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Scrivo anch’io! – Cronache dal RomaFictionFest, 7 luglio 2009 08/07/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Festival, Lost, Scrivo anch'io!, Serie cult, TV ITA.
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Scrivo anch’io!Per lo spazio “Scrivo anch’io!” (leggete qui tutte le istruzioni per partecipare anche voi), vi propongo RomaFictionFestoggi un doppio articolo scritto da Gwendolyn e Mario Magini, che fanno un resoconto in parallelo della loro giornata trascorsa insieme ieri, martedì 7 luglio 2009, al RomaFictionFest, terza edizione della manifestazione dedicata alla fiction italiana e straniera che si svolge da lunedì scorso tra l’Auditorium della Conciliazione e la Multisala Adriano (ne ho parlato in questo post).

Cronache dal RomaFictionFest, 7 luglio 2009

fictionfestArriviamo alle 15:30 davanti all’Auditorium della Conciliazione per prendere i biglietti gratuiti per la premiazione delle 21. C’è già un po’ di fila sotto il sole di luglio. Una ragazza ammette di essere lì dalle 9:30, ha scoperto dopo che i biglietti venivano distribuiti nel pomeriggio: fa nulla, ha addosso una maglietta con il simbolo della Dharma Initiative, è venuta a vedere Matthew Fox e lo vedrà.
All’entrata distribuiscono gadgets del Festival, cappelli di paglia (troppo stretti), ventagli (ottima idea), targhette da valigia, e molti opuscoli sulle attività della regione Lazio (soprattutto libricini sull’ecologia e il risparmio energetico, peccato che siano stampati su carta ultra patinata e non riciclata). Alle 16:40 prendiamo il biglietto e ci avviamo verso il cinema Adriano, che dista dall’auditorium il tempo di un gelato.
Per ogni proiezione a cui vogliamo assistere dobbiamo prendere altri biglietti, serve a contare le presenze, dicono. Diamo uno sguardo al programma, essendo fan della BBC, che di solito sforna ottimi prodotti, decidiamo di andare a vedere The Wrong Door alle 17:00 e Le sette vite del Rock (The seven ages of Rock) alle 18:30. Fuori dall’Adriano è un tripudio di fotografi, giornalisti, attori più o meno importanti della fiction italiana, aspiranti attori di fiction che approfittano dei provini, e semplici appassionati, ai quali in fondo il Festival è rivolto.

Sala 9, ci fanno entrare nonostante il documentario precedente debba ancora finire, ma la gente è troppa e non possiamo stare tutti sullo stretto pianerottolo fuori dalla sala. Verso le 17:15 inizia la proiezione.

fictionfest1

The Wrong Door è il classico comedy sketch britannico, ambientato in un’ Inghilterra non del tutto reale, ma in una sorta di universo parallelo (il titolo si riferisce appunto alle porte che si aprono sulle realtà alternative), dove alieni  e superpoteri sono all’ordine del giorno. Alla base della comicità c’è il doppio senso, soprattutto sessuale, tipico dell’umorismo inglese. Gli sketch dell’uomo invisibile e del contest di supereroi alla Britain got talent hanno riscosso molto successo tra il pubblico in sala (davanti a noi era seduto Roberto Accornero, che stava ridendo davvero di cuore).
La proiezione ci è piaciuta, è finita alle 17:45, tempo di un po’ di pizza prima che inizi la prossima.

