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Cinema futuro (749): “Baarìa” 23/09/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Baarìa”

Uscita in Italia: venerdì 25 settembre 2009
Distribuzione: Medusa

baariaTitolo originale: “Baarìa”
Genere: drammatico
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore
Musiche: Ennio Morricone
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Margaret Madè, Francesco Scianna, Raoul Bova, Enrico Lo Verso, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Beppe Fiorello, Aldo Baglio, Leo Gullotta, Lina Sastri, Nino Frassica, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Salvo Ficarra, Valentino Picone, Gaetano Aronica, Monica Bellucci, Luigi Lo Cascio, Laura Chiatti, Giorgio Faletti, Corrado Fortuna, Paolo Briguglia, Luigi Maria Burruano, Franco Scaldati, Donatella Finocchiaro, Marcello Mazzarella, Gabriele Lavia, Sebastiano Lo Monaco, Tony Sperandeo, Elena Russo, Gisella Marengo, Alessandro Di Carlo

La trama in breve…
Gli amori, i sogni, le speranze e le delusioni di una intera comunità siciliana nella piccola Bagheria, visti attraverso gli occhi di di tre generazioni: da Ciccio Torrenuova al figlio Peppino, sino al nipote Pietro.
Negli anni del Fascismo, Ciccio è un modestissimo pecoraio che trova il temo per dedicarsi al suo mito: i libri, i poemi cavallereschi, i grandi romanzi popolari. Nella stagione della fame della Seconda Guerra Mondiale, suo figlio s’imbatte nell’ingiustizia e, seppur ignorante, si appassiona alla politica, diventando pian piano un assessore del Partito Comunista. Nel frattempo, l’incontro e la fuitina con la donna della sua vita, Mannina, dalla quale ha cinque figli.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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Commenti»

1. PaoloKr - 23/09/2009

Che dire? Ho i brividi solo all’idea di entrare nel cinema. Le immagini, i racconti circa la sua realizzazione, il trailer tutto mi mette un’ansia nel vederlo.
Cosa che non mi succedeva da parecchio con un film.

2. Paul - 23/09/2009

Io abito a pochi Km da Bagheria, e la curiosità oltre x il film in se stesso è anche x vedere i luoghi che già conosco.

PaoloKr - 23/09/2009

Devono essere posti meravigliosi.

Alessia - 23/09/2009

Scusate…anche io ho molta curiosità nel vedere questo film…ma sono a Milano e non riesco a un elenco completo di tutti i cinema in Italia che proietteranno questo film. Sapete aiutarmi indicandomi un sito???
Grazie

Hotel P - 24/09/2009

http://www.film.tv.it
Clicca su “In sala”, dopodiché puoi effettuare una ricerca avanzata per provincia e titolo del film.

3. gio - 23/09/2009

mi dispaice ma me lo perderò, preferisco vedere distrct 9.

4. Phil 910 - 24/09/2009

Io conosco io Protagonista bene e ubna brava persona

5. achille della ragione - 26/09/2009

Baarìa un esaltante capolavoro

A volte la trepidante attesa per vedere un film sul quale i giornali hanno versato fiumi d’inchiostro, tessendo lodi ed entusiastici apprezzamenti, si traduce in una delusione
ma ciò non capita certo con Baarìa, un vero capolavoro che ci restituisce la gioia del grande cinema e ci dimostra come i grandi riconoscimenti siano falsi simulacri e mentre il vincitore della mostra di Venezia non viene neanche preso in considerazione dai distributori, il lavoro di Tornatore, oltre a poter ben rappresentare il nostro cinema agli Oscar, sarà, al di la di una possibile statuetta, ampiamente ricompensato dai risultati del botteghino e verrà a lungo riproposto dalle televisioni.
Una cinquantina di anni di vita bagariota focalizzati su tre generazioni di appartenenti alla famiglia Torrenuova vengono raccontati con la forza della poesia, che, unita alla musica travolgente di Morricone e ad una fotografia perfetta, riescono ad emozionare
e ad avvincere lo spettatore per i centocinquanta minuti abbondanti della proiezione.
I due protagonisti Francesco Sanna e Margareth Made sono volti nuovi destinati a divenire famosi, ma con loro partecipano a costituire un grande affresco una moltitudine di attori famosi impegnati in straordinari cammei, a volte anche di pochi secondi, ricostituendo quel delicato tessuto connettivo, che i maestri neorealisti erano soliti approntare utilizzando una schiera di impareggiabili caratteristi, una specie necessaria e da tempo scomparsa. Scorrono perciò sullo schermo il politico Michele Placido, il giornalista Raul Bova, il guitto Vincenzo Salemme, la veggente Lina Sastri, il compagno con il cappotto pesante Leo Gullotta, lo scalcagnato assessore Nino Frassica, l’ossessivo Beppe Fiorello cambiavalute clandestino e tanti altri a formare un indimenticabile mosaico.
La sequenza dell’assessore all’urbanistica non vedente, che si fa portare i piani regolatori in braille e li apprezza solo dopo aver intascato l’ineludibile mazzetta è anche essa memorabile e rammenta alcune scene di Mani sulla città.
I dialoghi sono in dialetto, ma francamente non me ne sono accorto e penso capirà tutto anche un seguace di Bossi, il quale sarà contento, che il dibattito politico sul tema possa rinfocolarsi fino a divenire una priorità nazionale.
Le immagini ci portano dietro nel tempo in un microcosmo popolare e picaresco dove il pranzo è pane e cipolla, i disperati si martellano un piede per non andare a combattere, il popolino sbeffeggia i federali ed ama ascoltare i poemi cavallereschi declamati dal pastore nella stalla. È un coro prettamente siciliano, che però acquista i caratteri dell’universalità con la forza di tanti piccoli paesi, dove in uno spazio ristretto è più facile distinguere il male dal bene, l’essere dall’ apparire, il sogno dalla delusione.
La regia riesce ad equilibrare il racconto di un paese con quella di una famiglia, la storia con la cronaca, la realtà dalla fantasia, la memoria con la riflessione, la religione con la superstizione, la fascinazione con la mostruosità ben espressa dalle temibili statue di villa Palagonia.
Si intravedono gli sviluppi cruciali e le nobili origini della lotta comunista tra liturgie dirigistiche e semplificazioni ideologiche, immortalate dalla candida affermazione del protagonista:”Cercare di cambiare il mondo senza tagliare la testa a nessuno”.
Un vero kolossal dell’anima che parla ai cuori con le ombre e con la luce, sperando che finalmente la Sicilia sappia liberarsi da suoi antichi mali e riesca a sprigionare tutta la sua vitalità creatrice
Achille della Ragione

6. Camminando Scalzi - 11/10/2009

Sono in parte d’accordo col vostro pensiero..troppe critiche ingiustificate..venite a leggere la nostra opinione più ampia su:

http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/baaria.html


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