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Cinema futuro (648): “Il sangue dei vinti” 07/05/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Il sangue dei vinti”

Uscita in Italia: venerdì 8 maggio 2009
Distribuzione: 01 Distribution

ilsanguedeivintiTitolo originale: “Il sangue dei vinti”
Genere: drammatico
Regia: Michele Soavi
Sceneggiatura: Dardano Sacchetti e Massimo Sebastiani, con la collaborazione di Michele Soavi (soggetto di Dardano Sacchetti e Massimo Sebastiani; basato sul romanzo “Il sangue dei vinti” di Giampaolo Pansa, edito da Sperling & Kupfler)
Musiche: Carlo Siliotto
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Michele Placido, Barbora Bobulova, Alina Nedelea, Valerio Binasco, Ana Caterina Morariu, Alessandro Preziosi, Massimo Poggio, Stefano Dionisi

La trama in breve…
È il 19 luglio 1943, un giorno fatale per Roma e l’Italia. E per Francesco Dogliani (Michele Placido), commissario di polizia. Pochi minuti dopo le 11, quattro gruppi di B17 e cinque gruppi di B24 bombardano lo scalo ferroviario a San Lorenzo, causando ingenti danni e molte vittime. Tra gli edifici che crollano, colpiti da una bomba, c’è un palazzo popolare dove Dogliani vive e dove è stato scoperto il cadavere di una giovane prostituta, Costantina (Barbora Bobulova), uccisa con un colpo di pistola che ne ha sfigurato il volto. Nel modesto appartamento della morta, nascosta dentro un armadio, il commissario scopre la piccola figlia della prostituta, Elisa (Teresa Dossena). Riesce a salvarla, portandola via in braccio, pochi istanti prima dello scoppio che sbriciola il caseggiato distruggendo ogni cosa e facendo “sparire” il cadavere di Costantina, quindi le prove di un delitto.
Nel corso del bombardamento muore il giovane marito della sorella di Dogliani, Lucia (Alina Nedelea). Gli sposi stavano venendo a Roma in viaggio di nozze. Di Lucia, rientrata nella casa paterna,  si occupa Ettore (Alessandro Preziosi), l’altro fratello. Dogliani infatti insiste ad indagare nonostante il caos dovuto al bombardamento, e la scomparsa del “corpo del reato”. Lo fa per una sorta di impegno morale preso con la piccola Elisa e perché, nonostante tutto e tutti, il fiuto gli dice che quello non è un omicidio ‘qualunque’. Ben presto il commissario scopre il convivente della donna, un infermiere del Policlinico, tale Foresi (Valerio Binasco), con precedenti penali e sospettato di essere un sovversivo. Le evidenze sono tutte contro di lui, che viene arrestato. Dogliani scopre anche che la morta ha una sorella, Anna (Barbora Bobulova), giovane attrice di teatro che ha appena debuttato con l’Antigone di Sofocle. Anna ha un amante importante, Nardi (Massimo Poggio), funzionario del ministero per la propaganda. I due hanno atteggiamenti che insospettiscono Dogliani, che sta loro addosso tanto da indispettire Nardi…
Ma siamo al 25 luglio. Il Re fa arrestare Mussolini e Badoglio prende le redini del governo dichiarando che la guerra continua. I fascisti non si fanno più vedere in giro. Gli antifascisti escono dalle prigioni e, tra questi, anche Foresi.
È il gennaio del ’45: Dogliani torna in Piemonte, nella casa dei genitori, per un periodo di convalescenza. Qui rivede sua sorella Lucia. La giovane si è indurita dopo la morte del giovane marito ed i continui bombardamenti degli americani l’hanno portata a nutrire un sordo rancore verso gli alleati. A cena, ha un violento scontro con tutti gli altri, che accusa di tradimento e di aver calpestato l’onore. Lucia, una mattina, abbandona la casa e va ad arruolarsi come ausiliaria nell’esercito della Rsi. L’anziano padre prega il figlio Francesco di correrle dietro, riprenderla e riportarla a casa. Il tentativo di Dogliani di convincere Lucia a tornare a casa fallisce. La vede andar via su un camion, cantando insieme ad altre camicie nere.
Dogliani però non desiste. Si mette a cercarla. Raggiunge il comando partigiano dove milita suo fratello Ettore e lì scopre, con sua sorpresa, che c’è Foresi in qualità di commissario politico della brigata. Per Dogliani, nonostante tutto, Foresi resta l’indiziato numero uno di un delitto. Ha con lui un dialogo brusco, tanto che suo fratello Ettore gli consiglia di andar via…
Quando arriva finalmente a casa, scopre che è stata devastata ed i suoi genitori sono stati uccisi. L’odio montante tra le due parti in guerra non li ha risparmiati. Mentre li seppellisce, Dogliani viene raggiunto dal fratello Ettore. Dogliani accusa i compagni del fratello dell’uccisione dei genitori. La politica e gli odi innescati dalla guerra civile li dividono.
Dogliani riprende a cercare Lucia. La vuole salvare a tutti i costi. La trova presso un distaccamento di camicie nere e tedeschi. Parla con lei, ma ogni tentativo per convincerla a mollare tutto e tornare a casa fallisce. Lucia ha fatto la sua scelta e vuole rispetto. Ama tutti i suoi famigliari ma vuole compiere il suo destino.
Mentre parla con Lucia, Dogliani vede arrivare Anna insieme alla bambina, la figlia di Costantina. Sono state prese dai tedeschi, mentre Anna faceva la staffetta partigiana. Dogliani, con l’aiuto di Lucia, riesce a far fuggire Anna e la bambina. Trovano rifugio in una baita di montagna, mentre i nazifascisti mettono a ferro e fuoco le campagne.
Nella baita Anna racconta la sua verità sulla morte di Costantina. Dice che c’è stata una violenta lite a causa di Nardi, e che è partito casualmente un colpo. Dogliani non ci crede anche perché ha capito che in realtà la morta non è Costantina, ma Anna l’attrice. Approfittando della straordinaria somiglianza, Costantina si è sostituita ad Anna. Vistasi scoperta, Costantina ammette ma sostiene che comunque la morte di sua sorella è stata una disgrazia. Lei ha preso la sua identità per poter stare accanto a Nardi, spiarlo e riferire tutto al gruppo antifascista di cui faceva parte.
È il 25 aprile, l’insurrezione. I partigiani scendono dalle montagne ed entrano nelle città. Fascisti e tedeschi si arrendono, tranne alcuni gruppi che resistono ad oltranza in cerca della “bella morte”. Tra questi c’è anche Lucia che ha seguito un marò in cima ad un campanile da dove fa cecchinaggio contro la gente in strada. A snidare i cecchini c’è Ettore con i suoi uomini, ma viene colpito e muore tra le braccia di Dogliani appena arrivato.
Dogliani vede portar via Lucia a bordo di un camion. Sa che la portano a morire. Nel disperato tentativo di salvarla, va a cercarla ovunque. Incontra perfino Foresi ed Anna, che gli danno una indicazione frammentaria. Quando arriva sul luogo indicato, non c’è più niente, solo le tracce di una fucilazione…
Anni dopo, Dogliani si trova in macchina con Elisa, la figlia di Costantina, che ormai è diventata una donna adulta. Viaggiano verso il nord, verso una destinazione che Dogliani non conosce ma dove Elisa ha deciso di portarlo…

