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Cinema futuro (783): “Capitalism: A Love Story” 27/10/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Interviste, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Capitalism: A Love Story”

Uscita in Italia: venerdì 30 ottobre 2009
Distribuzione: Mikado

capitalismTitolo originale: “Capitalism: A Love Story”
Genere: documentario / drammatico
Regia: Michael Moore
Sceneggiatura: Michael Moore
Musiche: Jeff Gibbs
Uscita negli Stati Uniti: 23 settembre 2009
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Michael Moore, William Black, Baron Hill, Marcy Kaptur, Wallace Shawn, Elizabeth Warren

La trama in breve…
Nel ventesimo anniversario del suo rivoluzionario capolavoro “Roger & Me”, “Capitalism: A Love Story” riporta Michael Moore ad affrontare il problema che è al centro di tutta la sua opera: l’impatto disastroso che il dominio delle corporation ha sulla vita quotidiana degli americani (e, quindi, anche del resto del mondo). Ma questa volta il colpevole è molto più grande della General Motors e la scena del crimine ben più ampia di Flint, Michigan. Dalla Middle America fino ad arrivare ai corridoi del potere a Washington e all’epicentro finanziario globale di Manhattan, Michael Moore porterà ancora una volta gli spettatori su una strada inesplorata.
Con umorismo e indignazione, Capitalism: A Love Story di Michael Moore esplora una domanda tabù: qual è il prezzo che l’America paga per il suo amore verso il capitalismo? Anni fa, quell’amore sembrava assolutamente innocente. Tuttavia, oggi il sogno americano sembra sempre più un incubo, mentre le famiglie ne pagano il prezzo, vedendo andare in fumo i loro posti di lavoro, le case e i risparmi. Moore ci porta nelle abitazioni di persone comuni, le cui vite sono state stravolte, mentre cerca spiegazioni a Washington e altrove. Quello che scopre sono dei sintomi fin troppo familiari di un amore finito male: bugie, maltrattamenti, tradimenti… e 14.000 posti di lavoro persi ogni giorno.
Capitalism: A Love Story rappresenta una summa delle precedenti opere di Moore, ma è anche uno sguardo su un futuro nel quale una speranza è possibile. E’ il tentativo estremo di Michael Moore di rispondere alla domanda che si è posto in tutta la sua carriera di regista: chi siamo e perché ci comportiamo in questo modo?

Intervista a Michael Moore

Cosa ti ha ispirato a fare questo film? Perché proprio ora?
In America, le persone tendono ad aspettare che la polvere si accumuli prima di discutere apertamente certi argomenti e dire alcune cose. Anche se tutto questo ce l’hanno sotto gli occhi e sentono che qualcosa è andato storto, comunque continuano a seguire la corrente. Le persone si adeguano e accettano soluzioni mediocri, sono a loro agio e si sistemano meglio che possono. Molte persone ritengono che sia sufficiente tenere la testa bassa e turarsi il naso per cavarsela. Ma qualcuno deve alzare la voce.
Il mio obiettivo è di porre le domande che si sono formate nella mia testa da un po’ di tempo e che ritengo la nostra società debba farsi. Il compito dell’artista, del musicista o del regista non è di seguire la folla. I politici non cambieranno nulla di spontanea volontà, non ha senso per loro mostrarsi coraggiosi, è troppo rischioso. Sono le persone che devono farli cambiare. Così, una volta che la verità emergerà e il quadro diventerà chiaro, quelli che alzavano le spalle e ironizzavano cambieranno idea e assomiglieranno proprio a quelle persone isolate che un tempo prendevano in giro.

Quanto ci è voluto per completare il film?
Abbiamo iniziato la produzione nella primavera del 2008. Ma, in realtà, io sto facendo questo film da vent’anni. Dopo l’esordio di Roger & Me, avvenuto nel 1989, ci sono stati dei collegamenti e delle idee comuni presenti in tutti i miei progetti. Capitalism: A Love Story non è semplicemente la continuazione di questo lavoro, ma il suo culmine.

