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Cinema futuro (641): “Terra madre” 30/04/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Natura, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Terra madre”

Uscita in Italia: venerdì 8 maggio 2009
Distribuzione: BIM

terramadreTitolo originale: “Terra madre”
Genere: documentario
Regia: Ermanno Olmi
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Omero Antonutti (voce narrante)

La trama in breve…
Un maestro del cinema mondiale propone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali ad esso correlate. Ermanno Olmi costruisce un documentario, un film d’inchiesta limpidamente autoriale, che fa i conti con il destino del pianeta. Una poetica riconoscibile e riconducibile a tutta la sua opera precedente ma sorprendente per la sua unicità formale nel panorama del genere documentario.

Note di regia
(di Ermanno Olmi – Gennaio 2009)
Il primo appunto che Carlo Petrini mi ha inviato è del 1° luglio 2006. E dice: “questo sarà un film politico e preveggente per far conoscere a tutti coloro che ancora non sanno, quegli esempi positivi che le Comunità dei contadini di tutto il mondo e i Presidi Slow Food mostreranno nel corso del grande raduno Terra Madre 2006 a Torino”.
E io, naturalmente, ero fra coloro del nostro tempo che non conoscevano la solidale unione di intenti testimoniati in questo raduno mondiale fra tutte le Genti contadine.
Uomini e donne che nelle loro terra ancora resistono all’incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante dei suoli fertili, unica risorsa per il cibo di tutti i popoli. Una testimonianza eroica di eterna e leale alleanza con la natura e i suoi frutti. Un’alleanza che non ha barriere di lingue, divisioni di ideologie e religioni, né confini di Stati.
Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia. I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli.
Oggi quel mondo dei contadini è assediato dalle grandi imprese il cui scopo è nel profitto. Anche il contadino vuole guadagnare, ma il suo attaccamento alla terra è anche un atto d’amore ed è in questo sentimento solidale che si genera il rispetto della Natura.
Sono sicuro che questi onesti cittadini non tradiranno mai la loro Terra.
E noi cittadini metropolitani, che viviamo inscatolati nelle nostre città, senza più i colori e i profumi delle stagioni forse, in un giorno molto prossimo, se ci capiterà  di passare accanto a un orto dove un nonno e una piccola bimba colgono i frutti maturi, allora potremo ancora riconoscere la vera casa dell’uomo.

TERRA MADRE – UNA POETICA O UNA POLITICA?
( di Carlo Petrini)
Terra Madre, al di là di tutto, è indiscutibilmente piena di poesia. Di fronte a 7.000 persone diverse, da 153 nazioni del mondo, contadini e pescatori che convergono ogni due anni a Torino portando i loro costumi, i loro linguaggi, la loro musica e i loro alimenti, si è quasi sopraffatti dalla poetica della diversità che una tale moltitudine riesce ad esprimere. Anche lo sguardo più sensibile, o più dotto, più attento e più allenato, rischia di perdersi inesorabilmente. Ma a ben vedere forse è proprio questo perdersi, la sensazione di non poter comprendere tutto, che ci restituisce il valore di Terra Madre, poetico e politico.
Le nostre menti da tempo sono state plasmate da ciò che si chiama consumismo: ovvero la promessa della soddisfazione del bisogno di cose, benessere e felicità, quando è proprio la scientifica insoddisfazione di tali bisogni a essere il motore del sistema. In questo quadro, come un bisogno, c’è l’illusione continua del controllo, di avere controllo sulle nostre vite, di essere padroni del nostro benessere, direttamente proporzionale alla quantità di beni di cui riusciamo ad appropriarci. Perdere controllo, perdersi, significa uscire dal sistema, essere tagliati fuori, emarginati.
Terra Madre non si può controllare, incanalare, definire, ridurre a qualcosa di vendibile o consumabile. Perdersi anche soltanto mentre la si guarda è uscire per un attimo dal sistema, ma in senso buono: apprezzare la metà del mondo che, un po’ perché non può un po’ perché proprio non vuole, non ha niente a che fare con quel sistema che non ha memoria, che non sa che cos’è la lentezza, che – letteralmente – consuma la Terra.
Ma Terra Madre non è soltanto la moltitudine che converge a Torino: queste persone sono inserite nelle loro comunità e nelle loro comunità lavorano tutti i giorni. Producono cibo in maniera sostenibile, non sprecano nulla, rispettano la natura che li circonda (che è loro alleata), continuano nel solco di saperi ancestrali e di modi di fare che, non a caso, sono rigettati dal consumismo come obsoleti o marginali. Ma questa loro armonia con il creato, questa capacità innata di far produrre la Terra senza devastarla, è (paradossalmente per il consumista) quanto di più moderno ci sia, oggi che crisi ecologiche, climatiche e finanziarie si abbattono inesorabilmente sulle nostre piccole vite. Sapere che sono nelle loro terre al lavoro è come un’assicurazione sul futuro, e apre nuovi scenari. Non si oppongono al consumismo per un fattore ideologico, ne sono estranei perché non accettati, e questa sarà la nostra e la loro fortuna: insegneranno al mondo, se il mondo saprà guardarli nel modo giusto e rispettarli, come fare per uscire dalle crisi e riconciliarci con la madre Terra.
Lo sguardo di un poeta dell’immagine come Ermanno Olmi non ha vacillato nel tentare di raccontarli: si è prima fatto coscientemente sopraffare a Torino, nell’ottobre 2006 in occasione della seconda edizione dell’evento dove è stato bello perdersi; ha poi inseguito, come alcuni refoli di quella sbornia di sensazioni, le loro vite una volta che erano tornati a casa ed è infine sfociato in poesia pura. Anzi: una poesia che ci parla di una nuova politica, di un nuovo umanesimo, ora che il sistema imperante dà importanti segni di cedimento. Uno sguardo che non vacilla ma che ci insegna a perderci per trovare una nuova strada.
Non sono i contadini di Terra Madre a essere fuori dal mondo: è il mondo che è andato fuori di sé. Loro hanno i piedi per terra; le mani che lavorano, che toccano la terra. Guardiamoli, impariamo.

