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Cinema futuro (808): “Dorian Gray” 21/11/2009

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Dorian Gray”

Uscita in Italia: venerdì 27 novembre 2009
Distribuzione: Eagle Pictures

Titolo originale: “Dorian Gray”
Genere: drammatico
Regia: Oliver Parker
Sceneggiatura: Toby Finlay (basato sul romanzo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde)
Musiche: Charlie Mole
Uscita in Gran Bretagna: 9 settembre 2009
Sito web ufficiale (G.B.): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Ben Barnes, Colin Firth, Rachel Hurd-Wood, Ben Chaplin, Fiona Shaw, Rebecca Hall, Emilia Fox, Caroline Goodall, Maryam d’Abo, Douglas Henshall, Michael Culkin

La trama in breve…
Il bellissimo Dorian Gray (Ben Barnes) arriva nella Londra Vittoriana dove, ancora giovane e ingenuo, si lascia trascinare nel vortice della vita sociale  dal carismatico Henry Wotton (Colin Firth), che introduce Dorian ai piaceri edonistici della città.  L’amico di Henry, l’artista Basil Hallward (Ben Chaplin), dipinge un ritratto di Dorian che cattura appieno tutta la sua bellezza giovanile. Nel momento esatto in cui tolgono il velo che ricopre il ritratto, Dorian compie un futile giuramento: è pronto a sacrificare qualsiasi cosa pur di rimanere così come appare nel ritratto… perfino la sua anima.
Incoraggiato da Henry, Dorian si lascia trascinare nelle avventure più sfrenate. Ma mentre Dorian continua ad apparire innocente e bellissimo come sempre,  il suo ritratto, che ora è chiuso a chiave in soffitta, ad ogni atto malvagio da lui commesso, diventa via via più orripilante e mostruoso. Sembra quasi che Dorian possa concedersi qualsiasi desiderio proibito senza dover subire alcuna conseguenza.  Quando Basil insiste nel voler vedere il ritratto, Dorian è costretto ad ucciderlo e conseguentemente a fuggire dal paese.
Venticinque anni dopo Dorian torna e, lasciando sgomenti i suoi vecchi amici, non appare invecchiato di un solo giorno. Ciò nonostante, è un uomo tormentato, con una vita priva di amore e significato. E’ perseguitato dal suo passato e viene costantemente deriso dall’abominevole mostruosità rinchiusa nella sua soffitta. Un giorno, incontra Emily (Rebecca Hall), una ragazza intelligente e straordinaria che prova un grande fascino nei suoi confronti.  Emily, però, è la figlia di Henry, e questi è pronto a tutto pur di tenere lontano i due giovani amanti. Mentre a Londra girano voci sulla possibilità che Dorian abbia stretto un patto con il Diavolo, Henry decide di smascherare l’amante di sua figlia. Riuscirà Dorian ad avere un’ultima possibilità per redimersi e per essere amato? Ma soprattutto riuscirà ad uscirne vivo?

La Storia Dietro al Progetto

“Non volevo rimanere intrappolato in un genere cinematografico specifico, visto che in passato avevo già diretto due adattamenti tratti da opere di Oscar Wilde, eppure adoravo “Il Ritratto di Dorian Gray””, spiega il regista Oliver Parker, “perciò Barnaby (Thompson) ha portati avanti il progetto; in origine il mio ruolo era quello di co-produttore. Ci è voluto qualche tempo prima che la sceneggiatura prendesse forma, nel frattempo, ho avuto la possibilità di fare film di genere diverso. A quel punto ero pronto per cimentarmi di nuovo con Wilde; ovviamente, non volevo che qualche altro bastardo facesse il film al posto mio!”

Parker e il produttore Barnaby Thompson, come spiega Thompson stesso, “Si conoscono da sempre”.  Collaborano assieme da molto tempo, “Fare film è una cosa molto difficile; fare film con persone che conosci molto bene rende tutto più semplice, perchè ci si sente più liberi e rilassati”, afferma Thompson.  “Inoltre, la forza di Olly è che proviene dal teatro, è stato un attore, perciò è molto bravo a gestire gli attori. Io sono più bravo nell’approccio comico e mi preoccupo soprattutto del modo in cui trasformare un film in un evento. Abbiamo un modo diverso di vedere le cose ma i nostri conflitti sono sempre positivi; ad ogni modo, abbiamo due punti di vista molto specifici”.

Con ‘Dorian Gray’, Parker ha preferito non occuparsi della sceneggiatura, “Quando si è registi e sceneggiatori spesso si sente una certa responsabilità nei confronti delle parole, soprattutto quando ci si trova di fronte ad un classico, e se si consoce bene lo scrittore è più facile produrre dei dialoghi di grande valore”.

Due anni fa il giovane sceneggiatore in ascesa Toby Finlay è entrato a far parte del progetto. “Toby ci ha fatto un’ottima impressione con questa sceneggiatura” spiega Parker, “le ha dato un’identità molto forte”.  Finlay è stato portato all’attenzione dei cineasti da Sophie Meyer, Head of Development presso gli Ealing Studios, che aveva letto alcuni dei suoi lavori e pensava fosse il caso di dare al giovane sceneggiatore una possibilità.  “Credo che sia stata una grande intuizione; lui ha affrontato questa cosa con grande energia; ha uno stile viscerale”, osserva Parker. “Con Toby, la sceneggiatura ha acquisito un respiro maggiore. E’ tornato incessantemente sulla sceneggiatura, riscrivendola e perfezionandola”.

“Una delle cose che rendevano più interessante questo progetto è la mancanza di quei limiti definiti che invece caratterizzano una rappresentazione teatrale. Questa storia ha un potenziale enorme per essere ulteriormente sviluppata e per essere studiata”, conclude Parker.

“Si tratta di un libro che non è mai invecchiato, che è molto attuale, grazie alla tematica di base della storia: ‘e se avessi la possibilità di fare qualsiasi cosa?”’,  come spiega il produttore Barnaby Thompson. “Credo sia una nozione accessibile a tutti perchè tutti hanno imparato la differenza tra il bene e il male e il fatto che se si compiono delle azioni sbagliate si deve pagarne il prezzo”.

“In chiave moderna, la prima persona a cui ho pensato in questo caso è stato Mick Jagger”, continua Thompson “Jagger era un giovane che è diventato una stella del rock ‘n’ roll ed ha avuto la possibilità di fare qualsiasi cosa volesse e che, in qualche caso, è andato addirittura al di sopra della legge.  Era un’epoca di celebrità,  in cui la bellezza e la cultura pop erano diventati elementi sempre più fondamentali  della vita. L’idea del potere della bellezza e di quello che ti permette di fare è più rilevante ora di quanto non lo sia mai stata nel passato”.

“Potremmo analizzare per ore il motivo per cui i miti perdurano nel tempo; credo che tutti quanti siamo affascinati dall’aspetto esteriore delle cose, dall’aspetto degli altri e dal nostro, e Oscar Wilde faceva della bellezza una religione”, osserva l’attore Colin Firth, che interpreta il ruolo di Henry Wotton. “Era quasi come se  la bellezza estetica fosse più importante della moralità, e Oscar Wilde scriveva di queste cose, scriveva di ciò che aveva a cuore.  L’idea originaria per la storia deve essergli venuta pensando ‘arriverei a vendere la mia anima?’ Tutti ci siamo sentiti ripetere all’infinito che quello che davvero conta è la bellezza che deriva dal profondo di ognuno di noi. Questa storia racconta questo mito in maniera drammatica, concisa e inquietante”, conclude Firth.

“La cultura odierna è ossessionata dalla lancette dell’orologio e dalla ricerca della giovinezza a tutti i costi”, nota l’attrice Rebecca Hall, che interpreta Emily Wotton, “Credo che gli esseri umani siano stati sempre ossessionati da queste cose. Il fatto che, già allora, Oscar Wilde affrontasse questa tematica fa riflettere. Durante le diverse epoche le persone hanno sempre avuto delle idee ben specifiche su cosa fosse bello e su cosa facesse apparire giovani. Oggi abbiamo il Botox, mentre in passato era importante vestirsi in un certo modo. La bellezza sarà sempre un elemento importante ed esisteranno sempre dei metodi per cercare di arrestare l’invecchiamento”.

“Il tema della giovinezza eterna era altrettanto affascinante” dice Ben Chaplin (Basil Hallward). Tanto per cominciare la storia di “Dorian Gray” ha reminescenze Faustiane, è per questa ragione che continua ad affascinare le persone. Dobbiamo essere ritenuti responsabili per le nostre azioni? Dobbiamo vivere solo per indulgere nel piacere senza pagare le conseguenze a livello fisico e spirituale?”