NOTA DEGLI SCENEGGIATORI
Dardano Sacchetti
e Massimo Sebastiani

Il film tratto dal Sangue dei Vinti ha per protagonista un personaggio di finzione, Francesco Dogliani (Michele Placido), un poliziotto, un uomo di legge che ha giurato fedeltà al Re, crede nello Stato e nella giustizia e che verrà coinvolto nei fatti che precedono e seguono il 25 aprile per ragioni private e professionali. La sua storia è quella di un investigatore che, per seguire le tracce di un’indagine a cui è caparbiamente e misteriosamente legato, attraversa gli eventi cruciali della storia d’Italia (dal luglio ’43 alla primavera del ’45). Mentre il paese cerca il riscatto, Dogliani vive drammaticamente le fasi concitate e sanguinose della Liberazione, che dividerà la sua famiglia versando sangue innocente per opposti ideali. A 50 anni di distanza, come un Antigone maschile, Dogliani sta ancora cercando la giusta sepoltura per uno dei suoi due fratelli.
Gli sceneggiatori, scrivendo questo film, non hanno voluto rileggere la storia, tantomeno scoprire cose in realtà già note e ininfluenti rispetto al valore della Liberazione. Semplicemente hanno raccontato di sentimenti e situazioni emotive in un contesto particolare, ricorrendo anche al genere, proprio per rimarcare il carattere di storia con la “s” minuscola, nel rispetto però del tanto sangue versato da tutte le parti.

