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Cinema futuro (732): “Cosmonauta” 05/09/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Cosmonauta”

Uscita in Italia: venerdì 11 settembre 2009
Distribuzione: Fandango

cosmonautaTitolo originale: “Cosmonauta”
Genere: commedia
Regia: Susanna Nicchiarelli
Sceneggiatura: Susanna Nicchiarelli, Teresa Ciabatti
Musiche: Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo, Max Casacci
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Claudia Pandolfi, Sergio Rubini, Miriana Raschillà, Angelo Orlando, Susanna Nicchiarelli

La trama in breve…
È il 1957, la cagnetta Laika è stata appena mandata nello spazio dai sovietici, Luciana ha nove anni e sul più bello scappa dalla cerimonia della comunione: “Io là non ci torno perché sono comunista!”. È stato suo fratello più grande a trasmetterle la passione per la politica: un ragazzo strano, Arturo, che vive in un mondo tutto suo, forse per colpa delle medicine che prende per l’epilessia … è fissato con l’Unione Sovietica e soprattutto con la corsa allo spazio, tanto che parla solo di quello, e crescendo Luciana comincia a vergognarsi di questo fratellone un po’ bizzarro. In famiglia poi, la ragazza non fa altro che litigare: Luciana non sopporta il patrigno, la sua casa, i suoi soldi, e il modo in cui cerca di farle da padre.
A quindici anni Luciana è già entrata a far parte del circolo della FIGC locale, nella sezione che frequentava suo padre, morto ormai da tanto tempo e che tutti ricordano come un “vero comunista”. Con i giovani compagni di partito Luciana vive i suoi primi amori e i suoi primi tradimenti, combinando guai a più non posso … La verità però è che nel 1963, anche fra comunisti, avere più di un fidanzato e rubare il ragazzo a una compagna sono cose che non si fanno, e Luciana è troppo aggressiva, troppo impulsiva, troppo spregiudicata. Quando riceverà la condanna da parte dei compagni adulti della sezione, suo fratello non sarà più accanto a lei come quando erano piccoli per sostenerla e consolarla. Allora Luciana, come Valentina Tereshkova, la prima donna cosmonauta, dovrà fare tutto da sé.

Note di regia

L’epoca nella quale è ambientato il film è un’epoca finita, dimenticata: le passioni politiche che l’animavano sono svanite, sono scomparsi i luoghi in cui queste passioni venivano vissute e condivise, è addirittura scomparsa una delle due nazioni che si contendeva con gli Stati Uniti il primato mondiale; parlare di “corsa allo spazio” oramai non significa più nulla, e la gente ha cominciato anche a dimenticare i nomi di quei primi cosmonauti che allora si credeva avrebbero lasciato una traccia indelebile per le generazioni future. Un’ambientazione storica così sconosciuta e al tempo stesso così vicina nel tempo contribuisce a dare una veste fiabesca ed irreale ad una vicenda come quella di Luciana, una storia di formazione, una parabola tipica dell’adolescenza: lo spettatore che sa com’è andata a finire la Guerra Fredda non potrà che prendere le distanze dai sogni di Luciana e Arturo, e questo gli permetterà di vedere con più leggerezza ed ironia le ingenuità e le illusioni dei due protagonisti.
Tuttavia, il film cerca di andare al di là della mera ricostruzione storica, che rischiava di apparire fine a se stessa e didascalica. La volontà era invece proprio quella di raccontare, attraverso un’ ambientazione così particolare, una specie di favola senza tempo, dove i sogni di conquista dei cosmonauti (presenti con i loro volti e i loro sorrisi nel montaggio del materiale di repertorio) s’incrociassero con quelli dei ragazzi, ricreando quell’atmosfera di fascinazione e d’incanto tipica degli anni dell’adolescenza. Avvicinando poi la musica ai gusti dei ragazzi che oggi hanno l’età di Luciana, grazie all’atmosfera creata in combinazione con le scenografie, i costumi e la fotografia, ho cercato di dare alla storia delle caratteristiche più “universali”, per attualizzare il passato, o meglio per vederlo sempre con gli occhi del presente, combinando così elementi e colori dell’epoca con una musica con sonorità più che contemporanee (e mi riferisco sia alle cover delle canzoni anni Sessanta prodotte e supervisionate da Max Casacci dei Subsonica, che alle musiche strumentali dei Gatto Ciliegia).