Alle 18:20 entriamo in sala 7, l’evento inizia puntuale, ed Enrico Ruggeri fa foto ed autografi con tutti e per tutti.  Prima che inizi la proiezione di Le sette vite del Rock, c’è una breve introduzione da parte  di Ruggeri, che è il doppiatore italiano della serie, e qualche domanda da parte del pubblico.
Le sette vite del Rock
è una serie da 7 puntate che verrà trasmessa da History Channel dal 24 luglio alle 23. La BBC ha mandato in onda questa serie di documentari sul rock nel 2007, e finalmente potremo vederli anche qui in Italia. Da quello che abbiamo visto ieri sera è un’ottima serie, che usa molti filmati d’archivio raccontati dai protagonisti: nella prima puntata, miti come Roger Daltrey  degli Who, Keith Richards dei Rolling Stones, Ray Davies dei Kinks, Eric Clapton e altri, parlano degli inizi del rock, delle loro esperienze e delle loro rivalità. Un programma raccomandatissimo sia  per gli appassionati del rock che per gli appassionati del genere storico-documentaristico.

Andiamo via un po’ prima che la proiezione finisca, per tornare all’auditorium. Ci è stato detto che l’Orange carpet (la sfilata di star del Roma Fiction Festival) inizierà alle 8, e purtroppo ci fidiamo.

Lo spazio davanti all’auditorium non è così ampio da permettere una lunga sfilata ai divi, siamo pur sempre sulla strada che porta al Vaticano, e pur sempre nel traffico di Roma. Al nostro arrivo si sono una cinquantina di persone intorno alle transenne, quindi prendiamo anche noi il nostro posto accanto a loro, prevedendo un prossimo accalcamento. Il tempo passa, e intanto si sentono storie di fan: molti ragazzi sono arrivati a Roma il giorno prima, dalla Lombardia, dal Trentino, dalla Sardegna, dalla Calabria, hanno preso aerei e treni pur di avere un autografo di  Matthew Fox  e degli autori di Lost. Alcuni erano già stati alla Masterclass che si era tenuta la mattina, dove il dr. Shephard aveva fatto una comparsa a sorpresa per loro grandissima gioia. Un gruppo di amici si è fatto addirittura ricamare il proprio nome e il simbolo della Dharma Inititiative su delle tute da lavoro, proprio come nel telefilm, e se le infilano in mezzo alla folla sotto gli occhi della telecamera che sta riprendendo. Intanto la gente continua ad arrivare e i ritardatari riescono anche a prendere i biglietti per la serata, che a quanto pare non sono andati esauriti come previsto. Sono le 20:40 e ancora non si è visto nessuno. Intanto già si sentono i ragazzi dire “vediamo la premiazione di Lost e andiamo via”, dimostrando come in fondo tutti siano lì per quello e non per l’anteprima della nuova fiction della RAI Le segretarie del sesto, che dovrebbe essere l’evento principale della serata.

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Alle 20:55 iniziano ad arrivare le auto, tutti che accendono le macchine fotografiche e preparano carta a penna, inizia il vocio del “Chi è? Chi è? È lui??” . Le prime auto portano registi e produttori italiani, nessuno li riconosce, eppure fanno foto per la stampa, probabilmente sono famosi. Dopo qualche minuto, arrivano Damon Lindelof e Carlton Cuse, gli autori di Lost che riceveranno il premio a distanza di qualche ora: i fan iniziano a chiamarli, attirano l’attenzione, si sbracciano, scattano foto, porgono calendari e fotografie, e loro sorridentissimi e gentili si concedono a tutti, firmano, salutano, accettano CD che qualche aspirante sceneggiatore gli porge, fanno le foto insieme ai “ragazzi del Dharma”. Ed ecco che arriva il più atteso, Matthew Fox, che scende dall’auto e va a salutare gli organizzatori del Festival, tutti intorno lo chiamano, vogliono toccarlo, vogliono che lui li noti, ma invece lui permette foto solo ai fotografi ufficiali, non sorride, non saluta il pubblico, non si avvicina per gli autografi, e gran parte dei fan (tra cui io) ottiene solo una foto della sua nuca o al massimo del suo profilo. Insomma, un po’ deludente.

