplice. Ben si è versato del cognac e si stava dirigendo verso Penélope con i due bicchieri in mano. Io ero dietro alla macchina da presa e pensavo: ‘Mio dio la sta guardando con occhi pieni di desiderio… era come se la stesse divorando con gli occhi.'” Subito dopo, Coixet ha chiesto a Kingsley a cosa stesse pensando durante le riprese di quella scena. Lui le ha risposto: “Stavo guardando la mia morte”. Come contribuisce ad ogni ruolo un attore di questo livello?  Per quanto riguarda  Kingsley, la risposta è semplice: “Devo riuscire sempre a sorprendere me stesso”.

Conscio del fatto che le sue storie di sesso non potranno andare avanti per sempre, Kepesh si sforza di mantenere una certa distanza, auto relegandosi a semplice spettatore. Almeno fino a quando non incontra Consuela Castillo, che col suo straordinario mix di sensualità e riserbo, riesce a trasformarlo. Con queste parole Kepesh descrive l’elegante austerità della donna: “Sa di essere bella, ma ancora non sa cosa fare della sua bellezza“. Rapito dal suo fascino, il professore considera il corpo di Consuela come “una vera opera d’arte”.

Per Penélope Cruz, interpretare Consuela è stato come realizzare un sogno che risale a cinque anni fa, quando Il produttore Tom Rosenberg le diede il libro da leggere. Penélope considera Consuela “come uno dei personaggi più impegnativi che abbia mai affrontato nella mia carriera, uno dei più spaventosi”. Consuela incarna il tipo di archetipo femminile che con il suo fascino è capace di provocare un’ossessione negli uomini. Cruz arricchisce il ruolo con un’onestà feroce, appresa nel tempo, lavorando insieme a Pedro Almodovar e girando film come Non Ti Muovere, in cui regala una performance appassionata. L’attrice si compiace delle contraddizioni di Consuela: “Mi piace perché non si lascia mettere in un angolo.  E’ molte donne allo stesso tempo, però è se stessa, ogni volta, è onesta, complessa…selvaggia e imprevedibile”.

Nicholas Meyer descrive l’essenza del personaggio di Consuela: “possiede una  straordinaria bellezza che trafigge Kepesh, ma è anche  molto vulnerabile, cosa che il professore non sospetta neanche, perchè è incapace di vederla veramente. Non riesce a vederla, almeno fino  a quando non è troppo tardi”. Penélope Cruz riesce a catturare questa combinazione di elementi  impalpabili ricorrendo alle sue emozioni personali, come la paura, ad esempio. Per lei è stato come confrontarsi con sé stessa: “Il giorno che avrò ottant’ anni sentirò la stessa sensazione, il sentimento di non essere capace di controllare ogni cosa. La macchina da presa vede tutto, non è possibile mentire”.

Penélope, poi, elogia la regista Coixet, sua conterranea, per aver incoraggiato l’intimità e per aver saputo rischiare in questo film, specialmente nelle scene di sesso: “Isabel le ha girate così bene. Funzionano veramente. La magia che ho sentito mentre leggevo il libro è tutta lì”.

Preoccupato per il suo migliore amico, ossessionato da Consuela, e per il fatto che questi si stia “concentrando solo sul sesso”, il poeta vincitore del Premio Pulitzer, George O’Hearn, (interpretato da Dennis Hopper), lo mette in guardia: “Le donne belle sono invisibili… perchè nessuno riesce a vedere chi si nasconde dietro all’aspetto fisico… Rimaniamo talmente affascinati dall’esterno, che non riusciamo mai a penetrare più a fondo”. Nel film, questa osservazione  si materializza in alcune scene fortemente evocative, come quando Kepesh è intento a fotografare Consuela sulla spiaggia e, poi, subito dopo, lo vediamo sviluppare quelle stesse foto nella sua camera oscura; sono immagini che trasudano desiderio e che lo catturano, preservandolo nel tempo.

Kepesh, in seguito, corteggia Consuela mostrandole la sua collezione di fotografie; inoltre, l’azione rituale dello scattare fotografie si ripete nella sequenza finale di Lezioni d’amore, imperniata proprio su questa sorta di interazione tra immagine esterna e realtà interna, tra l’azione del guardare e dell’essere guardati. Molte delle conversazioni più significative tra i due amanti si esprimono attraverso i loro occhi. Coixet ed i suoi collaboratori hanno fatto sì che questa connessione apparisse chiara anche agli stessi spettatori.

Da quando nel 1969 ha pubblicato il best-seller Lamento di Portnoy, in cui viene descritta la famosa scena di masturbazione, Philip Roth è stato tanto elogiato quanto attaccato per le sue descrizioni del desiderio sessuale e del modo in cui esso rende turbolente le vite degli uomini americani. Con Consuela questo provocatorio autore va al di là delle barriere della bellezza per arrivare in profondità e scoprire cosa si cela dietro a quella immagine perfetta. Il modo in cui il personaggio viene rappresentato visivamente nel film è cruciale per arrivare ad ottenere tutto questo sullo schermo.

Coixet gestisce da sé la macchina da presa (insieme al suo vecchio collaboratore Jean-Claude Larrieu, Direttore della Fotografia del film), a questo riguardo Ben Kingsley spiega: “Isabel è l’occhio stesso del film… non esagera, non mente, né filmerebbe qualcosa che non sia reale… Sa sempre cosa sta facendo  e per me è un piacere raccontarle la mia storia”. L’enfasi e l’umorismo dello stile della regista si estendono anche agli altri personaggi minori della storia, che in altre tipologie di film sarebbero risultati inevitabilmente unidimensionali. “Adoro ogni personaggio in questo film. Le donne sanno cosa vogliono, sono più oneste degli uomini”.

Come, ad esempio, accade col personaggio di Carolyn, interpretata dall’attrice nominata agli Oscar® PATRICIA CLARKSON (Schegge di April, Good Night and Good Luck). E’ una potente donna d’affari, lei e Kepesh hanno condiviso una relazione sessuale per oltre vent’anni, senza mai rimanere sentimentalmente coinvolti. Carolyn (che come Consuela, in passato, era stata una studentessa di Kepesh) appare per la prima volta sullo schermo esibendosi in uno spogliarello in camera da letto; performance che Coixet descrive come “un meraviglioso striptease”, colmo di tutta la gioia sensuale e dell’esperienza di una donna di quarant’anni. “Patricia non ha paura”, dice la regista, “è estremamente sincera”. Carolyn è un personaggio complesso e quando si rende conto del fatto che il potere che Consuela esercita su Kepesh sia molto più forte rispetto al suo, realizza che la nuova relazione segna la fine della sua amicizia con Kepesh. Il suo dolore è palpabile. Nicholas Meyer elogia Patricia Clarkson per la sua capacità di comprendere le contraddizioni di Carolyn – “è una donna di grande successo a livello professionale, mentre a livello personale è preda di numerosi conflitti ed è profondamente insoddisfatta”- oltre che per l’alchimia che ha saputo creare tra lei e Ben Kingsley.

DENNIS HOPPER (Velluto Blu, Apocalypse Now) ha arricchito il film con uguale professionalità e con  grande carisma. Hopper recita nel ruolo del famoso poeta George O’Hearn che mette in guardia il suo vecchio amico Kepesh, donnaiolo incallito come lui, persuadendolo a scindere tra avventura sessuale e vita reale. Hopper ironizza riguardo alle scene in cui si confronta con Kingsley: “Siamo a metà tra Velluto Blu e Sexy Beast o tra  Frank Booth e Gandhi“, e riconosce quanto sia fantastico lavorare insieme ad un grande attore come Kingsley.

George è un uomo celebre, che sembra avere il totale controllo della sua vita; ciò dipende anche dalla reputazione che si è creato: quella di consumato intellettuale anticonformista. Eppure, di fronte alle sfide più importanti, il personaggio interpretato da Hopper riesce ad aprire il suo cuore con un’immediatezza sorprendente.  Alcune scene, dove recitano Kingsley e Hopper, a prima vista potrebbero risultare ciniche e compiaciute, poi col proseguire della storia assumono un significato del tutto diverso. Abituati da anni a confrontarsi in sfide gioviali, finiscono per diventare estremamente seri. La vita di George rappresenta una lezione e un avvertimento per Kepesh: George è, infatti, un uomo lascivo, messo a nudo dalla vita, che poi si ricongiunge alla moglie sofferente, interpretata da DEBORAH HARRY (La Mia Vita Senza di Me), famosa per essere la cantante del gruppo pop “Blondie”.