NOTA DEL REGISTA
Michele Soavi

Raccontare oggi, a distanza di decenni, una storia come “Il Sangue dei Vinti” ispirata al libro di Giampaolo Pansa, autore che ha ‘osato’ fare luce su alcune stanze buie della Resistenza, sembra inopportuno.
Eppure la mia generazione si è fatta un’idea su ciò che è stata la guerra civile solo attraverso i racconti di genitori e parenti, oltre naturalmente che sui libri di storia.
Nel film si parla di Resistenza ma anche di Guerra civile, quindi di fratelli che uccidono i fratelli, come nel film “Il vento che accarezza l’erba” di Ken Loach. Anch’io da antifascista mi interrogo su quelle verità che abbiamo assunto come certe senza ombra di dubbio. Nessuno vuole riscrivere la storia né aggiornarla. Semplicemente, lontani da pregiudizi politici, e senza voler vilipendere avversari di qualunque colore essi siano, ho fatto un film che vuole toccare corde emotive diverse e più profonde, con uno sguardo morale che vuole evitare polemiche.
Sofocle ha scritto l’Antigone sollevando il diritto alla sepoltura anche per il nemico vinto. Questo film inizia con la scena teatrale in cui Antigone chiede la sepoltura del fratello ucciso in battaglia. Essendo un vinto e non un eroe, il fratello doveva restare insepolto, esposto ai cani. Come Antigone, il protagonista del film si muove anche per ritrovare e seppellire i resti di una sorella repubblichina, della quale non condivideva le idee. Come non condivideva quelle del fratello partigiano.
Ho adottato uno stile da combat film, senza attori patinati né troppo pettinati, divise logore, tanti visi emaciati dalla fame.
La fame: oggi non la conosciamo ma vorrei che in ogni inquadratura ci fosse questa sofferenza.
Una fotografia livida, decolorata dove anche il sangue non riesce ad essere rosso ma quasi nero.
Un’ambientazione realistica anzi iperrealistica, cruda e molto definita in luoghi veri che hanno vissuto questa storia e ancora la respirano.

NOTA DEL PRODUTTORE
Alessandro Fracassi

Non è stato il successo editoriale né tantomeno il clamore delle polemiche a spingermi a produrre questo film che definire difficile, per non dire impossibile, è un eufemismo che lascia appena intravedere i tanti ostacoli di ogni natura che hanno reso impervia questa realizzazione. In realtà, sono stato mosso quasi da uno spirito di servizio. Volevo, lo dico con grande modestia, dare un piccolo contributo al paese. Un contributo non per riaccendere polemiche, ma al contrario per fare un passo avanti. Per seppellire definitivamente i morti, con rispetto per tutti, e con quelli seppellire quella frattura che, dal momento della riconquistata libertà ad oggi, e sono passati decenni, ancora ci impedisce di essere un paese normale, con più cose condivise che divisioni ideologiche.
Certo mi premeva anche non una riscrittura della storia, ma una rilettura con occhi più pacati e più giusti. Non so se gli obiettivi che mi ero proposto sono stati raggiunti, ma abbiamo fatto del nostro meglio pur navigando in acque molto agitate.

NOTE DEGLI ATTORI

MICHELE PLACIDO (dal Corriere della Sera 17/12/2007)
“Io, che da sempre voto a sinistra, sono contento di mostrare al pubblico un’angolatura, un punto di vista diverso: se un comunista, in passato, si è comportato come un nazista, è un nazista. Pansa ha avuto il coraggio di mettersi in discussione e di smuovere le coscienze. Io, forse, ho avuto più coraggio di altri colleghi ad accettare il ruolo, anche se quando ho dovuto indossare la camicia nera ho avuto un moto di ripulsa.”

ALESSANDRO PREZIOSI (da La REPUBBLICA del 14/10/2008)
“La Resistenza per molti rappresentava il riscatto da una situazione inaccettabile. Dei suoi errori non si è mai molto parlato. Il quadro storico di quel periodo mi sembra incompleto. A parte le scelte ideologiche credo che sia giusto ricordare, anche considerando il fenomeno della Resistenza, un diffuso senso di disorientamento perché l’Italia ha reagito a due problemi contemporaneamente: il nemico Tedesco che imperversava in Italia e il nemico Americano che bombardava le città.”
Il mio personaggio… “è un ragazzo alla ricerca di una identità. Partecipa a massacri con la convinzione di punire il nemico e vive questa situazione tragica come chi si sente dalla parte del giusto.”

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

Commenti»

1. Federico Trevisan - 02/06/2009

Buongiorno, purtroppo non riesco a capire in che cinema posso andare a vedere il film “il sangue dei vinti” perchè dalle mie parti (busto arsizio) non l’ho visto da nessuna parte, potreste aiutarmi? grazie.

2. Marcello B - 09/12/2009

Visto in tv. Triste, sballato, con una regia inesistente, errori di ricostruzione storica a decine, malcurato, costumi apporssimativi, militari che si muovono come ballerini, vuoto che sa di miseria porduttiva, recitato come una telenovela giusto per allungare i tempi… sceneggiatura alla evviva il parroco di una superficialità disarmante di chi non conosce ne il proprio mestiere ne la storia. Finale da Biancaneve e i sette nani… Michele Placido sembra lì per caso proiettato dal 2009… Che tristezza infinita. I fascisti sempre rappresentati come macchietta tragicomica alla Sturmtruppen… che noia, che barba, che barba, che noia.


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