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Cinema futuro (826): “Astro Boy” 12/12/2009

Posted by Antonio Genna in Animazione, Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Astro Boy”

Uscita in Italia: venerdì 18 dicembre 2009
Distribuzione: Eagle Pictures

Titolo originale: “Astro Boy”
Genere: animazione / azione / fantascienza
Regia: David Bowers
Sceneggiatura: Timothy Harris e David Bowers (soggetto di David Bowers; basato sul manga creato da Osamu Tezuka)
Musiche: John Ottman
Uscita negli Stati Uniti: 23 ottobre 2009
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: (doppiatori originali) Freddie Highmore, Nicolas Cage, Kristen Bell, Samuel L. Jackson, Bill Nighy, Donald Sutherland, Eugene Levy, Nathan Lane; (doppiatori italiani) Silvio Muccino, Carolina Crescentini, Pasquale Anselmo, Giorgio Lopez, Pietro Biondi, Mino Caprio, Francesco Vairano, Danilo De Girolamo, Roberto Stocchi, Trio Medusa

La trama in breve…
Nel futuristico mondo di Metro City, una splendente metropoli che si trova nel cielo, il brillante scienziato dott. Tenma decide di creare Astro Boy, affinché prenda il posto del figlio tragicamente scomparso. Lo scienziato programma la sua creatura con i più alti valori e con le migliori caratteristiche umane possibili, ma la dota anche di straordinari super poteri. Ben presto, però, Astro Boy mostra di non essere in grado di soddisfare le aspettative del padre, che lo caccia via senza esitazioni. Oltre a questo, il Robot deve anche affrontare la dura realtà di non essere umano.
Astro Boy cela dentro di sé il Nucleo Blu, una fonte di potere fatta di energia positiva blu, ragione per la quale è ricercato dalle truppe del Presidente Stone, la cui ossessione è quella di mettere le mani sul Nucleo, per usarlo sul suo robot, il “Peacekeeper”, che contrariamente al suo nome è stato inventato per essere usato come arma per dominare la Terra.
Nel tentativo di fuggire alle forze armate, Astro Boy si schianta sulla superficie della Terra. Smarrito e incerto sulla sua identità, Astro Boy cerca di adattarsi alle condizioni del pianeta. Incontra una banda di bambini vagabondi e, negando la sua vera natura, si spaccia per un essere umano. Cade ingenuamente sotto l’influenza di Hamegg, il capo della banda, nel quale riconosce una figura paterna. Astro Boy rimane sgomento quando Hamegg lo smaschera di fronte a tutti, rivelando la sua vera natura di robot. Come se tutto ciò non bastasse Hamegg cerca di trasformare Astro Boy in un robot-gladiatore.
Nell’arena Astro Boy è costretto a vedersela con dozzine di robot, ma si rifiuta di combattere, si limita esclusivamente a mettere fuori uso i rivali che minacciano la sicurezza degli spettatori; e così la nobiltà di animo di Astro Boy fa breccia nel cuore degli spettatori. Messi in allerta da un sovraccarico di energia del Nucleo, i militari scendono nell’arena e catturano Astro Boy, al quale non resta che rassegnarsi al proprio fato. Il dott. Tenma, l’uomo che lo ha creato, rimuove dal suo petto la fonte di tutta la sua energia, eppure Astro Boy lo perdona. Messo di fronte all’innata bontà del robot il dott. Tenma finalmente capisce il terribile errore che ha commesso, si riconcilia con il figlio ingiustamente  ripudiato, e gli offre la possibilità di fuggire.
Il terribile Peacekeeper, che per ordine del presidente, è stato dotato della pericolosa energia negativa che scaturisce dal Nucleo Rosso, ha perso il controllo e sta causando devastazioni terribili per tutta Metro City. Astro Boy decide di tornare determinato ad aiutare i cittadini, a contrastare il Peacekeeper e a salvare Metro City, che rischia di schiantarsi sulla Terra. E’ una battaglia campale, in cui tutti gli elementi della storia troveranno una loro conclusione. Astro Boy accetterà la sua duplice natura di bambino mezzo uomo\mezzo robot e comprenderà il suo destino di salvatore dell’umanità.

