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Edicola – “Le Scienze”, giugno 2009 – “L’enigma dell’energia oscura” 01/06/2009

Posted by Antonio Genna in Le Scienze, Scienza e tecnologia.
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Di seguito propongo copertina, principali contenuti ed allegati facoltativi del numero 490 – Giugno 2009 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American”, in edicola da qualche giorno.
La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed i
n vendita al prezzo di 3,90 €.

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I principali contenuti di questo numero:

L’enigma dell’energia oscura

L’universo sembra espandersi a un tasso che aumenta nel tempo. Per spiegare questo fenomeno, scoperto circa dieci anni fa, era stata proposta l’esistenza della cosiddetta «energia oscura», una forma esotica di energia che esercita una forza repulsiva e la cui natura è ancora misteriosa. Ora però le stesse osservazioni che hanno portato gli astronomi a dedurre l’esistenza dell’energia oscura potrebbero avere un’altra spiegazione: la nostra galassia si troverebbe al centro di un gigantesco vuoto cosmico.

Su numero di «Le Scienze» di giugno inoltre:

Prevenire le future pandemie. Dopo il recente allarme per l’influenza A, una rete internazionale che sorvegli il passaggio dei virus dagli animali all’uomo può servire a scongiurare le epidemie globali.

La visione dei colori nei primati. Alcuni studi sui primati mostrano che la nostra visione dei colori si è evoluta in modo insolito e che il cervello è estremamente adattabile.

CIRENE: storia di un progetto atomico italiano. Nel 1986 arriva il prototipo del primo reattore nucleare tutto italiano denominato CIRENE, il punto di attivo di una sfida tecnologica iniziata nel 1946.

Guarda che Terra! Nati mezzo secolo fa per scopi militari, i satelliti di osservazione hanno portato enormi progressi nella comprensione del pianetae nella nostra vita quotidiana.

Inoltre, con Le Scienze di giugno, a richiesta e a pagamento:

– il sesto DVD della collana “Menti matematiche”: “Giocare con la matematica”, con un dialogo tra i premi Nobel Robert Aumann e John Nash sulla teoria dei giochi.

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Tutto sommato, la vita è un gioco. Come dimostrano le numerose applicazioni di una teoria che grazie all’applicazione di matematica e logica tenta di risolvere grandi e piccoli conflitti tra persone. O, se preferite: la teoria in questione, indicata come «teoria dei giochi», tenta di formalizzare in modo matematico il comportamento umano nei casi in cui l’interazione fra persone abbia come esito una vincita, economica o di altro tipo (risorse naturali, potere politico). Qualche esempio? Il poker, la decisione di attaccare o meno per primi in una guerra nucleare, la scelta del partner (anche più di uno se parliamo di poligamia…).
Elaborata dal matematico ungherese naturalizzato statunitense John von Neumann verso la metà degli anni quaranta, la teoria dei giochi conquistò rapidamente fama tra gli addetti ai lavori, soprattutto grazie alla sua applicazione durante la Guerra Fredda. E tra gli addetti ai lavori ci sono John Nash e Robert Aumann, protagonisti dell’incontro Giocare con la matematica, moderato da Piergiorgio Odifreddi e proposto nel sesto DVD della collana Menti matematiche, in edicola a richiesta con «Le Scienze» di giugno.
Probabilmente John Nash non ha bisogno di presentazioni. Ma è bene ricordare che questo matematico statunitense di fama mondiale, la cui vita è stata messa in scena nel celebre film A Beautiful Mind, nel 1994 ha ricevuto il premio Nobel per l’economia, ex aequo con John Harsany e Reinhard Selten, per le applicazioni della teoria giochi all’economia. In particolare Nash ha ottenuto l’ambito riconoscimento per aver elaborato il cosiddetto «equilibrio di Nash», oggi ritenuto elemento fondamentale della teoria dei giochi. Anche l’israeliano Robert Aumann ha ricevuto il Nobel per l’economia. Nel 2005 è stato premiato con l’economista statunitense Thomas C. Schelling per aver accresciuto enormemente la nostre conoscenze su cooperazione e conflitti grazie proprio all’applicazione della teoria dei giochi.
Il dialogo tra i due, registrato in occasione del Festival della Matematica di Roma del 2008, oscilla tra definizione, difficile e sostanzialmente inutile secondo Nash, e applicazioni del campo di ricerca che ha portato loro fama e riconoscimenti. Non mancano però gli aneddoti interessanti e gustosi. Per esempio Aumann, studente al MIT di Boston, che tra 1954 e 1955 durante la preparazione della tesi conosce il giovane professor Nash e le sue teorie, decidendo tuttavia di continuare a occuparsi di un altro ambito di ricerca, per poi applicarsi, con successo, alla teoria dei giochi solo molti anni dopo.
Così, tra economia e lotta al terrorismo, tra equazioni e spiegazioni, Aumann arriva anche a dare una lettura della cooperazione, ovviamente basata sulla teoria dei giochi. Secondo il premio Nobel israeliano, «il motivo per cui le persone collaborano non è bello: perché questo motivo è la minaccia di una punizione». Tutto sommato la vita è un gioco, dannatamente serio.

– il 26° volume della collana “Biblioteca delle Scienze”, “Origini” di Neil deGrasse Tyson e Donald Goldsmith, un libro che ripercorre la storia dell’universo illustrando i grandi interrogativi senza risposta.

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Un astronomo di fama mondiale, Donald Goldsmith, e uno dei massimi divulgatori scientifici statunitensi, Neil deGrasse Tyson, uniscono le forze nelle pagine di Origini. Quattordici miliardi di anni di evoluzione cosmica, per ripercorrere le tappe fondamentali dell’evoluzione dell’universo. Dal big bang fino alle ipotesi su possibili forme di vita extraterrestri, passando per l’antimateria e la materia oscura, per la nascita di galassie, stelle e pianeti, per la formazione degli ammassi, le strutture a grande scala che pervadono il cosmo, e per gli interrogativi sull’esistenza di universi paralleli, gli autori ci accompagnano attraverso «la più grande storia mai raccontata», come essi stessi la definiscono in un’Ouverture avvincente e piena di promesse. Promesse che Origini mantiene pagina per pagina, illustrando le connessioni che sono emerse negli ultimi decenni tra la fisica subatomica e la struttura dell’universo, senza trascurare le più recenti speculazioni teoriche.
Scritto con uno stile fresco e brillante, il libro di deGrasse Tyson e Goldsmith è una guida ideale per accostarsi alle parole del cosmo, per maturare una maggiore conoscenza di ciò che sappiamo sul mondo che ci circonda e, in ultima analisi, su noi stessi e sul posto che occupiamo in questo straordinario panorama, in un viaggio che ci riporta all’inizio di tutte le cose.

Commenti»

1. Paolo - 07/10/2009

a che pagina di che numero di rivista si trova quella colossale biciclettona?
Distinti Saluti


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