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“Televisione senza qualità”? Non censuriamo Angel e le serie TV 22/09/2009

Posted by Antonio Genna in Articoli, Cinema e TV, TV ITA.
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sabatodelvillaggio

Sul quotidiano “La Repubblica” di sabato scorso 19 settembre 2009 (a pagina 36), è apparso il seguente articolo all’interno della rubrica settimanale “Il sabato del villaggio” di Giovanni Valentini, che invoca la censura per la trasmissione quotidiana sul canale digitale terrestre Rai 4 della serie televisiva Angel, definita “un orripilante telefilm americano, a base di sesso e violenza, interpretato da personaggi che al momento di entrare in azione cambiano sembianze e si trasformano in vampiri”, che secondo l’autore dell’articolo “non ha proprio nulla a che fare con la missione del servizio pubblico”.
A seguire, l’articolo completo pubblicato sabato scorso, e subito dopo
la risposta di Carlo Freccero.

LA TELEVISIONE SENZA QUALITÀ

LA VOCE della verità si accompagna a un rumore accessorio sospetto, ma gli interessati non vogliono sentirlo.
(da “L’uomo senza qualità” di Robert Musil – Einaudi, 1996 – pag. 343)

«Quattordici milioni e passa di euro, per pagare la sanzione comminata dall’Autorità sulle Comunicazioni per l’incompatibilità dell’ex direttore generale Alfredo Meocci, la Rai riesce a trovarli: ovviamente, a carico dei cittadini contribuenti e abbonati. Ad altri 50-60 milioni all’anno, per interrompere il contratto con Sky e non trasmettere più sulla sua piattaforma i canali satellitari, si può anche rinunciare: idem come sopra. Ma i soldi per introdurre il sistema di rilevazione “Qualitel”, già previsto dal contratto di servizio con lo Stato per il triennio 2007-2009, l’azienda di viale Mazzini non vuole proprio tirarli fuori.
E così l’ultimatum lanciato dal presidente dell’Authority, Corrado Calabrò, nell’audizione del 15 luglio scorso davanti alla Commissione parlamentare di Vigilanza, con cui si assegnava alla Rai una proroga di sei mesi per “dare attuazione” al nuovo sistema di “rilevazione, monitoraggio e analisi della qualità” dei programmi entro la fine di agosto, è ormai scaduto. Perciò l’azienda pubblica verrà sottoposta adesso a un’indagine per inadempienza contrattuale, al termine della quale potrebbe essere condannata a pagare fino al 3% del suo fatturato, vale a dire una maxi-multa di circa cento milioni di euro.
Nel contratto di servizio in vigore, sottoscritto con l’ex ministro Paolo Gentiloni nel 2007 e in scadenza alla fine di quest’anno, la Rai s’era impegnata a introdurre il “Qualitel” a garanzia della sua offerta al pubblico, sempre più insoddisfatto e deluso: un antidoto insomma contro la “tv deficiente”, volgare e violenta, orientata alla rincorsa dell’audience. Appena insediato in marzo al vertice dell’azienda, il presidente Paolo Garimberti si era subito preoccupato di verificare lo stato di attuazione del progetto. E infine, a metà luglio, era stato Calabrò – come già ricordato – a richiamare formalmente la tv di Stato al rispetto degli impegni assunti, indicando il termine ultimo di agosto.
In quell’occasione, il presidente dell’Authority riferì puntualmente dei problemi tecnici, burocratici ed economici eccepiti dalla Rai, secondo quanto comunicato dal vice-ministro, Paolo Romani. Ma poi aggiunse testualmente: «Tuttavia l’Autorità ha ritenuto che, nonostante le difficoltà segnalate, la messa in esercizio del nuovo sistema non potesse non intervenire nell’arco di vigenza dell’attuale contratto di servizio»: e cioè, appunto, entro il corrente anno. Lo stesso presidente Calabrò definì “irrinunciabile” l’impegno dell’azienda in questo campo: «Un servizio pubblico che non valorizzi la qualità – si legge nel testo dell’intervento – viene meno alla sua funzione».
Fatto sta che ora la Rai, trincerandosi dietro le difficoltà tecniche e i costi dell’operazione, propone un progetto alternativo in versione ridotta. Ma, a quanto si può capire dalle prime indiscrezioni, non sembra tale da soddisfare le attese del presidente Calabrò e soprattutto gli impegni assunti nel contratto di servizio. E così l’Authority, dopo averlo esaminato nella prima seduta dopo le ferie estive, lunedì 14 settembre, ha deciso di aprire un’istruttoria formale.
Un’altra pesante ipoteca si accende dunque sulla gestione dell’azienda radiotelevisiva, sotto la direzione generale di Mauro Masi. Qui, però, non si tratta più di polemiche politiche, di palinsesti o di talk-show più o meno compiacenti nei confronti del governo e del presidente del Consiglio. La faccenda del “Qualitel”, al di là degli impegni contrattuali, attiene alla natura stessa della Rai, alla sua funzione e alla sua responsabilità: una tv pubblica senza qualità è destinata a perdere la propria legittimazione, la propria ragion d’essere.
Al povero telespettatore che paga il canone, può capitare intanto di sintonizzarsi intorno alle 19.30 su Rai 4, la “nuova” rete del servizio pubblico sul digitale terrestre e di imbattersi in un orripilante telefilm americano, intitolato Angel, a base di sesso e violenza, interpretato da personaggi che al momento di entrare in azione cambiano sembianze e si trasformano in vampiri. Sarà pure «una delle serie televisive fantastiche più amate dal pubblico mondiale degli anni Duemila», come recita trionfalmente una locandina pubblicitaria. Ma non ha proprio nulla a che fare con la missione del servizio pubblico. E non c’è neppure bisogno del “Qualitel” per impedire visioni del genere e per di più a quell’ora, nella fascia cosiddetta preserale, mentre i bambini hanno finito i compiti e le mamme stanno trafficando magari in cucina.».
(sabato@repubblica.it)