La storia di Luciana mi è servita, come credo e spero, per raccontare un pezzo di storia del mio paese, un’epoca ormai dimenticata in cui la competizione tra due visioni del mondo divideva le nazioni e si giocava nell’orbita terrestre e nello spazio circostante il nostro pianeta. Ma la vicenda di Luciana dimostra anche qualcosa che va al di là dell’epoca in cui si svolge: essa indica come in un percorso di formazione si cerchino spesso altrove, nell’appartenenza ad un gruppo, in simboli e in definizioni inventate da altri, quei punti di riferimento che invece andrebbero cercati in noi stessi. Per chi come me è cresciuto nell’epoca della fine delle ideologie è importante, infatti, poter capire come, anche ai tempi di Luciana, quando le ideologie c’erano ed erano ben consolidate, i giovani e i meno giovani non avessero affatto più certezze di oggi. Le delusioni di Luciana, di una ragazza che cresce e deve imparare ad accettare non soltanto la propria fragilità, ma soprattutto le debolezze e le mancanze di chi la circonda, dimostrano fino a che punto, in un modo o nell’altro, bisogna imparare a fare i conti con la sconfitta per poter davvero cominciare a crescere.

Le musiche

Nella scelta della colonna sonora, la regista ha optato per una reinterpretazione di alcune delle canzoni in voga negli anni sessanta i cui testi ben si adattano alla trama di Cosmonauta. La scelta di coinvolgere Max Casacci dei Subsonica, è stata fortemente voluta avendo Casacci già affrontato il percorso di aggiornamento di alcuni classici di quegli anni, trovando un interessante connubio tra originalità e modernità. La voglia era quella di trasportare ai nostri giorni l’adolescenza di Luciana, senza ricorrere alle facili nostalgie che l’uso dei pezzi originali avrebbe evocato. Max Casacci -supervisione alle musiche. Chitarrista, produttore e autore con i Subsonica.In Casasonica ha prodotto nel 2007 “CUORE”, album di Robertina & Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo, dal quale sono estratte due delle canzoni usate nel film (“Cuore” e “Io che amo solo te”). Si è occupato poi della produzione ad hoc per Cosmonauta delle altre tre cover coadiuvato dai collaboratori di sempre Ale Bavo, Rockinrudy e Gianni Condina.

Brani strumentali di Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo

Progetto strumentale costituito a Torino nella primavera del ’99 da Fabio Perugia, Max Viale e Gianluca Della Torca.  L’album di debutto, senza titolo, uscito nel 2000 (Beware/Wide) li definisce da subito, all’unanimità della critica una sorprendente rivelazione in un nascente panorama “post rock” nazionale, riconoscendone atipicità e originalità. Cinque album (+ una colonna sonora originale) con le più interessanti realtà discografiche indipendenti, concerti, partecipazioni a importanti festival e sonorizzazioni, collaborazioni con registi per film e documentari, spettacoli teatrali, con scrittori e musicisti: il gruppo viene decretato dalla critica come tra i più attivi e importanti dell’indie italiano, dal suono riconoscibile e dalla singolarissima capacità evocativa.
Per Cosmonauta hanno collaborato con Susanna Nicchiarelli scegliendo tra tutto il loro repertorio i brani che potevano diventare la colonna sonora del film. Stupendosi essi per primi di come brani già esistenti possano sembrare davvero scritti apposta per raccontare Luciana e il suo mondo.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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