TERRA MADRE:UN VIAGGIO PREVEGGENTE TRA LE GENTI
Carlo Petrini ha inviato il primo appunto a Ermanno Olmi nel luglio 2006.
Comincia da qui il progetto per un film dedicato a Terra Madre, un film che sin dalle premesse doveva essere ‘politico e preveggente’.
Le riprese sono cominciate a Torino nell’ottobre 2006, durante il Forum Mondiale Terra Madre. Sette troupes leggere hanno ripreso in formato digitale i vari momenti del Forum. La maggior parte delle maestranze, coordinate da Ermanno Olmi, era composta da giovani di ipotesICinema, la ‘non scuola’ di cinema fondata dallo stesso Olmi e che dal 2001 è operativa nella sede della Cineteca di Bologna. Da quel Forum Olmi cerca la forza interna del movimento, un ‘modello di comportamento’ che diventa il riferimento ispiratore del suo lavoro. Un modello che è insito nelle persone.  I volti, le storie di Terra Madre cominciano e si ricongiungono a Torino.
Dalle postazioni di osservazione disseminate dentro al Forum, il viaggio di Olmi è continuato, raggiungendo nei luoghi d’origine alcuni dei protagonisti incontrati a Terra Madre orientando, nel loro significato, alcune di queste storie verso l’epilogo del documentario, ‘politico e preveggente’.
Nel febbraio 2008 una troupe è andata alle isole Svalbard (Nord della Novergia) per filmare l’inaugurazione della Banca Mondiale dei Semi, siglata dal presidente dell’Unione Europea Josè Manuel Barroso. Alla troupe non è stato concesso di entrare durante la cerimonia e le immagini di quell’evento sono state fornite dal Global Group Diversity Trust.
Nell’ottobre 2008 una troupe si è recata a Dehradun (regione Uttaranchal, Nord dell’India) per riprendere la raccolta del riso, nei pressi della Navdanya Farm, la  fattoria di Vandana Shiva, dove sono custoditi i semi del riso tramandati di generazione in generazione. La regia delle riprese è di Maurizio Zaccaro e la fotografia di Fabio Olmi.
Ultimo viaggio della troupe a San Cipriano, Comune di Roncade nel Veneto (ottobre 2008). Alla presenza di Ermanno Olmi, che ha diretto le riprese e partecipato al confronto fra Vandana Shiva, Carlo Petrini, Angelo Vescovi, Aldo Schiavone, Pier Paolo Poggio, Maurizio Gelati, Marco Rizzone, Ampelio Bucci.
Per la storia dell’ ‘uomo’ che ha vissuto per più di quarant’anni in quello stesso luogo che ha costituito la location di questa parte del documentario, Olmi si è avvalso di testi tratti dal libro Un uomo senza desideri di Ignazio Roiter,  di fotografie di Fulvio Roiter e di immagini girate da Ignazio Roiter.
La comune convinzione che l’attaccamento del contadino alla terra è anche un  atto d’amore, sentimento da cui si genera il rispetto per la Natura, ha visto la stretta collaborazione fra Ermanno Olmi e Franco Piavoli, cui si devono le riprese del ‘contadino e l’orto’ nella Valle dell’Adige.
Terra Madre ha visto fin dalla sua ideazione il diretto coinvolgimento della Cineteca di Bologna che ne è il produttore assieme ad ITC Movie. Il documentario è stato realizzato grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Generale per il Cinema e della Film Commission Torino Piemonte.