Dopo che anche Fox entra nell’auditorium iniziamo a spingerci tutti verso la porta, dove uno degli addetti alla sicurezza ci blocca e ci dice di aspettare: prima devono entrare tutti gli attori. E così in mezzo al caldo, al sudore, alle voci di tutti quelli che hanno il biglietto per la serata, aspettiamo che arrivino le altre auto. Sull’ Orange Carpet arrivano Christian De Sica, Tosca D’Aquino, Edwige Fenech e gli altri protagonisti della fiction, e mentre noi ci accalchiamo all’entrata, loro fanno foto e salutano. Sono le 21:20, ancora non siamo dentro e ci stiamo davvero stancando. Decidiamo di andare via, il caldo e la folla sono insopportabili.
Siamo tornati a casa comunque molto soddisfatti. Prossimo appuntamento con il FictionFest, venerdì 10.

Gwendolyn Magini

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(Quasi) Attraverso Lo Schermo

Calura. Sole accecante. Caos dovuto al traffico. Attese. Code.
Nulla di queste cose hanno fermato i fans e gli appassionati di questa edizione del RomaFictionFest. Gli Oscar Statunitensi sono la celebrazione dell’industria cinematografica verso se stessa.

Il RomaFictionFest è l’industria dell’intrattenimento televisivo internazionale che omaggia non solo le serie televisive, gli attori e gli sceneggiatori ma, anche, celebra e coccola i suoi più importanti protagonisti: i fans che davanti lo schermo gioiscono, trepidano, seguono e si appassionano ad una fiction.

Alle 15:30 inizia la prima fila per i biglietti.
Sono attorniato da varia ma stoica umanità. Ragazze con magliette che citano serie televisive, gruppi di ragazzi muniti di ventaglio, nugoli di appassionati che si scambiano opinioni e spoilers di questa o quella serie televisiva, gente che sbuffa e che avanza lenta per un sacrosanto biglietto che schiuderà occhi ed orecchie ai divi.
Ritrovarmi a gironzolare in traiettoria retta tra l’Auditorium della Conciliazione e il cinema Adriano sotto un sole è stato all’inizio mortificante ma ne è valsa.
Ovunque gente colorata, indaffarata con gadgets, volantini .
Preso il biglietto, di corsa al cinema Adriano.

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Prima assoluta: The Wrong Door.
Avete presente The Twilight Zone (Ai Confini della Realtà, in Italia)? Bene, qualcosa del genere ma aggiungeteci l’umorismo surreale dei Monty Python e la scorrettezza verso il politicamente-corretto di Little Britain. Ecco The Wrong Door.
Situazioni ricorrenti, 4/5 circa, in un unico episodio dove la brava ragazza inglese ha il ragazzo che diventa invisibile e la molesta “vestito” solo di un paio di occhiali da vista.
Un bambino, al parco, a passeggio con la mamma che tiene improbabili cose sospese in aria per il filo: un elefante, una mongolfiera, un’ incudine…
Un’azienda infestata da automobiline giocattolo tanto che è richiesto un disinfestatore professionista capace di scovarne il “nido”: una cittadella di cartone nascosta nei sotterranei brulicante macchinine, camioncini, trattori ecc .
Surreale. Specialmente quando una ragazza riceve come dono, dal suo boyfriend, un attestato che dà il suo nome ad un pianeta……a meno che il pianeta non faccia parte di una Confederazione dove imperatori ed Imperi hanno nomi sessualizzati e corona, scettro, non siano in realtà oggetti fallici o gadgets sessuali ronzanti.
Irriverente.
Gustosa serie. In tutto e per tutto nativa da quella fucina di umoristi che della serietà inglese e delle follie sessual – maniacali hanno fatto berlina e riflessione sul culto del British Style.

