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Cinema futuro (761): “Barbarossa” 06/10/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Barbarossa”

Uscita in Italia: venerdì 9 ottobre 2009
Distribuzione: 01 Distribution

barbarossaTitolo originale: “Barbarossa”
Genere: drammatico / storico
Regia: Renzo Martinelli
Sceneggiatura: Renzo Martinelli, Anna Samueli e Giorgio Schottler (soggetto di Renzo Martinelli e Giorgio Schottler)
Musiche: Pivio & Aldo de Scalzi
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Cecile Cassel, F. Murray Abraham, Angela Molina, Hristo Shopov, Antonio Cupo, Elena Bouryka, Federica Martinelli, Christo Jivkov, Maurizio Tabani, Riccardo Cicogna, Gian Marco Tavani, Robert Alexander Baer

La trama in breve…
Campagna intorno a Milano, anno 1158. Un ragazzo salva fortunosamente la vita a uno sconosciuto cavaliere. Si chiama Alberto da Giussano, milanese e figlio di un fabbro, e non crede ai suoi occhi quando capisce che il guerriero imponente che ha di fronte è Federico I di Hohenstaufen, l’Imperatore.
E’ il primo di una serie di fatali incontri tra due personaggi che per origini e condizione sociale non avrebbero mai potuto incontrarsi. Il popolano figlio del Comune più importante del Nord Italia e il sovrano tedesco, che gode fama di uomo giusto. Ma Federico ha un sogno: la realizzazione dell’impero universale. E, insieme, un dubbio che lo tormenta: è davvero lui che Dio ha eletto per quella missione?
Così, mentre Alberto torna alla famiglia e agli amici – nella Milano florida e vivace di commerci e scambi, di lotte e alleanze con gli altri comuni – Barbarossa, spinto dal suo fedele consigliere Rainaldo di Dassel, cerca una risposta consultando la veggente Ildegard von Bingen. La sentenza è incoraggiante ma termina con un sinistro e misterioso avvertimento: guardati dall’acqua e dalla falce. La falce porta la sconfitta. L’acqua porta la morte.
Alberto cresce, si innamora di Eleonora, sopravvissuta al fulmine e per questo sospettata di stregoneria e partecipa all’aspirazione di autonomia dei comuni. Federico I sposa Beatrice di Borgogna, che porta bambina all’altare e diventerà la più tenace sostenitrice della sua missione. Ma per diventare l’Imperator mundi, oltre alla supremazia sul papato, gli è indispensabile il controllo sui Comuni ribelli del Nord Italia. Il 10 marzo 1162, dopo un lungo assedio, Milano viene rasa al suolo dalle truppe imperiali, anche grazie alle macchinazioni di Siniscalco Barozzi, milanese corrotto passato al soldo dell’imperatore. Durante l’assedio e la distruzione di  Milano, Alberto perde i fratelli e vede andare in pezzi la sua vita e i suoi affetti. Accecato dal dolore, cerca di uccidere l’imperatore che riconoscendo in lui il bambino che lo aveva salvato anni prima, gli risparmia la vita. Un errore fatale. E’ infatti il giovane milanese  a guidare pochi anni dopo la vendetta contro di lui.
Esiliato da Milano e costretto a nascondersi nei boschi Alberto riesce finalmente a sposare l’amata Eleonora. Il giovane da Giussano, deciso a proteggere il territorio, convince poco a poco i comuni sottomessi, impoveriti e umiliati, che la loro unica possibilità contro il Barbarossa è unire le forze e trovare il coraggio di combattere per la propria libertà. La testardaggine e la volontà di rivalsa di Alberto porteranno alla formazione della Compagnia della Morte, un piccolo esercito formato da ragazzi di ogni estrazione sociale pronti a tutto pur di difendere la loro terra e i valori in cui credono. Lo spirito di fratellanza e l’unione tra i comuni porteranno attraverso il giuramento di Pontida alla nascita della Lega Lombarda.
Alla fine, non sono solo due eserciti, a fronteggiarsi sulla pianura di Legnano, ma due inconciliabili concezioni del potere: la grandiosa utopia di un unico regno guidato da un sovrano eletto da Dio, e il nuovo modello mercantile e autonomistico dei Comuni.
Sulla pianura di Legnano, uno di fronte all’altro, troviamo un popolo oppresso che si batte per conquistare la propria libertà e un sovrano che vuole imporre il proprio potere. E’ Barbarossa in persona a guidare la carica di migliaia di cavalli contro una formazione di strani carri apparentemente vuoti che avanzano verso di lui. All’improvviso sui carri appaiono centinaia di falci. Affilate. Micidiali. Nella mente dell’imperatore risuonano le parole della veggente. L’esito della battaglia vede trionfare la Compagnia della Morte; nonostante la vittoria, Alberto rimane assillato dal dubbio che l’imperatore sia ancora vivo. Sul campo di battaglia sono stati rinvenuti infatti solo il cadavere del suo cavallo e il pugnale, ma di Barbarossa non c’è traccia. Durante la ricerca del corpo dell’imperatore, tuttavia, Alberto ritrova la sua Eleonora che aveva creduta morta per opera di Barozzi e che invece aveva combattuto in vesti maschili nella Compagnia della Morte.
Federico Barbarossa troverà la morte anni dopo nelle acque del fiume Salef, durante la terza Crociata. La profezia di Ildegard von Bingen è compiuta.