A seguire, la risposta diretta del presidente di RaiSat e direttore di Rai 4 Carlo Freccero, diffusa ieri sera.

NO A CENSURA “ANGEL”

rai4A pagina 36 di Repubblica del 19/09/2009, Giovanni Valentini nella sua rubrica “Il Sabato del Villaggio” invoca interventi censori nei confronti di Rai 4. Poche pagine più in là prosegue la raccolta di firme in calce all’appello dei giuristi per la libertà di stampa. Sono stato tra i primi ad aderire e firmare l’appello. Ma mi chiedo: “E’coerente invocare la libertà di stampa ed insieme la censura?”. E’ una censura che chiede di espellere dal servizio pubblico i nuovi telefilm e per estensione anime e fiction non tradizionali. Vuole “normalizzare” la rete imponendole lo stile e la programmazione delle reti generaliste. Possibile che ogni volta che c’è un tentativo di rinnovamento, i benpensanti decidano (fortunatamente sino ad oggi senza successo) di stroncarlo sul nascere? Spiace vedere che sia sempre la parte “progressista” la più conservatrice. Ci interroghiamo perchè i giovani votino a destra e votino Berlusconi. Oggi solo la destra detiene l’immaginario e lo spettacolo, perchè finanzia e produce tutti i prodotti di culto delle nuove generazioni. Non è ora di riflettere? La cultura di oggi, l’immaginario della nostra epoca, deve essere a disposizione di tutti, non solo delle televisioni a pagamento. Oggi la fiction è serie e anime, non biografie di santi e di eroi del passato. Lasciamo questi prodotti a chi non condivide l’immaginario contemporaneo globale. Il servizio pubblico deve comunicare e diffondere ciò che è vivo. Non può continuare ad impersonare solo l’archeologia della comunicazione. Se la sua missione è una missione culturale, bisogna ammettere che accanto alle reti generaliste che ripropongono la cultura di ieri, esistano reti nuove che diffondano la cultura di oggi. La televisione sta vivendo una fase di rinascita e sperimentazione, nei confronti di un cinema che stenta a trovare nuove identità. Oggi le serie si traducono in film e non viceversa. Oggi la fiction americana ricostruisce intrecci narrativi complessi, mentre il cinema, per attirare il grosso pubblico, ha spesso sceneggiature elementari. Siamo in molti a condividere il culto per le serie televisive, per l’animazione giapponese, per i videogiochi, per gli scambi di informazione e di contatti in rete, per la convergenza tra mezzi digitali diversi, per un ruolo attivo dello spettatore. Difendiamo la nostra identità, combattiamo l’immaginal divide.