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Altro biglietto, altro giro. Ma solo di sala e che l’invenzione dell’aria condizionata (a livelli deliziosi nel cinema Adriano) presto riceva maggiori e sfacciati riconoscimenti, che diamine.
18:30. Le Sette Vite del Rock (Seven Ages of Rock, il titolo originale).
Presente lo staff di History Channel e, ospite d’eccezione, Enrico Ruggeri.
Finalmente, in quella sala, ero nel mio habitat naturale.
Capelloni. Gente tatuata. Magliette stracciate. Vecchi dinosauri ancora rimembranti l’ epopea dei bei tempi andati del rock.
Ruggeri è la voce narrante, il filo continuo, che nella versione italiana conduce per mano lo spettatore tra chitarre, amplificatori, vicende, aneddoti e filmati di cui buona parte inediti se non quasi nuovi per l’ Italia.
Ruggeri, oltre ad essere un artista a tutto tondo, è prima di ogni cosa un fan del rock, uno che l’ha vissuto , goduto e da cui ne ha tratto nutrimento assoluto.
Che emozione, sullo schermo : Hendrix, gli Who, gli Animals, i Kinks e via discorrendo.
Nomi legati alla genesi del rock in Inghilterra ovvero annata 1965.
Poi Keith Richards. Nel filmato parla, si dimena, suona, canta. Scampanato da anni di usi ed abusi chimici, reduce anni fa da una caduta che gli è quasi costata la frattura del cranio e prossimo ad una età più che vetusta ma… signore e signori è Keith Richards che, tra una parola e l’altra, racconta come il riff di Satisfaction gli sia venuto in sogno e lo abbia registrato. Come dire: rocker e medium in nome del Rock e del Blues.
Il tempo passa. La mia gentile metà mi ricorda che non possiamo vedere tutto il documentario (prima puntata di sette di cui due, decisamente, in concorso al Fiction Fest di Roma).
Ok, a malincuore mi alzo, ci alziamo anzi, e ci dirigiamo verso l’auditorium attorno le 19:30.

Prossima meta : l’ Orange Carpet.
Già la folla brulica e molti si accalcano per i posti migliori. Motivo? Divi nazionali dello schermo? Si, anche, forse. Volti della tv passata? Certo, un poco si.
Ma tutti, dico tutti, erano lì solo per loro : gli sceneggiatori e attore di Lost.
Avrei dovuto capirlo da subito. Distratto come ero dalla stanchezza (piedi gementi), dal caldo (aria condizionata dove sei?), dalla fame (stomaco che muggisce come un vitello bastonato) non avevo notato la decina di ragazzi che in prima fila alle transenne indossavano le tute della Dharma Initiative.
Dharma Initiative? Chiedo alla mia gentile signora, poiché io non ho mai seguito Lost (…e smettetela di fare le facce sconcertate o di scuotere il capo, rimedierò, uff), cosa è la Dharma Initiative e perché hanno quelle tute.
“Ehhhhhhhhhhh, è una cosa tutta complicata, c’è di mezzo della filosofia, è tutta una storia complicata……” è la risposta della mia dolce metà.
Dopo un po’, insisto di nuovo. Cosa è la Dharma Initiative?
“Ehhhhhh, guarda non si è capito ancora perché la stanno spiegando nella serie tutt’oggi ma riguarda dei bunker, gente che non invecchia e il suocero di uno insomma …..una cosa lunga….!”.
Mi sono sentito come un pigmeo al CERN di Ginevra. Vavé. Rimedierò vedendo la serie, che dire…. .

