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Libri – “Link Mono”, speciale “Bla, bla, bla – Parlare di televisione” 16/06/2009

Posted by Antonio Genna in Comunicati, Interviste, Link, TV ITA.
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\"Link. Idee per la televisione\"E’ in vendita da alcuni giorni in libreria il volume speciale “Link Mono”, edito da Mediaset/RTI (136 pagine, prezzo di copertina 15 €), intitolato “Bla, bla, bla – Parlare di televisione: si tratta di un volume monografico dedicato a tutti i discorsi che vengono fatti, in giro e sui media, sulla televisione.
Tra i nomi che si sono occupati degli articoli pubblicati su questo numero Carlo Freccero, Aldo Grasso, Violetta Bellocchio, Antonio Dini, Peppino Ortoleva, Matteo Tarantino, Cristina Fei, Fausto Colombo, Alessandro Zaccuri, Stefania Carini e Maurizio Costanzo. La direzione è curata da Laura Casarotto, l’editor è Fabio Guarnaccia, il coordinamento redazionale è di Luca Barra; le illustrazioni di questo numero sono del graffitista “108”.
In questo numero speciale ci sono tre regali per tutti i lettori, inseriti all’interno:
– un’antologia di pezzi di critica degli anni 50′ e 60′ redatti da scrittori come Bianciardi, Campanile e Guareschi;
– un libretto scritto nel 1954, perla scovata negli archivi rai per preparare gli italiani al nuovo medium;
– un dossier aggiornatissimo su corsi e master per chi vuole fare TV.
Inoltre, la sezione “Il gioco della critica – Quattro blog per la TV di oggi” è dedicata a quattro brevi interviste ai curatori di altrettanti blog che si occupano di televisione, tra cui anche il blog che state leggendo (gli altri sono Serialmente, Daveblog e TVBlog).
A seguire, la copertina ed un comunicato stampa che presenta i principali contenuti del volume.

LINK MONO
Bla, Bla, Bla. Parlare di televisione
A volte una cover story non basta. Nasce così «Link Mono», uno speciale dedicato alla tv come centro di
gravità con cui tutti hanno costantemente a che fare: bambini, impiegati, critici, giornalisti, blogger,
studenti. Persino la tv si occupa e parla di se stessa.

Il numero si snoda in tre sezioni. La prima, curata da Aldo Grasso, ripercorre la storia anche letteraria di
una critica sempre attenta al ruolo della televisione, ai programmi e ai personaggi. La seconda affronta gli
effetti, i cambiamenti e i sentimenti che genera la televisione: come e perché si parla di tv. La terza, curata
da Fausto Colombo, è un vero e proprio vademecum del mondo universitario per chi vuole lavorare con il piccolo schermo. Cosa si insegna, cosa si può imparare e soprattutto dove.

Ogni sezione ha un intervallo, uno speciale regalo per il lettore:
– Un’antologia di pezzi di critica degli anni 50 e 60 redatti da scrittori del calibro di Bianciardi, Campanile e Guareschi. Gli articoli di critica televisiva sono un puro concentrato dello stile e dei temi che hanno
caratterizzato la loro scrittura. Ironia e sarcasmo appena trattenuti, con un’eleganza davvero d’altri tempi.
– Un libretto scritto nel 1954, un’autentica perla scovata negli archivi Rai, che prepara il pubblico al nuovo medium.
– Un dossier aggiornatissimo ed estremamente dettagliato su corsi e master per chi vuole fare tv.

link-mono

Nel SOMMARIO:

Il mestiere del critico
Di Aldo Grasso
Critica della ragion televisiva. Quando si occupa di un oggetto “basso” come la televisione, di cui tutti si
sentono autorizzati a parlare, la critica va incontro a delegittimazioni di vario genere, che spesso investono
il suo stesso statuto, la sua ragione di esistere. Che fare? Alternando e accumulando questioni e citazioni,
Aldo Grasso prova a mettere qualche punto fermo.
Fino a rivalutare Anton Ego, l’ombroso critico gastronomico di Ratatouille.

Il più cretino dei Media?
Di Peppino Ortoleva
Tutti, anche quelli che la fanno o che farebbero di tutto per comparirvi, dicono che la tv è brutta. Stupida,
leggera, bassa. Per utilizzare una parola molto usata qualche tempo fa, “deficiente”. Accusa buona per tutte
le stagioni, allo stesso tempo spia di un atteggiamento che dice molto del funzionamento del sistema-
cultura. Un’analisi della schizofrenia che bolla sempre la televisione come ignorante. Anche quando piace
ed è fatta bene.

Storytelling
Di Carlo Freccero
La televisione è mito. Mette in forma simbolica la realtà, la racconta nelle sue narrazioni piccole e grandi.
Quando ne parliamo usiamo i modi tipici delle  storie. Spesso, delle sue  storie. Non bisogna però
dimenticare le perversioni di questa rappresentazione perenne. E così, partendo dalle analisi di Christian
Salmon, Carlo Freccero cerca di spiegare la massiccia diffusione dello  storytelling nell’interpretazione del
quotidiano. Storie che finiscono per moltiplicarsi  su altri media e nei discorsi della gente. E per
invadere/creare la realtà.

Potresti essere qui
Di Violetta Bellocchio
La televisione parla di televisione. Fin dalle origini,  il piccolo schermo non si è tirato indietro: già uno dei
primi programmi, Un due tre, è ricolmo di parodie televisive. Da allora è stato un crescendo. Le trasmissioni diventano arene di discussione sui contenuti, palestre dove si riflette sui meccanismi, continue strizzatine d’occhio a chi sta dall’altra parte. Talvolta seriamente. Talvolta (e soprattutto) con sguardo ironico, se non sarcastico. Ecco a voi, lo scherno tv.

Tenere la rotta
Di Fausto Colombo
Fatti non foste a viver come bruti… Dall’Ulisse dantesco all’università italiana, la ricerca della conoscenza
può essere letta come una navigazione. Nella personalissima lettura di Fausto Colombo, che unisce ricordi da studente ed esperienze da docente, questa chiave si rivela utile per comprendere la storia, e la diffusione, dell’insegnamento della tv nelle università italiane. Tra aggiustamenti di tiro e scarti generazionali.

Tra gli autori di «Link Mono»: Aldo Grasso, Massimo Scaglioni, Carlo Freccero, Peppino Ortoleva,
Violetta Bellocchio, Fausto Colombo, Maurizio Costanzo, Alessandro Zaccuri.

Il volume è illustrato da  108 – Illustratore e graffitista, nel 2004 è invitato a Parigi per Nusign, prima
mostra sul post-graffitismo europeo; nel 2007 a Venezia, per Walls, ha dipinto una facciata dell’Arsenale
durante la 52a biennale; nel 2008 ha partecipato a Nomadaz, a Los Angeles.

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