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Cinema futuro (768): “Lo spazio bianco” 12/10/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Lo spazio bianco”

Uscita in Italia: venerdì 16 ottobre 2009
Distribuzione: 01 Distribution

lospaziobiancoTitolo originale: “Lo spazio bianco”
Genere: drammatico
Regia: Francesca Comencini
Sceneggiatura: Francesca Comencini, Federica Pontremoli (basato sull’omonimo romanzo di Valeria Parrella)
Musiche: Nicola Tescari
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Margherita Buy, Gaetano Bruno, Giovanni Ludeno, Antonia Truppo, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo,  Maria Pajato

La trama in breve…
Maria
aspetta una bambina, non è  incinta più ma aspetta lo stesso. Aspetta che sua figlia nasca, o muoia. E se c’è una cosa che Maria non sa fare è aspettare. E’ per questo che i tre mesi che deve affrontare, sola, nell’attesa che sua figlia Irene esca dall’incubatrice, la colgono impreparata.
Abituata a fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze e a decidere con piena autonomia della propria vita, Maria si costringe ad un’ apnea passiva che esclude il mondo intero, si imprigiona nello spazio bianco dell’attesa. Ma questo sforzo di isolamento doloroso consuma anche l’ultimo filo di energia a disposizione: la bolla di solitudine in cui Maria si è rinchiusa è messa a dura prova e alla fine esplode. E’ necessario che Maria salvi se stessa per riuscire a salvare la bambina. Non c’è che una soluzione: consentire al mondo di irrompere nella propria esistenza e concedersi il privilegio di ritornare a vivere. E così inventarsi la forza per accompagnare Irene alla nascita.

NOTE DI REGIA

Questo film mi ha portata a parlare di una delle cose più centrali della mia vita, la maternità. Per un paradosso non casuale,mi sono sempre sono ritrovata,  nel corso della mia vita, insieme a molte altre, a dover difendere il diritto delle donne di non essere madri, o di poter scegliere se e quando esserlo, e mi sono ritrovata di fronte degli strenui difensori della vita, quasi sempre uomini, quasi mai padri. Eppure, da quando ho vent’anni, vado in giro con un bambino aggrappato al fianco. Questo film mi ha dato l’occasione di parlarne, di parlare di ciò che conosco meglio, dell’essere madre. Della difficoltà, dell’intimità di ogni storia di maternità.  E anche della leggerezza che la maternità genera, anche nel dolore, anche nella fatica, e della forza, e dell’allegria che porta con sé. Mi sono sentita così facendo questo film, anche nelle difficoltà, anche nella fatica, mi sono sentita leggera, e più libera, come se qualcosa si sciogliesse in me. Ho fatto un film molto più visionario, molto più musicale dei miei film precedenti. Lo sguardo di Maria trasforma le cose, le vede in un modo incantato, contiene già gli occhi di Irene nei suoi. Anche prima che Irene si annunci, già all’inizio del film, lei si incanta a guardare dalla funicolare le persone nelle loro case, attraverso le finestre, come se già si esercitasse a guardare sua figlia attraverso il vetro dell’incubatrice, e a scorgere il manifestarsi della vita dietro le piccole e le grandi cose che le capitano davanti  agli occhi ogni giorno. Sebbene sia un film sull’attesa, dove le cose accadono a piccoli passi  e in modo invisibile, ho cercato, e spero di essere riuscita, a far emergere una grande tensione dentro questo apparente vuoto di avvenimenti, con il risultato che il film non sta mai fermo, va avanti da sé, corre…

IL LIBRO – LO SPAZIO BIANCO

« Il fatto è che mia figlia Irene stava morendo, o stava nascendo, non ho capito bene …
Io non sono buona ad aspettare. Non sento curiosità nel dubbio, né fascino nella speranza. Aspettare senza sapere è stata la più grande incapacità della mia vita».

Eppure non può far altro Maria, la protagonista di questo romanzo. Irene è arrivata troppo presto e niente è più come prima, la circonda un mondo fatto di medici e infermieri, attese insensate sui divanetti della sala d’aspetto. Nei giorni si susseguono le sigarette dalla finestra dell’ospedale, le mense con gli studenti di medicina, il dialogo muto con i macchinari, e soprattutto il suo lavoro: una scuola serale dove un’umanità deragliata fatica sui Promessi Sposi per conquistarsi la terza media fuori tempo massimo.

E tutto intorno Napoli, con le sue  imperscrutabili contraddizioni, si rivela lo scenario ideale per chi comincia a capire che la vita e la morte, la speranza e la paura sono aspetti della stessa realtà.

«Un libro intenso, teso, lavorato».
Paolo Mauri
, La Repubblica

«Grazia e stile, senza nessuna prosopopea».
Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 ORE

VALERIA PARRELLA – L’AUTRICE
Valeria Parrella è nata nel 1974, vive a Napoli. Ha pubblicato mosca più balena (minimum fax 2003, Premio Campiello opera prima), Per grazia ricevuta (minimum fax 2005, finalista Premio Strega, Premio Renato Fucini, Premio Zerilli- Marimò) e Il verdetto (Bompiani 2007). Per Einaudi ha pubblicato Lo spazio bianco (Supercoralli, 2008) e Tre terzi (2009), con Diego De Silva e Antonio Pascale.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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