Molte persone sono arrabbiate per i recenti crolli finanziari e gli effetti che hanno avuto sugli investimenti, i posti di lavoro, i prezzi delle case e i budget governativi, ma magari non sanno a chi dare la colpa. Questo film ci aiuterà a scoprire il responsabile di questo collasso?
Non penso sia un mistero chi c’è dietro a questo collasso finanziario. Una grande rabbia è stata rivolta verso le banche e le istituzioni finanziarie, che hanno messo a rischio la nostra economia e l’hanno distrutta, così come verso i politici che hanno permesso che succedesse… Non mi faccia iniziare a parlare…
Questo film non descrive un boom, un fallimento o un salvataggio. Ho iniziato a lavorare a questo progetto prima che l’economia colasse a picco o che avessi la minima idea che ci sarebbe stato un prestito imponente da parte del Tesoro statunitense un mese prima delle elezioni presidenziali. Non mi concentro su un individuo, una società o un problema in particolare, ma sul quadro generale. Questo film attacca il sistema che permette, incoraggia e, cosa più importante, garantisce questa corruzione.

Per quanto riguarda il ruolo del governo, sembra che ci siano molte persone a cui dare la colpa. Membri di entrambi i partiti politici hanno contribuito alla situazione attuale. C’è qualcuno a Washington con le mani pulite?
Non ci sono abbastanza salviette disinfettanti nel mondo per ripulire Washington. Questo film fa i nomi e attacca entrambi i partiti, senza paura o parzialità. Ogni discussione politica ha il difetto di scivolare sul piano dei liberal contro i conservatori e dei Democratici contro i Repubblicani. Ma questo è soltanto un modo di distrarre l’attenzione dal vero problema: il sistema in cui ci troviamo ha in mano entrambi i partiti, sia i liberal che i conservatori. Ogni tanto, ci sono scontri durissimi tra i due partiti, ma entrambi cercano di rimanere al potere e l’ultima cosa che vogliono è far colare a picco la nave. Questo film parlerà dei problemi che non vengono discussi al Congresso o nei talk show della domenica mattina (che vengono sponsorizzati da Boeing, AT&T, Archer Daniels Midland, ExxonMobil…).

Cosa pensi che rimarrà al pubblico di questo film?
Popcorn e forconi.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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Commenti»

1. PaoloKr - 27/10/2009

Come tutti i film di Moore, da vedere!

2. tox - 27/10/2009

Sottoscrivo in pieno, assolutamente da vedere!!!!!

3. dyd666 - 27/10/2009

questo M.moore è sopravvalutato… ha stancato ormai….

enry - 27/10/2009

Ma hai un problema con quelli di nome Michael??
=)

4. PaoloKr - 27/10/2009

Sopravvalutato Moore…
Con Sicko ha dato un’importantissima mano alla riforma della Sanità tanto voluta e auspicata da Obama.
Affronta temi sociali importanti e scottanti.
Sono film importanti e di denuncia.
Se questo ha stancato…
Informiamoci prima di parlare.

5. dyd666 - 27/10/2009

ma possibile che non accettate che a qualcuno possa non piacere ???
vedendo anche gli incassi USA si nota quanto ormai questo regista abbia stancato…
non sempre quello che piace a voi deve essere legge per tutti eh !

enry - 27/10/2009

La mia era una battuta… riconosci uno smile??

6. Luigino - 27/10/2009

enry e paolokr
Vabbè da uno che si compra il cofanetto di FAST & FURIOUS non penso ci si possa aspettare molto di più.
Ci vorrebbero più persone come moore in giro…

7. giuseppe russo - 04/11/2009

‘E un segno di speranza dalle vittime statunitensi dell’ultima crisi finanziaria, ma anche un forte sforzo artistico nel coinvolgimento diretto del regista-attore e nelle sue reazioni simboliche. Sul contenuto d’accordo: il capitalismo finanziario è incompatibile con la democrazia , donde il collasso prossimo del capitalismo tout court se non ridisegna spazio massimo e limiti della finanza, che pur esistevano in passato e sono stati cancellati negli ultimi 40 anni. Forse bisogna pensare a qualcosa di simile alla legislazione antimonopolistica.In caso contrario la rivolta sarà molto più ampia sia del gruppo operaio che dello stesso lavoro dipendente, allorchè sarà chiaro che il largo coinvolgimento azionario ha solo un valore complementare di difesa inflazionistica per il ceto medio. Simbolica e forte anche l’indagine sui titoli derivati se consideriamo che il premio Nobel per l’economia fu assegnato nel 1997 all’equazione di Black e Scholes sul calcolo del loro prezzo!


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