Per Parker, che ha iniziato la sua carriera cinematografica lavorando nel genere horror assieme al leggendario maestro Clive Barker, questo adattamento di “Dorian Gray” rappresentava un’opportunità per tornare a cimentarsi nel genere cinematografico dei suoi esordi. “E’ molto divertente cimentarsi in qualcosa che contiene degli elementi horror.  Non si tratta di un film horror puro ma sicuramente ha il potere di riportarmi indietro ai miei primi anni di carriera. Ai miei esordi ho lavorato assieme a Clive Barker, perciò per me è stato come unire i puntini della mia carriera”.

“E’ fantastico che Olly abbia avuto la possibilità di rivisitare le sue radici horror”, commenta il produttore Barnaby Thompson.  “Assieme a Clive Barker mise su una compagnia teatrale con la quale hanno fatto ogni sorta di show horror; ricordo di essere andato a vederli quando avevano appena terminato gli studi. Non si direbbe guardando qualsiasi altra cosa che abbia fatto, ma è un uomo a cui piace molto il sangue; la sua prima apparizione cinematografica come attore è stata nel film Hellraiser di Clive”.

“Si tratta di un film di genere horror gotico e il fatto che sia tratto da un’opera di Oscar Wilde rende tutto ancora più emozionante”, spiega Barnaby Thompson.  “Speriamo che questo film possa regalarvi le stesse emozioni e lo stesso turbamento che si provano guardando un film horror. A questo si aggiungono dei dialoghi di qualità e una grande profondità di emozioni, come del resto ci si aspetterebbe da un autore come Oscar Wilde”.

Il Casting

“Il Ritratto di  Dorian Gray” di Oscar Wilde è un classico della letteratura e chiunque abbia letto il romanzo ha ben stampata nella propria mente l’immagine di Dorian, “ognuno ha la sua idea di perfezione”, nota il regista Oliver Parker.

Questa avrebbe potuto rappresentare un’impresa quasi impossibile da affrontare dal punto di vista del casting, ma Parker ha ritenuto che i tempi cambiano e che “Se si dovesse scegliere l’uomo più affascinate della nostra era, questi sarebbe molto diverso dall’ideale di bellezza dell’epoca in cui il libro è stato scritto”.

A questo punto fa il suo ingresso l’attore Britannico Ben Barnes. Il Produttore Barnaby Thompson, precedentemente, aveva scelto Barnes come interprete principale del film Un Matrimonio all’Inglese, prodotto dagli Ealing Studio, ed è stato proprio sul set di quel film che aveva iniziato a pensare all’attore come a un possibile candidato per interpretare il ruolo di  Dorian. Thompson era arrivato nella location in cui si svolgevano le riprese dopo aver presenziato ad una riunione per Dorian Gray. “Mi sono reso conto che Ben aveva degli occhi scuri molto interessanti; poi a un certo momento si è girato leggermente verso la mdp e mi sono ritrovato a pensare ‘Oh mio Dio è lui Dorian’.  Poco dopo, Thompson ha presentato Barnes a Oliver Parker e i due hanno trascorso un paio di giorni lavorando assieme. “Gli ho fatto fare un’audizione piuttosto rigorosa, che lui ha superato con successo.  Mi sono emozionato molto all’idea di cosa avrebbe potuto fare con il personaggio di Dorian”.

“Credo che Ben abbia fatto un ottimo lavoro; ha il look del sex symbol,  è così affascinante,  ma può passare dalla dolcezza alla durezza in un batter d’occhio.  Questo ruolo rappresenta una grande sfida: all’inizio Dorian è sgraziato e ingenuo, poi diventa una sorta di superstar del rock ‘n’ roll, e poi, 25 anni dopo,  fisicamente è rimasto lo stesso, come se non fosse passato un solo giorno. Ben è riuscito in tutto questo con grande aplomb”, lo elogia Thompson.

Parker e l’attore Britannico Colin Firth non sono alla loro prima collaborazione, in passato hanno già lavorato in tre occasioni “Credo che stia diventando un attore sempre più entusiasmante”, nota Parker.  “Continua a progredire in maniera inarrestabile, è sempre alla ricerca di nuove sfide.  Henry Wotton è un ruolo fantastico per lui, per niente ovvio, considerando il modo in cui Colin viene percepito dalle persone. In realtà io so che Firth sa essere un grande bastardo, capace di pensieri malefici, perciò alla fine è stata una scelta piuttosto facile!”