LA PRODUZIONE

Solo di rado un personaggio dei cartoni animati ha avuto un impatto così forte e duraturo sulla cultura popolare internazionale come è accaduto con Astro Boy. Questo piccolo robot apparve per la prima volta nel 1951, nelle pagine del leggendario manga (fumetto giapponese) di Osamu Tezuka, divenendo immediatamente un’icona. Nel 1963, Astro Boy fu  protagonista di una serie televisiva in bianco e nero prodotta in Giappone.
Con i suoi grandi occhi espressivi, Astro Boy divenne lo standard per una nuova forma di animazione divenuta celebre con l’appellativo di ‘anime’.

In quello stesso anno, la serie originale debuttò anche negli Stati Uniti, dove ottenne subito uno strepitoso successo. Nel 1982 venne trasmessa una nuova serie televisiva, seguita nel 2003 da un’altra serie Americana. Quest’ultima andò in onda in 40 paesi, tra cui Giappone e Stati Uniti. Fu trasmessa dai canali WB e Cartoon Network, ottenendo il primo posto nella sua fascia oraria per ben due anni consecutivi.

Tezuka è considerato il “dio dei manga” e il “padre degli anime”.
Astro Boy e il suo creatore sono divenuti delle vere e proprie celebrità in Giappone, dove sono apparsi addirittura sui francobolli. Nel 2004, Astro Boy è entrato a far parte della Hall of Fame dei Robot, assieme a C-3PO di Guerre Stellari e a Robby the Robot de Il Pianeta Proibito.

La storia di Astro Boy e le sue tematiche, (lo sradicamento, la necessità di sentirsi di appartenere a un luogo) hanno profondamente toccato il regista David Bowers. “Astro Boy è una storia senza tempo nella tradizione di Pinocchio o Oliver Twist”, spiega. “E’ una fiaba  Dickensiana, ma allo stesso tempo è anche molto moderna. Astro Boy è un robot\bambino creato per prendere il posto del figlio di uno scienziato morto in tragiche circostanze. Il padre, però, capisce che il robot non potrà mai veramente prendere il posto di suo figlio. Astro Boy, che pensava di essere umano, scopre la sua vera natura e da lì in poi perde il controllo della sua vita.

“Ripensando ai film che ho amato e che mi hanno influenzato nel corso degli anni, mi rendo conto che il primo film che abbia mai visto al cinema è stato Pinocchio”, racconta Bowers, un veterano dell’animazione, noto per aver diretto il film di animazione Giù per il Tubo della DreamWorks\Aardman Features. “Mio padre mi ha portato a vederlo, e quel film ha avuto un enorme impatto su di me. ‘When You Wish Upon a Star’ è una canzone che ancora oggi mi fa piangere”.

In seguito, quando era impegnato nelle ricerche su Astro Boy, Bowers apprese che  Osamu Tezuka era rimasto molto influenzato dall’opera di Walt Disney. “Fu facile capire quali fossero le origini di Astro Boy. Ci sono molte somiglianze con Pinocchio, a parte il fatto che Tezuka  ha migliorato la storia introducendo i giganteschi robot da combattimento!”

La preoccupazione principale per tutti coloro che hanno partecipato al film era rimanere fedeli all’originale Astro Boy aggiornandolo per il pubblico del 21° secolo, come spiega la produttrice Maryann Garger. “Astro Boy è un tesoro nazionale in Giappone. E’ il loro Mickey Mouse. Volevamo ispirare quella stessa emozione e quella stessa passione anche nel pubblico Occidentale.

