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Edicola – “Storica National Geographic” n°7, settembre 2009 21/08/2009

Posted by Antonio Genna in Comunicati, Storia, Storica NatGeo.
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storicangE’ in vendita in edicola, al prezzo lancio di 3,50 €, il numero 7 – Settembre 2009 del mensile “Storica National Geographic”, edito da RBA Italia e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico.
A seguire, la copertina del numero e l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio che ne presenta i principali contenuti.

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La nobiltà della sconfitta

Di Publio Quintilio Varo non si ricorda una sola frase o una sola citazione, se non l’esclamazione di un Augusto in preda alla disperazione: “Varo, rendimi le mie legioni!”. E infatti, il comandante romano ha un posto nella storia solo per la tragica disfatta di Teutoburgo che bloccò l’espansione romana in Germania. Nel blasone dei condottieri romani carichi di onori, vittorie e riconoscimenti, Varo occupa l’altra colonna, quella degli sconfitti, degli uomini da dimenticare, che non sarebbero mai dovuti nascere. La storia occidentale è così: scritta dai vincitori, dimentica dei vinti, coperti di disonore. Ma la vera storia è scritta anche dai perdenti, che in molti casi con le loro sconfitte hanno insegnatomolto più ai loro contemporanei, e naturalmente anche ai posteri, di quanto non lo abbiano fatto tanti vincitori. C’è un bellissimo libromai apparso in Italia e quasi dimenticato anche all’estero, dello storico inglese Ivan Morris, The Nobility of Failure, la nobiltà della sconfitta. Grande iamatologo, Morris percorse a lungo la storia e la cultura giapponesi, soffermandosi sulla natura dell’“eroe perdente”, molto radicata in quel popolo. Nella mentalità nipponica non si richiede a un eroe di vincere in ogni circostanza, di riuscire sempre nelle imprese. Si richiedono altre qualità: l’onorabilità, la lealtà, l’etica (vedi anche il servizio sui samurai in questo numero). The Nobility of Failure è la storia degli eroi che hanno perso perché sopraffatti dalle circostanze. E, come mostra la vicenda di Teutoburgo, Varo fu sconfitto un po’ per incapacità, un po’ per essere caduto nella trappola del germano Arminio, un po’ anche per essere statomandato allo sbaraglio da Roma, la prima nel sottovalutare le forze dei popoli del Reno e dell’Elba. È un eroe perdente, un nobile sconfitto. E così ciascuno di noi dovrebbe sentirsi come un nobile sconfitto, quando non riesce in qualche impresa, cosa che nel corso della vita può capitare. Questo ci può insegnare Varo, e con lui il libro di Morris. Ha scritto il drammaturgo Eugene O’Neill: “In una tragedia c’è la bellezza della verità. È il significato della vita e della speranza. La gente che vince sempre appartiene alla classe media dello spirito”.

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