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Libri – James Frey “Buongiorno Los Angeles” 12/06/2009

Posted by Antonio Genna in Libri.
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buongiornolosangelesDopo il duro e drammatico libro autobiografico “In un milione di piccoli pezzi”, che ha venduto quasi cinque milioni di copie in 31 Paesi nel mondo, lo statunitense James Frey è tornato nelle librerie con il suo primo romanzo, “Buongiorno Los Angeles” (titolo originale “Bright Shiny Morning”, traduzione di Bruno Amato; 560 pagine, prezzo di copertina 16,60 €).
Dopo essersi esposto personalmente ed aver raccontato nel suo primo libro cosa vuol dire davvero smettere di drogarsi e di bere e riprendere a controllare la propria vita, il quarantenne Frey propone adesso nel suo romanzo un duro affresco della metropoli californiana: una raccolta di storie intrecciate tra loro ed ambientate in vari luoghi di Los Angeles, che già oggi, e sempre maggiormente in futuro, è destinata a diventare la capitale degli Stati Uniti e del mondo.
Il romanzo rappresenta un po’ una buona occasione per conoscere meglio la complessa storia e la geografia di Los Angeles: dalla fondazione di “El Pueblo de Nuestra Senora la Reina de Los Angeles de Porciuncula” ai giorni nostri, sono tanti gli episodi narrati che comprendono personaggi di tutti i tipi, da chi arriva nella metropoli in cerca di fortuna a barboni e starlette che vivono tra difficoltà ed agiatezze, da chi riesce a mettere in pratica i suoi desideri a chi si trova di fronte ad un fallimento delle proprie prospettive. A conclusione di ogni capitolo, qualche nota su un episodio rilevante della storia losangelina, che integrato ai racconti permette di avere un quadro avvincente e profondo, forse stilisticamente meno preciso ma sicuramente in grado di coinvolgere emotivamente il lettore e di spingerlo alla riflessione.
Il romanzo è stato pubblicato già lo scorso anno negli Stati Uniti, rimanendo per diversi mesi in testa alle classifiche dei libri più venduti, e generando giudizi molto contrastanti tra i critici, come già accaduto per le precedenti opere di Frey.
A seguire, la presentazione del volume e dell’autore ed alcune critiche internazionali indicate nel risvolto e in quarta di copertina.

Scrittore tra i più acclamati, controversi e originali dell’America di oggi, James Frey non ha scelto soltanto un personaggio o una storia per il suo primo romanzo, ha scelto un’intera città: El Pueblo de Nuestra Señora la Reina de Los Angeles de Porciúncula.
Oggi, semplicemente, Los Angeles.
Immane distesa di auto e individui, serbatoio infinito di illusioni e sogni infranti, immagine esplosa di una società, miraggio che si accende ogni giorno come un’insegna al neon, Los Angeles lancia il suo richiamo a tutte le anime perdute, perché vengano a consumare le loro storie nel suo abbraccio capiente. Come Amberton, il grande attore viziato, la cui passione segreta per ciò che non può avere potrebbe distruggergli la carriera; oppure Joe, il vecchio homeless alcolista e filosofo di Venice Beach, che per salvare una drogata rischia di morire nel gabinetto pubblico dove si è installato; o la coppia di giovani scappati da un buco di provincia dell’Ohio con duemila dollari e troppe cicatrici; o ancora Esperanza, che è americana perché sua madre l’ha partorita quindici metri dopo aver oltrepassato il confine messicano, e che per un solo momento di umiliazione rischia di perdere tutto. Frey li segue, ce li fa vedere da vicino e intanto allarga la nostra visuale ad altri personaggi e alla città, a perdita d’occhio, fino a che improvvisamente ci rendiamo conto di essere davanti a un Paese intero, a una cultura, a un momento storico.

L’AUTORE

James Frey, nato a Cleveland nel 1969, ha lavorato per diversi anni come sceneggiatore per il cinema a Los Angeles, prima di esordire con In un milione di piccoli pezzi, autobiografia intensa e scioccante sulla sua lotta per superare la dipendenza da droga e alcol. Il libro è stato un vero e proprio caso editoriale, non soltanto per i diritti venduti in 31 Paesi del mondo, e i quasi 5 milioni di copie vendute, ma anche per il dibattito che ne è scaturito circa la vera natura e funzione della scrittura autobiografica. È sposato e vive con la moglie e la figlia a New York. «Non solo Buongiorno Los Angeles è un inedito squarcio sulla storia (oscura) di Los Angeles, è anche una radiografia impietosa e a volte commossa di tutti i sogni perduti che vanno ad ammucchiarsi su quelle spiagge. Cent’anni di solitudine incontra LA confidential, incontra la filmografia di Robert Altman.»
Alan D. Altieri

CRITICHE INTERNAZIONALI

«Una notevole riuscita, nella ricca tradizione stelle e strisce del romanzo-patchwork.»
Tiziano Gianotti, D di Repubblica

«Una tempesta di parole, un rapido susseguirsi di minuziosi e ripetitivi gesti quotidiani e improvvise esplosioni emotive. Un incantevole linguaggio parlato che fa a pezzi le strettoie della norma grammaticale.»
Marco Philopat, XL di Repubblica

«James Frey intaglia una Los Angeles da pelle d’oca, perimetrata da una scrittura quasi maniacale. Frey è un affascinante cantastorie contemporaneo.»
Antonello Guerrera, Il Riformista

«James Frey ci porta in una Los Angeles dove le storie personali si intrecciano con quelle più curiose della città. Tra le macerie morali del “sogno americano” sorge una nuova alba sulla città degli Angeli.»
Gian Paolo Serino, Il Venerdì di Repubblica

«In questo suo taglio volutamente bastardo tra romanzo e saggio, atlante sociopolitico e manuale di storia, dizionario enciclopedico e fascinoso libro d’arte Buongiorno Los Angeles dà a volte l’impressione di ispirarsi a Moby Dick. La sua Los Angeles ha davvero qualcosa della balena bianca.»
Ruggero Bianchi, Tuttolibri – La Stampa

«Questo romanzo è un trionfo assoluto. James Frey fa parte dei grandi narratori americani.»
Irvine Welsh

«Un romanzo vasto, ambizioso, incommensurabile.»
Vanity Fair

«Come Dublino per Joyce e Manhattan per Dos Passos, ecco Los Angeles raccontata da James Frey.»
The Washington Post

«James Frey è diventato terribilmente bravo. È sceso in campo e ha fatto fuori tutti.»
The New York Times

«… A ogni pagina Frey si dimostra inesorabile e coinvolgente… Il romanzo è davvero un piccolo capolavoro sia per scrittura sia per una trama che (per una volta la formula non è abusata) tiene incollati fino all’ultima pagina.»
Gian Paolo Serino, il Giornale

Commenti»

1. francesca - 12/06/2009

l’ho appena finito di leggere, e sto smettendo solo adesso di paingere. Avrei una voglia matta di mandargli un email, di scrivergli quello che penso, ma è un sogno, come uno di quelli di los angeles.


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