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Scrivo anch’io! – L’eccessiva inglesizzazione della lingua italiana 22/07/2009

Posted by Antonio Genna in Scrivo anch'io!, TV ITA.
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Scrivo anch’io!Per lo spazio “Scrivo anch’io!” (leggete qui tutte le istruzioni per partecipare anche voi), vi propongo oggi un articolo scritto da Ghislaine Ravelli, di madrelingua francese e residente da diversi anni in Italia, che riflette un po’ sulla rapida e spesso inopportuna inglesizzazione della lingua italiana, facendo alcuni esempi tratti dalla vita di tutti i giorni.

L’eccessiva inglesizzazione della lingua italiana

Mi chiamo Ghislaine (si pronuncia Ghilèn) sono una francese che abita in Italia da diversi anni, insegno francese agli italiani nelle ditte, e italiano ai francesi che ne hanno bisogno per motivi vari ma soprattutto di lavoro. Amo l’Italia come una seconda patria, la cultura, la cucina italiana, ma ce UNA cosa che non ama dall’Italia, è che l’Italia non protegge abbastanza ne la sua cultura, e soprattutto la sua lingua, e sto assistendo da tempo ad una inglesizzazione della lingua italiana rapida e inesorabile. La cosa assurda è che chi di competenza, cerca, giustamente, di valorizzare la cucina e i prodotti alimentari italiani, la moda italiana, le macchine italiane e per farlo cosa fa? usa tante, troppe parole inglesi per farlo.
Mi rivolgo quindi a CHI potrebbe fare qualche cosa, per proteggere la lingua stupenda di Dante senza togliere niente a Shakespeare  ma ognuno si tenga i propri.
So che i francesi hanno la reputazione di essere chauvini (e sotto certi aspetti lo sono) ma stanno facendo e hanno fatto tanto, con più o meno successo per proteggere la propria lingua, e hanno anche introdotto lo studio nelle università di certi dialetti, anzi idiomi che stavano scomparendo, come il bretone, il basco, l’alsaziano ecc…..
Tutte queste premesse per arrivare al dunque.
Una di queste ultime sere ho sentito la réclame di due serie  poliziesche francesi su SKY, Fox Crime. Spiral e Flics, ma… pronunciate rispettivamente “Spairal” e “FlicSSS”. Si reclamizzano le serie americane con il titolo originale pronunciato correttamente, e quelle francesi… all’inglese. In Francia abbiamo le stesse serie americane ma la maggior parte anche il titolo è stato tradotto, come la maggior parte dei titoli dei films, perché non è obbligatorio sapere l’inglese per memorizzare un titolo di film o di una serie televisiva, come non è obbligatoriamente “inglese” un titolo di una serie televisiva che dice appunto che si tratta di una serie che ha avuto un grande successo in Francia, è vero ma provate a chiedere ad un francese cosa pensa della serie “SPAIRAL” !

Ho sentito anche in questo periodo, i giornalisti sportivi che commentavano il Tour de France storpiavano i nomi di castelli o altro luogo storico, dove passava il Tour. Non potete informarvi prima sulla pronuncia?
Un po’ di tempo fa avevo una Renault, una EspAce, che tutti compresi i tecnici italiani della Renault pronunciavano Espeice e veniva reclamizzata con il nome Espeice.
La réclame del gelato Carte D’Or continua da anni a dire CarTDor, allorché si dovrebbe dire CartE D’or facendo sentire sia la E che la D poiché si può dire Cart unicamente se non è seguito da una altra parola per evitare lo scontro di due consonnanti, che diventa anche più difficile da pronunciare!!! Informatevi prima!!
E che dire di ParfùMM pour femme!!! informatevi oppure potete dire Profumo per donna!!! E che dire di un giornalista che invece di dire Le Canard enchaîné ha detto le Conard enchaîné, conard in francese significa letteralmente Stronzo. E di quell’altro giornalista che parlando di Joséphine de Beauharnais ha pronunciato Borné  e Borné in francese significa tonto, ottuso.
Potrei citare tanti altri esempi, tipo quello di una commessa di una boutique di lusso che dice:  da usare con Chalance, invece di Nonchalance. Perché non usare la parola  disinvoltura? O del famoso profumo Poison (veleno) che viene chiamato dalle commesse di grande profumerie Poisson (pesce)? Informatevi prima….

Questo per quanto riguarda la storpiatura del francese che posso “perdonare” ad una commessa ma non ad un giornalista nè a chi fa spot pubblicitari. INFORMATEVI prima.

Chi di dovere potrebbe anche pensare a tutti i turisti italiani che vanno in Francia e che non trovano nessuna indicazioni in italiano, o pocchissime come per esempio a Disneyland, o ancor peggio in certi cimiteri militari dove sono sepolti anche dei soldati italiani. Chi di dovere dovrebbe ESIGERE, visto che la Francia è una meta frequente per gli italiani, dalle autorità competenti locali indicazioni in italiano come ci sono in giapponese, russo, arabo. Stranamente nei casinò indicazioni in italiano ci sono, eccome!!