LE VOCI DI TERRA MADRE
Estratti dal film documentario

Vandana Shiva (Presidente della Commissione Internazionale sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura)
Quante bugie possono raccontarci quando lasciano morire di fame i bambini africani, creando dei piccoli scheletri, e nutrendo male i bambini americani, facendoli diventare dei piccoli obesi. Il corpo obeso del bambino americano e lo scheletro di quello africano, sono il prodotto dello stesso sistema alimentare. Entrambi possono essere evitati. […]
In India crediamo fermamente che questo meraviglioso pianeta sia collegato attraverso la rete del cibo e la rete della vita. Il cibo. Tutto è cibo e tutto è il cibo di qualcun altro. Questo è ciò che ci unisce. Siamo cibo, mangiamo cibo e siamo fatti di cibo. La nostra identità primaria, la nostra ricchezza, la nostra salute derivano dalla produzione e dall’assunzione di cibo buono. Noi diciamo: “Se dai del cibo cattivo, commetti peccato.” Il cibo è il luogo in cui agisce il fascismo. Le sementi sono state brevettate diventando monopolio di un gruppo di corporazioni, con il 95% di semi geneticamente modificati. In India, da quando i nuovi semi geneticamente modificati sono stati venduti nelle aree dove le corporazioni controllano la distribuzione di semi, centinaia di migliaia di coltivatori si sono indebitati e si suicidano. I guadagni di Monsanto hanno assunto un valore più alto della vita umana. Per compiere un passo verso la libertà dell’alimentazione, chiunque usa il cibo, chiunque lo produce, i movimenti ambientalisti e il movimento della gastronomia si devono unire. Così è nata l’idea di Terra Madre.

Moises Quispe Quispe (agronomo)
Ringrazio per l’accoglienza di tutti i rappresentanti dei popoli indigeni: Chechsua, Aimara, Uguaranis, Aztechi,i figli degli Inca, che per merito vostro sono qui per la seconda volta. Siamo umili custodi e guardiani della agro-biodiversità. Vogliamo il diritto a un cibo sano per tutti i popoli del mondo. Per questo alimento noi continuiamo a lottare, e per il diritto sovrano dell’alimentazione, da condividere con tutte le genti della Terra.

Aminata Traorè (scrittrice)
Terra Madre mi ispira riflessioni, che vorrei condividere con voi. Sono una madre dal cuore martoriato dalle migliaia di partenze forzate dei suoi figli, che vengono a morire alle porte dell’Europa e alle sue barriere. Uno di quei giovani, prima di scavalcare il filo spinato di Ceuta e Melilla, ha detto a un suo amico: “Se muoio di’ a mia madre che ho fatto tutto il possibile per lei, “perché non voglio che muoia di fame.” Da noi si dice che c’è un momento in cui la madre porta il bambino. La terra invece ci porta tutti, la terra è ricca abbastanza da nutrirci tutti. È una terra generosa. E’ una madre che dà a tutti. Dico questo perché assistiamo ad un aumento generale del razzismo, soprattutto nei confronti dei neri. Perché molti dicono che siamo diventati degli invasori. Mentre siamo stati noi ad essere assaliti ed occupati. […] Sono convinta che la maggior parte degli Africani in Europa, tornerebbero molto volentieri nei loro paesi, se gli fosse data la garanzia di poter vivere dignitosamente, del proprio lavoro.

Winona Laduke (USA)
Il riso è stato dato al nostro popolo, e fa parte della storia della nostra migrazione. Ci è stato detto da un profeta, di andare dove il cibo cresce sull’acqua. E questo cibo è il riso selvatico. Hanno tentato di produrre questo riso addomesticandolo. Noi non crediamo che sia la stessa cosa. Crediamo che il riso selvatico debba essere selvatico. Questa è la nostra battaglia. La nostra comunità non è ricca economicamente. Siamo ricchi di cultura e abbiamo molta terra. Abbiamo dei luoghi bellissimi.

