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Edicola – “Le Scienze”, agosto 2009 – “Che cosa ci rende umani?” 02/08/2009

Posted by Antonio Genna in Le Scienze, Scienza e tecnologia.
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Di seguito propongo copertina, principali contenuti ed allegati facoltativi del numero 492 – Agosto 2009 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American”, in edicola da ieri.
La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed i
n vendita al prezzo di 3,90 €.

lescienze-08-2009

I principali contenuti di questo numero:

Che cosa ci rende umani?
di Katherine S. Pollard
Il confronto tra il nostro genoma e quello degli scimpanzè sta rivelando quali sono le sequenze del DNA che sono esclusive degli esseri umani
Sei o sette milioni di anni sono pochi o molti, secondo il metro con cui li si guarda. Fin troppi, sulla scala di una vita umana, un soffio per l’intera storia della vita sulla Terra. Non sono molti nemmeno per i processi evolutivi di specie complesse, tant’è che in questo arco di tempo – quello che separa la linea evolutiva dell’uomo e dello scimpanzè – il nostro genoma e quello dei nostri più vicini parenti nel mondo animale sono cambiati di pochissimo: il 99 per cento del nostro patrimonio genetico è identico al loro.

Fosforo: una crisi imminente
di David A. Vaccari
È un componente fondamentale dei fertilizzanti, ma le riserve di fosforo saranno sufficienti solo per qualche decina di anni. Occorre agire subito per salvaguardarle, se vogliamo salvare l’agricoltura del futuro

Le origini del gatto domestico
di Carlos A. Driscoll, Juliet Clutton-Brock, Andrew C. Kitchener e Stephen J. O’Brien
Scoperte genetiche e archeologiche suggeriscono nuovi scenari per la domesticazione del gatto

Le promesse del nanotech
di Girolamo Di Francia, Vera La Ferrara e Brigida Alfano
Oggi le nanotecnologie sono uno dei campi più fertili della ricerca scientifica e industriale, i cui sviluppi futuri potrebbero modificare in modo radicale le nostre vite

Le ossa di Copernico
di Dennis Danielson
Ancora oggi cosmologi, storici e archeologi cercano di ricostruire un ritratto del grande astronomo e della sua eredità scientifica

La scienza delle bolle e dei crolli
di Gary Stix
L’attuale crisi economica ha richiesto una revisione del funzionamento dei mercati e del modo in cui prendiamo le nostre decisioni quando si tratta di soldi

Il prezzo delle mutazioni silenti
di J.V. Chamary e Laurence D. Hurst
Piccoli cambiamenti nel DNA, un tempo considerati innocui, si stanno invece dimostrando importanti  in alcune malattie umane, nell’evoluzione e nelle biotecnologie

La memoria racetrack
di Stuart S. P. Parkin
Un dispositivo che fa muovere bit magnetici avanti e indietro lungo cavi di dimensioni nanometriche potrebbe memorizzare dati in un microchip tridimensionale

Inoltre, con Le Scienze di agosto, a richiesta e a pagamento:

– l’ottavo DVD della collana “Menti matematiche”: “Uccelli e rane: la matematica come metafora”, in cui Freeman Dyson spiega perché alcuni matematici sono «rane» e altri «uccelli».