Rai 4
Carlo Freccero

Se vuoi continuare a vedere le tue serie di culto, l’animazione giapponese e a partecipare coi tuoi suggerimenti all’identità di Rai 4, sottoscrivi questa lettera e inoltrala al sito di “La Repubblica” o scrivi a “La Repubblica” facendo riferimento a questo appello, aggiungendo le tue osservazioni e i tuoi suggerimenti.

Una nota a margine in merito alla sospensione della programmazione di prima serata (andava in onda fino al 10 settembre ogni giovedì alle ore 21.10) della seconda stagione di Angel: ho chiesto lumi proprio all’ufficio stampa di Rai 4, da cui ho avuto la seguente risposta.

Per quel che riguarda lo spostamento di “Angel”, si e’ preferita la collocazione quotidiana (dal lunedì al sabato, alle 18.30) per esigenze di palinsensto, da armonizzare con le nuove partenze (tipo l’animazione giapponese in seconda serata del giovedì, preceduta da film action).

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Commenti»

1. Controvento - 22/09/2009

La Repubblica si conferma essere un giornale ridicolo, parla di Angel come neanche fosse una serie porno… Non vorrei che dietro questo attacco ci sia qualche editore satellitare a cui un certo tipo di concorrenza comincia a dare molto fastidio… Comunque alla faccia della libertà che tanto dicono di voler difendere, ancora una volta sono loro i primi censori

2. ilollo - 22/09/2009

“orripilante telefilm americano a base di sesso e violenza” ahahahah

VERGOGNA!!!

Freccero ha sempre ragione!!!

3. alef - 22/09/2009

Ennesima dimostrazione dell’immondezaio che è Repubblica.

Speriamo che Berlusconi vinca la causa e siano costretti a pagare tanti di quei soldi da chiudere questo vergognoso giornale.

Trisha - 22/09/2009

Perché non chiediamo a Berlusconi di togliere il canane RAI e ripristinare l’ICI?

4. Vampy - 22/09/2009

Repubblica da censurare.
Rai 4: ‘Esigenze di Palinsesto’. Pfui!
‘a base di sesso e violenza, interpretato da personaggi che al momento di entrare in azione cambiano sembianze e si trasformano in vampiri’. Quindi Angel sarebbe un umano che quando si incavola cambia aspetto e diventa un vampiro! Secondo me questo scemo ha visto Hulk. E poi la serie a base di sesso? Ma se Angel è praticamente un monaco, con voto di castità! Ma certo quell’imbrattacarta non ha mai sentito parlare della Maledizione, dell’Attimo di Felicità e di Angelus. Impensabile che sappia.

5. PaoloKr - 22/09/2009

Senza parole.
Poi proprio da Repubblica che invoca tanto la libertà di espressione.
Che paese ridicolo che siamo, da qualsiasi parte ti giri.

6. Alex - 22/09/2009

orripilante e a base di sesso e violenza, non e’ che lo hanno confuso con true blood che poi non e’ nemmeno orripilante se si vuol essere sinceri.
Angel e’ quasi ironico in certi momenti.
Secondo me ci sono cose piu’ orripilanti in giro, anche nei tg.

7. fmp - 22/09/2009

quelli di repubblica hanno sbagliato telefilm… è true blood la serie con scene “forti” e non angel

PaoloKr - 22/09/2009

ma True Blood non va su Rai 4.

Alex - 22/09/2009

non andra’ su rai 4 ma e’ evidente che si sono confusi

PaoloKr - 22/09/2009

parlano di un telefilm che va alle 19.30 su Rai 4, che parla di vampiri e parlano di canone.

True Blood va su Sky in tarda serata.

Non vedo come abbiano potuto confondersi…

IRapeYourMind - 22/09/2009

Leggendola mi è venuto il dubbio pure a me, sarà che dopo aver letto l’articolo che parlava di True Blood come una serie porno abbiano voluto ricamarci su qualcosa sbagliando.

Anche perchè di scene forti in Angel non c’è assolutamente nulla.

8. Alex - 22/09/2009

PaoloKr
mi scuso, non avevo letto quel passaggio che indica rete e orario, comunque in parte puo’ averli tratti in inganno il gran parlare di True Blood che si e’ fatto nelle scorse settimane su altri quotidiani e siti online.
resta il fatto che hanno trovato il modo di attirare l’attenzione su un telefilm tra l’altro gia’ trasmesso e replicato sul satellite in diversi orari .
Non oso immaginare se dovesse arrivare in chiaro True Blood che polemica potrebbe nascere. A parte che come minimo lo mettono dopo la mezzanotte e quindi non sara’ di disturbo a nessuno.