“Gli spettatori che conoscono il personaggio vedranno Astro Boy come non lo hanno mai visto prima”, aggiunge. “Dall’altro lato, per coloro che non conoscono Astro Boy sarà una storia incredibilmente emozionante. E’ una sorta di Pinocchio, ma somiglia anche a Guerre Stellari per certi versi. Non si tratta di un film solo per bambini. E’ anche per adulti, e speriamo che gli spettatori di tutto il mondo lo capiranno”.

Bowers spera che i fan di lunga data rimarranno contenti di questo Astro Boy. “E’ ancora l’Astro Boy che conosciamo e che amiamo, solo che questa è la prima volta che lo vediamo sul grande schermo, nell’ambito di una storia molto più vasta e complessa”

Anche se quella di Astro Boy fondamentalmente è una storia toccante, i cineasti non hanno  rinunciato ad introdurre una certa dose di azione e di humour, come spiega Bowers. “Astro Boy vola per le strade, vediamo macchine che esplodono, edifici che crollano. Abbiamo città volanti che si schiantano al suolo. E’ un film  toccante, ma allo stesso tempo  è anche emozionante e  divertente”.

Sebbene Garger ammetta di non essere cresciuta guardando Astro Boy, ci rivela che con Astro Boy per lei è stato letteralmente ‘amore a prima vista’. “La sua è una storia molto ricca, è un magnifico viaggio emozionale al cui centro c’è un grande personaggio. E’ facile capire come sia divenuto un’icona mondiale”.

L’attore Freddie Highmore, che presta la voce al nostro supereroe, trova nell’innato altruismo di Astro Boy una delle ragioni della sua consolidata popolarità. “E’ un vero supereroe nel senso che usa i suoi poteri per il bene”, spiega Highmore. “Ci sono così tante persone nel mondo che sono molto intelligenti ed hanno talento per qualcosa. In genere queste persone usano i loro doni a loro solo beneficio. Astro Boy non mette mai sé stesso al primo posto. Lui vuole salvare il mondo intero.

“Astro Boy rappresenta l’individuo, il singolo che vuole cambiare la società”, prosegue l’attore. “Nel nostro mondo, proprio come nel suo, esistono così tante regole e restrizioni che è difficile per un individuo arrivare a fare la differenza, ma è proprio questo che cerca di fare sempre Astro Boy”.

Per Bowers l’opportunità di dirigere Astro Boy era troppo affascinante per rinunciarvi, come spiega lui stesso. “Il mio lavoro, prima di qualsiasi altra cosa, è raccontare storie. Ho aiutato a incanalare le energie creative di tutte queste incredibili persone attorno a me al fine di creare una storia che il pubblico potesse apprezzare. Se riusciamo a far commuovere le persone, se riusciamo a farle ridere e piangere, allora credo che siamo riusciti a fare il nostro lavoro. Se riusciamo anche a farle emozionare e a tenerle col fiato sospeso, allora abbiamo fatto il nostro lavoro molto bene”.

Mettere assieme il miglior progetto possibile significava anche radunare un team creativo composto di grandi talenti, come spiega il regista. “Abbiamo cercato di riunire degli incredibili talenti nel nostro film. Tutti si sono impegnati affinché Astro Boy fosse il più spettacolare, fantastico, emozionante e divertente possibile.

Il film è prodotto da Imagi Studios, uno studio di animazione  con base a Hong Kong, che possiede le sue strutture creative, di sviluppo e di produzione a Los Angeles, oltre ad un ufficio a Tokyo.

Il primo importante film di animazione in Computer Grafica prodotto dalla società è stato TMNT. Il film  è uscito negli Stati Uniti il 23 marzo del 2007, distribuito dalla Warner Bros., ed ha aperto al primo posto del box office.

“Imagi può contare su dei grandi artisti provenienti da tutto il mondo e dotati di una grande passione”, spiega Bowers. “Molte delle persone più creative con cui abbia mai lavorato nell’ambito di altri studios lavorano lì. Ero emozionato all’idea di tornare a lavorare assieme a Maryann Garger, che ha co-prodotto Giù per il Tubo”.