Alla fine, il presuntuoso George O’Hearn si trova in conflitto con il suo stesso cinismo.  Ben Kingsley elogia l’interpretazione espressivamente ricca di Dennis Hopper: “Dennis è un grande dono. E’ più di un attore. Ha un grande occhio…riesce a vedere l’insieme e questo è essenziale”.

Nel difficile ruolo di Kenny Kepesh, Coixet è stata felice di poter scegliere PETER SARSGAARD (L’Inventore di Favole-Shattered Glass, Kinsey).

Kenny è il figlio di Kepesh. Nei confronti del padre Kenny prova un profondo risentimento, causato dai suoi continui atti di infedeltà. Come spiega la regista, “il suo personaggio può avere più strati“. E’ represso e critico, l’opposto di David Kepesh.  Anche se è diventato un medico affermato, la sua vecchia collera non lo ha mai abbandonato.

Tuttavia c’è qualcosa nel cuore di Kenny che lo spinge a distruggere il proprio matrimonio e poi a confessare l’accaduto al padre. Sarsgaard vede un paradosso nella necessità di un figlio di attrarre l’attenzione del proprio genitore. Parlando del suo personaggio, spiega: “Vado a dirgli queste cose non tanto per biasimarlo ma piuttosto per mostrargli che anche io, come lui, sono una persona interessante; mi comporto così per creare in mio padre un interesse nei miei confronti. Quando gli dico ‘Tu non capisci’ quello che in realtà sto cercando di dirgli è ‘Tu capisci. Ora non possiamo essere più vicini? Ho fatto qualcosa che hai fatto anche tu’.” Il cambiamento è una costante nel mondo di LEZIONI D’AMORE: dal momento in cui Kenny sceglie di confrontarsi con il padre, l’indifferenza che avvelenava il rapporto padre-figlio inizia a dissolversi.

Per David Kepesh, Consuela si trasforma in un’ossessione e la gelosia diventa una compagna costante. Kepesh è certo che le verrà sottratta da un uomo più giovane, perché in passato, lui stesso sarebbe stato quell’uomo. Non può vivere senza Consuela e tuttavia teme l’inevitabile: il suo declino fisico e l’abbandono dell’amata. Inizia a fare domande inquisitorie su tutti i suoi vecchi fidanzati e immagina costantemente che lo stia tradendo.

Proprio lui, il maestro della manipolazione, si ritrova imprigionato a causa della sua stessa immaginazione. Kepesh inizia a vedere sé stesso come un oggetto: un uomo vecchio insieme ad una donna giovane e questo non gli piace affatto. Quando Consuela lo invita a partecipare ad una festa in famiglia per festeggiare la sua laurea, per non andare, Kepesh arriva a fingere di avere la macchina rotta. Furiosa per lo sciocco pretesto, Consuela decide di rompere. Kepesh è devastato e si rifugia nel suo lavoro. Il potere di lei è particolarmente forte ora che è assente.

Poi, dopo due anni di solitudine, la notte dell’ultimo dell’anno riceve una telefonata inaspettata. Consuela ha urgentemente bisogno di vederlo e quella stessa notte si reca nel suo appartamento. Le notizie che porta con sé sono tali da cambiare il corso degli eventi.  L’uomo che aveva sempre contato sulla sua abilità di tenere a bada le donne, ora deve affrontare un rovesciamento di ruoli, allo scopo di creare un legame profondo con l’amata. Anche se i rischi insiti nella lussuria sono dolorosi, Kepesh scopre che i pericoli che si corrono in amore lo sono ancora di più.