Sam Levin (15 anni, Studente della Monument Mountain Regional  High School – Massachusetts)
Ho una storia da raccontarvi. Esattamente un anno fa sono entrato nella mia scuola, per presentare il ‘Progetto Germoglio’ al mio consigliere di orientamento. Il piano era semplice: creare un orto biologico a scuola gestito dagli studenti. E’ incredibile come può svilupparsi un’idea. Abbiamo trovato il luogo: un vecchio campo di calcio dall’altra parte della strada. Su campioni di terra abbiamo misurato l’esposizione a pioggia e sole, delle potenziali ubicazioni per l’orto del primo anno. Dopo aver coltivato 1200 metri quadri di terreno, abbiamo costruito un sistema per il recupero dell’acqua piovana. In agosto, nello spazio eat-in di Slow Food Nation a San Francisco, ho scommesso che entro un anno avremmo raccolto cibo per la mensa scolastica. Un mese dopo abbiamo servito lattuga, pomodorini, carote e fagiolini. nella mensa delle superiori e delle elementari. […] Sono venuto qui perché voglio che sappiate che ce l’abbiamo fatta. Voglio dirvi che da ora in poi la gente dovrà smettere di dire: “Ah, questi ragazzi di oggi…” e comincerà a dire: “Che ragazzi al giorno d’oggi!”. È una promessa ai nostri genitori e a voi tutti.

TERRA MADRE 2008
ha contato 7142 partecipanti costituiti da

6325 delegati da 153 Paesi
817 tecnici e rappresentanti di associazioni e istituzioni locali
1652
Comunità del cibo

I delegati sono
4073 contadini, allevatori, pescatori e produttori artigianali dell’agroalimentare
797 cuochi
299 docenti Universitari
943 studenti
213 Musicisti

Musiche


  • “Un albero di 30 piani”
    Adriano Celentano
    Per gentile concessione del proprietario discografico Clan Celentano Srl
    © Clan Edizioni Musicali S.r.l.


  • “Corale”
    Stefano Delvecchio
    da Il mare di lato
    eseguita da  Trio Ciuma & Tombesi
    © Edizioni musicali A-14

  • “Preghiera”
    di D. Youssef
    © & (p) 2002 C.A.M. S.r.l. – Per gentile concessione

  • “Sleep My Little Seedling Young”
    Mads Frigstad
    Dal repertorio “Svalbard EPK footage”

  • “Abbi pietà di me, o Signore Iddio”
    di J.S. Bach
    brani eseguiti da Fernando Germani
    © Edizioni musicali EDI-PAN CS2006

  • “Sisea”
    di Coco Mbassi e Serge Ngando
    Dal repertorio “Svalbard EPK footage”

  • “Adagio della cantata op. 156”
    di J.S. Bach
    brani eseguiti da Fernando Germani
    © Edizione musicale  EDI-PAN CS2006

  • “Maggio di questua”
    da “Tribù italiche: Emilia-Romagna” del Gruppo Emiliano
    Composta da Marco Chiappelli, Gian Emilio Tassoni
    Cantata da Gruppo Emiliano (voce solista Paolo Giacomoni, coro e strumenti Marco Chiappelli, Roberto Losi, Gian Emilio Tassoni)
    © Edizioni musicali Gruppo Emiliano

  • “Pregadoria”
    da “Sonos ‘e Memoria Music & Original soundtrack from the film of Gianfranco Cabiddu
    Composta da  Ledda-Palmas-Lobina
    Musica diretta da Paolo Fresu
    Edizioni musicali. ACT music – Vision GmbH – ACT 9291-2

  • “Indian Rabsody”
    Federico Pelle
    © Edizioni musicali Federico Pelle

Immagini di repertorio tratte da:

  • “DVD TERRA MADRE 2004”
  • “SUPERQUARK” –  Rai Uno
  • “SVALBARD” “repertorio del Global Crop Diversity Trust”
    inserto tratto da “Svalbard Global Seed Vault”
    inserto tratto da “Svalbard Global Seed Vault: packing footage”
    inserto tratto da “Feeding Tomorrow’s Hungry Livestock”
    inserto tratto da “Svalbard EPK footage”
  • “Bolotovo 2008”
    regia di Alexander Decker e Tinatin Eppmann
  • “Sacred Food” Winona Laduke
    di Jack Riccobono
  • “The Good Fisherman”
    di Michiel Zwaanswijk e Pepijn Kortbeek
  • inquadrature tratte da girato amatoriale su Pablo Abocado
  • “L’uomo della terra”
    di Ignazio Roiter, fotografie di Fulvio Roiter
  • “Project Sprout”
    di Sam Levin

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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