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Edicola – “Storica National Geographic” n°8, ottobre 2009 16/09/2009

Posted by Antonio Genna in Comunicati, Storia, Storica NatGeo.
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storicangE’ in vendita in edicola, al prezzo lancio di 3,50 €, il numero 8 – Ottobre 2009 del mensile “Storica National Geographic”, edito da RBA Italia e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico.
A seguire, la copertina del numero e l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio che ne presenta i principali contenuti.

storicang-10-2009

Il museo che grida di dolore

Non è un museo, è una processione. Se potete, non vedetelo in solitudine, ma insieme ad altri, quando è un po’ affollato. Avvicinatevi guardando in basso le rovine di un teatro antico attraverso un sentiero trasparente. Una volta all’interno, partendo dal piano terra, comincerete lentamente a salire lungo le sue rampe di vetro, mentre intorno a voi sfilano i capolavori che si trovavano sull’Acropoli nei secoli precedenti alla costruzione del Partenone: splendide statue dimarmo pario, bassorilievi, vasi. Vi verranno incontro korai (fanciulle) dal sorriso malizioso; un’Atena pensosa; combattimenti fra tori e leoni, meravigliosi ex voto fra cui il celebre moscoforo, il portatore di vitello. Primo piano, secondo piano: continuerete il vostro pellegrinaggio verso la cima, insieme agli altri visitatori nella processione che si snoda senza interruzione, esattamente come doveva avvenire 2500 anni fa, quando la cittadinanza di Atene saliva lentamente sull’Acropoli in occasione delle Panatenee. La luce naturale che piove dalle pareti e dai soffitti modifica il colore delle opere d’arte a seconda dell’ora del giorno, esattamente come avveniva sulla più importante collina della storia, visibile a breve distanza. Poi arriverete al terzo piano, interamente dedicato al Partenone. O meglio, a quel po’ che ne resta ad Atene dopo la spoliazione dei suoi marmi da parte dell’inglese Lord Elgin due secoli fa. E scoprirete che la vera attrattiva non è ciò che si vede,ma quello che non c’è. Il tempio, interamente ricostruito inmodo stilizzato, è in buona parte decorato con calchi di gesso volutamente approssimativi, che rimandano alla reale collocazione delle opere originali: al BritishMuseum, al Louvre, a Copenaghen. Inmezzo a questi simulacri, i pochi frammenti del fregio e delle metope scampati alla deportazione. Questo nuovoMuseo dell’Acropoli non è solo una raccolta di meravigliose opere d’arte: è soprattutto un grido di dolore.

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