Note di regia

L’avventura vissuta dalla città di Milano nel dodicesimo secolo rappresenta un unicum nella Storia d’Italia. Un’avventura che il cinema, curiosamente, non ha mai tentato di raccontare. Forse per le difficoltà tecniche che la produzione di un film sulla sfida tra i milanesi e l’Imperatore Federico Barbarossa inevitabilmente comportano: eserciti tedeschi in marcia attraverso i valichi alpini, l’assedio alla città di Milano e la seguente distruzione con l’abbattimento delle oltre cento torri, la conclusiva battaglia di Legnano che vede in campo migliaia di uomini e cavalli e centinaia di carri falcati, la geniale invenzione di Mastro Guitelmo che si rivelerà decisiva per la vittoria della Lega dei Comuni.
O, forse, a frenare soggettisti e sceneggiatori, è stata in tutti questi anni la naturale ritrosia del cinema italiano nei confronti di un genere epico che pure negli Stati Uniti ha dato vita a prodotti che hanno ottenuto un successo internazionale.

Milano, in quegli anni, è una città al massimo del suo splendore. La città ha saputo sfruttare bene la sua posizione geografica: a est c’è Venezia, che importa merci da tutto l’oriente. A sud c’è Genova, centro del commercio del mediterraneo occidentale. A nord ci sono i passi alpini che permettono gli scambi con i paesi del nord.

E proprio al centro della Pianura Padana c’è Milano.

Negli anni la città è cresciuta e si è arricchita più degli altri Comuni, mentre gli imperatori tedeschi erano lontani, impegnati nelle lotte interne.

Non solo: Milano, fatto straordinario per quei tempi, è governata da Consoli eletti direttamente dal popolo.

Ad un certo punto però, Federico di Svevia è salito al trono e, in poco tempo, è riuscito a riportare l’unità in Germania. Allora Federico detto il Barbarossa ha guardato a sud e ha visto dei Comuni autonomi, intraprendenti, e soprattutto ricchi. E ha deciso che la loro ricchezza sarebbe servita a realizzare il suo grande progetto: far risorgere l’Impero. Unire di nuovo sotto la stessa corona il regno che quattro secoli prima era stato del grande Carlo Magno.

Ma il sogno di Barbarossa si sgretolerà il 29 Maggio 1176, con la sconfitta subita a Legnano contro le truppe della Lega dei Comuni. Quegli stessi Comuni, che prima erano in lotta quotidiana tra loro sono riusciti, uniti, a sconfiggere un Imperatore.

Il film che raccontiamo è stato interamente disegnato. Si è cioè realizzato uno storyboard delle oltre mille inquadrature che hanno richiesto un intervento digitale.