lescienze-08-2009-dvd

I matematici non sono tutti uguali. Alcuni si possono paragonare agli uccelli, perché volano alto e osservano le vaste distese della materia, gettano lo sguardo fino all’orizzonte, amano concetti che unificano il pensiero matematico e mettono insieme problemi diversi provenienti da parti differenti del paesaggio. Altri sono simili alle rane. È come se vivessero nel fango e vedessero solo la natura che hanno vicino, a pochi passi da loro. Questi matematici amano osservare i singoli oggetti del loro studio nei minimi particolari, preferendo risolvere i problemi uno alla volta, proprio come le rane che avanzano faticosamente nel fango.
Quella che avete appena letto è una sintesi dello splendido incipit della lezione magistrale tenuta da Freeman Dyson all’Auditorium di Roma nel corso del Festival della Matematica del 2008, dal titolo Uccelli e rane: la matematica come metafora, e riproposta nell’ottavo DVD della serie Menti Matematiche allegato a richiesta con «Le Scienze» di agosto. Protagonisti della lezione sono diversi personaggi centrali della storia della scienza, in prevalenza matematici, di volta in volta categorizzati da Dyson, professore emerito all’Institute for Advanced Study di Princeton, come rane o uccelli, in una galleria di storie e idee che è anche un affresco della matematica del recente passato e delle sue applicazioni in ambiti diversi, dalla fisica fino alla meteorologia.
E tuttavia, anche se è interessante ripercorrere eventi e scoperte vicine a noi, bisogna riconoscere, come fa Dyson, che i primi passi di queste due opposte culture razionali sono stati mossi nel Seicento, agli albori della scienza moderna. Con Galileo da una parte e Cartesio dall’altra. Il primo è etichettato come una «rana» al di là di ogni ragionevole dubbio, perché ha avanzato nella palude della conoscenza tenendo sempre ben presente che il libro della natura è scritto in simboli matematici. Mentre il secondo, «penso, dunque sono», fa parte della specie di matematici più simili agli uccelli.
La natura comunitaria della scienza permette di applicare le due metafore anche a eventi che hanno segnato la storia del pensiero matematico. Il primo è il Congresso internazionale della matematica svoltosi a Parigi nel 1900, dal carattere decisamente galileiano, quindi ascrivibile alla categoria delle rane, durante il quale David Hilbert, altra rana, espose quelli che riteneva i problemi cruciali per lo sviluppo della matematica. Il secondo evento fu la nascita negli anni trenta di Nicolas Bour-baki, pseudonimo dietro cui si celava un gruppo di matematici di altissimo livello, che guardando dall’alto la matematica produsse nuovi concetti che avrebbero influenzato i colleghi per i decenni a seguire.
John von Neumann, Isaac Newton, Kurt Gödel, Yuri Manin, i quasi-cristalli e la congettura di Rie-mann. Tutti esaminati e catalogati da Dyson, il quale modestamente si iscrive al gruppo delle rane, anche se ha molti amici tra gli uccelli.

– il 28° volume della collana “Biblioteca delle Scienze”, “La fisica dei supereroi” di James Kakalios, che avevo recensito nel 2007 in questo post.

lescienze-08-2009-libro

Il libro allegato a richiesta con «Le Scienze» di agosto rischia seriamente di mettere d’accordo amanti dei fumetti di fantascienza e appassionati di scienza, grazie alla passione per entrambi dell’autore, James Kakalios, fisico dell’Università del Minnesota. Il suo Fisica per i supereroi è un divertente manuale dove i protagonisti sono Superman, l’Uomo Ragno, gli X-Men, i Fantastici Quattro e via dicendo.
Quanta forza serve a Superman per balzare sul tetto di un grattacielo? Come può Tempesta, uno degli X-Men, controllare gli agenti atmosferici? E quanti cheeseburger dovrebbe mangiare il mitico Flash per correre a velocità supersonica? Cercando di rispondere a domande del genere, Kakalios usa le informazioni contenute nelle storie e le leggi della fisica per mostrare come fatti anche estremamente fantascientifici in realtà siano coerenti con le premesse. Se assumiamo per esempio che nascere sul pianeta di una gigante rossa conferisca superpoteri, tutto quello che ne consegue deve essere coerente dal punto di vista fisico. Un ottimo trucco per spiegare le leggi che governano il mondo e che spesso sono percepite come poco utili nella vita di tutti i giorni. Trucco che Kakalios ha sapientemente affinato nel corso della sua esperienza di professore universitario.
Certo, il mondo dei supereroi ha anche incongruenze notevoli, su cui però l’autore indugia occasionalmente. Perché l’importante è stupire e insegnare.

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