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Ecco il momento tanto atteso: 20:50 circa.
Luci accese. Fotografi. Hostess. Starlette della tv, nani, ballerine e presentatori.
Rullo di tamburi.
La gente si scalda, i fans non stanno più nella pelle.
Boato di urla, gridolini, mani protese, foto.
Arrivano gli sceneggiatori di Lost.
Tra gomitate (alle mie costole), calcagnate (sui miei piedi) riesco ad intravederli ma i ragazzi e le ragazze sono in delirio. Bella, comunque, la disponibilità dei due creatori di Lost per quanto riguarda strette di mano, autografi e foto con i fans.
Credetemi, sono stati 5 minuti di delirio a-ss-o-lu-to!
Poi altro boato, mani protese, lacrime, urla, applausi: arriva Matthew Fox.
Credetemi, è stato 1 minuto di delirio to-ta-le!
Gli sceneggiatori disponibili e cortesi, forse perchè per definizione dietro le quinte.
Fox svagato e trafelato della serie: ciao ciao sì sono io fico eh? Beh ci si vede dentro!
Pausa.
La folla si riprende.
Commenti entusiastici. Autografi quasi baciati come sacre reliquie, foto appena fatte viste e riviste come un sogno realizzato.
Altro momento di tripudio, a seguire, anche se molto più contenuto. Divi nostrani. Una, accanto a me, ha lapidariamente detto: “ …ecco le Celebrità Indigene!”.
Christian De Sica sorridente come sempre. Edwige Fenech la cui bellezza è ferma nel tempo, quasi ai tempi che furono.
Foto, filmati, divette che si fanno scattare, funzionari di passaggio, produttori, sceneggiatori e quant’ altro.

Altra fila. Ore 21:20.
Sono clinicamente sfatto.
Ho la schiena dolente come avessi cacciato macchinine dentro un’azienda inglese.
Sono sudato come dopo aver suonato in un concerto rock assieme gli Stones, Who ed Animals tutti assieme di fila.
Ho i piedi dolenti come avessi camminato giorni sull’isola di Lost.

Ok.
E’ stato un gran giorno, decidiamo di tornare a casa.
Torniamo alla macchina. Dietro di noi le luci, i flash, l’ Orange Carpet, i fans.
Prendiamo la macchina, imbocchiamo il traffico di Roma.
Innanzi a noi, in una luce tersa, il cupolone di S. Pietro ed attorno a noi automobili, turisti e un vento caldo maledettamente estivo.
No, non è una fiction, è la realtà di una umida estate romana del 2009.
Ma, a dirla tutta, è stato un gran giorno di reale fiction in una sontuosa giornata romana del Roma Fiction Festival.
A presto.
A venerdì, nostra seconda giornata al RomaFictionFest.

Mario Magini

Commenti»

1. elisabetta - 08/07/2009

grazie mille per la foto!!
ti quoto nel mio blog!

Elisabetta (una fan della Dharma Iniative)

2. Giulia - 08/07/2009

Complimenti ai signori Magini per la classe e l’ironia con cui hanno descritto questi momenti..
Bravi! Attendo con ansia il seguito!

3. mamba - 08/07/2009

CHE SORPRESAAA!!!

^_^ io sono quella tutta a destra…bellissima questa foto!!! GRAZIEEE!!!

4. mamba - 08/07/2009

ps: chiaramente parlo della foto di gruppo…dharma!

5. Gwen - 09/07/2009

poi mi dovete dire come avete fatto a trovarvi….
io pensavo di essere sfuggita alla tassa di 2 euro sulla foto :)

6. Zack - 11/07/2009

Pretty cool post. I just came by your blog and wanted to say that I have really enjoyed browsing your posts.

Any way I’ll be subscribing to your feed and I hope you post again soon!

7. In principio « Mario & Wendy - 14/07/2009

[…] Il nostro primo giorno […]

8. Davide - 23/07/2009

Qualcuno me ne puo spedire uno ? ? Glielo pago! fatemi sapere Please !

9. VALENTINA MORETTI PIANICO - 23/07/2009

sò kosa è una cronaca!!!! Grazie mille ma non mi interessa.

10. VALENTINA MORETTI PIANICO - 23/07/2009

Perkaso you are Zack Grand Hotel????? My present i am Valentina Moretti i’m from Pianico in Lombardy(Italy) years 12 Thank You !!! Please! Today in Italy good afternoom wonderfoul Dawson’s Creek yes o no? my favorite Music,Foodball,it’s moment play the computer it’s at moment Have Lunch By!
rispost thank You!


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