Lo sceneggiatore nominato agli Oscar® NICHOLAS MEYER ha avuto il compito di adattare per lo schermo il romanzo breve di Roth, per conto dei produttori della Lakeshore Entertainment (TOM ROSENBERG, GARY LUCCHESI, ANDRE LAMAL). Meyer considera l’adattamento come una questione di riuscire a “collegare ciò che è imponderabile”, ma anche di trovare un equilibrio in un fatto assodato e cioè che “un film funzioni meglio se prima non si è letto il libro e di come si sia indulgenti se invece lo si è già letto”. Secondo Meyer, l’adattamento è un come una traduzione che richiede allo sceneggiatore di viaggiare su un campo minato, usando tatto e destrezza “per arrivare al punto in cui tutti dicono ‘Sì, è così che un film tratto da questo libro dovrebbe essere.'” L’attrattiva principale di un film, secondo Meyer, è quella di raccontare una bella storia, che definisce con queste semplici parole:  “Secondo me una bella storia è quella che una volta che te l’ho raccontata comprendi le motivazioni per cui te l’ho voluta  raccontare”.

Meyer elogia i produttori TOM ROSENBERG e GARY LUCCHESI per il loro amore nei confronti di materiale tanto impegnativo: “In un certo senso, sono entrambi dei romantici senza speranza“, estremamente ambiziosi e abili,  desiderosi di fare un film per adulti “e non solo film che assomiglino a dei  giocattolo a molla”.

Durante le fasi di preparazione di Lezioni d’amore, Coixet insieme ai membri più importanti del team creativo, tra cui lo Scenografo CLAUDE PARÉ e la Costumista KATIA STANO, hanno dovuto affrontare una serie di difficoltà per riuscire a dare al film un tocco distintivo ed una coerenza visiva. Secondo Paré (che poco prima di Lezioni d’amore aveva lavorato nella commedia da 130 milioni di dollari Una Notte al Museo), l’elemento chiave per riuscire nell’impresa di evocare Manhattan, nonostante il budget limitato, era quello di rendere l’appartamento di David Kepesh simile ad una sorta di museo delle scelte e delle esperienze di vita di un uomo. Gli oggetti d’arte che il professore mostra a Consuela riflettono la maestria con la quale il film è stato girato dal Direttore della Fotografia JEAN CLAUDE LARRIEU, specialmente nella scelta dei colori e nell’utilizzo degli specchi e delle vetrate.

Paré ricorda orgogliosamente il momento in cui Ben Kingsley ha visto per la prima volta il set dell’appartamento, in cui David Kepesh vive da decenni. “Ben è entrato per la prima volta sul set dopo aver fatto le prove in una stanza d’albergo per una settimana. In una borsa aveva della zuppa ed un cucchiaio. E’ entrato dalla porta principale, ha attraversato il soggiorno e la camera da pranzo e poi è arrivato nell’angolo cucina, si è seduto ed ha iniziato a mangiare la sua zuppa”. Il posto era esattamente come se lo immaginava. “Il fatto che si sia sentito perfettamente a suo agio in quello spazio è stato una grande ricompensa per me“, dice Paré.

Katia Stano aveva già lavorato insieme a Isabel Coixet in La Mia Vita Senza di Me ed era emozionata all’idea di tornare a collaborare con questa regista. Voleva che tutti gli abiti degli attori li aiutassero a definire la loro essenza interiore.  Ricorda delle conversazioni molto dettagliate con Kingsley su come il semplice fatto di aprire o chiudere i bottoni di una giacca potesse rendere ancora più autentico un momento drammatico, mostrando il modo in cui un esperto seduttore avrebbe utilizzato il suo aspetto per creare maggiore effetto.

Per creare il guardaroba di Consuela, Stano ha lavorato insieme a Penélope Cruz ed ha scelto di enfatizzare “delle linee classiche definite e molto eleganti”, che riflettessero l’orgoglio dei suoi genitori immigrati per essere riusciti ad affermarsi anche in un altro paese. Ogni dettaglio, fino alla scelta della lingerie di Carolyn ha lo scopo di rendere vivo ogni momento, fornendo ad ogni personaggio una storia personale e delle caratteristiche ben definite.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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