Garger fa eco all’entusiasmo di Bowers: “Imagi è un posto emozionante per me perché abbiamo aiutato a costruire questi studios. E’ una cosa che ho apprezzato molto quando lavoravo presso la DreamWorks. Essendo una società in fase di start-up alla Imagi si avverte una forte energia che poi si trasferisce anche sullo schermo. Abbiamo fatto un film di cui siamo molto orgogliosi, in grado di competere nell’odierno mercato globale”.

La sceneggiatura del film è stata scritta da Bowers e da Timothy Harris, uno scrittore stagionato, sceneggiatore di successi come Una Poltrona per Due e Un Poliziotto alle Elementari, oltre che del blockbuster Space Jam.

Bowers dice che come genitore era particolarmente emozionato all’idea di fare Astro Boy. “Mia figlia ha solo due anni, ma quando a casa ho iniziato a fare i bozzetti e a pensare a delle idee per Astro Boy, mi ha chiesto cosa fossero. Glielo ho spiegato e ora, quando torno a casa la sera, devo disegnare Astro Boy per lei.

“Quando i bambini andranno al cinema a vedere Astro Boy, spero che per loro sarà un’esperienza fantastica”, sottolinea il regista. “Ma quando usciranno dalla sala, voglio che questa esperienza  possa espandersi nelle loro vite di tutti i giorni. E’ proprio questo che è Astro Boy in Giappone, vorrei tanto che fosse così anche negli Stati Uniti”.

COME SI CREA UN SUPEREROE DEL 21° SECOLO

La mission di Imagi Studios è quella di produrre dei film di animazione estremamente innovativi e originali, secondo Paul Wang, vice presidente esecutivo dello sviluppo dello studio e produttore esecutivo di Astro Boy. Wang spiega che concentrarsi su una tipologia di progetti ‘fuori dal comune’ è ciò che permette a Imagi di fare concorrenza ai grandi studios. “Ci interessiamo soprattutto di film sui supereroi, come Astro Boy”, spiega. “E’ questo il tipo di sfida che vogliamo affrontare qui alla Imagi. Abbiamo messo assieme un gruppo di artisti eclettici. Ognuno di loro sogna di fare dei film che abbiano un grande impatto e che si trasformino in veri e propri eventi. Hanno voglia di fare grandi film ma allo stesso tempo vogliono anche fare dei film artistici. Questa rappresenta un’occasione per realizzare i loro sogni”.

Francis Kao, fondatore e capo del reparto sceneggiature presso Imagi Studios, è cresciuto a Hong Kong dove gli anime giapponesi sono molto amati. “Ho vissuto il meglio di due mondo quando ero un bambino e vivevo a Hong Kong”, spiega Kao. “Ho avuto la possibilità di vedere sia le serie animate  nel loro formato originale giapponese, che le versioni dirette ad un pubblico occidentale. Quando ho fondato Imagi Studios nel 2000, il mio obbiettivo era creare una forma di intrattenimento che potesse riunire il meglio dell’Occidente e dell’Oriente: da una parte le storie senza tempo e i popolari personaggi degli anime giapponesi e dall’altra la competenza di Hollywood in campo cinematografico. “Sin dal primo giorno, abbiamo lavorato con amore e rispetto nei confronti del manga originale creato da Osamu Tezuka, che ha rappresentato la spina dorsale del film”, aggiunge Kao. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con la Tezuka Productions e con il figlio del creatore Macoto Tezka, per essere sicuri di fare tutto al meglio”.

Erin Corbett, presidente di Imagi Studios U.S., racconta quanto sia stato gratificante vedere con quale calore i fan e i media abbiano accolto questo film sin da quando è stato annunciato la prima volta. “Fare Astro Boy è stato un viaggio straordinario per Imagi Studios”, secondo Corbett. “E’ un supereroe leggendario e amatissimo che continua a catturare i cuori in tutto il mondo da oltre 50 anni, siamo onorati che sia stato affidato a noi il compito di portare quest’icona all’attenzione di un nuovo pubblico globale”.

L’obbiettivo dei designers del film era riuscire a creare un mondo diverso da qualsiasi altra cosa che il pubblico abbia mai visto. Gran parte dell’ispirazione per il mondo di Astro Boy deriva dal lavoro di Isamu Noguchi, il famoso artista e architetto giapponese-americano del  20° secolo.

Il lavoro compiuto da Noguchi in termini di astrazione è stata per loro fonte di ispirazione e spiega l’uso di forme semplici, create utilizzando le più avanzate tecniche disponibili nel campo della computer lighting, del texturing e del computer modeling. I risultati vanno ben oltre  le navi spaziali o le macchine volanti visti in molti film del 20°secolo.

I designers hanno anche attinto dal Giappone per  gli ambienti del film. Si sono ispirati al lavoro dell’artista del 19° secolo Katsushika Hokusai come punto di partenza. Hokusai utilizza un approccio molto semplice nella creazione di paesaggi, eliminando il disordine visivo in favore della distillazione fino alla sua essenza di un’immagine.

L’attore Bill Nighy descrive il look di Astro Boy “come molto moderno, molto simile allo stile del  21° secolo. E’stato modificato rispetto all’originale ma nonostante ciò mantiene le influenze giapponesi, integrandole magnificamente con il look occidentale”.

Secondo Wang, il film è un esempio lampante del tipo di pellicole su cui la Imagi ha intenzione di costruire la propria reputazione. “Abbiamo voglia di occuparci di cose che siano più interessanti e originali, e possiamo farlo grazie alla snellezza della società”.

I creatori del nuovo film di Astro Boy sono consci di aver innalzato il loro stesso livello avendo preso un personaggio così noto e amato e avendo scelto di  presentarlo ad un pubblico sotto una forma del tutto nuova. “Astro Boy è il personaggio originale degli anime”, dice la produttrice Maryann Garger. “E’ stato presentato in America negli anni ‘60, ma abbiamo l’opportunità di ripresentarlo al mondo come una nuova  icona in grado di reggere il confronto con i più grandi blockbuster presenti sul mercato”.

LE VOCI ITALIANE

SILVIO MUCCINO è ASTRO BOY
Silvio nasce a Roma il 14 aprile 1982. Fratello minore del regista Gabriele Muccino, giovane autore attento alle realtà giovanili, a soli 17 anni lo affianca nella stesura dello script di “Come te nessuno mai” – sensibile radiografia dei nuovi “moti” ribellistici e sentimentali della generazione del “nuovo millennio” – del quale è anche il protagonista: immediata scatta la candidatura al Nastro d’argento, come autore del miglior soggetto. Nel 2001 Silvio affianca Jeremy Davies nello statunitense “C. Q.”, opera prima di Roman Coppola (figlio del più celebre Francis), ed è nel cast del corale “Un delitto impossibile”. Due anni dopo, Gabriele gli affida il ruolo del ribelle di famiglia nel celebrato “Ricordati di me”, che ce lo rivela come attore inattesamente maturo. E’ ormai attivissimo: ha un ruolo “da brivido” nel thriller “Il cartaio” del Maestro del genere Dario Argento, e collabora con Giovanni Veronesi, che porta sullo schermo la sua seconda sceneggiatura – il generazionale “Che ne sarà di noi” – che puntualmente lo vede tra i protagonisti insieme al suo altro celebre film “Manuale d’amore” in compagnia di Carlo Verdone. Proprio con il regista romano raggiunge il successo con la sceneggiatura e l’interpretazione di un ruolo da protagonista in “Il mio miglior nemico”.

Ha debuttato inoltre alla regia nel 2004 con il videoclip “La miglior combinazione” di Guido Elle ed ha continuato la sua attività di regista di videoclip musicali con “Estate” dei Negramaro, “Mi Vuoi Ancora” degli Stadio e “Bambina dello spazio” di Gianluca Grignani nel 2005, e il clip girato di recente “Le donne lo sanno” di Ligabue.

Nel 2008 Silvio Muccino debutta come regista con ”Parlami d’amore, di cui è anche il protagonista. Il film è tratto dall’omonimo romanzo scritto a quattro mani con la sceneggiatrice Carla Vangelista (Rizzoli, 2006).

Ultimissima fatica: il doppiaggio di  Astro  Boy, film di animazione tratto dal manga di Osamu Tezuka che arriverà in italia il prossimo dicembre.

Attualmente Muccino, insieme a Carla Vangelista, sta lavorando alla sceneggiatura di “Un altro mondo”, tratto dall’omonimo romanzo della Vangelista (Feltrinelli, 2009), che diverrà  la sua seconda prova registica. Il film, prodotto da Cattleya, verrà realizzato fra Nairobi e Roma e approderà nelle sale nel 2010.

CAROLINA CRESCENTINI è CORA
Conseguita la maturità scientifica presso la prestigiosa scuola romana Massimiliano Massimo, si iscrive alla Facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Dopo aver frequentato dei laboratori teatrali e la Scuola Azione presso il Teatro dei Cocci, è ammessa al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si diploma nel novembre del 2006.

Inizia la carriera di attrice con piccoli ruoli in teatro, cinema e televisione. Partecipa alla miniserie tv, in onda su Canale 5, Carabinieri: Sotto copertura, regia di Raffaele Mertes, in cui interpreta il ruolo di Carla Vichi. Gira vari cortometraggi, tra cui: É giusto così (2004) di Francesca Olivi e Fib 1477 (2006) di Lorenzo Sportiello, presentato alla 63° Mostra del Cinema di Venezia. Inoltre, partecipa al film H2Odio (2006), regia di Alex Infascelli.

Il debutto come protagonista al cinema avviene con il film, girato alla fine del 2006 e uscito nelle sale il 14 febbraio 2007, Notte prima degli esami – Oggi di Fausto Brizzi, in cui interpreta il ruolo di Azzurra. Come in Notte prima degli esami, il protagonista maschile è Nicolas Vaporidis.

Sempre nel 2006 gira un episodio della miniserie tv Provaci ancora Prof 2, diretta da Rossella Izzo e trasmessa nel 2007 da Raiuno. Tra il 2006 e il 2007 gira la sit-com Boris, diretta da Luca Vendruscolo e trasmessa dal 16 aprile 2007 dal canale satellitare Fox di SKY.

All’inizio del 2007 gira il film San Pietroburgo, regia di Giuliano Montaldo; successivamente è sul set di Cemento Armato, regia di Fausto Brizzi e Marco Martani, nelle sale nel 2008 , e Parlami d’amore, tratto dall’omonimo romanzo di Carla Evangelista e Silvio Muccino, che oltre ad essere sceneggiatore e protagonista del film, debutta come regista.

Nel 2008, oltre a girare la seconda serie della sit-com Boris, diretta da Luca Vendruscolo, è protagonista di due film per il  Cinema: Due Partite, per la regia di Enzo Monteleone, nelle sale a febbraio 2009 e Generazione Mille Euro per la regia di Massimo Venier, nelle sale da fine Aprile 2009.

Il 2009 la vede protagonista di diverse pellicole cinematografiche: gira infatti Henry di Alessandro Piva e Oggi Sposi di Luca Lucini.

Attualmente è invece impegnata nelle riprese di “Venti sigarette” per la regia di Aureliano Amadei, film impegnato sull’attentato a Nassirya e per la prima volta presta la sua voce al personaggio femminile di “Astroboy”, un Cartone Animato, distribuito dalla Eagle Pictures.