Per quanto riguarda l’inglesizzazione della lingua italiana, peggio ancora. I ragazzi italiani purtroppo sanno più parole inglese che della propria lingua, e i “manager” invece di fare tanti “Briefing” farebbero meglio di fare delle semplice “riunioni”!! ma perché andare a fare “un fine settimana” fa più schifo che andare a fare “un week-end”?

Signori “chi di dovere”, fate bene a voler proteggere cucina, moda, prodotti italiani perché c’è un riscontro economico, ma proteggere la lingua italiana anche se non porta alcun riscontro economico (e non è detto) non è “in” e non è “trendy”: non si può amare il proprio paese soltanto durante le partite di calcio (senza conoscere l’inno di Mameli!!!) o per la pizza, gli spaghetti, o Giorgio Armani, o la Ferrari. Si fa ANCHE attraverso la conservazione della propria lingua, perché l’Italia non è una colonia nè americana nèinglese.
La televisione ha contribuito all’unificazione dell’Italia attraverso la lingua italiana, e adesso sta contribuendo alla sua lenta ma sicura morte??? Perché tutto ciò che viene detto in TV è parola di Vangelo e non va contestato: “l’han detto in TV”!!!!!! E se i giornalisti sbagliano i congiuntivi o altro, cercate di correggere i vostri figli se sbagliano!!!
Lo so che ci sono problemi MOLTO più importanti da risolvere, ma questi problemi sono MOLTO difficili da risolvere, mentre quello di proteggere la propria lingua non è poi cosi difficile.

Ho notato una cosa nella mia carriera, chi parla correttamente la propria lingua impara più facilmente a parlare correttamente una lingua straniera.
Alla fine il risultato è che tutti si “arrangiano” in inglese, e non parlano neanche la propria lingua correttamente: avendo viaggiato molto per lavoro, confesso che se gli italiani non avessero le mani per aiutarsi a parlare l’inglese (visto che stiamo parlando di inglesizzazione ma è uguale per le altre lingue), sarebbero spesso a corto di parole.

Va bene tutto, la società multietnica, la società pluriculturale, le cucine internazionali, la musica di tutti i paesi, la conoscenza indispensabile quindi delle lingue, ma NON A SCAPITO della propria. Abbiamo già una moneta unica europea, e non mi addentro in questo argomento, abbiamo una lingua “commerciale” che è l’inglese, va bene, anch’io personalmente sono una cittadina del mondo, ma – ripeto – non a scapito della nostra lingua, che poi a partire da questo si può svillupare positivamente in altre cose.

Consideratelo uno sfogo di una chauvina francese, ma in questo caso sono una chauvina anche italiana, e potrei essere anche una chauvina inglese, SE ne avessero bisogno!!!!! Ho dei colleghi e colleghe inglesi, che dopo anni anni anni in Italia non sanno ANCORA parlare correttamente l’italiano e NON NE HANNO BISOGNO. Ma che strano, pero perché allora non usano le sterline in Italia, visto che l’euro non l’hanno voluto?????? È una provocazione innocente e gentile alla “perfida Albione”, o una reminiscenza di rancore perché gli Inglesi hanno bruciato Giovanna d’Arco, che era lorenese, e anch’io sono lorenese!!!!!!

P.S. Durante un incontro “culturale” con vari giornalisti che riguardava le differenti culture europee e la loro evoluzione avevo fatto presente questo problema sia di inglesizzazione, sia di storpiatura troppo frequente della lingua francese, e un direttore di giornale mi ha detto: signora, sia indulgente con i “poveri” giornalisti, nessuno è perfetto!!! Concordo: nessuno è perfetto, ma perchè quasi sempre i “chi di dovere” sono perfetti in inglese e non lo sono nelle altre parole straniere che devono utilizzare, e purtroppo spesso neanche in italiano. L’esempio viene dall’alto, quindi i “poveri giornalisti”, che di “povero” non capisco cosa abbiano, diano una mano contro questo fenomeno in espansione.
Non mi sono soffermata sulle traduzioni in didascalie di certi reportage di Sky, di qualsiasi argomento persino quelli sulla cucina, che mi domando se qualcuno dovesse reperire gli ingredienti “tradotti” cosa mangia!!!

Commenti»

1. Controvento - 22/07/2009

Sono completamente d’accordo con questo articolo, anche io preferirei che i canali (Fox, Steel, Discovery, History Channel…), i film e le serie tv venissero titolati in Italiano come succedeva una volta e sarebbe fantastico se si potessero estirpare tutti gli inglesismi dalla nostra lingua. Per quanto riguarda la Francia però se trovo sublime chiamare il computer ordinateur va detto che forse prima della lingua bisognerebbe salvaguardare i Francesi altrimenti si rischia di trovarsi una Nazione che parla un Francese perfetto dove però gli autoctoni non esistono più…

2. Hutch - 22/07/2009

E cosa diciamo della parola “gap” con cui tutti si riempiono la bocca? E’ così faticoso dire “divario”? Che nervoso che mi viene quando la sento!!

3. kusanagi - 22/07/2009

“perché l’Italia non è una colonia nè americana nè inglese.”