Il Produttore Barnaby Thomson concorda con quanto detto da Parker, “Colin ha visto un’opportunità nel cimentarsi in un ruolo che raramente gli viene chiesto di interpretare.  Curiosamente, se c’è un ruolo simile che abbia mai interpretato è quello nel film Valmont, dove possedeva quella scintilla,  quell’elemento Machiavellico: nel film è lui il cattivo di turno. Molto spesso Colin viene scelto per interpretare il ruolo dell’uomo affidabile mentre chiunque lo conosca sa bene che è l’esatto contrario!”

Le Location

Le location selezionate per le riprese di “Dorian Gray” riflettono molto bene l’evoluzione che compie il personaggio di Dorian nel corso della storia, dal suo arrivo nella big city, quando è ancora giovane e ingenuo (Smithfields nella città di Londra è stata trasformata nella King’s Cross Station di Londra); alla sua spensierata innocenza quando viene introdotto nell’alta società da Henry Wotton, lo vediamo partecipare alle feste sofisticate nelle residenze opulente di Londra (Witanhurst sulla Highgate Hill a Londra e Basildon Park nel Berkshire); fino ad arrivare alla sua discesa negli inferi della dissolutezza, quando frequenta i luoghi del  vizio nell’East End (il Café de Paris vicino a Leicester Square è stato trasformato nel Casino’ di Venezia, mentre il Crocker’s Folly a St John’s Wood è diventato un pub e una fumeria d’oppio).

Al Location manager Pat Karam e al suo team è stata affidata la responsabilità di trovare più di quindici location tra Londra e dintorni. Le prime settimane sono state impiegate per fare ricerche a Witanhurst, nella verde Highgate, a nord di Londra.  Witanhurst è una residenza costruita in stile Queen Anne ed è la seconda residenza privata più estesa di Londra dopo Buckingham Palace. Ha 25 stanze da letto, un’immensa sala da ballo, otto bagni, ed otto sale ricevimento, ed è stata recentemente acquistata dalla donna più ricca della Russia per 50 milioni di sterline.

Tra i luoghi più importanti di Londra ad essere stati utilizzati come location ci sono anche l’Old Royal Naval College a Greenwich, il Wilton’s Music Hall nell’East End, Bell Yard vicino alla Royal Courts of Justice, Carlton Terrace, la British Academy, l’Highgate Cemetery, il Royal Exhange Building e la Chiswick Town Hall.

Le importantissime scene ambientate nella soffitta, dove Dorian tiene nascosto il suo mostruoso ritratto, sono state girate nei set costruiti presso gli Ealing Studios; mentre la banchina e la sezione del tunnel della metropolitana di Londra sono stati ricreati presso il Teatro di Posa Due degli Ealing Studios.

I Costumi

“L’ho trovata una sceneggiatura fantastica, un approccio fresco e nuovo al Dorian Gray letterario, perciò volevo prendere i vestiti di epoca Edwardiana e cercare di rivederli in chiave moderna” spiega la costumista nominata agli Oscar Ruth Myers.

Myers era decisa ad evitare il look classico dei film in costume, “Nell’epoca in cui è ambientato il film c’era un gruppo di persone molto glamour, è proprio quello stile che volevo catturare. Ho pensato a Dorian come ad una sorta di Mick Jagger o di Rudolph Nuryev. Volevo un look e dei costumi che facessero pensare all’idea di glamour tipica degli anni ‘60 o ‘70”.

“Ho fatto molti disegni in fase di ideazione, perchè non volevo riprodurre cose già viste. Fortunatamente, ho avuto la possibilità di lavorare assieme a Olly (Parker) e Barnaby (Thompson) perchè entrambi hanno a cuore i costumi, è una cosa che fa una grande differenza quando si creano i vestiti per un film”.

Ben Barnes, che interpreta il ruolo di Dorian, ha collaborato a stretto contatto con Myers durante tutte le fasi di produzione, “Ben ha partecipato a molte prove degli abiti ed ha lavorato duramente assieme a me. E’ una cosa bellissima quando si lavora con un attore capace di percepire il suo personaggio grazie ai suoi costumi.  Ben ed io abbiamo visto molti costumi moderni che volevamo trasformare, e molti abiti vintage, ma abbiamo anche creato tante cose dal nulla. Ben è stato molto coraggioso con i suoi costumi ed ha imparato ad indossarli bene. Sono stati creati dei costumi coi quali si sentiva perfettamente a suo agio, cosa che non accade sempre con i costumi d’epoca”.