TRIO MEDUSA: ROBOTSKI – SPARX – MIKE IL FRIGO
Per Gabriele Corsi (attore), Giorgio Maria Daviddi (biologo) e Furio Corsetti (architetto), alias il Trio Medusa, la carriera televisiva e radiofonica inizia per gioco. Nel 1994, in una tranquilla cittadina di mare vicino Tarquinia, fondano Radio Medusa, un’emittente radiofonica (pirata, naturalmente) che trasmette per la prima volta nella storia le canzoni dei cartoni animati facendo il verso a Radio Deejay, dove ora ( ironia della sorte) conducono il programma Chiamate Roma Triuno Triuno.
Con il loro gruppo chiamato “La Medusa” organizzano Cartoon Party che vedranno, l’anno successivo, la partecipazione degli stessi cantanti e doppiatori dei cartoni animati più famosi.
Diventato un fenomeno di costume locale, il Trio passa da Radio Spazio Aperto che trasmetteva dal quartiere “Pignattara” di Roma – con un programma che includeva la Supersclassifica Medusa Parade – a Talk Radio sempre a Roma, dove per la prima volta “Radio Medusa” trasmette le canzoni dei cartoni animati in tutta Italia.
Nell’estate del 1998 conducono per Talk Radio un programma dedicato ai mondiali di calcio: Linus, allora direttore artistico di Radio Capital, li ascolta e decide di contattarli.
Per prima risposta, credendo che fosse uno scherzo, riagganciano; li ricontatta Radio Capital, dove, da settembre ’98 a settembre ‘99 conducono ogni domenica La Medusa sportiva.
Nel frattempo Nicola Savino, uno degli autori del programma televisivo Le Iene, li segnala a Davide Parenti che li recluta nella trasmissione-culto di Italia 1 a partire dalla stagione 1999-2000 fino a diventare ufficialmente “Iene” nella stagione 2000-2001.
Nella primavera dello stesso anno danno un contributo maschile alla trasmissione televisiva, in onda su TMC, intitolata Sex & The City.
L’anno seguente il Trio approda a Radio Due, come conduttore nell’ambito de Il cammello, per la prima volta in un appuntamento quotidiano; successivamente nell’appuntamento settimanale Il grande cammello, dove ogni venerdì, in diretta dalla Sala B, ospitano due vip che rispondono a domande sui film del tipo preferisci i Chips o Stursky and Hutch?
A febbraio 2001, in diretta dal Palafiori con Ambra Angiolini e Roberta Beta, conducono Radio Due Hall, talk show che fa il verso a Porta a Porta, la celebre trasmissione di Bruno Vespa, con tanto di colonna sonora e campanello.
Con il programma Radio Due di Picche, in onda due volte al giorno, il Trio conclude la stagione di Radio Due passando alla conduzione della trasmissione sportiva Ultimo stadio, in onda tutte le domeniche per tutta la stagione calcistica su Radio Deejay dove attualmente conducono Chiamate Roma Triuno Triuno.
Contemporaneamente li vediamo impegnati come inviati nella trasmissione Le Iene, sia in prima sia in seconda serata, dove continuano a distinguersi per essere gli sfrontati protagonisti dei servizi che coinvolgono illustri personalità del mondo della politica e della cultura. Sono inoltre presenti in numerose altre trasmissioni televisive come Select (MTV), L’ultima Razzia (Rete4), La Fabbrica del Sorriso (Canale5), Racconti di Vita (Rai Uno), Nessun Dorma (Rai Due), e Sky Sport sul canale satellitare.
Oltre alla televisione, si distinguono anche nella presentazione di numerosi eventi live: il capodanno in piazza 8 agosto a Bologna con Radio2 (40.000 persone), l’i-Tim Tour 2004 (in tutta Italia), Una Città per Regione (Radio DJ e Citroen), Estate Romana 2003. Sempre nel 2003 sono stati insigniti del Premio Massimo Troisi.
L’improbabile storia del Trio Medusa è raccontata in un libro intitolato Culattoni e raccomandati (Edizioni Piemme) dal 21 novembre 2003 in tutte le librerie e ristampato nel 2005.

Trailer italiano:


Per consultare le uscite dell’ultimo week-end andate allo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema visitate lo spazio “Cinema Festival”.

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