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Abbiamo visto cose… – (1) Harry Potter e il Principe Mezzosangue 30/07/2009

Posted by Mario & Wendy in Abbiamo visto cose..., Al cinema…, Cinema e TV, Film.
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Abbiamo visto cose...

All’interno del nuovo angolo “Abbiamo visto cose…” di questo blog,  Mario Magini offre il suo punto di vista sul sesto film della saga di Harry Potter, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, nelle sale italiane dal 15 luglio.

Spoiler alert! Questo articolo potrebbe rovinarvi la sorpresa del film.

Harry salvato da un libro

Ad un certo punto la corsa, tra il film e il libro, doveva terminare così. Almeno per ora. Come tutte le corse che sanno di doping alla fine, inevitabilmente, mostrano il lato poco sportivo della faccenda e il tutto si riduce ad un clamoroso bluff. Con clamori, borbottii e attesa di tempi migliori. Harry Potter, stavolta, sullo schermo perde rispetto al suo (quasi) gemello di carta.

Ed è giusto che sia così.

Harry Potter and the Half-Blood Prince Cover

Come mai?

Semplice: il dipanarsi, geniale, della storia del piccolo mago è fenomenale sulla carta di un romanzo ma a meno che non sia nelle mani di un regista capace allora perde colpi, strada facendo, non rendendo giustizia al personaggio – ai personaggi – ed alla complessa vicenda. Lo spazio, angusto, di un film stavolta non ha contenuto il dipanarsi degli eventi e tutti i risvolti implicati e collaterali. Lo spazio, quasi infinito, di un libro lascia tempo e modo di afferrare ed interrogarsi passo passo in quanto accade realmente ad Hogwarts.

Ebbene si: per il sottoscritto questo sesto film di Harry Potter è stato un passo falso. Della serie: c’era il libro e quindi eccovi il film. Marketing. Sacrosanto. Ma marketing. E cinematografico, aggiungo io, neanche tanto riuscito. Ben inteso, non lo sto stroncando ma… si, quel ma c’è e resta.

Questo film della saga cinematografica di Harry Potter è, e sarà, un ponte che trasporta sino al termine della storia, non di più. Nessuna particolare infamia, nessuna specifica lode. Effetti speciali come sempre. Harry Potter cresciuto, sensibile al richiamo dei sopraggiunti sentimenti. Albus Silente che cede, platealmente, lo scettro e la responsabilità della Scuola di Magia ad Harry.

Poi?

Ah, i comprimari. Ron, meno imbranato e forse più nevrotico. Ermione, più donna e forse maggiormente caratterizzata come adolescente.

Si, ma poi?

Due ore e mezza di film per dirci che è tutto rimandato ai prossimi due film (costole dell’unico ultimo libro) e che bisogna avere pazienza.

Sapete cosa c’è? C’è che la Rowling è di base una giallista e scrive con un ritmo ed una complessità degne della migliore scuola di suspance & delitti.

C’è che la storia di Harry Potter tratta due temi, fondamentali: Dio & la Morte, l’onnipotenza della magia e della guerra dove inevitabilmente si rischia la vita e si muore

C’è che la saga di Harry è una saga sostanzialmente al maschile: i padri, in modo neanche velato, demandano ai figli di porre riparo o ai loro errori o alle loro incompiute opere ed i figli – Harry e Draco Malfoy – seguono non senza tentennare questo destino famigliare dove le donne –  solo apparentemente – sono in ombra ma invece, con passaggi geniali, sostengono ed imperano come angeli custodi.

C’è che Potter ed i suoi amici – come i nemici – iniziano a sentire lo scorrere del tempo e ciò che era un pericoloso gioco col destino è oramai una inevitabile prosecuzione di una linea di nascita e sia Potter, che Malfoy, Silente che Pyton, sanno che i tempi sono maturi per tirare le fila di uno scontro forse antico di secoli o millenni.albusharry

Ma c’è anche che fare un film di Harry Potter è un obbligo per l’industria cinematografica e che stavolta il passo era mal posto e debole.

Se avete letto Potter allora sapete cosa intendo.

Lo chiamo “Effetto Stieg Larsson”: se hai letto la trilogia di Millenium (con al cinema “Uomini che Odiano Le Donne”, il primo film della trilogia) ti godi un bel film e ti chiedi quando sarà il prossimo, ma sai quanto e come un film ha dovuto sacrificare a tutto ciò che la pagina scritta conteneva.

Con un libro si ha tempo di interrogarsi, soffermarsi, proseguire con curiosità o caparbietà e poi anche parteggiare magari sfacciatamente. Un film, specialmente se basato su un eccellente libro, molto deve faticare per non far rimpiangere l’inchiostro “parlante” sul foglio bianco.

Se avete letto il libro e il film vi è piaciuto, allora siete indulgenti e sazi.

Se avete letto il libro e il film non v’ha soddisfatto siete palati fini e sani.

Se avete letto il libro e il film è, per voi, superlativo rispetto al libro allora fatevi curare.

Teniamoci stretti, della saga cinematografica di H. Potter, il primo, il terzo e quarto capitolo ( forse un poco anche il quinto, dai deh ) – magistrali ed emozionanti come poche altre trasposizioni su pellicola. Il resto è qualcosina di decente e masticabile per chi non ha letto i libri. Altro, come questo ultimo film, scusabile ma depennabile.

Abbiamo atteso Potter in libreria e non ha deluso. Attendiamo Potter nei prossimi due film. Dovrà scusarsi di qualcosa e spiegarci ancora molto, magari lasciandoci in eredità qualche domanda insoluta o ambiguo segno tale per cui anche stavolta – nella migliore tradizione della Rowling – non tutto è come appare e sembra.

Mario Magini

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Commenti»

1. Martina - 31/07/2009

Concordo totalmente con te!! per chi ha letto i libri il film non è Harry Potter!! per i Babbani sarà anche carino, ma durante la visione la mia delusione e rabbia cresceva sempre più… l’unica nota positiva: la delusione mi ha spinto a rileggere gli ultimi 2 magnifici libri in meno di 5 giorni!!

2. Ginevra - 05/10/2009

idem concordooooo!!
è stata una gran delusione..
un film troppo da ragazzini..
..dov’è finito il nostro harry potter??!!??
i film con yates sn i peggiori..ma dobbiamo accontentarci!!
..i primi 3 erano i miglioriiiii..
x martina
io gli ho ricominciati tt!
xDD
ciaoooooooooooo!!!


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