jump to navigation

Edicola – “Le Scienze”, maggio 2009 – “Attacco alla relatività” 13/05/2009

Posted by Antonio Genna in Le Scienze, Scienza e tecnologia.
trackback

Di seguito propongo copertina, principali contenuti ed allegati facoltativi del numero 489 – Maggio 2009 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American”, in edicola dallo scorso 30 aprile.
La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed i
n vendita nelle edicole al prezzo di 3,90 €.

lescienze-05-09

I principali contenuti di questo numero:

Einstein aveva torto?

L’esperienza quotidiana ci porta a stabilire un principio fondamentale: possiamo interagire solo con oggetti con cui veniamo in contatto. Nel mondo incredibilmente piccolo, però, quello abitato da atomi e particelle questo principio non è sempre valido. Un effetto molto studiato, indicato con il termine inglese entanglement e alla base del teletrasporto, viola questa nostra radicata intuizione, permettendo per esempio a due elettroni agli estremi opposti della galassia di avere un comportamento sincronizzato istantaneo e senza intermediari. Questo effetto non va solo contro l’intuizione, ma è un serio problema per la teoria della relatività speciale elaborata da Albert Einstein e fa vacillare i fondamenti della fisica. Forse il grande Albert aveva torto?

Su numero di «Le Scienze» di maggio inoltre:

Sfida ai nuovi neuroni. Ogni giorno nel cervello adulto nascono migliaia di nuove cellule. Ma se non sono stimolati con compiti di apprendimento, questi nuovi neuroni muoiono entro un paio di settimane.

Monitorare i test nucleari. Oggi grazie a diverse tecnologie è possibile individuare tuttele esplosioni nucleari sperimentali di interesse bellico: nessun paese può sperare di nascondere un test utile per la costruzione di bombe atomiche.

Nuove tattiche contro la tubercolosi. La pandemia è in crescita, e aumentano i ceppi resistenti ai farmaci. In un articolo vengono discusse le strategie per lo sviluppo di nuovi farmaci contro la tubercolosi.

La radio più piccola del mondo. Anche un solo nanotubodi carbonio, ovvero un tubo di carbonio della dimensione di qualche miliardesimo di metro, può funzionarecome una radio che captae riproduce brani musicali.

Inoltre, con Le Scienze di maggio, a richiesta e a pagamento:

– il quinto DVD della nuova collana “Menti matematiche”: “La quarta dimensione e Salvador Dalì”, con la lezione magistrale del matematico Thomas Banchoff che racconta Salvador Dalí e le sue opere.

lescienze-05-09-dvd

Nel 1975 uno dei massimi artisti dell’epoca legge sul «Washington Post» un articolo sulle ricerche di geometria condotte da un giovane matematico statunitense che usava i computer per lo studio della quarta dimensione. Incuriosito, soprattutto dal disegno di un ipercubo che accompagnava il testo pubblicato dal quotidiano, l’artista decide di incontrare lo scienziato per discutere e scambiare idee sui lavori di entrambi. Tra i due nasce una lunga, proficua amicizia, alimentata dalla volontà di ciascuno di capire la curiosità dell’altro per l’oggetto di studio comune: l’iperspazio.
È questa la storia raccontata nel quinto DVD della collana Menti Matematiche, in edicola a richiesta con il numero di maggio di «Le Scienze». La storia del rapporto umano e professionale tra Thomas Banchoff, professore alla Brown University, celebre per le sue ricerche nell’ambito della geometria differenziale nello spazio a tre e quattro dimensioni, e Salvador Dalí.
Le lezione magistrale di Banchoff, La quarta dimensione e Salvador Dalí, tenuta al Festival della Matematica di Roma nel 2008, è un piacevole intreccio di ricordi personali dell’artista catalano e di viaggi in geometrie invisibili nella realtà quotidiana. Tutto ha inizio da una delle opere più famose di Dalí, Crocifissione (Corpus hypercubus) del 1954, custodito al Metropolitan Museum of Art di New York: uno degli elementi insoliti del dipinto è l’ipercubo quadridimensionale, ovvero gli otto cubi che costituiscono la croce sospendendo il Cristo crocifisso nell’aria.
Già al primo incontro, avvenuto qualche mese dopo la pubblicazione dell’articolo sul «Washington Post», Banchoff era curioso di conoscere le fonti di ispirazione che avevano portato Dalí, il quale mostrava un’ottima padronanza delle moderne tecniche di visualizzazione, a sfruttare l’ipercubo per una delle sue opere. Con sorpresa di Banchoff, la risposta dell’artista catalano aveva rimandato alle opere del filosofo Raimondo Lullo, anch’egli catalano, vissuto tra XIII e XIV secolo. Proprio qualche tempo prima dell’incontro con Dalí, infatti, in maniera del tutto casuale il matematico aveva letto il De Nova Geometria di Lullo. Il caso dunque ci aveva messo lo zampino, facendo dell’attrazione intellettuale tra i due un evento inevitabile.
Negli anni successivi gli incontri si sono fatti frequenti. Spagna, New York, Parigi, luoghi diversi ma sempre la stessa curiosità per l’altro e per il lavoro dell’altro. Racconta Banchoff che durante ogni incontro Dalí voleva sapere a che punto era lo stato delle sue ricerche nel campo dell’iperspazio, mentre l’artista raccontava al matematico le opere in cantiere, in particolare quelle che avevano a che fare con la matematica. In questo dialogo tra due mondi apparentemente lontani c’è stato spazio anche per momenti divertenti. Per esempio Dalí che appone firma e dedica su una stampa da tre dollari di una sua opera acquistata da Banchoff per strada. E ora quella stampa, sorride il matematico, vale almeno cinque dollari…

– il 25° volume della collana “Biblioteca delle Scienze”, “La lunga estate” di Brian Fagan, un libro sull’influenza delle variazioni del clima sull’evoluzione delle civiltà vissute nel passato.

lescienze-05-09-libro

La storia raccontata da Brian Fagan in La lunga estate, libro allegato a richiesta con «Le Scienze» di maggio, getta uno sguardo anche sul nostro futuro. Perché la descrizione della nascita e dell’evoluzione delle civiltà del passato in relazione alle modifiche del clima via via registrate non può lasciare indifferenti sul futuro della nostra, di civiltà, su cui pende la spada di Damocle del cambiamento climatico.
Curiosamente il libro di Fagan, già professore di archeologia all’Università della California, ha inizio con un riscaldamento globale, «una lunga estate calda», ovvero un aumento della temperatura media del pianeta, verificatosi 15.000 anni fa. Con questo cambiamento del clima finisce l’ultima era glaciale, si alzano i livelli di mari e oceani, diversi gruppi umani da nomadi diventano stanziali per poi dare vita a civiltà ricordate ancora oggi.
Partendo da quella lunga estate lontanissima nel tempo, Fagan ripercorre le tappe di alcune culture umane fino all’epoca moderna, intrecciando la storia degli uomini con quella del clima. Il libro si basa su una corposa bibliografia, grazie a cui si citano numerose prove archeologiche e paleoclimatiche. Nulla è lasciato a fantasie da romanziere. Ed è lontana ogni tentazione di catastrofismo: singoli eventi che decretano la fine di popoli e culture. Il rapporto tra clima e civiltà è delicato e complesso, spiega Fagan. Una lezione del nostro passato da tenere presente per il futuro.

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: