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Cinema futuro (726): “Segnali dal futuro” 30/08/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Segnali dal futuro”

Uscita in Italia: venerdì 4 settembre 2009
Distribuzione: Eagle Pictures

segnalidalfuturoTitolo originale: “Knowing”
Genere: azione / drammatico / thriller / fantascienza
Regia: Alex Proyas
Sceneggiatura: Ryne Douglas Pearson, Juliet Snowden e Stiles White (soggetto di Ryne Douglas Pearson)
Musiche: Marco Beltrami
Uscita negli Stati Uniti: 20 marzo 2009
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Blog ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Nicolas Cage, Chandler Canterbury, Rose Byrne, Ben Mendelsohn, Lara Robinson, Nadia Townsend, Alan Hopgood, Adrienne Pickering

La trama in breve…
Il premio Oscar Nicolas Cage (Il Mistero delle Pagine Perdute, Via da Las Vegas) è il protagonista di SEGNALI DAL FUTURO, un action-thriller avvincente e adrenalinico in cui, in  circostanze del tutto fortuite, un professore di astrofisica scopre l’esistenza di terrificanti predizioni sul futuro e tenta con tutte le sue forze di evitare che esse si avverino.
Rose Byrne (Damages, Troy), Chandler Canterbury (Il Curioso  Caso di Benjamin Button) e Lara Robinson (Saved -serie tv-) completano il cast di questo emozionante  film diretto da Alex Proyas (Io, Robot), sulla disperata battaglia di un padre che cerca di salvare suo figlio e l’intera umanità.

Nel 1959, in occasione di una cerimonia per una nuova scuola elementare, gli insegnanti chiedono ad un gruppo di studenti di immaginare come sarà il futuro e di disegnarlo. Tutti i loro disegni saranno custoditi in una capsula del  tempo, dove rimarranno per 50 anni. Una misteriosa ragazzina riempie il suo foglio con una serie apparentemente casuale di numeri, che, a quanto dice, le sarebbero stati sussurrati da persone invisibili.
Mezzo secolo dopo, un gruppo di studenti è intento ad esaminare il contenuto della capsula. L’enigmatico messaggio scritto da quella ragazzina misteriosa finisce nelle mani del giovane Caleb Koestler (Chandler Canterbury). Il padre di Caleb, il professore di astrofisica John Koestler (Nicolas Cage), scopre che la serie di numeri contenuta nel messaggio predice con estrema precisione le date e il numero delle vittime di ognuno dei più grandi disastri verificatisi negli ultimi 50 anni. Mentre è impegnato a tentare di decodificare i segreti nascosti nel documento, John scopre anche che il messaggio predice altre tre catastrofi imminenti. L’ultima di queste predizioni alluderebbe ad un cataclisma di proporzioni globali.
John cerca di mettere in guardia le autorità ma i suoi avvertimenti vengono completamente ignorati. C’è di più, John, inizia pian piano a realizzare che Caleb sarebbe, in qualche modo, collegato a tutti questi eventi misteriosi. Con l’aiuto di Diana Wayland (Rose Byrne) e Abby Wayland (Lara Robinson), rispettivamente la figlia e la nipote della ragazzina autrice del profetico messaggio, John si lancia in una folle corsa contro il tempo per tentare di prevenire l’imminente catastrofe.

NOTE DI PRODUZIONE

Un padre single che cerca disperatamente di difendere il suo unico figlio ed un messaggio in codice, scritto 50 anni prima da una misteriosa ragazzina, potrebbero essere le uniche cose ad impedire una catastrofe di proporzioni globali. Tutto questo e molto di più accade nell’affascinante thriller scientifico SEGNALI DAL FUTURO.

Non appena Ryne Douglas Pearson (Codice Mercury) raccontò l’idea per questa sceneggiatura ai produttori Jason Blumenthal e Todd Black, questi capirono immediatamente di aver trovato una storia indimenticabile da raccontare.

“Ci abbiamo messo otto anni a sviluppare la sceneggiatura”, ricorda Blumenthal. Ryne aveva in mente un’idea su una capsula del tempo risalente agli anni ’50, rimasta sottoterra fino ai nostri giorni. La capsula doveva contenere una serie di predizioni sul futuro. Sapevamo di avere tra le mani qualcosa di speciale”.

Durante gli ultimi cinque anni i produttori hanno lavorato assieme ad Alex Proyas, l’acclamato regista di Io, Robot, per sviluppare questa idea e farne un film. Spiega Blumenthal, “La storia è stata modificata, sono cambiati alcuni degli elementi minori ma i temi di base sono sempre rimasti gli stessi.

L’idea della capsula del tempo e delle predizioni erano molto interessanti e originali:  sapevamo di avere qualcosa di concreto da cui partire. Per noi l’idea  ancora oggi è molto emozionante, tanto quanto lo era otto anni fa”.

Proyas è stato scelto per dirigere SEGNALI DAL FUTURO per il suo stile unico, che è andato affinandosi sin da Il Corvo, il suo film d’esordio del 1994. “Sapevamo di aver trovato il regista giusto”, spiega Blumenthal. “La sua visione supera qualsiasi cosa avremmo mai potuto realizzare sulla pagina. Ha contribuito con una moltitudine di idee scientifiche, spirituali e filosofiche, che hanno aiutato la sceneggiatura a prendere forma”.

Secondo Blumenthal, gli eventi che si sono verificati negli ultimi otto anni avrebbero influenzato quello che lui considera l’aspetto più avvincente del film. Inizialmente, è stato il concetto della capsula del tempo ad incuriosirlo maggiormente: “Mi ricordo di averne sentito parlare da piccolo. Sembrava qualcosa di veramente fantascientifico. Quando cerco delle idee da sviluppare, tento sempre di trovare del materiale col quale sento di avere una connessione emotiva,  e questa era proprio l’idea perfetta”.

Durante il periodo in cui Blumenthal ha sviluppato il progetto, la sua vita è cambiata radicalmente: “Otto anni fa non ero un padre. Ora ho due figli piccoli. Per questo, il tema del film è cambiato: è divenuto la storia di un padre e di suo figlio. Questo elemento familiare è molto importante per me e per molte altre persone in questo film.

“SEGNALI DAL FUTURO è un emozionante thriller psicologico con degli effetti speciali stupefacenti”, dice. “Ma c’è di più. Questo film pone la domanda fondamentale, Cosa arriveresti a fare per proteggere tuo figlio? Saresti pronto a sacrificare te stesso? E’ un’idea molto profonda.

E’ una corsa sulle montagne russe delle emozioni, che ti lascia col fiato sospeso ad ogni curva. E’ una storia di cui la gente vorrà parlare perchè pone tante domande che toccheranno gli spettatori nel loro profondo e che resteranno dentro di loro anche dopo che avranno lasciato la sala. Per quanto mi riguarda, sono queste le storie migliori da raccontare”.

Secondo Proyas, bisognava  trovare un equilibrio tra spettacolari scene d’azione, caratterizzate dai migliori effetti speciali possibili,  e il viaggio emozionale che i protagonisti della storia compiono.

“Per me ogni film è un film grande”, spiega. “Io, Robot è stato un esercizio tecnico estremamente complesso, ogni film ha i propri livelli di complessità. La cosa bella di  SEGNALI DAL FUTURO è che il nucleo del film ha è caratterizzato da intense emozioni e da una profonda interazione umana. Tutto ciò a cui abbiamo fatto riferimento in questo film potrebbe accadere veramente”.

L’attore Nicolas Cage, che interpreta il Professor John Koestler, paragona la sceneggiatura di Segnali dal futuro ad un telefilm che col tempo è divenuto un’icona americana: “La sceneggiatura mi ricordava uno dei telefilm di “Twilight Zone” di Rod Serling”, dice. “Si tratta di un mystery-thriller scientifico, in cui ci sono anche dei momenti intensamente drammatici”.

Rose Byrne, l’attrice che interpreta Diana, ribadisce come sia difficile racchiudere SEGNALI DAL FUTURO in un unico genere, è proprio questa la qualità che l’attrice considera come uno dei punti di forza del film. “ La trama si sviluppa in modo molto intelligente e la capsula del tempo è un elemento affascinante. Non è solo un  thriller, un horror o un film di fantascienza. Piuttosto, è una combinazione di tutti questi generi”. “E’ un film capace di  far cambiare idea alle persone”, spiega Cage. “Ricordo quando da bambino vidi La Sindrome Cinese; quel film mi fece capire che l’energia nucleare era qualcosa di cui avere grande rispetto. Questo film richiama l’attenzione della gente su tematiche sulle quali tutti noi possiamo influire in qualche modo”. “La fine del mondo è un tema che preoccupa la gente”, prosegue. “Abbiamo il potere di fare qualcosa. La domanda è cosa ce ne facciamo di questa responsabilità?”

I film dalle tematiche apocalittiche hanno una particolare risonanza nel pubblico, a causa dei problemi ambientali che affliggono il mondo, dice Byrne. “E’ un desiderio tipicamente umano il fatto di voler conoscere quanto tempo ci resti da vivere”, spiega. “La gente se lo chiede da sempre. Maya, Mussulmani o Indù, ognuno ha una teoria diversa su quello che accadrà”.

I filmmaker sperano che SEGNALI DAL FUTURO possa essere il tipo di film che genera dei dibattiti,  che proseguano anche dopo che gli spettatori avranno lasciato la sala. “La gente va al cinema per vedere qualcosa di fantastico, di divertente, qualcosa di speciale  che non ha mai visto prima”, afferma Blumenthal. “E’ proprio questo che pensiamo di offrire.

“Credo che il pubblico voglia essere sfidato a trarre le proprie  conclusioni”, aggiunge. “Questo film ha un finale inequivocabile, ma lascia una porta aperta sul dibattito. Un film che finisce quando iniziano i  titoli di coda, secondo me, non è importante quanto uno che invece ti tiene occupato a discuterne fino a quando non lasci la sala ed entri in macchina. Voglio che la gente parli di questo film, che si chieda: ‘Io lo avrei fatto?’ Questa è una storia di cui, credo, la gente vorrà continuare a parlare. Ed è questo il tipo di film che voglio fare”.

IL CASTING

Una volta scelto il regista ideale, con la sceneggiatura definitiva in mano e uno studio pronto a finanziare il progetto, i cineasti hanno iniziato le ricerche per trovare l’attore protagonista. “A quel punto la cosa più importante era riuscire a trovare il nostro eroe”, racconta Blumenthal. Il premio Oscar e superstar internazionale Nicolas Cage trasforma in evento qualsiasi progetto che decide di affrontare. Il suo grande impegno e la sua instancabile dedizione lo hanno reso uno degli attori più ricercati del mondo. “Sapevamo sin dall’inizio che Cage era la persona perfetta per interpretare questo ruolo”, spiega Blumenthal. “Nic conferisce grande intensità a questo personaggio, rendendolo allo stesso tempo molto accessibile, cosa di cui molti attori non sarebbero stati capaci. Penso anche che Nic creda in molti dei temi che abbiamo affrontato in questo film. “Credo ci sia qualcosa in questo ruolo e in questa storia che Cage sente molto vicini, essendo lui stesso padre di un bambino”, continua Blumenthal. “Capisce perfettamente il tipo di decisioni che un padre dovrebbe affrontare in una situazione del genere. “Inoltre, è una persona fantastica; è un attore incredibile e arricchisce di grande umanità ogni suo ruolo”, aggiunge Blumenthal, che ha prodotto The Weather Man – L’Uomo delle Previsioni, film di cui Cage è protagonista. “Inoltre, c’è da dire che Nic era un fan di Alex ed Alex, a su a volta, era un grande fan di Nic. Qualche volta i pianeti si allineano in modo perfetto e ogni cosa sembra coincidere. E’ quanto è accaduto in questo film”.

Cage e Proyas erano entusiasti all’idea di collaborare a questo progetto. “Avevo voglia di lavorare assieme a Nicolas da tanto tempo”, racconta il regista. “E’ emozionante riuscire a lavorare assieme a qualcuno con cui desideri collaborare da sempre”.

Una sceneggiatura così originale e il fatto che fosse Proyas a dirigere il film, rendevano Segnali dal futuro un’opportunità irrinunciabile per Cage. “E’ difficile trovare delle storie originali. Alex è una persona originale, un artista con un punto di vista diverso”.

L’attore premio Oscar trovava il ruolo di John Koestler particolarmente affascinante. “Ama immensamente suo figlio, inoltre, su di lui grava un ulteriore peso, per il fatto di doverlo crescere da solo. Nei film non vediamo quasi mai questo tipo di tematica sui rapporti tra padri e figli. Questa è un’altra delle ragioni per cui volevo fare questo film.

“L’unica priorità per John è tenere suo figlio al sicuro”, dice Cage. “C’è un momento molto commovente nel film in cui Caleb chiede, ‘Morirò adesso?’ E il mio personaggio risponde,

‘Non succederà. Non lascerò che ti succeda.’ Non si fermerà davanti a niente  pur di mantenere quella promessa. Da questo punto in poi, il film parla soprattutto di come farà   John a mantenere la promessa che ha fatto al figlio”.

La carriera dell’attrice Australiana Rose Byrne include sia blockbuster ad alto budget,

come Troy che progetti minori, come I Capture the Castle. Di recente, ha ricevuto una nomination ai Golden Globe per la sua interpretazione nella premiata serie tv “Damages”, dove recita al fianco di Glenn Close

“Rose ed io volevamo lavorare assieme da qualche tempo”, dice Proyas. “Arricchisce ogni ruolo che interpreta di una grande profondità. Ciò è importante specialmente in questo film, dove gran parte di quello che i personaggi provano e pensano non viene sempre espresso a parole”.

Byrne, che da lungo tempo è una grande ammiratrice di Proyas, spiega che l’opportunità di lavorare assieme al regista era per lei “immensamente affascinante”. “Mi è piaciuto molto lavorare assieme ad Alex. Sa esattamente cosa vuole ed è molto gentile con gli attori”.

“L’intimità che si crea tra questi quattro personaggi, peraltro in un contesto di proporzioni epiche, rende estremamente interessante il film”, dice l’attrice.

“Il mio personaggio, Diana, si trova in una situazione molto complicata. Alle spalle si è lasciata una storia molto oscura, che improvvisamente le crolla addosso. Per tutta la vita ha tentato di fuggire dal passato. E’ stata una parte molto impegnativa”.

Byrne è stata scelta dopo una serie di audizioni che si sono tenute in più continenti.

C’era qualcosa in Rose”, dice Blumenthal, “sin dal primo giorno, Alex era certo che fosse lei la scelta giusta. Possiede una grande umanità. Si  riesce a cogliere tutto il suo dolore e le sue emozioni mentre scopre che le predizioni che hanno dato origine alla storia sono iniziate con sua madre, molti anni prima”.

Lavorare con Cage, dice Byrne, ha sempre rappresentato la promessa di qualcosa di inaspettato. “E’ stato fantastico. Nic ha una passione incredibile per quello che fa. Non sai mai cosa aspettarti veramente da lui. La prima scena che ha fatto mi ha davvero spiazzata. Abbiamo fatto le prove e poi ne abbiamo discusso, poi lui ha deciso di affrontare la scena in modo diverso, è stato molto emozionante. E’ entusiasmante lavorare assieme a Nic perchè la sua mente è sempre un passo avanti”.

Cage è rimasto particolarmente colpito dall’autenticità dimostrata sullo schermo dalla sua co-protagonista femminile. “Rose è tremendamente reale”, dice l’attore. “Possiede le emozioni necessarie per rendere le situazioni del film  reali e credibili. Rose è capace di farti credere che una determinata cosa stia accadendo davvero”.

I due giovanissimi attori, Chandler Canterbury  e Lara Robinson, interpretano due ruoli fondamentali in SEGNALI DAL FUTURO.

I cineasti hanno svolto lunghe ricerche per riuscire a trovare il giovane attore capace di interpretare il personaggio di Caleb Koestler. Chandler Canterbury ha girato SEGNALI DAL FUTURO quando aveva nove anni. Prima di girare questo film ha vinto un Young Artist Award per la sua interpretazione nel film drammatico per la TV “Criminal Minds”, in seguito, ha lavorato al fianco di Brad Pitt in Lo Strano Caso di Benjamin Button e assieme a Jude Law in Repossession Mambo. “La mia prima audizione è stata registrata su un nastro che mia madre ha mandato tramite Internet”, dice. “Poi mi è stato chiesto di leggere tutta la sceneggiatura. Il mio personaggio è un bambino molto triste perchè sua madre è morta. Rispetto a suo padre ha idee diverse, ma gli vuole comunque molto bene. E’ intelligente ed ha una fissazione per gli animali”.

Come spiega il produttore Blumenthal, la difficoltà stava nel riuscire a trovare un attore bambino che non apparisse tale sullo schermo. “Doveva sembrare reale. C’era qualcosa di speciale in Chandler. Qualcosa che non avevamo ancora visto. Chandler vive in Texas e il fatto di non essere cresciuto a Hollywood ha influenzato il suo modo di essere attore”.

Alla tenera età di dieci anni, Lara Robinson ha affrontato due ruoli impegnativi in SEGNALI DAL FUTURO. Interpreta sia Lucinda, la ragazzina autrice del misterioso messaggio, che Abby, la nipote di Lucinda. “Mi è piaciuto interpretare due personaggi”, spiega la giovane attrice. “Si tratta di due ruoli totalmente diversi. Lucinda è stato un personaggio divertente da interpretare perchè incute un certo timore, è triste ed è una bambina piuttosto strana. Mentre quello di Abby è un ruolo divertente perchè è assolutamente normale”.

Riguardo al suo co-protagonista dice, “Descriverei Chandler come un buon attore. Ma è un ragazzino e mi faceva domande come, ‘Mi raserei la testa per un film? Taglierei le sopracciglia per un film? Mi farei togliere un occhio per un film?’ E io rispondevo di no ad ogni sua domanda”.

“Lara e Chandler sono stati incredibilmente bravi a comprendere cosa significhi fare un film”, dice Blumenthal. “Sono stati fantastici, non appena gridavamo stop tornavano ad essere dei bambini normali. C’è qualcosa di emozionante nel vedere questi bambini che si divertono a fare quel che fanno”.

DIETRO LE QUINTE DI SEGNALI DAL FUTURO

La città Australiana di Melbourne, che funge da location per la città di Boston, dove abitano i Koestlers, ha fornito ai cineasti di SEGNALI DAL FUTURO figure professionali e strutture di prima qualità.

“Era la prima volta che lavoravo in Australia, la truppe è stata eccellente”, dice

Blumenthal. “Il loro know-how tecnico era agli stessi livelli di qualsiasi altro posto dove abbiamo mai girato”.

Per Proyas, che ha lavorato a Sydney spesso, girare a Melbourne è stato un regalo. “E’ stato eccitante trovarsi in un posto che mi ha anche dato l’opportunità di vedere cose nuove e di lavorare in luoghi dove non avevo mai lavorato prima”, dice. “E’ più facile lavorare qui che a Sydney, dove c’è molto più traffico. E’ una città molto aperta nei confronti delle produzioni cinematografiche”.

Allo scenografo Steven Jones-Evans è stato affidato il compito di

trasformare Melbourne in Boston. “Melbourne ha sofferto gravi problemi di siccità nel corso degli ultimi cinque anni, perciò l’erba era completamente marrone”, ricorda. “E’ stato difficile trovare dei giardini. Abbiamo utilizzato l’Università di Melbourne come location per il Masssachusset Institute of Technology e le aiuole lì erano completamente secche, perciò la settimana prima delle riprese siamo andati a spruzzare di verde tutta l’erba.

“Fortunatamente, gran parte del film è ambientata in autunno e le riprese a Melbourne hanno coinciso proprio con questa stagione. Non è certamente l’autunno che si vede solitamente attorno all’area di Boston, dove i colori sono molto più intensi, perciò ci trascinavamo sempre dietro dei grandi sacchi di foglie colorate, che spargevamo ovunque”. Per la casa dei Koestler, Jones-Evans, voleva trovare l’archetipo della tipica casa del New England. “La nostra idea era che l’avessero acquistata nonostante le sue condizioni decadenti, con l’idea di  crescerci la famiglia, restaurarla e farla tornare ai suoi vecchi splendori. Abbiamo aggiunto alcuni elementi personali nella casa, come nel caso della stanza di Caleb. Abbiamo deciso di trasformarla in una soffitta, caratterizzata dalla presenza di una finestra rotonda, uno dei motivi che Alex ha usato spesso nel film”.

Lo scenografo ha anche inserito diversi elementi legati alla natura, come animali giocattolo,  immagini e paesaggi. “L’idea di fondo era mostrare l’interesse di Caleb nei confronti di elementi che lo collegassero alla Terra”.

Jones-Evans si è occupato di creare la capsula del tempo, l’oggetto al centro del mistero del film. L’idea risale alla Fiera Mondiale del 1939; gli organizzatori di quell’evento ebbero l’idea di sotterrare una bottiglia, nella quale inserirono un messaggio ad uso delle generazioni future. Il contenitore metallico, che fu sotterrato nel terreno antistante la fiera stessa, conteneva alcuni oggetti della vita contemporanea, tra cui, un ago, una  bobina di filo, un cinegiornale, alcune copie in microfilm di un dizionario e dell’ultimo catalogo di Sears Roebuck.

La bottiglia avrebbe dovuto essere dissotterrata nell’anno 6939.

“Abbiamo preso in considerazione anche altre capsule del tempo”, dice Jones-Evans. “I loro design erano tutti diversi. La capsula Westinghouse era un oggetto a forma di missile, ma abbiamo pensato che avesse uno stile un po’ troppo militaristico.’

Il designer si è quindi ispirato al 1958. “Il design si ispira a quell’epoca, ma non si tratta di un oggetto puramente vintage. Ha una forma più classicheggiante ed è fatto di acciaio inossidabile. Ha un coperchio che si avvita con due dadi. Lo abbiamo reso semplice perchè la cosa  importante era il contenuto della capsula, piuttosto che la capsula di per sè”. Nella prima parte del film, lo scenografo ha apprezzato la possibilità di lavorare ispirandosi allo stile degli anni ’50 . “Si tratta di un periodo molto interessante, caratterizzato da grande speranza e molto meno cinismo. L’inquinamento, così come altri problemi ambientali, non avevano ancora raggiunto l’entità che hanno oggi. Perciò era un periodo più puro e ottimista. Abbiamo scelto dei colori leggermente più accesi per quelle scene, con l’obbiettivo di rendere tutto più allegro e dare l’idea dell’ottimismo tipico di quel periodo”.

Una delle sequenze più impegnative del film è la scena del disastro aereo. Questa scena ha richiesto sia le capacità di Jones-Evans nel campo del design, che l’aiuto da parte del team degli effetti speciali. “Alex voleva fare tutto in una sola ripresa. Voleva vedere l’aeroplano che entra in campo, strappa via i fili del telefono, con l’ala colpisce una macchina, poi la macchina rotola nel prato e va in pezzi. Abbiamo costruito i rottami dell’aereo, ma non sarebbe stato possibile fare tutto in una sola ripresa, senza ricorrere all’aiuto del dipartimento degli effetti speciali.

“Mi piace lavorare  con gli effetti speciali”, aggiunge. “Il Supervisore degli effetti speciali è stato con noi sin dall’inizio delle fasi di pre-produzione, perciò tra di noi c’è stato sempre libero dialogo su come risolvere i problemi relativi alle sequenze e ad altre problematiche”.

SEGNALI DAL FUTURO è uno dei primi film ad essere stato girato con la Red One Camera, l’ultima novità in fatto di tecnologia digitale leggera ad alta risoluzione. Simon Duggan, il direttore della fotografia del film, spiega che oggigiorno grazie alla Red One Camera i filmmaker guardano alle mdp digitali sotto una nuova luce. “I toni della pelle risultano più delicati, in poche parole favolosi. Qualitativamente il risultato è praticamente identico a quello che si ottiene con la pellicola”.

Proyas e Duggan hanno condotto dei lunghi test prima di decidere di ricorrere al formato digitale. “Erano entrambi molto emozionati rispetto al potenziale di questo sitema”, dice Blumenthal. “Rendeva i movimenti molto veloci. Abbiamo potuto fare molte più cose sul set, rispetto a quando eravamo obbligati ad aspettare la fase di post produzione, ad esempio per modificare il colore”. “

Alex ha un’avversione nei confronti di  qualsiasi cosa che appaia illuminata”, nota Duggan. “Grazie alla Red One Camera, non dovevamo attendere il giorno dopo solo per vedere se un certo tipo di luce funzionasse o meno. E’ tutto più immediato e alla fine questo ci ha permesso di superare i limiti con maggiore fiducia”.

Come produttore, Blumenthal ha dovuto barcamenarsi tra l’emozione di essere un pioniere del digitale e l’ansia di sentirsi come una cavia del digitale, come spiega lui stesso. “Cerchiamo di essere sempre un passo avanti e questa è stata un’esperienza dalla quale abbiamo appreso molto. Questa tecnica ci ha dato l’opportunità di presentare la nostra storia in un modo unico. Con il ritmo al quale la tecnologia sta compiendo passi in avanti, quello che una volta era fantascienza è ora scienza, abbiamo scelto il digitale perchè  poteva assicurarci la migliore qualità possibile”.

COSA METTERESTE IN UNA CAPSULA DEL TEMPO?

Come molti, i membri del cast e della truppe di SEGNALI DAL FUTURO non hanno mai avuto l’opportunità di mettere qualcosa in una capsula del tempo, ma ognuno di loro ha fornito dei suggerimenti unici in merito.

Lara Robinson: Non ho mai visto una capsula del tempo, ne ho solo sentito parlare. Ci metterei le mie canzoni preferite. Probabilmente metterei della musica classica, qualcosa di  jazz e di moderno. Metterei delle foto di computer e di oggetti elettrici, per vedere se in futuro saranno diversi. Metterei un diario di un anno della mia vita e fotografie di luoghi importanti dell’Australia. E poi un mappamondo, in caso dovesse cambiare qualcosa.

E per finire, ci metterei un libro sull’ Australia. Probabilmente sotterrerei la capsula per cento anni per vedere quali saranno le differenze.

Rose Byrne: mi piacerebbe metterci un diario, qualcosa di un po’ audace, con dei segreti, qualcosa che farà divertire chi lo leggerà.

Chandler Canterbury: Metterei una foto della mia famiglia per far vedere quanto ci siamo divertiti assieme. E forse dei Lego.

Steven Jones-Evans: Mi piacerebbe metterci me stesso. Sarebbe fantastico, potrei uscire e vedere come sarà il futuro. Forse ci mettere anche solo il mio cervello.

Nicolas Cage: Sarebbe interessante mettere questo film in una capsula del tempo, perchè   diventerebbe un’opera cubista e questo è tutto.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

Commenti»

1. recenso - 04/09/2009

Che dire? si vedeva che per disseminare tutti quegli indizi c’è voluta una certa cura :-)

2. PaoloKr - 04/09/2009

Il film è ovviamente impregnato di Scientology, setta per nuovi ricchi e creduloni. Lo ha fermamente voluto Cage che ne è un adepto.
Mi rifiuto di vederlo e di dare anche un euro a gente invasata che si approfitta delle paure e delle debolezze delle star.
Basta vedere Nicolas Cage come ha cresciuto il primo figlio, come ha chiamato il secondo (Kal-El…) o come John Travolta abbia permesso che il figlio affetto da seri problemi, non venisse curato causandone la morte.
Cose che in confronto i testimoni di Geova ti stanno quasi simpatici

Alex Proyas poi, dopo “The Crow” e “Dark City” non ne ingarra una…


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