Questi interventi sono serviti a dare epicità alle inquadrature e a rendere credibili per lo spettatore paesaggi e architetture non più esistenti. Un utilizzo del digitale non finalizzato a stupire, ma a ricreare sullo schermo eventi e architetture che devono apparire reali.

Per la prima volta in Italia, inoltre, è stato utilizzato un sistema di “crowd replication” (moltiplicazione di folla) in grado di conferire un realismo impressionante alle scene di massa.

“Barbarossa” rappresenta dunque una sfida importantissima nel panorama del cinema italiano: questo film è la prova che si possono realizzare film di grande epicità, girati in lingua inglese e vendibili sui mercati internazionali.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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Commenti»

1. Nick84 - 06/10/2009

Renzo Martinelli sempre flop fai ma ti danno lo stesso budget hollywoodiani
Vai a capire certe cose .

Hotel P - 06/10/2009

Inoltre è anche odiatissimo dalla critica, essendo uno dei peggiori registi italiani in assoluto.
Basti dire i nomi delle sue due pellicole precedenti: “Il mercante di pietre” e “Carnera”… Difficilissimo stabilire la peggiore.

2. Giangi - 06/10/2009

e visto che ,anche, ci sono risvolti politici sotto, sarà ancora più flop.

3. Bren - 07/10/2009

Innanzi tutto il mercante di pietre è un bellissimo film, un piccolo capolavoro osteggiato solo da una critica disonesta, filoislamica e di sinistra. Per quanto riguarda i finaziamenti per esempio di questo Barbarossa, 30 milioni di euro, provengono per oltre il 60% da un consorzio di imprenditori privati, nella fattispecie piemontesi e per il resto prodotto da Rai Trade che così si è accaparrata i proventi della trasmissione nelle sale e in televisione. Il finanziamento statale del Fus, essendo un film di carattere e rilevanza storica per il paese, ammonta solo a poco più di un milione di euro. Il film girato in inglese ha gia’ riscosso un grande successo al Mitcon di cannes dove, appena presentato, è già stato acquistato dai paesi dell’ex Unione Sovietica come Repubblica Ceca, Slovenia, Bulgaria nella versione televisiva e Russia nella versione cinematografica. Carlo Nardello Amministratore Delegato di Rai Trade, precisa che sono in corso contatti con distributori cinematografici e televisioni di Inghilterra, America Latina, Cina, Giappone e Stati Uniti. Mi dispiace per chi rema contro ma questo film sembra avere i requisiti giusti per conseguire un ottimo successo all’estero. E poi diciamoci la verità, fra Cesaroni, film sulla Mafia, quella noia mortale di Baaria (2 palle così), film sugli antichi romani ecc., per una volta che c’è un film che parla della storia del nord, della nostra gente, lasciatecelo vedere un po’ in pace!

Hotel P - 07/10/2009

Divertente ma vero: Gasparri (che allora ricopriva la poltrona di Ministro per le telecomunicazioni) e La Russa (attuale Ministro della difesa) portarono Gianfranco Fini (all’epoca Ministro degli esteri) a vedere “Il mercante di pietre” (pessimo, populista, dialoghi improponibili e attori inetti), dicendogli che “uno dei nostri” ha fatto un film sul terrorismo islamico. Ma persino l’attuale Presidente della Camera se ne andò indignato, sostenendo che si trattava di un film di propaganda becera…

Per fortuna che non hai avuto il coraggio di scrivere che anche “Barbarossa” è un capolavoro.

tapago - 15/10/2009

A padano di sta cippa prima di scrivere per la “tua gente” ,(eccherroba è ? nati sopra il po ? leghisti della prima ora/era ?
acutangoli col 0,000001 % di visione sul mondo che li circonda? )
prova a dare un occhiata agli atlanti od enciclopedie o libri di storia contemporanea , vedi tu .Repubblica Ceca, Slovenia, Bulgaria
non sono mai appartenute all’URSS , almeno non più dell’ItaGlia
rispetto agli USA . Però , forse , mah , vuoi vedere che hai ragione tu in fondo?
Meno male che ci sono persone come te che non si fanno condizionare dai sinistroidi in tutte le salse che stanno mandando allo sfascio questo mAraviglioso paese .


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