Uno dei look più interessanti che Myers aveva il compito di creare è quello di Emily Wotton, interpretata dall’attrice Rebecca Hall. Emily rappresenta la tipica giovane donna moderna dell’era Edwardiana. “Rebecca è così bella, ha un volto favoloso e sembra quasi una stella degli anni ’60, come Jane Birkin o Jeanne Moreau.  Ha una faccia incredibilmente espressiva perciò ero intenzionata a creare dei costumi semplici affinché gli occhi degli spettatori fossero spinti a guardare il suo bellissimo volto. Vista la natura del suo personaggio – la donna moderna dell’era Edwardiana – volevo conferirle un look molto moderno.  A parte il magnifico vestito rosso che abbiamo fatto per lei, e del quale sono molto fiera, nella maggior parte delle occasioni è vestita con delle camicette e delle lunghe gonne, esattamente quello che avrebbero indossato le sufraggette di quel periodo. Le abbiamo fatto indossare una versione molto glamour dei vestiti delle Suffragette”.

La maggior parte dei costumi sono stati creati ad hoc ma anche quelli che sono stati comprati hanno subito dei cambiamenti, “Abbiamo creato quasi tutti i vestiti appositamente per il film” spiega Myers.  “La sfida più grande è stata riuscire a rendere i vestiti acquistati quanto più sfarzosi possibile, e nel tempo più breve. E’ stata una gioia e, se tutto va bene, appariranno proprio così. E’ stato bellissimo portare una boccata di aria fresca in un film in costume. Ho avuto un grande sostegno da parte di Olly e Barnaby”.

Ad ognuno il suo personaggio…

Ben Barnes parla del suo personaggio:“Dorian Gray”

“Ho letto il libro quando ero adolescente, credo sia uno dei primi romanzi che quasi tutti leggono da soli. Molti lo leggono perchè gli insegnanti ritengono che sia molto moderno, emozionante e sconvolgente. Secondo me, quello che conta prima di tutto è il personaggio nel contesto della storia.  Ottenere questo ruolo era una sfida grandissima; ma non sarebbe potuta andare meglio di come  è andata”.

“E’ stato bellissimo interpretare il mio personaggio, soprattutto nei suo momenti più oscuri, ma mi è piaciuto interpretare anche il Dorian a 46 anni di età. Ovviamente fisicamente è sempre uguale, è stata una sfida molto interessante farlo apparire più vecchio lasciando trasparire come le esperienze abbiano avuto un’influenza su di lui. E’ anche molto interessante vedere come gli altri personaggi abbiano interagito con me in quel contesto, spesso, infatti, avevano un trucco per farli sembrare più vecchi, come è successo a Colin Firth. Sul set nei giorni in cui mi sentivo più giovane e vulnerabile lui era prepotente con me; nei giorni in cui invece era truccato da settantenne, le cose erano totalmente diverse, era lui a sentirsi vulnerabile perchè era pelato!  E’ molto interessante vedere il modo in cui la gente reagisca quando è truccata e appare totalmente diversa. Ieri abbiamo girato il finale del film, la scena in cui, grazie alla tecnica del morphing, io mi trasformo nell’uomo del ritratto: un essere disgustoso e peccaminoso,  affetto da sifilide. Ho dovuto sottomettermi a tre ore in più di preparazione per mettere le protesi, neanche il produttore riusciva a riconoscermi; l’assistente alla regia non riusciva neanche a guardarmi negli occhi. E’ stato molto interessante sentirsi come un mutante: Non tanto il fatto di essere brutto, ma piuttosto il fatto che non trasparisse alcuna reazione dal mio volto, il fatto che gli altri potessero vedere solo i miei occhi, e non erano quindi in grado di dire se stessi ridendo o meno!”

“Lavorare così a stretto contatto con Colin Firth è stato fantastico. Abbiamo girato Un Matrimonio all’Inglese nel 2008, in quel film i nostri personaggi non interagivano molto, nel contesto di quella storia la nostra relazione non necessitava di esplorazione, ma qui siamo i due protagonisti. E’ stata una grande gioia dall’inizio alla fine, è una persona fantastica, è anche molto divertente e intelligente; non saprei come elogiarlo meglio”.