Bella battuta, questa …

Il problema qua in Italia sta molto piu’ a monte e quello della lingua e’ solo un sintomo di un male ben piu’ grave: infatti da noi andrebbe recuperata l’identita’ nazionale , che e’ inesistente, cosi’ come il senso dello stato.

Una volta recuperata quella, il resto verrebbe da se’.

Infatti puoi dire gap e trendy senza perdere in identita’ nazionale o senza sminuire la lingua, e puoi sapere il latino e l’inglese, e avere rispetto per entrambi allo stesso modo.

Poi bisogna fare dei distinguo, come al solito: per me ad esempio un Cheese-Burger e’ e resta un cheeseburger in ogni paese del mondo, e mi rifiuto di sentirlo chiamare hamburger al formaggio, come suonerebbe in italiano, o bocadillo con queso fondido, come mi e’ capitato di sentirlo chiamare in Spagna.

Cosi’ come chiamare Ordinateur una cosa che internazionalmente e’ conosciuta come computer non solo e’ sciovinista, ma francamente ridicolo.

Anche’ perche’ volendo fare esempi illustri, l’opera lirica ha sempre parlato italiano, e nessuno si e’ mai sognato di adattare i testi nella lingua in cui viene rappresentata l’opera, per non violare la propria identita’ nazionale …

4. skarsgarditalia - 23/07/2009

andrò controcorrente ma io dico w l’inglese

5. PaoloKr - 23/07/2009

Con tutto il rispetto Sig.ra Ghislaine Ravelli, ma non è molto credibile nei panni della paladina della lingua Italiana, visti gli innumerevoli errori presenti nel suo “pezzo” (lo chiamo così e non post. Sarà più contenta!). E rimango perplesso nel leggere che lei insegna Italiano.

Il discorso che fa lei poi mi sembra assolutamente inutile, di mentalità antiquata e pretestuoso. I tempi sono cambiati, Internet ha agevolato l’unione tra popoli e la commistione di alcuni termini tra le varie lingue non mi sembra una tragedia o una perdita della propria identità nazionale.
Gli americani sono soliti usare termini di varie lingue nel loro vocabolario. Nessuno grida allo scandalo, nessuno si lamenta e sono tutti fieri di far parte del paese più grande e civilizzato del mondo. Cerchiamo di aprire il cervello e focalizzare l’attenzione su problemi e tematiche più pesanti e che non siano la pronuncia errata del nome di un gelato.

6. Tiburon - 23/07/2009

Mah, non vedo dove sia il problema…
Trovo molto piu’ ridicolo e astruso cio’ che succede in Spagna, dove si usano vocaboli come Hamburguesa, Perrito Caliente (HOTDOG) e Nueva York…Per non parlare del fùtbol… L’italiano e’ una lingua viva e pertanto deve evolversi secondo le necessita’ e i gusti di quanti lo parlano.

7. marco - 10/11/2009

Trovo che la signora ( o signorina ?) Ravelli non abbia nulla da insegnare a noi italiani essendo lei di madrelingua francese !! i tempi cambiano e si devono adeguare anche alcune parole perche’ con internet facciamo ormai parte tutti di un stesso linguaggio , e l’inglese e’da tempo la lingua piu’ parlata al mondo ! si adegui dunque ai tempi e cambi la mentalita’ antiquata che ha ! la rivoluzione francese e’ passata da qualche “annetto” !!!

8. LONDRA - 02/02/2010

Ma che vuol dire che la signora (o signorina) non sia Italiana!!! Ragazzi, quella c’ha ragione!! Tradurre cose come cheeseburger e computer magari no!! ma non vedo perche’ non tradurre dove sia possibile!! Da premettere che vivo a Londra da ormai 9 anni e amo Londra e l’inglese….ma amo anche l’Italiano e mi dispiace tantissimo vederlo stroppiato in questo modo!! Vogliamo fare troppo gli stranieri e poi non sappiamo ne’ parlare la nostra lingua, ne’ rispettare quelle altrui!! VERGOGNA!! La signora ha ragione e concordo con tutto cio’ che dice! Non abbiamo rispetto per la nostra culture….almeno che non si tratti di sfuttarla per avere un ricavato economico!! Ma perche’ non possiamo parlarle entrambe ste’ lingue? Dobbiamo per forza metterci in mostra e fare i fighi inserendo parole inglesi di cui poi magari non sappiamo neanche il vero significato?? Ragazzi, 9 anni a Londra MAI SENTITO CHE IL DIVANO SI CHIAMASSE GAP….QUI GAP E’ TUTTA UN’ALTRA COSA!!!

9. Hutch - 02/02/2010

E chi mai ha parlato di divano? Ho scritto DIVARIO.

10. sdsfds - 05/08/2011

Sono stupido dall’ignoranza di chi definisce ridicole le traduzioni spagnole o “nazionalismo malato” la semplice avversione per gli inutili anglicismi sempre più presenti nel nostro parlato: la lingua è cultura e la cultura è identità, un popolo senza identità è u popolo che non esiste un popolo prono privo di amor proprio e disposto ad accettare passivamente tutto ciò che viene dall’esterno anche il sopruso.


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