PaoloKr - 22/09/2009

Si ma già la polemica la vedo davvero pretestuosa.
Se poi hanno davvero confuso il telefilm, allora sono davvero dei cerebrolesi…

9. iLollo - 22/09/2009

Non meravigliarti Paolo! I giornalisti che si occupano di tv sbagliano sempre! Sto tipo non ha mai visto Angel, ma al massimo un minuto di Ture Blood!

enry - 22/09/2009

Se è per questo un giornalista italiano, alcuni anni fa, parlò di Buffy come “l’acchiappa-vampiri”… -_-

10. Trisha - 22/09/2009

Ma hanno fatto una nuova edizione di Angel? Non ricordo fosse a base di sesso e violenza. °_° Comunque Repubblica può star tranquilla non lo guardo RAI4 perché si vede malissimo dalle mie parti.

11. Roberta - 22/09/2009

ho visto tutte le puntate di angel più di una volte e pure in lingua originale e mi sono persa tutte le scene di sesso e violenza??? accipicchia!
quando i giornali non sanno come riempire le loro colonne meglio che ci mettano una pubblicità, magari quella con una modella mezza nuda!

luca89 - 22/09/2009

ma infatti, io lo sto vedendo per la prima volta su rai4, e non ho mai visto scene d sesso, nemmeno violente (sangue nisba, solo nell sacchette da dove le beve angel, anzi, dalla tazza LOL), ma NULLA di violento…forse il sig Valentini si è spaventato al cambio di faccia da umano a vampiro LOL!

12. Elena - 22/09/2009

Cavoli, ma se si tromba di più ne Il capitale di Carlo Marx che in Angel!!!

13. --vale-- - 22/09/2009

ke skifosi!!sarebbe da pazzi censurare angel!

14. pier90 - 23/09/2009

non si tratta di censura ma di servizio pubblico…

…ricordo al giornalista che ci sno già tre reti ufficilali a far servizio pubblico, prché attaccare Rai4, neonata e sganciata da un intento pienamente di servizio!!!

15. Tinosognatore - 23/09/2009

Uno dei soliti articoli italiani pieni di bigottismo di cui sentiamo sempre più il bisogno

16. Olpus Bonzo - 10/11/2009

Non sarà da servizio pubblico (perché da servizio pubblico è trasmettere quintalate di filmetti da quattro soldi di Steno, certo…) ma sta di fatto che Angel non è certo poi così tanto più violento della controparte Buffy, telefilm trasmesso a suo tempo dalla “generalissima” Italia 1 (che forse negli anni ’80 poteva anche essere vista come rete “giovane”, ma che ultimamente ha perso la sua “mission”). Ad ogni modo sottoscrivo in pieno l’appello di Freccero, perché Rai 4, pur in economia, è una rete davvero ben fatta e che finalmente punta a noi “under 40”, fascia d’utenza molto bistrattata dalla televisione italiana. Freccero, Minoli, Ghezzi e gli Angela sono tra i pochi dipendenti della TV di Stato che ancora sanno come fare il loro mestiere, mentre la gran parte degli altri sono solo zerbini della politica.

17. riplii - 10/05/2010

chi ha fatto censurare angel è una emerita testa di cavolo.
è una serie bellissima, se non volete che i vostri bambini guardino certi spettacoli avete solo da non parcheggiarli davanti alla tv o cambiare canale.
non si possono sempre e solo guardare serie televisive per ragazzini.
ora che la tv è digitale ci sono tanti canali tra cui scegliere, non rompete le scatole!

18. Marzia - 03/11/2010

Non ci saranno sesso e violenza ma Angel come serie-tv fà veramente cagare, Rai4 sceglie tutti telefilm pesanti e fuori dalla realtà!…se questo è il futuro, non indignatevi che ci sia chi rimpianga MOLTISSIMO il passato…pochi ragazzini non possono garantire un futuro popolare a un nuovo canale televisivo…sappiate che sempre più l’ ascolto di Rai4 è eroso da La5 da Iris, da Cielo, da altre nuove tv che di sicuro sono meno VIOLENTE…


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