“In questo film, Olly Parker mi ha co-diretto, ma mi ha fatto anche da baby sitter in un certo senso.  La mattina prima dell’inizio delle riprese avevo sempre un pò di senso di nausea. La notte, prima del giorno delle riprese, controllavo il copione e pensavo: ‘Non so come fare per rendere questa cosa credibile e reale’. Ma il giorno dopo arrivavo sul set e dicevo ad Olly ‘Ho un paio di idee ma fondamentalmente non so come farle funzionare, cosa faccio?’ Olly è stato un attore perciò è molto interessante vederlo all’opera. Qualche volta, nel bel mezzo di una scena, si avvicinava e mi dava un appunto e mentre si allontanava recitava lui la parte… come se provasse lui la scena, è stato molto utile per me. Anche quando fai una cosa di cui sei molto appassionato, quella passione potrebbe non riuscire a oltrepassare lo schermo.  Bisogna fidarsi del giudizio delle persone che guardano il monitor. Spesso non siamo noi i migliori giudici  del nostro lavoro”.

Colin Firth parla del suo personaggio: “Henry Wotton”

“Secondo me, ci sono tre personaggi principali nella storia: Basil, Dorian e Henry e tra di loro si crea una sorta di  triangolo. Sia Henry che Basil subiscono il fascino di Dorian a loro modo. Credo che anche il ritratto sia in un certo senso un personaggio: rappresenta il lato di Dorian che rimane nascosto, mentre Dorian diventa sempre più affascinante agli occhi del mondo.  Henry vuole distruggere la bellezza di Dorian. Credo che all’inizio si comporti così per indispettire Basil, per provocarlo, ma col passare del tempo, per una serie di motivi complessi, vuole vedere la sua distruzione, in un certo senso vuole vedere la sua bellezza contaminata”.

“Henry Wotton è più che altro un voyeur, non è pronto a sporcarsi le mani. Non vuole perdere la sua famiglia, non vuole dover pagare il prezzo di questa cosa da solo. O Henry non ha il coraggio oppure non ha un lato così oscuro. Credo che per Henry si tratti più che altro un gioco. Nel libro Henry non subisce una grande evoluzione, è l’unico personaggio che non si cimenta in uno di quei viaggi di scoperta, che non ha uno sviluppo all’interno dell’arco narrativo. Nel film, invece, sono state fatte delle modifiche al suo personaggio: ha una figlia, per cui la posta in gioco per lui cambia, e cambia anche il suo personaggio. Il fatto che abbia una figlia, infatti, è una cosa che lo rende vulnerabile, non può più essere superficiale. Rispetto al libro Dorian ha un diverso tipo di potere, mentre Henry non è più un voyeur, perchè è emotivamente coinvolto”.

“Mi interessano i personaggi difficili da definire. Ho interpretato moltissimi personaggi che possono essere identificati per la loro ‘Inglesità’. Il personaggio di Henry da cosa è motivato? E’ difficile dirlo. E’ un uomo molto misterioso. Perchè si comporta così, perché è così affascinato da Dorian? Prova forse una sorta di amore paterno nei suoi confronti? Oppure si tratta di un amore sessuale? Credo che siano tutti questi elementi assieme. Egli distrugge Dorian completamente, è lui che inizia il processo di autodistruzione di Dorian.  Credo che Henry proietti su di lui una sorta di auto-avversione”.

“In questo film interpreto Henry anche da vecchio. Bisogna usare l’immaginazione per interpretare un personaggio vecchio. In passato mi è già capitato di dover interpretare il ruolo di un personaggio più vecchio. Credo che in questi casi quello su cui si deve puntare sia il modo in cui si vede il mondo. Se poi la sceneggiatura è ben scritta e gli avvenimenti hanno senso all’interno della storia, allora l’interpretazione viene da sé. La mia interpretazione cambiava a seconda del modo in cui ero truccato in un determinato momento. Non appena Ben Barnes mi vedeva calvo, improvvisamente sentiva la necessità di aiutarmi a sedere, o di darmi delle medicine, oppure addirittura di aiutarmi a cambiare il sacchetto per la colostomia!  Non riesce a fare a meno di essere accondiscendente con me quando sono vecchio!”

“Quando si interpreta un personaggio anziano quello che deve cambiare è il modo in cui si guarda il mondo, non è importante il numero delle rughe.  Non si ha più prontezza di riflessi, nulla di quello che si guarda viene percepito come una novità. Credo che anche Ben sia piuttosto bravo in questo senso. Il giovane Dorian rimane sempre lievemente sorpreso dalle cose, è goffo, sembra quasi che il mondo gli stia tendendo un agguato. Il vecchio Dorian, invece, è una persona sulla quale è difficile produrre qualsiasi effetto.

“Più invecchio, meno sono propenso a fare qualcosa che non piace, è semplice. Non mi importa se potrebbe uscirne fuori un’opera d’arte, se non mi diverte non vale la pena, ma Ben Barnes ed io ci siamo divertiti molto sul set.  Una delle cose che mia attraeva di questo film era il fatto che  Ben ne facesse parte. Lavorare assieme è un aiuto per noi e per il lavoro che svolgiamo. Il rapporto tra Dorian e Henry è gioioso e il rapporto che c’è tra di noi ci ha aiutato molto in questo senso”.

“Olly Parker ha dimostrato, come fanno molti dei più grandi filmmaker, che far lavorare assieme delle persone tra cui c’è un rapporto familiare rappresenta un grosso beneficio per un film: il direttore della fotografia di cui ci si fida, il team di attori che si conoscono, tutto questo significa avere un linguaggio comune ben sviluppato. Quando si lavora assieme prima di riuscire a trovare l’intimità, la fiducia e la sicurezza necessari ci vuole molto tempo. Credo che essere diretti da un attore come Olly sia di grande aiuto, per le ovvie ragioni. Ci si capisce a vicenda. Olly era un bravo attore e conosce i trucchi degli attori; conosce il loro linguaggio”.

Ben Chaplin parla del suo personaggio: “Basil Hallward”

“Basil è ossessionato da Dorian e dal suo ritratto. Ha una sorta di relazione sentimentale con lui… ovviamente dal punto di vista di Basil. Credo che Basil non abbia mai fatto  nulla di veramente creativo, almeno fino a quando non dipinge il ritratto di Dorian; è ossessionato dal ritratto almeno quanto lo è da Dorian”.

“Capita anche a me: Quando ci si sente all’apice della creatività, ci si sente anche vivi come non mai. Raggiungo il massimo della  felicità nei momenti di maggiore creatività”.

“Quando ho accettato il ruolo, volevo essere certo del fatto che Basil rappresentasse più che un semplice espediente per la trama.  Non volevo che rappresentasse il solito cliché, una sorta di giudice della moralità. E’ un artista, in qualche modo è colpevole di quello che accade a Dorian, e volevo che apparisse esattamente così. Non volevo che si ergesse a giudice nei confronti  di  Henry e Dorian. Non volevo modificare la sceneggiatura, è stata solo questione di interpretare il personaggio in un determinato modo.  E’ una cosa che ho discusso con Olly prima che iniziassero le riprese”.

 

Rebecca Hall parla del suo personaggio:  Emily Wotton

“Emily appare solo più avanti nel corso del film, nel momento in cui  il movimento delle suffragette prende piede: lei appartiene a quell’era specifica”.

“Ho letto il libro e ho visto il film in bianco e nero quando ero ancora una ragazzina. Probabilmente ero troppo giovane perchè la storia ha avuto un impatto molto forte su di me!  Ricordo di essermi spaventata molto”.

“E’ stato molto interessante leggere la sceneggiatura; Toby Finlay ha fatto una versione diversa dall’originale, ma le tematiche del libro sono rimaste le stesse. Se si prende un romanzo e lo si trasforma in un film, questo non sarà mai uguale all’originale, perché è un adattamento, sono due forme radicalmente diverse. Ci si deve adattare al mezzo attraverso il quale si racconta la storia; e credo che lo sceneggiatore ci sia riuscito nel miglior modo possibile”.

Trailer originale:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

 

Commenti»

1. enry - 21/11/2009

Mi incuriosisce molto…
Il libro poi è uno dei miei classici preferiti…

2. Giangi - 21/11/2009

In passato, questo libro, mi aveva affascinato tantissimo.
Già con il film “La leggenda degli uomini straordinari” si è potuto vedere un Dorian Gray in carne e ossa, un film dedicato interamente al personaggio è da vedere assolutamente.

3. VIZIO-VF551XVT - 24/11/2009

ha ha first time i saw i read that gay:p


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